Questo fischio del treno
sento sempre più forte.
Batte tanto il pensiero,
la rivedo davvero.
E' arrivato il momento
di svegliare il cuore
che da un po' non sentiva
un amore sincero.
Batte forte il pensiero,
come musica suona
melodia di un amore.
Come rock romantico
entra dentro la pelle,
fa vibrare il sangue
ti scoppia d'amore.
7 commenti
Fiorisci d'essenza
ed io
rosa golosa
rosa golosa
ne assaporo
l'incanto fruttato.
l'incanto fruttato.
Fluttui
e dimori nel vento
tremuli le foglie
intessi desideri
tiepida carezza sei ...
sei la mia Primavera!
sei la mia Primavera!
Torni
nel mio cuore
ed io
come gemma
abbottonata al ramo
aspetto
come gemma
abbottonata al ramo
aspetto
di riempirmi di stelle
e di sole.

e di sole.

Fine settimana
stress e stanchezza
sono padroni del corpo.
Per fortuna
arriva l’aperitivo
fresco e brioso.
Un’emozionante serata
in una notte di luna piena
fa dimenticare la stanchezza.
Nonostante
un piccolo incidente di percorso
un intoppo.
Che non basta
a spegnere
la luce della passione.
La calma
l’autocontrollo
risolve tutto.
La cena vegetariana
conclude questa notte di stelle
in una magica atmosfera.
Donna d’ellenica virtude
Che avvolgi nello spazio il volto celeste
Calda tiepida aria m’avvolge
E lo sguardo immenso sconfina
E poi chiude in un sipario d’amore
Colori che svelano bellezza
Profumi che sognano altri confini
Questa è la vita del pensiero
Sognare liberi in questo spazio
che oltrepassa i dipinti
Che avvolgi nello spazio il volto celeste
Calda tiepida aria m’avvolge
E lo sguardo immenso sconfina
E poi chiude in un sipario d’amore
Colori che svelano bellezza
Profumi che sognano altri confini
Questa è la vita del pensiero
Sognare liberi in questo spazio
che oltrepassa i dipinti
In notturna alchimia
ho mischiato le stagioni
per avere l’oro
dei pensieri e delle promesse
per avere il blu
della notte e del sogno
polvere del mio cielo
con gocce del suo sguardo
profumi che non scorderò mai
con spruzzi di fiori sfiorati
così ho seguito
la danza dell’alba
mi sono lasciato trascinare
dal tramonto
In notturna alchimia
ho mischiato le stagioni
per avere l’oro
dei pensieri e delle promesse
per avere il blu
della notte e del sogno
acqua mista ad orizzonte
con onde dei suoi baci
mi hanno guidato
dritto nel profondo
e mi è piaciuto
stare tra seta e raso
avvolgermi di consueto
sempre nuovo
In notturna alchimia
ho mischiato le stagioni
per avere l’oro
dei pensieri e delle promesse
per avere il blu
della notte e del sogno
ho mischiato le stagioni
per avere l’oro
dei pensieri e delle promesse
per avere il blu
della notte e del sogno
polvere del mio cielo
con gocce del suo sguardo
profumi che non scorderò mai
con spruzzi di fiori sfiorati
così ho seguito
la danza dell’alba
mi sono lasciato trascinare
dal tramonto
In notturna alchimia
ho mischiato le stagioni
per avere l’oro
dei pensieri e delle promesse
per avere il blu
della notte e del sogno
acqua mista ad orizzonte
con onde dei suoi baci
mi hanno guidato
dritto nel profondo
e mi è piaciuto
stare tra seta e raso
avvolgermi di consueto
sempre nuovo
In notturna alchimia
ho mischiato le stagioni
per avere l’oro
dei pensieri e delle promesse
per avere il blu
della notte e del sogno
Fiocchi di luce dal vento intrecciati,
son avena di cieli scorticati
e lacrime d’apostrofo di rose,
pagine di scarpe silenziose
fra arpe di fulgide maree dolorose.
Così accoccolai i miei pensieri
e sulle labbra svernò il firmamento
come rondine crocifissa dal gelo
fra briciole pulviscolari d’un venerdì d’aprile.
son avena di cieli scorticati
e lacrime d’apostrofo di rose,
pagine di scarpe silenziose
fra arpe di fulgide maree dolorose.
Così accoccolai i miei pensieri
e sulle labbra svernò il firmamento
come rondine crocifissa dal gelo
fra briciole pulviscolari d’un venerdì d’aprile.
Perchè l'hai fatto?
E' triste, troppo tiste!
Cosa pensavi
che non ci hai mai detto?
Cosa volevi che non ti è stato dato?
E' triste troppo triste!
Ora, siam qui...
e un silenzio assordante
ci paralizza e stirnge il cuore.
E quel tuo banco vuoto...
...Ci mancan già i tuoi occhi
che chiedevano!
Ma oggi andiam troppo di fretta
per capire che due occhi stan chiedendo.
E' triste, troppo triste!
E io non dormo:
chi hai voluto punire?
forse te stesso?
Ma tu ...eri già un angelo!
Le tue ali bianche
ora recano il segno
del tuo estremo gesto;
hanno il colore del tuo dramma.
Spezzate le abbiam raccolte!
E' triste, troppo triste!
Ciao Andrea...
La tua Prof...
...che oggi ha solo pianto!
Dedicata al mio alunno.... Andrea Crisafulli, suicidatosi due giorni fà....
E' triste, troppo tiste!
Cosa pensavi
che non ci hai mai detto?
Cosa volevi che non ti è stato dato?
E' triste troppo triste!
Ora, siam qui...
e un silenzio assordante
ci paralizza e stirnge il cuore.
E quel tuo banco vuoto...
...Ci mancan già i tuoi occhi
che chiedevano!
Ma oggi andiam troppo di fretta
per capire che due occhi stan chiedendo.
E' triste, troppo triste!
E io non dormo:
chi hai voluto punire?
forse te stesso?
Ma tu ...eri già un angelo!
Le tue ali bianche
ora recano il segno
del tuo estremo gesto;
hanno il colore del tuo dramma.
Spezzate le abbiam raccolte!
E' triste, troppo triste!
Ciao Andrea...
La tua Prof...
...che oggi ha solo pianto!
Dedicata al mio alunno.... Andrea Crisafulli, suicidatosi due giorni fà....
Ogni età ha la sua bellezza
e le parole risuonano
come danza,
come quando raccoglievi
rose rosse con viso gioviale
e gli anni sorridevano
al tuo passar.
Ogni età anche se
segnata dal tempo
ha quel luccichio negli occhi
che non si disperde
e come ieri sfiora il cielo.
Ogni età con la stanchezza
dei passi lenti
è una cornice da stringere.
Le dissi taci
e lei, si chiuse nel buio
non volli vedere il suo volto
ne sentire le sue parole.
Le dissi taci
ma divoravo le parole truccate
dalla follia del momento
trasformandole in attimi di pazzia.
Potrei far tacere l'odio
se nessuno alzasse le mani
nate per donare carezze
che invece si elevano
come pugnali avvelenati
senza lasciare spazio all'amore
ma solo a libera follia.
Le dissi taci
ancora una volta
mentre la vidi bere sangue
ma la ferocia umana
non tacque
anzi, alzo di più la voce
per non far sentire la musica.
e lei, si chiuse nel buio
non volli vedere il suo volto
ne sentire le sue parole.
Le dissi taci
ma divoravo le parole truccate
dalla follia del momento
trasformandole in attimi di pazzia.
Potrei far tacere l'odio
se nessuno alzasse le mani
nate per donare carezze
che invece si elevano
come pugnali avvelenati
senza lasciare spazio all'amore
ma solo a libera follia.
Le dissi taci
ancora una volta
mentre la vidi bere sangue
ma la ferocia umana
non tacque
anzi, alzo di più la voce
per non far sentire la musica.
Ho scrutato il percorso di una lacrima.
Mi bagnò delicatamente il volto
che mai per guardare indietro si voltò.
Poi mi bagnò la gola e scese fino al cuore
e nel profondo d'esso
incontrò un accogliente sorriso.
E iniziò a voler trovare
ciò che non era mai esistito
anche se per questo fu deriso
alla fine lui trovò
quello che chiamò
l'isola che non c'è!
Mi bagnò delicatamente il volto
che mai per guardare indietro si voltò.
Poi mi bagnò la gola e scese fino al cuore
e nel profondo d'esso
incontrò un accogliente sorriso.
E iniziò a voler trovare
ciò che non era mai esistito
anche se per questo fu deriso
alla fine lui trovò
quello che chiamò
l'isola che non c'è!
Dalla finestra osservo il canto della natura
che pare l'essenza del tutto e il sollievo del cuore.
Infinitezza e armonia accolgono il volto ora mio pago e fanciullo,
assorto nel vagheggiar di immagini dipinte dal passato, ove si librano evanescenti paesaggi,
incontri belli dell'umana gente, musiche più rare e tutto ciò che la ragione del cuore ci illude e delude.
Quand'ecco,
nell'echeggiar di si dolci trastulli irrompe , minaccioso e improvviso,
un tonfo ch'è come pietra,
mosso da un alito di vento,
che la finestra ora chiude.
che pare l'essenza del tutto e il sollievo del cuore.
Infinitezza e armonia accolgono il volto ora mio pago e fanciullo,
assorto nel vagheggiar di immagini dipinte dal passato, ove si librano evanescenti paesaggi,
incontri belli dell'umana gente, musiche più rare e tutto ciò che la ragione del cuore ci illude e delude.
Quand'ecco,
nell'echeggiar di si dolci trastulli irrompe , minaccioso e improvviso,
un tonfo ch'è come pietra,
mosso da un alito di vento,
che la finestra ora chiude.
Se sapessi da dove proviene, o di un vicolo dal fondo
dove è sera umidiccia in bottiglia verde, o da nebbiolina
nata di mattina alle cinque tornando
da una canzone.
da una canzone.
Avere una malsoddisfazione in cuore che per fortuna
non nota che la luna, e tornare nel mio barattolo
/boom Herz // boom Herz/
di falena,
di falena,
e pensare a fontane stellate di un corso
sotterraneo - come metterebbero in ridicolo i frettolosi
signori che vanno al lavoro pieni di valigette.
Guarda.
Il formicaio ogni ora
si spande
come sciabordìo di scarafaggi;
è un pullulare
di coriandoli umani
gettati a manciate
su due atomi in riga
dal cielo dipinto in faccia.
È il carnevale
dello scrutarsi negli occhi
ma vedere degli occhi
la trincea che sussulta
d'occhiate armate
di chi non vuole
spalancarsi a scelte non sue.
È dove sfrigola
sui binari il tempo:
di chi arriva
di chi parte
di chi resta fermo
dinnanzi alla vita
che passa come un treno
gremito di occhi che lo fissano
finché di lui non rimane
che un puntino lontano
che non è salito in corsa.
E intanto gli vola via la vita
tra i fischi gli annunci
e i passi concitati
come una pagina
di carta argentata
che scappa dal vento.
E il gigantesco orologio
lontano ma vicino
perlustra la sua anima.
E mentre tracolla in apnea
sul filo del non fatto
smette la fissità facciale
il mimo che biancica
nel nero afono del salone
ormai deserto:
due soldi tintinnanti
nel cestino cantano
il carnevale della vita.
Il formicaio ogni ora
si spande
come sciabordìo di scarafaggi;
è un pullulare
di coriandoli umani
gettati a manciate
su due atomi in riga
dal cielo dipinto in faccia.
È il carnevale
dello scrutarsi negli occhi
ma vedere degli occhi
la trincea che sussulta
d'occhiate armate
di chi non vuole
spalancarsi a scelte non sue.
È dove sfrigola
sui binari il tempo:
di chi arriva
di chi parte
di chi resta fermo
dinnanzi alla vita
che passa come un treno
gremito di occhi che lo fissano
finché di lui non rimane
che un puntino lontano
che non è salito in corsa.
E intanto gli vola via la vita
tra i fischi gli annunci
e i passi concitati
come una pagina
di carta argentata
che scappa dal vento.
E il gigantesco orologio
lontano ma vicino
perlustra la sua anima.
E mentre tracolla in apnea
sul filo del non fatto
smette la fissità facciale
il mimo che biancica
nel nero afono del salone
ormai deserto:
due soldi tintinnanti
nel cestino cantano
il carnevale della vita.
Da Trast sò ritornato
Na majetta me sò comprato.
E 'n' marchio che va de moda
ce poi trovà pure la maja co' la moka
ce stà er campo da carcio e la schedina der totocarcio
Quella co la vespa er colisseo co' le cupuole
Co' la bella attrice che ricorda li belli tempi de la vecchia Roma
E se c'hai freddo e te voi coprì
ce trovi le ferpette
così er freddo nun te tocca soffrì.
'N'somma tanta originalità
poi ammirà.
Ma se 'n'regalo te voi fa
che de Roma te fa sentì
in arto come sulli colli
devi sceje la più classica
quella cor sor Belli che ce rapprersenta tanto
che pe' noi romani é 'n'gran vanto.
Na majetta me sò comprato.
E 'n' marchio che va de moda
ce poi trovà pure la maja co' la moka
ce stà er campo da carcio e la schedina der totocarcio
Quella co la vespa er colisseo co' le cupuole
Co' la bella attrice che ricorda li belli tempi de la vecchia Roma
E se c'hai freddo e te voi coprì
ce trovi le ferpette
così er freddo nun te tocca soffrì.
'N'somma tanta originalità
poi ammirà.
Ma se 'n'regalo te voi fa
che de Roma te fa sentì
in arto come sulli colli
devi sceje la più classica
quella cor sor Belli che ce rapprersenta tanto
che pe' noi romani é 'n'gran vanto.











