
Camminando a piedi nudi
verso le acque del mare
fissi il mondo che passa
sempre di più le emozioni sgusciano via e
sceglierai la strada
passo dopo passo
l'onde le cancelleranno
e sarà così che non le troverai più
lacrime di sale
i ricordi più cari parlano
lasciando catturare dal vento
mentre il tempo vola via
l'onde le cancelleranno
e sarà così che non le troverai più
lacrime di sale
i ricordi più cari parlano
lasciando catturare dal vento
mentre il tempo vola via
10 commenti
Pistilli d’un semaforo di cielo
son le tue scintillanti frecce forgiate dal gelo,
piccole fiamme orlate d’universo stupendo,
orgogliosi cristalli d’una città di piume scucite
fra cortecce di nuvole rastrellate
ed attraenti coaguli di miele stellare.
Sole d’un brandello d’inchino straziato,
crudele segmento di mandorla amorfo,
dipinto cardiologico d’un guizzo d’arteria,
sentiero d’un rivolo di fiume senza foce,
il tuo nobile arco è un ventaglio di feroci esecuzioni.
Dello zodiaco sei l’indiscusso arciere cittadino,
dio selvaggio dalla stagione del vigore allattato,
sentinella apostolare degli abissi del firmamento,
cavaliere d’inchiostro di sogni e premonizioni,
guerriero specchiato in un palpito d’orizzonte.
son le tue scintillanti frecce forgiate dal gelo,
piccole fiamme orlate d’universo stupendo,
orgogliosi cristalli d’una città di piume scucite
fra cortecce di nuvole rastrellate
ed attraenti coaguli di miele stellare.
Sole d’un brandello d’inchino straziato,
crudele segmento di mandorla amorfo,
dipinto cardiologico d’un guizzo d’arteria,
sentiero d’un rivolo di fiume senza foce,
il tuo nobile arco è un ventaglio di feroci esecuzioni.
Dello zodiaco sei l’indiscusso arciere cittadino,
dio selvaggio dalla stagione del vigore allattato,
sentinella apostolare degli abissi del firmamento,
cavaliere d’inchiostro di sogni e premonizioni,
guerriero specchiato in un palpito d’orizzonte.
Domani parlerò con la luna,
sfogherò l'amore che ho dentro.
Farò in modo
che lei non sia solo miraggio
d'amore...
Dirò a tutti
lei è solo mia...
Mi sveglierò di notte,
la porterò alle porte dell'est
dove il sole luccica
e l'alba sorride.
Farò di un solo giorno
una vita intera.
Sarà di vento o sabbia
questa smania d'amore.
Aprirò la finestra del cuore
affacciandomi a lei,
alle porte dell'est
dove nasce l'ardore
e dice amore
si... Parlerò di lei.
Non mi stancherò mai
anche se i suoi occhi
si perderanno
in mezzo alla gente,
il cuor mio parlerà...
D'amore...
La luna chiama le stelle
gioca a fare le ombre
aggiunge dolcezza al ritmo
esplodono i colori
in ogni storia un viaggio
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
il cielo chiama il sole
e si spruzza di ali
per continuare a volare
ancora il suon del flauto
implode dietro il blu elettrico
ogni bellezza è racchiusa
negli occhi di chi guarda
anche allontanandosi
è sempre tempo
per far fiore un nuovo giorno
per bagnare un nuovo amore
e continuare a correre
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
è sempre tempo
per la musica
gioca a fare le ombre
aggiunge dolcezza al ritmo
esplodono i colori
in ogni storia un viaggio
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
il cielo chiama il sole
e si spruzza di ali
per continuare a volare
ancora il suon del flauto
implode dietro il blu elettrico
ogni bellezza è racchiusa
negli occhi di chi guarda
anche allontanandosi
è sempre tempo
per far fiore un nuovo giorno
per bagnare un nuovo amore
e continuare a correre
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
è sempre tempo
per la musica
Fan male gli occhi.
Ora assuefatti a sì tanta luce
ora che il sogno aveva in dono la tua voce
ora ch’io al buio ho l’anima che rinnega la via del ritorno.
Fan male gli occhi.
Il dolore ha nel grembo le radici del mondo
stretto al ventre del vento ferito
con occhi d’istinto dove nutre un candido lupo .
Dilania orme avvolte all’ego del tempo
e nel morso concede al vinto lingue di vuoto .
Colora paure del vivere indomito
con occhi di terra e dissolvenze di cielo
il nutrito d’uomo al solitario ascolto
perdono natale d’indugio all’amore solo.
La notte dell’anima affida alla luce
l’unione riversa altera e rifugge
dal profetico dio sull’orlo d’un verso
l’ascesi vivente d’estasi a intarsio.
L’innocenza scrive novella epitaffi al sepolcro
morendo viva cenotàfio al sospiro d’abisso.
Se desideri amare,
ama te stesso,
se desideri il fuoco,
è perchè tu ardi,
non guardare attraverso gli ochi degli altri,
il faro sta li immobile
da sempre,
l'uomo se ne serve.
L'ancora è gettata,
l'uomo se ne serve.
Lo strumento è per verità un prolungamento dell'uomo,
ciascuno deve comandare e portare al porto la sua nave,
anche quando non scorgeremo nulla all'orizzonte ci guideranno il sole e le stelle,
il vento forse ci ascolterà.
Il maestrale che soffia forte e gelido ora i spegne fuochi fatui e trascina imperioso le tue vane parole.
Oh capitano, ti esorto a dirigere il timone nella giusta direzione,
ad alimentare il fuoco vivo ch'è in te.....brucia di fuoco vero, fuoco, ed io che sono il vento non ti spegnerò;
fa che le tue non siano parole vuote e non le trascinerò via nella tempesta,
ne farò invece una dolce melodia che cullerà i sogni della tua amante.
ama te stesso,
se desideri il fuoco,
è perchè tu ardi,
non guardare attraverso gli ochi degli altri,
il faro sta li immobile
da sempre,
l'uomo se ne serve.
L'ancora è gettata,
l'uomo se ne serve.
Lo strumento è per verità un prolungamento dell'uomo,
ciascuno deve comandare e portare al porto la sua nave,
anche quando non scorgeremo nulla all'orizzonte ci guideranno il sole e le stelle,
il vento forse ci ascolterà.
Il maestrale che soffia forte e gelido ora i spegne fuochi fatui e trascina imperioso le tue vane parole.
Oh capitano, ti esorto a dirigere il timone nella giusta direzione,
ad alimentare il fuoco vivo ch'è in te.....brucia di fuoco vero, fuoco, ed io che sono il vento non ti spegnerò;
fa che le tue non siano parole vuote e non le trascinerò via nella tempesta,
ne farò invece una dolce melodia che cullerà i sogni della tua amante.
Facce da paese
Solite facce,
stessi musi
passano per la strada,
anziane tipiche
locali,
personaggi di paese
col loro dialetto,
e gli atteggiamenti tipici
della zona;
paesani,
un po’ chiusi,
diffidenti,
avari
ognuno coi suoi guai,
ognuno perso
nei fatti suoi.
Solite facce,
stessi musi
passano per la strada,
anziane tipiche
locali,
personaggi di paese
col loro dialetto,
e gli atteggiamenti tipici
della zona;
paesani,
un po’ chiusi,
diffidenti,
avari
ognuno coi suoi guai,
ognuno perso
nei fatti suoi.
Se queste lunghe notti, lentamente
passeranno, e se alzar lo sguardo
ardirò ancora, là verso levante…
brillerà il sol mentre lo guardo?
O forse mi dirà: non più fulgerò
per te che più calici riempisti
d’amare lacrime, ma ti scalderò
perché langui pel sangue che versasti.
Né più ferite t’aprirà lo strale
-ancora mi dirà- che’l cieco divo
ignaro scaglierà; certo non vale
il tuo patir chi è sordo nonché schivo.
Serba il tuo pianto, d’altra stirpe sarà
il dolore che nell’irto sentiero
la prodiga vita truce t’offrirà;
e così dicendo, infin s’alzò fiero.
Chinai di nuovo il capo; a passo corto
e contrito per la brutta novella
m’incamminai in cerca di conforto.
Di quale dolore il sole favella?
Quel rovello mi fece compagnia
fin verso sera; all’argentea luna
che si stava destando per la via
mi rivolsi, sperando in più fortuna.
Luna: è vero quello che il sole dice?
Ebbene sì - mi rispose solerte -
il senso dell’esistenza è l’apice
del dolore, infine verrà la morte.
Si sparse il silenzio e a quelle parole
s’infransero come l’onde del mare
le mie speranze; più non mi duole,
dissi. E così rimasi ad aspettare.
passeranno, e se alzar lo sguardo
ardirò ancora, là verso levante…
brillerà il sol mentre lo guardo?
O forse mi dirà: non più fulgerò
per te che più calici riempisti
d’amare lacrime, ma ti scalderò
perché langui pel sangue che versasti.
Né più ferite t’aprirà lo strale
-ancora mi dirà- che’l cieco divo
ignaro scaglierà; certo non vale
il tuo patir chi è sordo nonché schivo.
Serba il tuo pianto, d’altra stirpe sarà
il dolore che nell’irto sentiero
la prodiga vita truce t’offrirà;
e così dicendo, infin s’alzò fiero.
Chinai di nuovo il capo; a passo corto
e contrito per la brutta novella
m’incamminai in cerca di conforto.
Di quale dolore il sole favella?
Quel rovello mi fece compagnia
fin verso sera; all’argentea luna
che si stava destando per la via
mi rivolsi, sperando in più fortuna.
Luna: è vero quello che il sole dice?
Ebbene sì - mi rispose solerte -
il senso dell’esistenza è l’apice
del dolore, infine verrà la morte.
Si sparse il silenzio e a quelle parole
s’infransero come l’onde del mare
le mie speranze; più non mi duole,
dissi. E così rimasi ad aspettare.
Non ha verso la neve quando viene giù
e mi giro intorno per seguirla.
La statua con la veste lisa aveva freddo,
le ho dato un sorriso
per avvolgerla.
Tu, te ne stai dietro al finestrone
mi vedi irrealmente chiara
perché non lasci entrare spifferi
a spazzar via le forme.
Parlo
tra me e me
somiglio ai giochi d’acqua.
Lo zampillo è allegro e sembra infinito.
La lingua è un lavorio che non s’immagina
si espande come un profumo.
Toccami l’anima,
fra terrazze di lune sabbiose
e quaderni di baci all’orizzonte,
fra ostelli di silenzi equatoriali
ed algebriche nebbie primordiali,
diari d’amore incarcerati,
calici del dolore improvvisati.
Toccami l’anima,
fra valigie d’abbracci fusionali
e giorni d’incanto saccheggiati,
fra lenzuola di cieli aggrovigliati
ed arpe d’intimi alfabeti sussurrati,
cristalli d’amore alluvionati,
calici del dolore improvvisati.
fra terrazze di lune sabbiose
e quaderni di baci all’orizzonte,
fra ostelli di silenzi equatoriali
ed algebriche nebbie primordiali,
diari d’amore incarcerati,
calici del dolore improvvisati.
Toccami l’anima,
fra valigie d’abbracci fusionali
e giorni d’incanto saccheggiati,
fra lenzuola di cieli aggrovigliati
ed arpe d’intimi alfabeti sussurrati,
cristalli d’amore alluvionati,
calici del dolore improvvisati.
Guarda le mie mani stan tremando...
Non ho voglia di parlare,
non riesco a ragionare.
fra un minuto me ne andrò
e mai più ritornerò.
Si alza lentamente il vento,
mi entra un brivido di freddo,
il mio corpo si abbandona.
Io stanotte morirò
perché ho scelto di andar via.
Il mio orgoglio è troppo forte,
distrugge la mia vita.
Vorrei tanto cambiare
non riesco a sopportarmi
basterebbe un po' forza in più...
Impegnarmi con me stesso,
fare si che ragionare
sia più facile da dire.
Son capace di disfare
cose belle, costruite
per il gusto di cambiare.
Non mi accorgo che però
sto arrivando pure io
alla fine del mio viaggio.
Mi presenterò da Dio,
non so cosa inventerò...
Un frammento scomposto, questo ricordo
suturato nel cuore sospeso all’atto
Inavvertito il pensiero dileguò il gesto
sopra all’avamposto d’un discorso orfano
un solo ricciolo d’umiltà sul volto
affranto trasecolante a fronte di scuse oliate.
M’imbarazzò il timido aspetto e questo
rese dolce il tempo trascorso insieme
impertinente rupe d’inconfutabile salto.
Commuove il furto racchiuso nell’oblio
com’anima cieca che a voler negare il reato
incarta il celato nel futile scarto
l’accomiatato rimbrotto assalto d’inganno
prima d’arrendersi incondizionato .
Firmò prima dell’addio la sua cambiale
con uno sguardo basso al cemento
fiacco mandala sdrucito d’essere vile.
suturato nel cuore sospeso all’atto
Inavvertito il pensiero dileguò il gesto
sopra all’avamposto d’un discorso orfano
un solo ricciolo d’umiltà sul volto
affranto trasecolante a fronte di scuse oliate.
M’imbarazzò il timido aspetto e questo
rese dolce il tempo trascorso insieme
impertinente rupe d’inconfutabile salto.
Commuove il furto racchiuso nell’oblio
com’anima cieca che a voler negare il reato
incarta il celato nel futile scarto
l’accomiatato rimbrotto assalto d’inganno
prima d’arrendersi incondizionato .
Firmò prima dell’addio la sua cambiale
con uno sguardo basso al cemento
fiacco mandala sdrucito d’essere vile.
Un benessere stava, nella mia camera
sul suo carretto affondato a metà
come stanno certi loti estivi,
tutti un gran fogliame a coprir le cose dolci
già di un tempo.
Come avesse imparato da Cristo
a non correre, e dagli uccelli del creato
a fare lo schiavo beneducato dell'aria.
Un saltello ogniqualvolta il cielo sbiancava,
mentre le ruote annegavano silenziose
nella loro sera.
Hey
se vuoi
facciamo
finta che
il mare
sia
un
getto
di sputo
e che la terra
non sia
più
quel
piccolo
granello
di sabbia
azzurra
che
smarrisce
Il cosmonauta.
Se vuoi giochiamo
a che la mia vita
sia la tua vita,
a che oggi
sia ieri
e a che
a domani
non segua
giusto dopo.
Però non dirmi
che non abbiamo
tempo da perdere,
o che basta crederci,
perché se voglio,
con gli occhi,
io
posso
ancora
sentirlo
il profumo
del mio mare.









