Sopra il tetto
le tegole rotte
sono state aggiustate.
Così cominciasti.
Il parà
non riesce più
ad atterrare nella mia stanza.
E' giovane e bello
ma io sono
una donna sposata.
La sorella del babbo,
come lui nella vita
attiva in politica
e nell'Azione Cattolica,
adesso era là
in una casa
di riposo di anziani
che per lei si trovava
davanti a quel mare
dove in passato
avevamo abitato in estate.
Ma il mare
purtoppo
non c'era.
Mi disse
non si vede
c'e nebbia
ed io dovrei tornare
per sistemare
il disordine.
Un attimo dopo
mi chiedevi
nuovamente chi ero.
Così mi parlavi
mentre insieme
camminavamo
il lungo viale
che arrivava
al cancello di uscita.
Io non esco,
tanto lo so
l'acqua è fredda
stamani.

Non sono tornato,
perchè la vita
corre veloce,
perchè sono
una cattiva persona,
ma nella memoria
credete
quel viale alberato
l'ho percorso ancora
almeno un milione di volte.

In memoria di Arianna Battini


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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Sono un poeta notturno,

a cavallo di una scopa da strega,

cammino per sentieri

invisibili,solo miei,

alle porte dell’aurora,

tra la notte e l’alba,

il momento proficuo

per un poeta;

non voglio padroni,

né comandi o regole,

come i gatti randagi,

e ti do quello che ho,

i miei pensieri,

una poesia,

e la mia confusione,

e il cammino difficile,

per la libertà,

che si insegue sempre,

ma non è facile avere;

sono un animale poetico,

notturno.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Precipita il funereo velo
soffocando moltitudini di destini

bolle di sapone
piume d'oca da cuscini

già definiti

d'eventi scritti d'odio
raptus schizofrenici
storie soffocate

Raccolto a pezzi
distribuito alle famiglie
esauste
fuori casa

donato a piccoli altari
fra incensie candele

per le visite di molti
con i fiori in mano

colpevoli
della loro innocenza

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Uno scarabocchio d' orchidea,

lacrima d' addio parafrasale

e vicolo oceanico scarcerato d' amore,

cadde come grammatica stellata

sul mio petto di luce innevato

tra le tramontane d' un cuore di cotone

ed un piccolo cristallo d' animo imperlato.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Percezioni alterate, una realtà fluttuante. Vedo colori caldi rincorrersi l'un l'altro, giocano a nascondino nell'arcobaleno. Questo è ciò che vedo, un intramontabile ed eterno flusso di colore che dona vita al vostro grigiore. Vi vedo fermi ed incupiti, vivete i vostri giorni quasi come se doveste vivere per sempre. 

Fatevi pervadere da questa scossa, affiancatevi ai giovani e alla loro voglia di vivere. 

Attingete a quel pentolone ribollente di emozioni e passioni, prendetelo e bevetene tutto. 

Questo è il sangue che dovrebbe scorrere nelle vostre vene,versato in sacrificio per voi dall'osservatore lungimirante
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Profilo Autore: Noire  

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Foglie,
strappate alle braccia materne
rimaste nude nelle spire del vento,
coprono gli umidi marciapiedi
mentre il sole nasconde i raggi
all’umanità.

Il tetto cambia colore
e l’azzurro si copre di nero,
qualche filamento d’argento
punzecchia la terra.

Là nell’angolo,
una rondine s’è persa,
sola,
non rivedrà un’altra primavera.
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Profilo Autore: elisa  

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Musica araba
passa alla radio.
Amore ricordi
quell'alba a Dendera?
La guida ti mise,
opposta ad un'altra,
ai lati della colonna
all'ingresso del tempio
dedicato
a non so quale dio.
Ricordi le risa?

E' strana l'età,
dimentico
la spesa di ieri
e rammento
episodi lontani.
Però a volte
ti giuro
mi pare sentire
di nuovo quei canti
e a chiudere gli occhi
rivedo i colori
di quella mattina.
Passa il tempo,
sembra
che non sia così.
Era il secolo scorso.


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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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La falsità?

Prender per mano… e buttar
in un dirupo.






<=> <=> <=>
Considerazione in versi (1-4-6) formulata scorrendo un aforisma del filosofo olandese Baruch Spinoza, del 1600:


“Falso è il vanto di chi pretende di possedere , all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Alla fine di una grande fiera

vi è un banco che prima non c’era.

Tutti di corsa a caccia di doni

tanti e vari i regali da fare

è quasi festa del Santo Natale.

Nè dolci nè addobbi o sfavillanti luminarie,
  
esposti in bella vista su tale bancarella,

bensì grandi scatole e pacchettini,

dalle forme più svariate.

Neanche vende la sua merce

quel commesso dietro il banco,

ma tutto quel che c’è, è garantito,

tutto sarà gratuito, tutto regalato.

Ognun si affretta a scegliere, così,

la più gradita scatolina,

la mano lesta, afferra quella più pesante,

sperando di trovare proprio lì,

un dono più importante.

In fondo, ultimo della fila,

appoggiato al suo bastone,

un anziano triste e solo,

anch’egli in attesa sta del suo pacchetto.

L’ultimo, è risaputo, tanta scelta non avrà,

una scatola schiacciata, misera e sbiadita,

per certo a lui toccherà.

Presa tra le mani, com’è grande la sorpresa,

leggera come piuma e tanto calda e profumata…

L’ora è giunta ormai, si aprono quei doni

ma grande delusione sul volto di ciascuno,

in essi solo il vuoto, il nulla, il buio,

ancor più bui e vuoti quelli tanto pesanti,

creduti più importanti.

Ciascuno dentro tuffa lo sguardo

e tra le trame della storia,

mente e cuore si mettono a frugare.

Ogni pensiero come foto di un ricordo

si muta in viva e nuda verità.

Giorni vuoti, non vissuti,

perduti ormai, colmi solo

di odio, violenza e morte,

tempo distrutto che mai potrà tornare.

Quanto è triste ora ogni presente.

Pesante allor quel pacco tra le mani,

seppur vuoto, perché ha il peso del dolore…

E’ dal pacchetto dell’ultimo uomo,

ahimè, sebbene dai colori sbiaditi,

che sorpresa! E' da lì che del Natale,

 nasce tutta la fragranza.

Un Natale di bontà, misericordia e amore.

Un Natale di Suoni, colori, nenie e profumi…

Quel Natale degli antichi sentimenti,

genuino, al profumo di cannella,

che viaggiava forte nell’aria

inondando le vie addobbate di poco

e tutti profondamente felici

delle misere ricchezze.

Quel profumo di cannella,

 che, tra le pieghe del cuore,

risvegliava il vero senso della festa,

parlando d’amore.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Scesi all’inferno,
coi piedi nel fango m’imbrattai di lerdume
e l’anima arse…

Senza scampo né appiglio,
sola nel mio gelo e il vuoto,
più nero della notte…

Correre?!... Dove?!...

Il male sotto la gola, senza più aria,
rotolavano capriole
fradicie di sudore e peccato.

Dagli occhi laghi che non lavavano
né cancellavano.

… Scesi all’inferno!…

Poi, qualcosa,
Qualcuno aprì la porta...
fuori c’era il sole…


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Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Non sai che ti farei…

tu sei quello che sei,

accendi sogni erotici

rendi i miei occhi strabici.

Solo a veder il tuo fisico,

già io mi sento in bilico

se fare il gran signore

o mostrarti il lato peggiore!

E non finisce qui !

Hai un caratterino

salato e peperino

mi prendi in giro e poi

mi fai quello che vuoi.

E ancora.

Sei piena di cultura

che mostri a dismisura

ne hai tanta dentro te…

sicuramente una spanna più di me !

Allora ciò che dico mi è più chiaro,

non sono mica diventato baro !

Sei come sei

sei anche troppo per i gusti miei.

Sei donna… e cosa dir di più ?
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Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quanto sole,quanta beltà nei tuoi occhi,
mille rose non avranno mai il tuo splendore.
Tingi l’orizzonte dei sogni
e come un vento di verde stagione
porti amore,nell’aria ,nel tempo.



Mille giorni,mille anni,mille pensieri;
un solo sogno,una sola carezza,un solo respiro.
Ahimè! che del tuo costume il cuor mio è infranto,
tutto del tuo presente sarà pianto del mio domani.
Tu che di bellezza Dea rivesti
e rinverdisci i cuori e fai luce nelle notti intorno;

cosa può fare un uomo,se non morir d’amore!
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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In preda agli ultimi deliri,
trascinò il suo corpo in mezzo alla pioggia.
Con le gambe vacillanti,
rimase lì per minuti e minuti,
quasi incosciente.
Come se un antico istinto
gli suggerisse una preda ormai lontana,
come se potesse fregare lo spazio
tradendolo con altro spazio.
Quello era il suo impero
ma non poteva ricordarsene.
E allora gli misero le mani addosso
monchi leggendari,
rapitori disinteressati al riscatto.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 547 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tanti inverni già andati,

quel clima i cuori infiammava!

Rivoglio il mio Natale,

col suo cielo sgombro da nubi

e a volte plumbeo

spargeva fiocchi danzanti,

col suo freddo pungente

le guance colorava come cipria,

e ad ogni respiro, la bocca

sembrava fumare.

Rivoglio il mio Natale,

con l’odore acre del fumo

dei forni accesi.

 Quel profumo di casa,

di zeppole e caldarroste,

di arance e mandarini,

aromi di noci, uva e fichi secchi

e con mandorle, nocciole e miele,

il torrone della nonna.

Il gioco della tombola,

e lenticchie per celare

 i numeri già estratti.

Quel presepe in movimento,

con l’albero gigante.

Rivoglio il mio Natale,

la dolce musica per le vie

e le nenie d’una zampogna.

La piccola piazza con visi cari,

lo scambio degli auguri.

L’odore d’incenso,

che l’animo, alla festa, preparava,

quel fischio spontaneo dettato dal cuore

allorchè Gesù nasceva.

La chiesa gremita Lo adorava,

nudo seppur già re

e pari a luce accecante

accendeva amore e speranza.

Dal piccolo coro un inno incalzava

“ Adeste Fideles laeti triumphantes”!

Questo era il mio Natale,

il Natale d’allora.

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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ora non parli, non dici niente


eppure quella bocca e la tua pelle

sono venute a trovarmi

ora sei andata via, hai detto

"non posso farci niente"



sei stata mia…non è importante

eppure quelle mani, quelle labbra

sapevano parlarmi



così è l’amore, cattivo e duro

per chi non fa le sue scelte presto

su quei "ti amo lo giuro"

io ci sono rimasto adesso

con gli occhi aperti

in un silenzio vuoto

poi hai detto "mi aspetti"

ma adesso sono solo

così è l’amore cattivo e duro



ti regala il passato e ti cambia il futuro
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Profilo Autore: tempo di poesia  

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