Woodstock, d’amore,
e per amore…
Verità, sogno, utopia!
Gesto creativo,
che ha voluto
e che ha saputo
replicare l’armonia dell’universo;
il principio passione
del gran Dio
Poesia delle poesie,
tre giorni… solo tre
di pace!
Di girotondi Matissiani,
di fiori, di intrecci di ghirlande
di suoni celestiali.
Evento degli eventi!
Rivoluzione delle menti,
che ha rivelato al mondo
“ il possibile mondo!”
Woodstock, è sogno realizzato
di false regole abolite,
di un potere ormai esiliato,
con cori eccelsi, unanimi,
cerchi di perfezione
e perfezion d’intenti.
Totem ineguagliabile,
inattaccabile!
Verticalismo del pensiero,
via del possibile...
Preghiera d'inebriate menti,
coraggio e gioia della vita.
Musica dell’anima,
che attraversando l’etere
andava amplificando
un eterno:
resta con noi!
Ho rivisto Woodstock
e ho pianto...
e per amore…
Verità, sogno, utopia!
Gesto creativo,
che ha voluto
e che ha saputo
replicare l’armonia dell’universo;
il principio passione
del gran Dio
Poesia delle poesie,
tre giorni… solo tre
di pace!
Di girotondi Matissiani,
di fiori, di intrecci di ghirlande
di suoni celestiali.
Evento degli eventi!
Rivoluzione delle menti,
che ha rivelato al mondo
“ il possibile mondo!”
Woodstock, è sogno realizzato
di false regole abolite,
di un potere ormai esiliato,
con cori eccelsi, unanimi,
cerchi di perfezione
e perfezion d’intenti.
Totem ineguagliabile,
inattaccabile!
Verticalismo del pensiero,
via del possibile...
Preghiera d'inebriate menti,
coraggio e gioia della vita.
Musica dell’anima,
che attraversando l’etere
andava amplificando
un eterno:
resta con noi!
Ho rivisto Woodstock
e ho pianto...
10 commenti
Quel che ci scotta,
ci attanaglia,
ci sospetta,
quel che si subisce,
si sente,
si avverte,
quel che ci angoscia,
ci assilla
ci sbigotta,
altro non è
che la debolezza
nostra.
Ci nutriamo,
di emozioni,
che non son altro
che vagiti
della nostra
incontinenza affettiva.
Quel che ci impegna,
ci assilla,
ci ossessiona,
quel che si desidera,
si brama,
si spera,
quel che ci chiama,
ci stringe,
ci cinge,
altro non è
che la pazzia
nostra.
Ricerchiamo sogni,
chiusi in scatole
di carne ed egoismo,
impermeabili
alle sensazioni.
Quel che viviamo,
pensiamo,
scriviamo,
quel che siamo,
riflettiamo,
mostriamo,
altro non è
che la nostra
rappresentazione.
Indossiamo crepate
maschere di cera
nascosti dietro l'angolo,
prima di svoltare,
per sparire.
ci attanaglia,
ci sospetta,
quel che si subisce,
si sente,
si avverte,
quel che ci angoscia,
ci assilla
ci sbigotta,
altro non è
che la debolezza
nostra.
Ci nutriamo,
di emozioni,
che non son altro
che vagiti
della nostra
incontinenza affettiva.
Quel che ci impegna,
ci assilla,
ci ossessiona,
quel che si desidera,
si brama,
si spera,
quel che ci chiama,
ci stringe,
ci cinge,
altro non è
che la pazzia
nostra.
Ricerchiamo sogni,
chiusi in scatole
di carne ed egoismo,
impermeabili
alle sensazioni.
Quel che viviamo,
pensiamo,
scriviamo,
quel che siamo,
riflettiamo,
mostriamo,
altro non è
che la nostra
rappresentazione.
Indossiamo crepate
maschere di cera
nascosti dietro l'angolo,
prima di svoltare,
per sparire.
Grandi avvenimenti
scuotono la terra
il Cristianesimo
l'avvento del Messia
il battesimo nel Giordano
e la sua croce
i suoi discepoli scettici impauriti
voltandogli le spalle
sarebbero divenuti
i Padri della Chiesa
Il loro martirio
simbolo di virtù
messaggeri di un nuovo DIO
quale DIO
è così assoluto per l'umanità
se non esistesse nulla
per cui affidarsi
se il Divino
fosse
il sole il vento l'energia
perchè non si mostra
"se lo facesse smetterebbe
di esistere
tu credi di trovare nella ragione
gli enigmi dell'esistenza"
Allora Padre
noi pieni di contraddizioni
se la mia natura
è fragile e contorta
se provo amore come odio
se vedo il nero nel candore
se le mie emozioni sono in lotta
se l'infinito
fosse un rifugio
della mente
per non sentirsi chiusi
in questa dimensione
"Rtrova la fede perchè
hai peccato di presunzione "
Io non riesco a pregare
se Dio esiste non opera
solo nel bene
è contrapposizione stessa
per l'equilibrio del creato
Nulla vive nella staticità
la vita e la sua lotta
Dio è certo di questo
spirito e materia
se fossimo fatti solo di spirito
la materia non avrebbe
ragione di essere
"Forse potrebbe essere figlio mio
ma non c'è dato di sapere
la fede è credere nel mistero
nella domanda di ogni cosa
e il tuo interrogarti
non troverà risposte
se continuireai a cercarle"
Disse il confessore
scuotono la terra
il Cristianesimo
l'avvento del Messia
il battesimo nel Giordano
e la sua croce
i suoi discepoli scettici impauriti
voltandogli le spalle
sarebbero divenuti
i Padri della Chiesa
Il loro martirio
simbolo di virtù
messaggeri di un nuovo DIO
quale DIO
è così assoluto per l'umanità
se non esistesse nulla
per cui affidarsi
se il Divino
fosse
il sole il vento l'energia
perchè non si mostra
"se lo facesse smetterebbe
di esistere
tu credi di trovare nella ragione
gli enigmi dell'esistenza"
Allora Padre
noi pieni di contraddizioni
se la mia natura
è fragile e contorta
se provo amore come odio
se vedo il nero nel candore
se le mie emozioni sono in lotta
se l'infinito
fosse un rifugio
della mente
per non sentirsi chiusi
in questa dimensione
"Rtrova la fede perchè
hai peccato di presunzione "
Io non riesco a pregare
se Dio esiste non opera
solo nel bene
è contrapposizione stessa
per l'equilibrio del creato
Nulla vive nella staticità
la vita e la sua lotta
Dio è certo di questo
spirito e materia
se fossimo fatti solo di spirito
la materia non avrebbe
ragione di essere
"Forse potrebbe essere figlio mio
ma non c'è dato di sapere
la fede è credere nel mistero
nella domanda di ogni cosa
e il tuo interrogarti
non troverà risposte
se continuireai a cercarle"
Disse il confessore
Chiedimi di guidarti verso una sorgente
d 'acqua pura per dissetare la tua anima inaridita
Chiedimi ti rassicurare il tuo cuore
Di colorare di azzurro la tua vita
Chiedimi di essere un poeta
per decantati i miei mille versi
Chiedimi di accompagnare i tuoi sogni
per poi risvegliarti
assieme ai miei con la gioia nel cuore
d 'acqua pura per dissetare la tua anima inaridita
Chiedimi ti rassicurare il tuo cuore
Di colorare di azzurro la tua vita
Chiedimi di essere un poeta
per decantati i miei mille versi
Chiedimi di accompagnare i tuoi sogni
per poi risvegliarti
assieme ai miei con la gioia nel cuore
Chiedimi !
Compagni di scuola,
ora che sono qui seduto,
anonimo,
perso nella mia poltrona,
e l’età ce l’ho,
ripenso un po’ a voi,
a tutti voi;
e sento ancor al’odore del gesso di lavagna,
la campanella delle ore,
lora di ricreazione,
i libri la cartella,
odori di merendine e di gomme da cancellare,
eravamo giovani,allora,
forti e robusti,
quanti sogni,
quanta rabbia in corpo,
a volte gli studi,
andavano a rotoli,
e poi ci si innamorava,
della ragazza di classe;
compagni di scuola,
dove siete,
che fine avete fatto;queste parole per voi,
dovunque siate.
ora che sono qui seduto,
anonimo,
perso nella mia poltrona,
e l’età ce l’ho,
ripenso un po’ a voi,
a tutti voi;
e sento ancor al’odore del gesso di lavagna,
la campanella delle ore,
lora di ricreazione,
i libri la cartella,
odori di merendine e di gomme da cancellare,
eravamo giovani,allora,
forti e robusti,
quanti sogni,
quanta rabbia in corpo,
a volte gli studi,
andavano a rotoli,
e poi ci si innamorava,
della ragazza di classe;
compagni di scuola,
dove siete,
che fine avete fatto;queste parole per voi,
dovunque siate.
Balcone fiorito,
profumo di fresie, gerani e
garofani, fitti e pendenti.
Giochi di filo, trine e merletti.
Abili mani giocavano al fuso,
matasse dipanavano all’arcolaio
e da intrecci di canne e olivastro,
creavano cesti.
Odore di uva passa, miele e moscato
e al profumo d’anice,
collane e trecce di fichi secchi.
Primavere ed estati,
albe e tramonti,
i giorni crescevano di calda luce,
tra sulla e ginestra
e in mezzo all’orto
profumo di aromi.
Arnie a soqquadro,
il miele colava
in vasi già colmi.
Le api ribelli,
in isterico volo,
danzavano attorno
al carico, dolce, sul capo
e baciavano il volto di lei,
che, con gesto di mano,
simile ad un saluto,
allontanava da se
le sue amiche generose.
profumo di fresie, gerani e
garofani, fitti e pendenti.
Giochi di filo, trine e merletti.
Abili mani giocavano al fuso,
matasse dipanavano all’arcolaio
e da intrecci di canne e olivastro,
creavano cesti.
Odore di uva passa, miele e moscato
e al profumo d’anice,
collane e trecce di fichi secchi.
Primavere ed estati,
albe e tramonti,
i giorni crescevano di calda luce,
tra sulla e ginestra
e in mezzo all’orto
profumo di aromi.
Arnie a soqquadro,
il miele colava
in vasi già colmi.
Le api ribelli,
in isterico volo,
danzavano attorno
al carico, dolce, sul capo
e baciavano il volto di lei,
che, con gesto di mano,
simile ad un saluto,
allontanava da se
le sue amiche generose.
Sul colle
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Forse ti incontrerò
dietro il volo di una farfalla
nella leggerezza dell'aria di primavera
mi scontrerò in un sorriso,
che saprà di musica
e dentro uno sguardo limpido
che riempierà il mio cuore.
Forse esisti da qualche parte
in questo immenso mondo
che tiene gli occhi sempre chiusi
forse ci giriamo solo intorno
e parliamo alla stessa luna,
forse ci cerchiamo...
per sfogliare dolcemente
un meraviglioso sogno!
Lo sguardo alzo
al cielo stellato
un canto di gioia
esprime il mio cuore,
le stelle brillanti, la luna lucente
mi parlan di te
amato Signore
Tu che d'amore sei l'essenza,
Tu creatore
di immense bellezze,
della vita hai fatto dono
a noi piccoli esseri,
di fronte al Tuo immenso splendore
in devoto rispetto il capo chiniamo
Del nostro corpo
hai fatto il Tuo Tempio
amorevole padre di mille e mille figli
il vento ci porta la Tua voce,
il sole lo splendore
del Tuo sguardo amorevole
Nel profumo dei fiori
assaporiamo il Paradiso
nella speranza di essere accolti
per nostro merito e grazia Tua
nell'ora del nostro ultimo terreno respiro
Perdono ti chiedo
peccatrice dallo spirito inquieto
e ti ringrazio Signore
del miracoloso evento
avvenuto or ora, nuova vita è nata,
un piccolo bimbo
ad allietar la mia vita
sereno al mondo sorride
Per mano conducilo
nel suo percorso
affinchè cresca sano
nel corpo e nell'anima
E così sia
***********************
Un'ora fa è nato il primo figlio di mio nipote, si chiama Lorenzo, ho scritto questa preghiera per lui, i genitori, mia sorella e mio cognato
che assaporano la gioia di diventare nonni .... Che Dio ti protegga piccolo Lorenzo ti voglio bene !!!!
***********************
Un'ora fa è nato il primo figlio di mio nipote, si chiama Lorenzo, ho scritto questa preghiera per lui, i genitori, mia sorella e mio cognato
che assaporano la gioia di diventare nonni .... Che Dio ti protegga piccolo Lorenzo ti voglio bene !!!!
È inutile,
ca m'astrigne,
sul pe' me tenè vicino.
È inutile,
ca m'stai a sentì,
sul pe t'assettà nzino.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
È inutile
ca triemm,
quann't'accarezz.
È inutile
che m'tuocche
per vedè si sonc' overo.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc esisto.
È inutile
ca m'asciutt'
e lacreme all'uocchie.
È inutile
ca m'pienz
quanne guard' n'ciel.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
E dimane
sarrà eguale,
ma nun terrai chiù
niente a strignere,
nisciun a sentì,
nu motiv pè tremmà,
nisciun 'a cunsulà,
'a pensà.
Io pè me,
tanto io pè me,
io
manc' esisto.
ca m'astrigne,
sul pe' me tenè vicino.
È inutile,
ca m'stai a sentì,
sul pe t'assettà nzino.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
È inutile
ca triemm,
quann't'accarezz.
È inutile
che m'tuocche
per vedè si sonc' overo.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc esisto.
È inutile
ca m'asciutt'
e lacreme all'uocchie.
È inutile
ca m'pienz
quanne guard' n'ciel.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
E dimane
sarrà eguale,
ma nun terrai chiù
niente a strignere,
nisciun a sentì,
nu motiv pè tremmà,
nisciun 'a cunsulà,
'a pensà.
Io pè me,
tanto io pè me,
io
manc' esisto.
Fagottino accoccolato d' emozioni,
petali d' estasi e virgole d' avventure,
del tuo saggio universo sei il re
e tra le stagioni di sogni e pensieri
il ritratto dei tuoi occhi socchiudi:
piccoli imperlati cristalli allunati
son farina di miele ed aquiloni
incastonati in meteore d' orizzonte
e terre di mandorle affascinanti.
La steppa del tuo incerto corpicino osservo:
sarà manto d' una coperta di fumo gemmato
o incantevole nuvola di drappo addolorato?
Impavido guerriero germinato dal creato,
t' agghindi furtivo d' estrema eleganza
e nel silenzio d' un canto di violino ammutolito
acciambelli il tuo cuore d' amore assolato.
petali d' estasi e virgole d' avventure,
del tuo saggio universo sei il re
e tra le stagioni di sogni e pensieri
il ritratto dei tuoi occhi socchiudi:
piccoli imperlati cristalli allunati
son farina di miele ed aquiloni
incastonati in meteore d' orizzonte
e terre di mandorle affascinanti.
La steppa del tuo incerto corpicino osservo:
sarà manto d' una coperta di fumo gemmato
o incantevole nuvola di drappo addolorato?
Impavido guerriero germinato dal creato,
t' agghindi furtivo d' estrema eleganza
e nel silenzio d' un canto di violino ammutolito
acciambelli il tuo cuore d' amore assolato.
Fra i tanti pensieri
ho scelto te nella testa
a tratti mi appari
in ogni voce d'acqua.
Se guardo il cielo
ci appoggio i miei rumori
ed è subito un vagito d'ali.
Piena di gratitudine
crisalide aspetto
sarò farfalla
sulle tue margherite
o falena
nelle sere d'estate
intorno alle lampade accese
seguirò i raggi lunari o
il chiarore del sole
il chiarore del sole
attratta sarò
dal tuo dolcissimo Amore.

Ma come vorrei
vedervi tornare
così come adesso,
con i visi intrecciati
le mani attaccate
gli occhi negli occhi,
col vostro amore
ancora sincero
come noi
vi insegnammo.
Finita l'estate
vi sovverrà
freddo l'inverno.
Ricordate
gli abbracci
e i baci
che ora vi date,
capirete
la vita
non è andata sprecata.
Per questo
vi prego,
cercatevi sempre.
Restate così
vedervi tornare
così come adesso,
con i visi intrecciati
le mani attaccate
gli occhi negli occhi,
col vostro amore
ancora sincero
come noi
vi insegnammo.
Finita l'estate
vi sovverrà
freddo l'inverno.
Ricordate
gli abbracci
e i baci
che ora vi date,
capirete
la vita
non è andata sprecata.
Per questo
vi prego,
cercatevi sempre.
Restate così













