O pescator attento
l’acqua l’argento ha indossato
stamani,
è in attesa del tuo arrivo!
Scaldar dal sole
s’è fatta al punto giusto.
Calza sereno
la tua seconda pelle,
o pescator,
che d’amicizia
e con la mano aperta
t’accoglie il mar nella ricerca.
Fatti ingoiar
nell’infinito abisso
che di ricami è fatto,
d’alghe, coralli,
pesci variopinti.
Cerca,
cerca tra la sabbia
e negli anfratti,
nei ruderi di vascelli abbandonati
affinché in tal viaggio,
tu possa
raggiungere il miraggio.
Rare perle nere
raccoglierai per la tua amata,
lei nella notte
ti sarà generosamente grata.
lei nella notte
ti sarà generosamente grata.
5 commenti
Incatenata l'anima
da collane di filo spinato
rinchiusa nella maleodorante
prigione dell'angoscia
Perchè non dovrei lanciare
il grido di paura
che il petto mi opprime?
Sulla pelle se pur non
così fiorente
desiderosa ancora carezze,
la mano scivola leggera
un piacere autoinflitto
brividi dolorosi dona
La mente persa
in un oblio di ricordi
immagini di due corpi nudi
travolti dalla passione
… noi …
un tempo lontano
ormai un sogno o un incubo
…. non so ….
Pensieri perversi, forse
ma sono carne e sangue
che vive, ama, brama
attimi che mai più saranno
A chi folle mi giudica
cieca al mio tormento
sorrido, che si alienata non sono
solo malata d'amore
per te ...
Disse un bicchiere all'arto:
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co a scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
in ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dorce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te.!
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co a scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
in ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dorce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te.!
Il mio bene vola oltre gli Euganei colli,
corre tra aspri sentieri
in ritornato romanticismo,
passa tra le ville dormienti
di passati amori,
si alza nell’aria limpida
e profumata di sogno.
Amore e sogno,
come un puro diamante
riflette tutti i colori della gioia;
cosi è il cuore di chi ama,
illimitato sentimento
e pensiero profondo,
che accoglie nel suo ostello di sogni
quel tuo sorriso celeste
che gli riempie la vita..
Cosi di battente respiro
il tempo mi sembra fuggire
e lascia nell’animo
una viva immagine,
e il sogno la plasma,lo colora
di amori divini.
corre tra aspri sentieri
in ritornato romanticismo,
passa tra le ville dormienti
di passati amori,
si alza nell’aria limpida
e profumata di sogno.
Amore e sogno,
come un puro diamante
riflette tutti i colori della gioia;
cosi è il cuore di chi ama,
illimitato sentimento
e pensiero profondo,
che accoglie nel suo ostello di sogni
quel tuo sorriso celeste
che gli riempie la vita..
Cosi di battente respiro
il tempo mi sembra fuggire
e lascia nell’animo
una viva immagine,
e il sogno la plasma,lo colora
di amori divini.
Cantastorie
In fondo cos’è un poeta;
è nessuno,
uno,centomila,
tutti e niente;
è un cantastorie,
un raccontatore,
un narratore
della favola
della vita;
un umano,
che ti fa
pensare,
sognare,
sbadigliare,
a volte;
uno che non vedi,
magari è brutto,
grasso,
vecchiotto,
lupo solitario.
In fondo cos’è un poeta;
è nessuno,
uno,centomila,
tutti e niente;
è un cantastorie,
un raccontatore,
un narratore
della favola
della vita;
un umano,
che ti fa
pensare,
sognare,
sbadigliare,
a volte;
uno che non vedi,
magari è brutto,
grasso,
vecchiotto,
lupo solitario.
Seduto ai piedi di un letto malfermo,
a rileggere ancora,
per l’ennesima volta, le frasi sui muri
di maleodoranti stanze,
umide, spoglie, ingrigite dal fumo.
Luogo privo di emozioni,
solo ira, sfiducia, solitudine,
dove gli unici colori, il banco e il nero,
invogliano ancor più
alla depressione e alla stanchezza.
Frenetico via vai di uomo solo,
appoggi il capo e afferri le sbarre gelide
e al di là, sguardi vigili di uomini in divisa,
mentre i rumori giungono forti,
amplificati dal vuoto circostante.
Solitudine, pentimento,
pensi ai figli che aspettano il tuo ritorno,
alla famiglia delusa e sofferente.
Tutti i sogni sfumati, per un gesto sbagliato,
motivi inspiegabili, insensati,
ma pur sempre uno sbaglio.
In dietro nel tempo vai,
risenti la voce mai stanca di madre.
Le parole visitano la mente
mentre le mani son pronte
a stringere le tempie,
quasi a placare le martellanti parole.
“ Vola figlio mio, vola sempre più in alto,
che il destino ti sia a favore,
che ti stia sempre accanto.
Raccogli solo le cose buone
che la vita ti offre,
fai tesoro delle parole…
Racchiudile in te e falle germogliare
e dai frutti che un dì coglierai,
spargi ancora nuovi semi.
Abbi sempre tenacia e coraggio,
non abbassare mai il capo
a illeciti occasioni…
Vola sempre in alto figlio mio,
sempre…. “
Risenti quell’eco… quelle parole…
Un grido si leva dalla cella,
basta … basta…
Sagge parole di una madre
gridi tu oggi, da figlio adulto.
Viso smorto, sguardo perso,
ora levato, guardi verso l’unica
fonte di luce, verso il libero orizzonte,
Il cuore batte forte, ama ancora la bellezza,
e la mente pensa la libertà.
Chiudi gli occhi e ti ritrovi al di là
delle sbarre e libero, sogni di volare..
Vola figlio mio, vola…
mai parole per te più dolci
furono pronunciate…
Pur chi sbaglia merita la facoltà
di rimediare ai propri errori, e
immagini, pensi, ami, sai di essere vivo,
perché il cuore batte forte in te e in esso
c’è la libertà, che nessuno può levarti
seppure in cella.
Mente e cuore combattono da guerrieri
a far trionfare la vera libertà,
e tu convinto più che mai, lotti
a raccogliere di essa solo il buono,
farla volare alta,
legandola al filo della vita
per costruire insieme
un futuro migliore.
a rileggere ancora,
per l’ennesima volta, le frasi sui muri
di maleodoranti stanze,
umide, spoglie, ingrigite dal fumo.
Luogo privo di emozioni,
solo ira, sfiducia, solitudine,
dove gli unici colori, il banco e il nero,
invogliano ancor più
alla depressione e alla stanchezza.
Frenetico via vai di uomo solo,
appoggi il capo e afferri le sbarre gelide
e al di là, sguardi vigili di uomini in divisa,
mentre i rumori giungono forti,
amplificati dal vuoto circostante.
Solitudine, pentimento,
pensi ai figli che aspettano il tuo ritorno,
alla famiglia delusa e sofferente.
Tutti i sogni sfumati, per un gesto sbagliato,
motivi inspiegabili, insensati,
ma pur sempre uno sbaglio.
In dietro nel tempo vai,
risenti la voce mai stanca di madre.
Le parole visitano la mente
mentre le mani son pronte
a stringere le tempie,
quasi a placare le martellanti parole.
“ Vola figlio mio, vola sempre più in alto,
che il destino ti sia a favore,
che ti stia sempre accanto.
Raccogli solo le cose buone
che la vita ti offre,
fai tesoro delle parole…
Racchiudile in te e falle germogliare
e dai frutti che un dì coglierai,
spargi ancora nuovi semi.
Abbi sempre tenacia e coraggio,
non abbassare mai il capo
a illeciti occasioni…
Vola sempre in alto figlio mio,
sempre…. “
Risenti quell’eco… quelle parole…
Un grido si leva dalla cella,
basta … basta…
Sagge parole di una madre
gridi tu oggi, da figlio adulto.
Viso smorto, sguardo perso,
ora levato, guardi verso l’unica
fonte di luce, verso il libero orizzonte,
Il cuore batte forte, ama ancora la bellezza,
e la mente pensa la libertà.
Chiudi gli occhi e ti ritrovi al di là
delle sbarre e libero, sogni di volare..
Vola figlio mio, vola…
mai parole per te più dolci
furono pronunciate…
Pur chi sbaglia merita la facoltà
di rimediare ai propri errori, e
immagini, pensi, ami, sai di essere vivo,
perché il cuore batte forte in te e in esso
c’è la libertà, che nessuno può levarti
seppure in cella.
Mente e cuore combattono da guerrieri
a far trionfare la vera libertà,
e tu convinto più che mai, lotti
a raccogliere di essa solo il buono,
farla volare alta,
legandola al filo della vita
per costruire insieme
un futuro migliore.
Contemporaneità!
Velocità metamorfica
di un divenire tecnologico,
in uno spazio gremito
di cose, oggetti,
con grande assenza
dell’umano sentire...
...Spazio sospeso, inquietante,
silenzioso!
Inevitabile iconografia
dell’inarresatabile progresso…
…Strade,
vetrine che si estendono,
manichini,
corpi inanimati,
ad offrire i lor sorrisi;
idea futuristica
fortemente realizzata.!
Epoca illusoria
in cui andiam edificando
monumenti
al cinismo,
al nichilismo,
alla diffidenza...
..e l'indifferenza?
Mi chiedo chi davvero
accompagnerà i nostri passi
verso quell'assoluta
irripetibilità
che è la nostra vita.
Quale stella orienterà
il nostro cammino
al recupero
dell'imprevedivibile,
dell'impensabile,
dell'incantevole!!
Il mondo urla
il gran ritorno all’essere.
All’esserci!
Non possiam essere sordi, ciechi,
di fronte al valore
della grande, nostra, unicità.
Stan scherzando i miserabili!
Ma noi?
Velocità metamorfica
di un divenire tecnologico,
in uno spazio gremito
di cose, oggetti,
con grande assenza
dell’umano sentire...
...Spazio sospeso, inquietante,
silenzioso!
Inevitabile iconografia
dell’inarresatabile progresso…
…Strade,
vetrine che si estendono,
manichini,
corpi inanimati,
ad offrire i lor sorrisi;
idea futuristica
fortemente realizzata.!
Epoca illusoria
in cui andiam edificando
monumenti
al cinismo,
al nichilismo,
alla diffidenza...
..e l'indifferenza?
Mi chiedo chi davvero
accompagnerà i nostri passi
verso quell'assoluta
irripetibilità
che è la nostra vita.
Quale stella orienterà
il nostro cammino
al recupero
dell'imprevedivibile,
dell'impensabile,
dell'incantevole!!
Il mondo urla
il gran ritorno all’essere.
All’esserci!
Non possiam essere sordi, ciechi,
di fronte al valore
della grande, nostra, unicità.
Stan scherzando i miserabili!
Ma noi?
In clima Tannenbaum c'è un ramo spogliato,
natura a straccio beige con armatura,
semilucenza in ombre di mercurio,
e mi sta accanto in altissima scultura.
E sente lassù radiosa l'aria nuova,
alla pari di questo mio corpo sgonfio e nudo,
spogliato a vecchie mutande di flanella.

Batuffoli d'ovatta a imbiancar cielo e
schizzi di luce a donar chiarore,
ombre cupe a velar cuore..
Sul monte sprazzi di neve,
ad attender sole,
acqua e scender nel fiume.
Valle coperta d'erba,
verde smeraldo, manto sulla terra.
Margherite, papaveri ad annunciar primavera.
Cuor ad aprir porta far nascere amore,
gocce di bontà a posar su anime.
Vapore acqueo a salir in cielo,
Angelo ad adornar buone parole.
Natura a donar stratosferiche visioni.
Dio, creò la primavera per rinnovar la vita,
cellule umane a rinvigorir dal freddo inverno..
Dio avvolgici del verde manto e di
vivida speranza..
imbiancar prati e monti..
Mi sveglierò ancora,
per una cattiva abitudine del corpo,
e come ogni mattina
veglierò sul tuo sonno incantato
e stringerò forte le tue mani
che trattengono ancora la mia vita
a questo incerto sogno,
sogno di assenza e dolore,
sogno di giorni e notti
prede della colpa
di essere nati mortali,
colpa di figlio lontano,
colpa di un grigio torpore
caduto da un cielo contrario.
Ma ora il mio giorno
avrà la forma del tuo sogno
e ancora ci stringeremo
nell'incrocio dei venti e dei respiri,
delle nubi serene che verranno
a portarmi il tuo infinito ricordo.
per una cattiva abitudine del corpo,
e come ogni mattina
veglierò sul tuo sonno incantato
e stringerò forte le tue mani
che trattengono ancora la mia vita
a questo incerto sogno,
sogno di assenza e dolore,
sogno di giorni e notti
prede della colpa
di essere nati mortali,
colpa di figlio lontano,
colpa di un grigio torpore
caduto da un cielo contrario.
Ma ora il mio giorno
avrà la forma del tuo sogno
e ancora ci stringeremo
nell'incrocio dei venti e dei respiri,
delle nubi serene che verranno
a portarmi il tuo infinito ricordo.
Come il giorno che muore
e la sera che sta per venire.
Come il nome
che mi ha segnato
per tutta la vita
e le urla del capo.
Vivere come vuole la gente
abbassare la testa agli abusi
continuare con il cuore in affanno
a cercare ricordi
della vita passata,
le poesie che no,
non hai letto,
ma che hai conservato.
e la sera che sta per venire.
Come il nome
che mi ha segnato
per tutta la vita
e le urla del capo.
Vivere come vuole la gente
abbassare la testa agli abusi
continuare con il cuore in affanno
a cercare ricordi
della vita passata,
le poesie che no,
non hai letto,
ma che hai conservato.
Tremor di terra,
squassan alti i cieli,
quando l’Amore muore,
squarciando i propri veli.
Coltri d’umori asfittici
nell’aere fatiscente
ottundono e asfissiano
il cuore eppur la mente.
Ma nel momento topico
che tutto in te svanisce,
Ermafrodita amor,
qual’ Araba Fenice,
rinasci dalle tenebre
di tue stridenti angosce.
In queste metamorfosi
cos’è che ti sostiene ?
Chi ti ha creato, Amor,
a lenir le nostre pene ?
squassan alti i cieli,
quando l’Amore muore,
squarciando i propri veli.
Coltri d’umori asfittici
nell’aere fatiscente
ottundono e asfissiano
il cuore eppur la mente.
Ma nel momento topico
che tutto in te svanisce,
Ermafrodita amor,
qual’ Araba Fenice,
rinasci dalle tenebre
di tue stridenti angosce.
In queste metamorfosi
cos’è che ti sostiene ?
Chi ti ha creato, Amor,
a lenir le nostre pene ?
I sapori del sapere,
sembra un gioco di parole,
ma nei libri d’ogni genere
son celati e ben tenuti.
Il sapere ha il suo sapore,
che sia agro o ben salato,
dolce, piccante o raffinato,
con gusto ogni lettore,
sceglie quello più gradito.
Storia, amore, guerre, passioni,
rime, gialli o poesie,
tanti i sapori che
arricchiscono il sapere.
Un libro tra le mani,
un tuffo tra gli aromi
e la fantasia si accende,
non odi più rumori
né lo scorrere del tempo.
Quel libro tra le mani
è un volo verso il sole,
una vela all’infinito orizzonte,
sfrenata corsa sui prati verdi della vita.
Ad occhi chiusi gusti il sapore
di quel mondo tutto tuo.
sembra un gioco di parole,
ma nei libri d’ogni genere
son celati e ben tenuti.
Il sapere ha il suo sapore,
che sia agro o ben salato,
dolce, piccante o raffinato,
con gusto ogni lettore,
sceglie quello più gradito.
Storia, amore, guerre, passioni,
rime, gialli o poesie,
tanti i sapori che
arricchiscono il sapere.
Un libro tra le mani,
un tuffo tra gli aromi
e la fantasia si accende,
non odi più rumori
né lo scorrere del tempo.
Quel libro tra le mani
è un volo verso il sole,
una vela all’infinito orizzonte,
sfrenata corsa sui prati verdi della vita.
Ad occhi chiusi gusti il sapore
di quel mondo tutto tuo.










