Foriera del nulla
l’indifferenza greve ci sfiora
come un’armonia vuota di colori
lacerata dalle gioie del tempo

e annegati tra le rughe del mare
solo il temporale squarcia
i nostri diafani silenzi
che volano tra i ruvidi pensieri

mentre la lucente serenità
nascosta dietro ai nostri occhi
accarezza le foglie d’autunno
là, dove ogni silenzio grida
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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E nun vai truanne niente,

sul na risata over',

na chiacchier',

nu svago.




Nu' vai truanne niente,

tu ca ssi na stella,

ca t'appicce, bella,

luntana da' gente.




E nun vai truanne niente,

nun te ne 'mporta,

o' munno è malamente,

nun cirche a ciorta.




Staie lla' ca rire,

staie lla'ca pienz',

e nun ce crire,

nu'tiene chiu pacienz'.




E nun vai truanne niente,

o' vuò bene, nun o facisse male,

nu' vai truanne niente,

si niente vale.




Luntano a ccà,

putisse cercà,

a felicità.




Luntano luntano,

senza na mano,

rint'a mano,

senza nu core,

ca se ne more.




Nu juorn' vulisse fujì,

nu juorn' te vulisse stà,

na notte chiagne,

na notte si fuoco.




E vai annanz' accussì,

e nun vai truanne niente,

nemmeno 'na scintilla,

rint'all'uocchie ra gente,

e nu fesso ca te guarda,

te guarda e sape,

ca ssì comme a nu cardill',

bloccat' re canciell',

na gabbia tutta e ammore,

na gabbia arò se more.




E nun vaie truanno niente,

perchè niente si chiù,

si schiava e nu pensiero,

nun si chiù manc'tu.

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Profilo Autore: Demonius  

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La fede accresce
in spazio rigoglioso
perenne orgoglio.





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Riflessione poetica (Accenti ritmici 2-4-6) nata da un aforisma di Mahatma Gandhi, politico, filosofo, avvocato indiano del 1900:


“L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.”

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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Son caduto !

Rialzato.

Mi son pure spaventato

a trovarmi li d’emblèe

faccia a terra sul pavè.

Dopo essermi accertato

 di aver subito il fato,

mi son chiesto se, ahimè

capitassero tutte a me !

Ma poi fui consolato

riverito e coccolato,

tornai in fretta a casa mia

e iniziò la sinfonia.

Chi la sedia mi porgeva,

chi il pianto non fingeva,

chi spiava le mie mosse,

atmosfera mi commosse.

Finsi un poco di dolore

per sentire ancor calore

riversato su di me

sempre a causa del pavè.

Or poiché son birichino

coccolone e un po’ cretino,

ho pensato…di tanto in tanto

di cader sul pavimento.

Ma una cosa m’ha fermato,

lo scherzare mi ha frenato,

che qualcuno che è cascato

non s’è più rialzato.

Non aveva il poverino

un affetto assai vicino.

Se ti devi rialzare

su qualcuno hai da contare.

Altrimenti farai fatiche

…a contare le formiche.


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Profilo Autore: Bronson  

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REFUSO DI PAROLE
CANTATE COL CUOR CHE DUOLE
INFELTRITE NEL COMPORRE
SALTANO COME CASCATE
MOLTO USATE QUANDO OCCORRE
LEGATE MOLTO STRETTE
DILETTE, SE LASCIATE
PAION ESTRANEE O RIPETUTE
STAMANE VERE, DOLCI E VOLUTE
AMATE, UNICHE E FORTI
DIFFERENTI NELLE SORTI
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Quando tornerà lo spirito del tragico enigma
e voci tumultuose percorreranno gli avelli,
quando ancor nel petto di tutti i sosia mortali
comparirà stretta nel giudizio l' altra vita
allor,
la grandiosità dell' ambiente redivivo
guarderà la sua storia,
volgerà con mobile guardo le mancate dottrine
e le Sue parole non passeranno.

Non passeranno i furori delle bugiarde conquiste

che le maree di legioni lontane
con beffardi inganni e laghi di sangue
invasero spiriti ignudi, stupiti
e poi unti da una rabbia letale.
La notte degli orfani, delle stelle cadenti;
entro grida rissose che frantumavan la vita,
negli orrori, nel vento dello sterminio aperto
s' adunavan leggende e saghe di ferro teso.
Nelle arene bollenti dalle risa
navigavan flotte di cristiani nel pianto,
inquietanti disegni di stregate casate
con fili d' oro tessuti per gioco
con impervi destini e imperatori bambini;
così, un sacrificato disegno del figlio dell' uomo,
chiudeva e apriva le labbra alla storia del mondo.

I prodigi costosi di svariati costumi

serpeggiano e tastano il ricco terreno,
sviluppando scene mostruose con fiaccole di spregio,
avvolgendo tumulti in forze di bruti.
Quante fosse s' apriranno alla guerra vicina .
Pianto e fiori di pianto giureranno pianto,
mentre la nebbia e una fredda sera
si poggerà col vento della notte
in suicidi ricolmi di domande e perché .
Come si placherà l' ira di questi milioni pianti!
Giungerà poi, la belva di duemila anni scritta
e a flotte eserciti di spiriti neri
accompagnati da squilli di bronzi stonati
guideranno una forzata marcia nelle tenebre
e nell' ombra della notte la vita perderà il giorno.      



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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Se tu mi amassi di più,

se tu capissi di me,

che sono qui,

sono qui,per te;

non sarei solo,

come sono,

abbandonato in giornate

sempre uguali;

se tu mi amassi come io

amo te,

m a tu pensi solo alla tua libertà,

capisci solo il tuo sentirti libera,

come una puledra selvaggia;

e non pensi a me,

non pensi a me.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Il crepuscolo 
 ricompone le nuvole
e dispone ad una ad una
 le sue stelle
 
figlie  incerte
ed effimeri bagliori 
che consumano  
questo mezzo Dicembre
tra desideri e lacrime.
 
Mi soffre l'attesa
di mani giunte  appese
come lucciole ai lampioni.
 
Sono occhi di preghiera
occhi di speranza 
occhi in cerca di un "miracolo".
 
E accade
che cade una stella
tremante la coda s' incendia  
e riflette il Natale!


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Vernice di zucchero e fragole,

scogliera d' amarena lunare,

schizzo d' un raggio sanguigno,

focolare di scrigno d' arancia,

fieno di miele innevato,

quaderno di sogni ed arcobaleno,

un pastello d' abisso amaranto

comete di perle d' argento arroventava.



Nuvole di seta e carbone

son grappoli di dei e carovane,

gocce turchesi di giare di grano,

braccialetti d' ombre di more

e proiettili di mirto all' orizzonte,

un pastello d' abisso amaranto,

scarabocchio di rondine al tramonto,

tra i pentagrammi della notte s' accucciava.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1077 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sei tornato
così spaventato
quasi a chiedere aiuto
quasi a dire ho sbagliato.
Altre volte
sei riuscito
a nasconderlo meglio.
Poi la chiudi
la tua anima storta
e ci lasci così,
a interrogarci
sul fare
sul dire
su quello che era
su come poteva.
Ancora una notte
di angoscia.
Amarti è
aspettare di nuovo
il sorriso.
Come è atroce
restare in attesa.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Haghnòs, anima danzate sull’orlo del precipizio,

Haghnòs, principio eterno di voluttuosità astratta.

Respiro rose sul tuo collo velato d’avorio,

non prendo sonno al tuo arido pensiero fecondo.

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Profilo Autore: Anna Santoro  

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Un convinto giornalista

del suo saper fare interviste,

un dì, in ardua impresa si volle avventurare.

Proprio al centro di un borgo ben curato,

tra aiuole di gerani e di violette,

stavan a disquisir, seduti a tavolino,

quattro signori dall’aspetto assai distinto.

Egli silenzioso a loro si avvicina,

ignaro il poveretto del riscontro

che le sue domande andavan a suscitare.

Gradirei, gentilissimi signori,

con voi un poco colloquiare, egli esordì,

parlar vorrei della natura,

del nostro pianeta, ahimè, così malato.

Il suo sguardo negli occhi ai quattro,

uno dopo l’altro, egli puntò

e in men che non si dica,

strano effetto, in lui, questo produsse.

Insolite sensazioni egli provò.

La terra gli mancò sotto i suoi piedi,

salì un fuoco di calore sulle sue gote,

gocce d’acqua spuntaron da ogni poro,

e un alito di aria poi il viso madido asciugò.

Terra, Fuoco, Acqua e Aria?

Voi, gentilissimi signori?

s’illuminò la mente del convinto giornalista

e fu per lui gran bella sorpresa,

al cenno di capo della vecchia saggia Terra.

Siamo noi gli elementi della natura,

parlare vorrei io allor con te che son la Terra,

essi sono amici miei e a me d’immenso aiuto.

Una domanda porgere io vorrei a te,

perché vai a caccia di notizie,

alle quali tu ben dare già sai giuste risposte?

Similmente ad un attrezzato giardiniere,

al quale vien affidato un bel giardino,

così, coi tuoi fratelli, curar dovevi il Gran Creato.

Mari, boschi, fiumi e le tante città mie,

tutto a te venne affidato.

Un dono ero stata progettata

e come si proteggon le cose care,

anch’io meritavo più cure e più rispetto.

Non fu così, e per mera negligenza

o loschi affari, tutto fu mutato.

Il mare mio ormai non è più blu

ma nero e infetto da veleni.

Stessa sorte per i fiumi e per i laghi,

ingombri in ogni dove di rifiuti.

Tanto cosa ancor più triste è,

 pensare all’aria che respiri,

plumbea di fumi e di gas in essa liberati.

Col dolore in cuore di mamma,

come posso non soffrire,

nel veder poi bruciare tanto mio verde,

per mano di un incauto, vizioso di tabacco?

I tre signori qui presenti

hanno avuto un mandato ben preciso,

essi uniti stanno a me come anelli di catena

e se così per noi non fosse,

 mancherebbero stagioni, albe e rossi tramonti.

Seppur con differenti ruoli,

siamo i raggi di una stessa ruota

che viaggia verso una comune meta,

la vita e l’esistenza.

 I fratelli tuoi stan cercan di trasformarli,

 in nemici e distruttori, anche di me stessa.

Di essi ahimè non si è saputo misurare

la vera giusta dosatura.

Ora vi chiediamo, amateci di nuovo,

come ai vecchi tempi.

Un riguardo per me, vecchia terra,

viver vorrei ancora a lungo,

rigogliosa, fertile e nutriente.

Creare, accogliere e nutrir la vita ancora,

simile a grembo di una madre,

come per incanto e per magia,

senza di me nulla sprecare,

perché so di certo che

nel ciclo della vita  e delle stagioni

ad ogni estate  seguir dovrà l’inverno.

Sii convincente nel fare il tuo lavoro,

scrivi le mie parole in tutta verità

fai saper sul tuo giornale,

con garbo e con giudizio,

quali i tanti mali che ci affliggono,

risveglia le coscienze per la salvaguardia del creato,

 lancia più che puoi tutti i messaggi

con slogan e frasi accattivanti

“ LA TERRA E’ UNA GRANDE MAMMA

ED E’  AD ESSA CHE L’UOMO APPARTIENE!”

Scrivi pure così a caratteri giganti
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Quando eravamo giovani,

era tutto diverso,

era differente,

qaundo eravamo giovani,

eravamo liberi,

e tutto

era semplice,

chiaro e diretto,

la salute era sicura,

e i problemi non molti;

quando eravamo giovani,

non avevamo pazienza,

e tutto sembrava ingiusto e

insopportabile;

dove sono quei tempo,

quegli anni di rabbia,

di malessere,

di ribellione,

eravamo giovani,

giovani.
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Profilo Autore: stefano medel  

Questo autore ha pubblicato 234 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Era da un po’ che te stavo a seguì,

da quanno entrasti co la tua iruenza

urlavi tanto pe fatte sentì

me chiesi : ma che, ha perso la pazienza ?

E ‘nvece no !Tu sei proprio così !

Spontaneamente proponi la presenza,

condita  da  un mar d’ingenuità,

de simpatia nutri la tua essenza,

sei proprio bella da considerà.

Nun per amore, che è tutta ‘nartra cosa,

che questa mia te vojo dedicà,

t’ho conosciuta, so già che tu sei sposa,

dell’arte, del lavoro e del rimà.

T’aggiungerò a tre amiche mia

che ho nel cuore per via da poesia,

de cui ho descritto le gran capacità

de poetare co grande serietà.

Lassa volà la tua granne risata

e stai attenta nun venga catturata

da quarche bontempone

e non svanisca come bolla di sapone.

Sii te stessa co la semplicità

ch’esprimi sempre e te fa desiderà.

Come ‘n attrice recita il tuo ruolo,

famme crede che nun sarò mai solo.

Vojo crede che sei come orchidea

e me lascerò travolge dalla tua marea.


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Profilo Autore: Bronson  

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Bello sarà il nostro amore,
sopra campi sconfinati di verde
e i gigli bianchi,
nella ricchezza del profumo campestre,
nell' inconfondibile incantesimo
di un bacio d' amore.

E ancor di più,
in quell' infinita terra
dove i monti s' abbraccian a catena,
dove la fiaba ricorda il passato,
dove la mente ci porta lontani:
fra ruscelli d' incanto
e castelli sfarzosi;
nelle notti,
bianchi fantasmi percorron le valli,
muniti di pergamene d' amore;

così, nel cuore il vento,
la brezza incantata di fate turchine
e il logorio costante dell' amore
nell' amore.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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