tu me fai avutà a cap,
io ca sceng'
tu ca me puort' ncopp
n'ata vota
n'ata vota
e n'ata vota ancora.
Ncopp' a sta giostra
nun ce vulesse sagliere
ma nun saccio comm'è
avot e giro
giro sempre appriess a te.
Ormai m'a so pigliat
m'pacienz e Dio
nun me lamento
manco chiu
si me vir assettat nterr
me fai girà
si me vir ca giro
m'assitt' n'terra.
E uno tutto chest,
tutto chest'
che 'o fa a fa?
O fa sul pe sentì
ancora e ancora
a capa e girà.
E allora gira,
gira cu sta giostra,
io saglio e scengo,
fino a che nun sbatto n'terra.
Pecchè tu nun me pigli
o sacce ca nun me pigli,
si io sbatto n'terra,
tu continui a girà.
Par na giostra,
tu me fai avutà e palle,
mo nu saglio, so sciso
tu me vuò purtà ncopp
mo nu saglio, sto acciso
fattello sul tu stu giro
aggia deciso.
al calar del sole,
echeggiando in festa
l’Avvento del Signore.
Guardano con stupore
Il dolce Bambinello
Al grido di un pastore…
…” MAMMA CHE BELLO!”
Si uniscono gli angeli
d’oro e d’argento
suonando le trombe
in festa per il lieto evento.
Massaie e contadini
dal suon storditi
s’avvicinano con grazia
ad ammirar la bella danza.
Tutti insieme
dinanzi alla culla
a portar doni,
incensi e mirra
Anche la Luna si unì
al suo cospetto
donando Luce e
tanto rispetto.
Danzano le stelle
al risorgere dell’alba,
portando con esse
gli angeli e la gente.
Oggi è Natale
nei loro cuori
ricco di speranza
per giorni migliori.

Quando il fiato di Vita sta colmando il Mondo,
il giardino è pieno d'aromi che diffonde intorno.
Può sentire tra le note di loro inaspettato
la fragranza Divina dolce, pura e delicata.
Questo i petali bianchi apre La Rosa
con un tremito incantevole, affetuoso
accetta dalla mano calda con tenerezza
Un Benedetto Dono merito la sua bellezza.
Inestamabile Dono dal mano celeste solare
ed essere amata è anche di piu - di amare...

Che porti appresso
Uom, villanìa… volgare?
Torvo molesto!
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Decanto (Accenti ritmici 1/4/6) composto, per aver scorso un saggio pensiero di Arthur Schopenhauer, filosofo e aforista tedesco del 1800:
“Cortesia è saggezza, scortesia quindi è stupidità: il crearsi nemici con questa senza bisogno e per capriccio, è pazzia, come quella di chi appicca il fuoco alla propria casa”.
Ho voluto percorrere
gli aulenti giardini della tua anima
confusa e oberata da mille dolori,
incuriosito da profumi esalanti
mirabili odori di sentimenti,
trascendenti la realtà matrigna.
Ho viaggiato tra di essi inebriato,
senza peraltro essere accolto
ove più fossero intensi,
rifiutato, forse,
dall’insipienza del mio piccolo essere.
Ora ti guardo e non ho rancore
né sono afflitto da mal d’orgoglio,
continuo solamente a non capire
perché dentro te vorrei morire.
Forse perché senti e sai dove c'è amore
quando dentro i giardini dell'anima
si schiude una rosa e inebria
ogni piccolo pertugio
del profumo inconfondibile
che solo all'amore appartiene,
è allora che ti confonde e ti cattura
come un sogno che è lì e non puoi toccare.
In quell'amore vorresti sprofondare
annegare, morire.
Ma l'amore è una farfalla
non fa rumore quando vibra nell'aria,
libera.
L'amore vola
al di là di ciò che appare.
Non ha confini, né facce, né distanze
l'amore attrae l'amore.
ed è ciò che basta.
sul fondo schiena
all’inceder tuo danzante.
Su uscio senza chiavi
di modesta casa bianca
a respirare amore.
Profumo di lavanda, tutto intorno,
fragranza di pane fresco e calda ricotta.
Giù per i campi biondi
intarsiati da rossi papaveri,
corse in libertà,
occhi felici, luminosi di povertà.
Cibano l’anima di malinconia
ora i soli ricordi
racchiusi in valigia di cartone,
pesante di vuoto.
Ricordi di sole infuocato
che d’orava ogni alba
e ramava serate estive.
Ricordi di fichi d’india
che mutavano ogni scorcio
in dipinto d’autore.
Ricordi di agrumeti
carichi di gialli limoni
e di estese spiagge con barche assopite.
Al migrar del giorno
riapri il tuo misero bagaglio,
fecondo di ricordi
e ti immergi, occhi chiusi,
in quel tuo piccolo grande mondo.
che preoccupano.
L’ansia di perdere
rapporti importanti.
Parole che
arrivano al cuore.
Accuse pesanti
mi fanno morire dentro.
Resto in bilico
fra tensione e paura degli eventi.
Cala il silenzio
per riflettere per pensare.
La paura di perdere
persone importanti.
Paura per quella porta
che vorrebbe chiudersi.
Rapporti cresciuti
piano piano.
Diventati forti
e presenti nelle mie giornate.
Rapporti di
amicizia quotidiana.
Che valgono tutte
le paure del mondo.
DEDICATA ALLE DUE PERSONE CHI MI HANNO FATTO PASSARE UN BRUTTO MOMENTO, VORREI DIRE CHE L'AMICIZIA VERA ESISTE, SE CI TIENI AD UNA PERSONA...CHIARISCI E POI...AMICI PIU' DI PRIMA, VI VOGLIO BENE...PAZZI TUTTI E DUE.
Un'idea forse stupida
Mi chiedo, quanti ospiti ho a casa mia? Tanti. A chi può dare fastidio la mia fede religiosa e un crocefisso appeso al muro? E perchè? Non trovo motivi intelligenti.
Io dovrei rispettare gli ospiti, ma gli ospiti dovrebbero rispettare me.
Mi viene un’idea, forse molto stupida.
Rimetto il crocefisso al suo posto e gli affianco le effigi di Allah, Maometto, Buddha, Geova e di tutti quelli che riesco a trovare, uno a fianco all’altro. Chi si offenderebbe a questo punto? Nessuno.
Ogni bambino o ragazzo vedrebbe appeso al muro della sua classe il SUO DIO.
Tutti dovremmo cominciare a insegnare ai nostri figli, fin da piccoli, che, comunque lo si voglia chiamare, C’è UN DIO, che insegna a tutti amore, pace, rispetto e fratellanza e in nessun caso incita alla violenza. Non ordina a nessuno di uccidere in suo nome.
Non li leggerai più perché sei un angelo
Ma sentirai parlare il mio cuore
Ogni volta che ti penso
A te signora delle rose profumate
A te e i tuoi occhi pieni di luce
Mai un lamento facevi sentire
Mai un dolore o una sofferenza
Ma percepivo ogni cosa attraverso il tuo cuore
Soffrivo in silenzio il tuo dolore
A te dolce signora
Ai il nome come Alba
Il sorgere di ogni mattino
Bellezza eterna
A te Alba
incendiata da stelle,
da una brezza armoniosa
che circondava il viso di lei,
Oh…..
il giardino, il prato, la villa
e il dolce saltellar del ruscello
m' ispirava
parole melodiche,
e il profumo di lei,
lasciava,
nel cammin nostro
incantesimo
e nello stesso tempo realtà,
di una magica sera,
di un magico amore.
serene notti, mirabili colori e
frastagliate coste a riposar sul letto.
Ombre a diradar fra stanca bruma,
sprazzi di lilla a colorar prato e
margherite a macular tappeto,
eco a ripeter parole,
vocio a raccoglier grido d'amore.
Uva maturata al sole,
baccelli di speranza colmi di buon vino
incanto fluviale di mistica visione.
Non v'è fiume a diveder camino a
piedi scalzi attraversar stagnanti acque.
“Speranza”
Pervader mente e corpo.
Battiti di cuore a ritmo cubano,
anima incandescente in lieve volo.
Qualcuno sparse le stelle sensa tenere il conto
come i diamanti sul velluto dell'orizzonte.
L'Angelo ha prese una di loro nel palmo
è riscaldato lei con respiro tenero, caldo.
Poi aver chiuso gli occhi e sul bellissimo viso
ha fulminato dolce e felice sorriso.
Dopo, un attimo solo è stato fermo, tacito
battito d'ali bianche, accessa Nuova Vita.
La fulgida stella dal vivo brilla nel Cielo azzuro.
L'Amore cantando nel'Alto piano scuote la culla.
e nun o'dicere
ca nun o sai
nemmeno tu.
n'omm perz',












