Il sole è basso
ancora nel cielo,
una bella mattina.
Sul viale
già qualche ciclista,
passa anche
una persona che corre
ma non è sveglio il paese.
Ho salutato mia moglie,
mio figlio che dorme,
una carezza al cane
che più non mi sente.
Domenica.
Ho visto sul davanzale
la pasta
messa lì ad asciugare.
La festa
la quiete.
Stamani
con la mia bicicletta
daremo battaglia.
Oltre il giardino
ancora uno sguardo
a tutto quello che ho.
Vado,
non c'è niente
di cui avere paura.
ancora nel cielo,
una bella mattina.
Sul viale
già qualche ciclista,
passa anche
una persona che corre
ma non è sveglio il paese.
Ho salutato mia moglie,
mio figlio che dorme,
una carezza al cane
che più non mi sente.
Domenica.
Ho visto sul davanzale
la pasta
messa lì ad asciugare.
La festa
la quiete.
Stamani
con la mia bicicletta
daremo battaglia.
Oltre il giardino
ancora uno sguardo
a tutto quello che ho.
Vado,
non c'è niente
di cui avere paura.
9 commenti
Disperdete ancor il vermiglio vostro
sui lastricati passati,
sui confini delle ingiurie .
sopra gli sterminati dialetti di ombre umane.
Oh..! quale tragico pericolo
scompiglia pensieri e spegne visioni;
che malattia, che lacrimata vita
il digiuno della libertà
speronata da cavalieri della grandezza
amanti di una fuga
oltre il vuoto del loro pensiero.
Non il pianto che gravoso ombreggia
punti osceni e gravide speranze
ma.....
Ombre dell' acqua; cambiano i colori,
si tingono e si vestono sopra palchi
con parole profumate, ma scalze;
e questa veggenza non chiara
urta, le massicce colonne
come le righe di un lungo libro
e chiude allor il millesimo capitolo.
Di vaghi spazi e soggiogate idee
il tutto nostro invaghisce
oltre onde:
implacabile piaga, medicata,
sepolta e risorta;
ecco il germoglio vita:
Passato di schegge di dure rocce,
A incroci di duri metalli,
A colonne di fumo oltre le nubi.
Non guardate più il sole che cade
da alture diverse,
dissaldate i linguaggi e aprite le braccia,
le nostre arene ruggiscono
hanno fame e sete;
infinito censimento di un' infinita sorte.
sui lastricati passati,
sui confini delle ingiurie .
sopra gli sterminati dialetti di ombre umane.
Oh..! quale tragico pericolo
scompiglia pensieri e spegne visioni;
che malattia, che lacrimata vita
il digiuno della libertà
speronata da cavalieri della grandezza
amanti di una fuga
oltre il vuoto del loro pensiero.
Non il pianto che gravoso ombreggia
punti osceni e gravide speranze
ma.....
Ombre dell' acqua; cambiano i colori,
si tingono e si vestono sopra palchi
con parole profumate, ma scalze;
e questa veggenza non chiara
urta, le massicce colonne
come le righe di un lungo libro
e chiude allor il millesimo capitolo.
Di vaghi spazi e soggiogate idee
il tutto nostro invaghisce
oltre onde:
implacabile piaga, medicata,
sepolta e risorta;
ecco il germoglio vita:
Passato di schegge di dure rocce,
A incroci di duri metalli,
A colonne di fumo oltre le nubi.
Non guardate più il sole che cade
da alture diverse,
dissaldate i linguaggi e aprite le braccia,
le nostre arene ruggiscono
hanno fame e sete;
infinito censimento di un' infinita sorte.
NEI SILENZI DEI LUOGHI
IL MIO TRAFUGATO ARDORE
VIVE RIPAGANDO IL CORPO
IL BIANCO INFINITO
PERVADE I VUOTI AMMASSATI
FINO ALLA PUNTA DELLE OSSA
UN MANTO DI STELLE
ACCENDE COME FUOCO
LA VISTA DEL BUIO
CI SARA' POSTO FRA LE MIE BRACCIA
PER L'AMORE ASSENTE
QUANDO SARO' VIVO?
CI SARA' TEMPO
PER SENTIRNE COLARE
IL SUO CALORE?
RIPOSO DI MOMENTI SVANITI
PRIMA DELL'ARRIVARE IN QUEI MUTI ORIZZONTI
SENTO TUTTO SCIAMARE
COME FREMENTI
GIOVANI CARDELLINI.
CLANDESTINI
IL MIO MARE SFUMATO D’AZZURRO
QUANTE VOLTE DI ROSSO MACCHIATO
SANGUE VERSATO, VITE SPEZZATE
DI UOMINI CLANDESTINI.
ANIME RICCHE DI PROFONDA FIDUCIA
AFFIDATE AL VILE E INFAME DI TURNO,
MISERI UOMINI CON MANI TREMANTI
PAGANO, COL PREZZO DI FATICOSE RINUNCE,
UN VIAGGIO DI SOLA ANDATA
PER UN PAESE DA MILLE E UNA NOTTE.
OCCHI BRILLANTI, SGUARDO RADIOSO,
RIVOLTI AL CIELO E ALLE STELLE
CHE DIVERRANNO TETTO E LUCE
NEI LORO GIORNI FUTURI.
PROFUMO DI VITA NUOVA,
AUSPICIO DI VERA DIGNITA’,
BRAMOSIA DI PACE E GIUSTIZIA,
FRETTA DI ARRIVARE
NEL PAESE DA SOGNO.
VESTITI CON STRACCI A BRANDELLI
INSEGUONO I FANTASTICI SOGNI,
SU MEZZI MALFERMI
DAI TARLI INTACCATI,
CORROSI DAL SALE,
DAL SOLE SBIADITI.
TRASPORTI DI ESSERI UMANI
SIMILI A INDIFESE BESTIE,
LONTANI DAI LORO NIDI,
AFFAMATI E STANCHI
INCONTRO ALL’IGNOTO.
INCONTRO ALLA FINE
CHE GIOCA D’ANTICIPO
ALLORCHE’ NEL BUIO,
UN FARO LI ABBAGLIA,
IL VILE LI LASCIA
IN BALIA DELLE ONDE.
SI AVVERTE UN IMPATTO,
UN FORTE RUMORE,
GRIDA STRAZIANTE
DI GENTE CHE AFFOGA.
SUL FONDO POSANO
I CORPI DI MOLTI
ALTRI SPINTI E CULLATI
GIUNGONO A RIVA.
LE SPONDE SI AFFOLLANO
DI ANONIMI CLANDESTINI,
NESSUNO LI CERCA,
PER LORO NON SI VERSANO LACRIME.
LA GENTE PASSA,
NEGLI OCCHI COMPASSIONE,
ALTRI SOCCORRONO IN FRETTA
I TANTI FERITI CHE LOTTANO ANCORA.
UNA GIOVANE DONNA,
VINCENDO LE ONDE,
GUARDA ORA L’INFINITO ORIZZONTE,
PREGA IL SUO DIO,
EMETTE L’ULTIMO RESPIRO,
NEL MENTRE UNA MANO
DEBOLMENTE, ACCAREZZA
IL SUO VENTRE PIENO D’AMORE.
IL MIO MARE SFUMATO D’AZZURRO
QUANTE VOLTE DI ROSSO MACCHIATO
SANGUE VERSATO, VITE SPEZZATE
DI UOMINI CLANDESTINI.
ANIME RICCHE DI PROFONDA FIDUCIA
AFFIDATE AL VILE E INFAME DI TURNO,
MISERI UOMINI CON MANI TREMANTI
PAGANO, COL PREZZO DI FATICOSE RINUNCE,
UN VIAGGIO DI SOLA ANDATA
PER UN PAESE DA MILLE E UNA NOTTE.
OCCHI BRILLANTI, SGUARDO RADIOSO,
RIVOLTI AL CIELO E ALLE STELLE
CHE DIVERRANNO TETTO E LUCE
NEI LORO GIORNI FUTURI.
PROFUMO DI VITA NUOVA,
AUSPICIO DI VERA DIGNITA’,
BRAMOSIA DI PACE E GIUSTIZIA,
FRETTA DI ARRIVARE
NEL PAESE DA SOGNO.
VESTITI CON STRACCI A BRANDELLI
INSEGUONO I FANTASTICI SOGNI,
SU MEZZI MALFERMI
DAI TARLI INTACCATI,
CORROSI DAL SALE,
DAL SOLE SBIADITI.
TRASPORTI DI ESSERI UMANI
SIMILI A INDIFESE BESTIE,
LONTANI DAI LORO NIDI,
AFFAMATI E STANCHI
INCONTRO ALL’IGNOTO.
INCONTRO ALLA FINE
CHE GIOCA D’ANTICIPO
ALLORCHE’ NEL BUIO,
UN FARO LI ABBAGLIA,
IL VILE LI LASCIA
IN BALIA DELLE ONDE.
SI AVVERTE UN IMPATTO,
UN FORTE RUMORE,
GRIDA STRAZIANTE
DI GENTE CHE AFFOGA.
SUL FONDO POSANO
I CORPI DI MOLTI
ALTRI SPINTI E CULLATI
GIUNGONO A RIVA.
LE SPONDE SI AFFOLLANO
DI ANONIMI CLANDESTINI,
NESSUNO LI CERCA,
PER LORO NON SI VERSANO LACRIME.
LA GENTE PASSA,
NEGLI OCCHI COMPASSIONE,
ALTRI SOCCORRONO IN FRETTA
I TANTI FERITI CHE LOTTANO ANCORA.
UNA GIOVANE DONNA,
VINCENDO LE ONDE,
GUARDA ORA L’INFINITO ORIZZONTE,
PREGA IL SUO DIO,
EMETTE L’ULTIMO RESPIRO,
NEL MENTRE UNA MANO
DEBOLMENTE, ACCAREZZA
IL SUO VENTRE PIENO D’AMORE.
Ribellione musicale
Eli stà chiusa nel suo abbaino,
e non parla con la gente;
se anche parlasse,
nessuno l’ascolterebbe,
se anche lo facessero,
nessuno
poi la capirebbe;
ed allora passa le giornate intere,
ad ascoltare,
le varie band musicale;
da qualche tempo,
c’è una musica nell’aria,
c’è un vento nuovo,
è la ribellione,
è la contestazione
a questo sistema,
a questo mondo schifoso,
ribellione,
ancora ribellione,
che ti dice,
di mollare le menate,
e di metterti a lottare,
anche s e ti sono tutti contro,
e dormono tutti
e hanno il cervello corto,
e la massa,
si accontenta sempre,
e vive nella stupidità
e l’ignoranza,
e seguono il gregge,
delle idee altrui,
e delle mode dei potenti,
che ci vogliono tutti deficienti
e con pochi pensieri,come bestioline.
Musica ribelle,
ribellione,
a tutto questo,
me ne frego,
e non seguo il carrozzone,
stò fermo o vado via,
e vivo la vita mia.
Eli stà chiusa nel suo abbaino,
e non parla con la gente;
se anche parlasse,
nessuno l’ascolterebbe,
se anche lo facessero,
nessuno
poi la capirebbe;
ed allora passa le giornate intere,
ad ascoltare,
le varie band musicale;
da qualche tempo,
c’è una musica nell’aria,
c’è un vento nuovo,
è la ribellione,
è la contestazione
a questo sistema,
a questo mondo schifoso,
ribellione,
ancora ribellione,
che ti dice,
di mollare le menate,
e di metterti a lottare,
anche s e ti sono tutti contro,
e dormono tutti
e hanno il cervello corto,
e la massa,
si accontenta sempre,
e vive nella stupidità
e l’ignoranza,
e seguono il gregge,
delle idee altrui,
e delle mode dei potenti,
che ci vogliono tutti deficienti
e con pochi pensieri,come bestioline.
Musica ribelle,
ribellione,
a tutto questo,
me ne frego,
e non seguo il carrozzone,
stò fermo o vado via,
e vivo la vita mia.
La Bellezza - lo specchio magico della Vita.
Il suo àlito caldo e infinito.
La Bellezza di movimento come corso dell'onda.
La Bellezza di un sentimento profondo,
di un rapporto, di un pensiero,
di un aroma, di un tocco leggero.
E tutto questo molto o poco
c'è solo La Luce e la sua gioca.
Nello specchio incontro con il suo riflesso
La Bellezza transforma nel fonte se stesso.
La Bellezza nuova che lo specchio difonde
inspirata, dal viva si riversa Nel Mondo.
Il suo àlito caldo e infinito.
La Bellezza di movimento come corso dell'onda.
La Bellezza di un sentimento profondo,
di un rapporto, di un pensiero,
di un aroma, di un tocco leggero.
E tutto questo molto o poco
c'è solo La Luce e la sua gioca.
Nello specchio incontro con il suo riflesso
La Bellezza transforma nel fonte se stesso.
La Bellezza nuova che lo specchio difonde
inspirata, dal viva si riversa Nel Mondo.
Nell'attimo
che apro gli occhi
che apro gli occhi
svanisce e si frantuma
in cerchi d'acqua
torna nube
poche armonie
distratte sul cuscino .
Disperso è il sogno
nell'apparente empireo
ora abita le stelle.
Rimango cosi
divelta
vestita d' alba
con gli occhi rilucenti
di nostalgia antica.
di nostalgia antica.
Verrà di nuovo
il tramonto
con il suo silenzio
e mi darà il riposo
verrà di nuovo
la notte
sull'agonia e sui
deliri del mondo.

verrà di nuovo
la notte
sull'agonia e sui
deliri del mondo.

E poi d'un tratto mi trovai qui a narrare
negli orizzonti celesti dove l'alba ti coccola al risveglio
dove variopinti di colori che ogni mattino nasce con il suo splendore
E poi d'un tratto la notte e le sue stelle
ricama un manto luminoso eterno
diamantato
Un incanto per i miei occhi
una gioia per il mio cuore
e balsamo per la mia anima
Li ho rivisti, io, i tuoi occhi.
Iimprevedibile casualità!
In un fitto silenzio,
che come lancia e spada
trafigge il corpo
e tutte le membra opprime.
Si, li ho rivisti,
a fingere finzione!
Eppure, eran occhi i tuoi…
..occhi che imploravano,
occhi che pregavano,
occhi che portavan poesie:
disperatamente mi volevan!
Si, Li ho rivisti, io, tuoi occhi!
Ma non eran più…
…solo due orbite vuote
che guardano e non vedono,
che salutano, come salutan altri,
come se io fossi gli altri,
come se noi fossimo gli altri!
Occhi… intenti,
attenti solo ad altro;
a scrivere poesie
per chi altri?
Li ho rivisti, io, i tuoi occhi…
…ma non sono più!
Iimprevedibile casualità!
In un fitto silenzio,
che come lancia e spada
trafigge il corpo
e tutte le membra opprime.
Si, li ho rivisti,
a fingere finzione!
Eppure, eran occhi i tuoi…
..occhi che imploravano,
occhi che pregavano,
occhi che portavan poesie:
disperatamente mi volevan!
Si, Li ho rivisti, io, tuoi occhi!
Ma non eran più…
…solo due orbite vuote
che guardano e non vedono,
che salutano, come salutan altri,
come se io fossi gli altri,
come se noi fossimo gli altri!
Occhi… intenti,
attenti solo ad altro;
a scrivere poesie
per chi altri?
Li ho rivisti, io, i tuoi occhi…
…ma non sono più!
Sentieri innevati di miele stellare
son le arterie geometriche dell' arancia,
raggio equatoriale d' inverno
tra capigliature d' aureo giaciglio
e ragnatele di foglie intrecciate:
frizzante è il tuo carapace dorato
tra la nebbia d' un mattino dimenticato.
Fagotto incipriato d' intrecci solari
ad una vecchia finestra ti specchi
e come cuore naufragato d' amore
colpito dal canto d' un temporale,
così una dolce spada di luce acceca
un tuo coriandolo d' ombra imbiondito.
Pianeta ingioiellato dal gelo,
dal ciuffo spettinato d' un ramo proteso
precipiti sospesa come goccia di brina
e d' un piccolo pettirosso indispettito
sei divertente altalena d' elegante allegria.
son le arterie geometriche dell' arancia,
raggio equatoriale d' inverno
tra capigliature d' aureo giaciglio
e ragnatele di foglie intrecciate:
frizzante è il tuo carapace dorato
tra la nebbia d' un mattino dimenticato.
Fagotto incipriato d' intrecci solari
ad una vecchia finestra ti specchi
e come cuore naufragato d' amore
colpito dal canto d' un temporale,
così una dolce spada di luce acceca
un tuo coriandolo d' ombra imbiondito.
Pianeta ingioiellato dal gelo,
dal ciuffo spettinato d' un ramo proteso
precipiti sospesa come goccia di brina
e d' un piccolo pettirosso indispettito
sei divertente altalena d' elegante allegria.
Fra i Tristani di quella città provinciale
in cui sorge il mio poliedrico castello
mi si acceca un occhio (sarà stanchezza del vivere)
e già l'altro siede
all'ombra serale.
Lei che pazienta un quarto d'ora
nel suo filo di rosa ferito in cenere
prima di portarmi con rametti di beghine
- mi dice: prego, prego, si appropinqui.

nel suo filo di rosa ferito in cenere
prima di portarmi con rametti di beghine
- mi dice: prego, prego, si appropinqui.
Tra un bacio di sole
ed una carezza di luna
mi sono avviato
camminando lungo l’argento
e sfiorando l’oro
ho ascoltato il silenzio
e poi il suono della notte
mi sono riposato
alla luce della mia mente
e dei tuoi occhi
ho chiesto solo
un passaggio per il Paradiso
ho chiesto ancora
fiato per soffiare
dentro la mia vela
nello specchio libero
e nei cerchi di acqua
mi sono riflesso
toccando le illusioni
e prendendo quanto di meglio c’è
ho ammirato le mie scelte
raccogliendole in aquilone
da far volare
sempre più in alto
vicino a te
ho chiesto solo
un passaggio per il Paradiso
ho chiesto ancora
fiato per soffiare
dentro la mia vela
ed una carezza di luna
mi sono avviato
camminando lungo l’argento
e sfiorando l’oro
ho ascoltato il silenzio
e poi il suono della notte
mi sono riposato
alla luce della mia mente
e dei tuoi occhi
ho chiesto solo
un passaggio per il Paradiso
ho chiesto ancora
fiato per soffiare
dentro la mia vela
nello specchio libero
e nei cerchi di acqua
mi sono riflesso
toccando le illusioni
e prendendo quanto di meglio c’è
ho ammirato le mie scelte
raccogliendole in aquilone
da far volare
sempre più in alto
vicino a te
ho chiesto solo
un passaggio per il Paradiso
ho chiesto ancora
fiato per soffiare
dentro la mia vela
Canticchia una voce di notte lontano,
una madre ride davanti una culla,
un bimbo sogna balocchi d'inganno
nel suo mondo di tacito nulla.
Accarezzi la candida guancia
o fanciulla che fosti,
ricordi quei prati nella tua ninna-nanna,
quei fiori delicati e quelle bacche di bosco,
quei dolci di fresco,di nocciole e panna.
Un lembo ricopre il tuo principe bianco,
il suo respiro s'affonda nel tenero tuo cuore,
una lacrima scende dal tuo viso ormai stanco
e bagna,i ricciuti capelli del primo tuo fiore.
Già il giorno è passato e la notte è tranquilla,
l'aurora è vicina e l'uccello già canta,
la brace ancor arde e sfavilla
nel tenero sonno dell'ora più santa.
una madre ride davanti una culla,
un bimbo sogna balocchi d'inganno
nel suo mondo di tacito nulla.
Accarezzi la candida guancia
o fanciulla che fosti,
ricordi quei prati nella tua ninna-nanna,
quei fiori delicati e quelle bacche di bosco,
quei dolci di fresco,di nocciole e panna.
Un lembo ricopre il tuo principe bianco,
il suo respiro s'affonda nel tenero tuo cuore,
una lacrima scende dal tuo viso ormai stanco
e bagna,i ricciuti capelli del primo tuo fiore.
Già il giorno è passato e la notte è tranquilla,
l'aurora è vicina e l'uccello già canta,
la brace ancor arde e sfavilla
nel tenero sonno dell'ora più santa.
Masaniello è qui,
Masaniello
È tornato;
sono io,
sono quà,
e scusate ho fretta,
il popolo aspetta;
per la gente sono solo
il matto,
il pazzo;
ma io vado avanti con
la mia guerra,
non mi arrendo e mi ribello,
e faccio quello che mi và,
e non sono sclerato,sono pure diplomato,
e sono strano,
e stravagante,
per rivolta,
al sistema imperante;
e lo dico elo scrivo,
in una poesia,
perché tu
legga,
della lotta mia,
e del dolore
della vita mia,
in un mondo
di cattiveria e di apatia.
Masaniello
È tornato;
sono io,
sono quà,
e scusate ho fretta,
il popolo aspetta;
per la gente sono solo
il matto,
il pazzo;
ma io vado avanti con
la mia guerra,
non mi arrendo e mi ribello,
e faccio quello che mi và,
e non sono sclerato,sono pure diplomato,
e sono strano,
e stravagante,
per rivolta,
al sistema imperante;
e lo dico elo scrivo,
in una poesia,
perché tu
legga,
della lotta mia,
e del dolore
della vita mia,
in un mondo
di cattiveria e di apatia.
Poi torna di nuovo
la voglia di scrivere
e la mente riprende
a inseguire concetti,
a cercare parole
pur semplici
ma per me
difficili da collocare.
Il tempo mi lascia da solo,
avvicina ricordi
dolori,
le passioni
che credevo di avere scordato.
Ma non sono più qui.
Tutto questo
non credo sia giusto
e soprattutto
mi costa dolore.
Così devo smettere.
Mi chiedo chissà
che cosa avrò
nella testa.
la voglia di scrivere
e la mente riprende
a inseguire concetti,
a cercare parole
pur semplici
ma per me
difficili da collocare.
Il tempo mi lascia da solo,
avvicina ricordi
dolori,
le passioni
che credevo di avere scordato.
Ma non sono più qui.
Tutto questo
non credo sia giusto
e soprattutto
mi costa dolore.
Così devo smettere.
Mi chiedo chissà
che cosa avrò
nella testa.










