ODO
LO SCHIUDERSI DI UN USCIO,
ROBOANTI MACCHINE ANDARE,
IL GALLO DALL’AIA MODULARE
AL NOVELLO MATTINO, ODO,
MENTE GIA’ DESTA,
INDUGIO NEL MIO GIACIGLIO
E TUTTO FORTEMENTE E INTENSO
ASCOLTO, POICHE’ LE CONFINANTI ALTURE
FAN ECO SU ME.
IL VENTO ANSARE TRA I RAMI DEL CILIEGIO IN FIORE,
ODO ASSORTA,
ED IL CINGUETTIO DEGLI UCCELLI,
CONFONDERSI CON LE URLA FESTEVOLI
DEI PARGOLI, CHE SERENI RENDON LIETI
LE VIE DEL GRETTO BORGO.
IL RINTOCCO DEL LONGEVO CAMPANILE
ODO, CHE PAZIENTE RICORDA
LO SCORRERE INCESSANTE DEL TEMPO,
MENTRE RAPITA SFERRUZZO A MAGLIA.
ODO LA PERFIDIA, L’EGOISMO DELL’UOMO INIQUO,
LA SOLITUDINE DELL’ANZIANO CHE AVIDO
ANCOR DI VITA, OSSEQUIA L’ULTIMO RAGGIO DI SOLE,
SEDUTO AD UNA PANCA.
ODO IL TORMENTO DELL’INFERMO
E L’ANGOSCIA DI CHI E’ RIMASTO SOLO.
ODO L’ANZIANA MIA VICINA,
RASSEGNATA, CHIUSA AL NUOVO E AL BELLO,
RACCONTAR LA VITA ANTICA,
MENTRE TRISTE E MALINCONICA,
ASCIUGA UNA LACRIMA TRA LE CIGLIA.
LO SCHIUDERSI DI UN USCIO,
ROBOANTI MACCHINE ANDARE,
IL GALLO DALL’AIA MODULARE
AL NOVELLO MATTINO, ODO,
MENTE GIA’ DESTA,
INDUGIO NEL MIO GIACIGLIO
E TUTTO FORTEMENTE E INTENSO
ASCOLTO, POICHE’ LE CONFINANTI ALTURE
FAN ECO SU ME.
IL VENTO ANSARE TRA I RAMI DEL CILIEGIO IN FIORE,
ODO ASSORTA,
ED IL CINGUETTIO DEGLI UCCELLI,
CONFONDERSI CON LE URLA FESTEVOLI
DEI PARGOLI, CHE SERENI RENDON LIETI
LE VIE DEL GRETTO BORGO.
IL RINTOCCO DEL LONGEVO CAMPANILE
ODO, CHE PAZIENTE RICORDA
LO SCORRERE INCESSANTE DEL TEMPO,
MENTRE RAPITA SFERRUZZO A MAGLIA.
ODO LA PERFIDIA, L’EGOISMO DELL’UOMO INIQUO,
LA SOLITUDINE DELL’ANZIANO CHE AVIDO
ANCOR DI VITA, OSSEQUIA L’ULTIMO RAGGIO DI SOLE,
SEDUTO AD UNA PANCA.
ODO IL TORMENTO DELL’INFERMO
E L’ANGOSCIA DI CHI E’ RIMASTO SOLO.
ODO L’ANZIANA MIA VICINA,
RASSEGNATA, CHIUSA AL NUOVO E AL BELLO,
RACCONTAR LA VITA ANTICA,
MENTRE TRISTE E MALINCONICA,
ASCIUGA UNA LACRIMA TRA LE CIGLIA.
4 commenti
Anche so
se il percorso
è triste che tra
e doloroso, la natura dei poveri
indossasti
so il cilicio,
che abbandoni so
dietro di Te
ogni dubbio che è bello
ogni paura, porgere
questa lode a Te
so Papa Francesco.
che mostri
il vessillo
glorioso
del Tuo operare,
so
che nulla chiedi
se non il rispetto
d'essere
uomo,
so
che quasi
alla fine
del mondo
giungiesti Tu,
se il percorso
è triste che tra
e doloroso, la natura dei poveri
indossasti
so il cilicio,
che abbandoni so
dietro di Te
ogni dubbio che è bello
ogni paura, porgere
questa lode a Te
so Papa Francesco.
che mostri
il vessillo
glorioso
del Tuo operare,
so
che nulla chiedi
se non il rispetto
d'essere
uomo,
so
che quasi
alla fine
del mondo
giungiesti Tu,
Beat generation,
non è riconducibile a nessuna
accademia o scuola
letteraria;
essere beat, o on the road,
non è solo uno stilismo,
un appartenenza a qualche
nicchia culturale;
beat,
è un modo di pensare,
di ragionare,
di credere,
di ribellarsi,
di contestare i conformismi,
e il sistema,
i dogmi e i baroni della cultura;
è un uscire dagli schemi,
e scrivere in modo parco
ed essenziale,
rustico e immediato,
descrivendo la realtà circostante,
con occhio realista e crudo;
e un a ricerca di umanità
e di libertà,
al di fuori,
dei sistemi sociali,
e del conformismo di massa;
beat.
non è riconducibile a nessuna
accademia o scuola
letteraria;
essere beat, o on the road,
non è solo uno stilismo,
un appartenenza a qualche
nicchia culturale;
beat,
è un modo di pensare,
di ragionare,
di credere,
di ribellarsi,
di contestare i conformismi,
e il sistema,
i dogmi e i baroni della cultura;
è un uscire dagli schemi,
e scrivere in modo parco
ed essenziale,
rustico e immediato,
descrivendo la realtà circostante,
con occhio realista e crudo;
e un a ricerca di umanità
e di libertà,
al di fuori,
dei sistemi sociali,
e del conformismo di massa;
beat.
Foglie ingiallite, intirizzite a sostener candida neve,
rami spogli infreddoliti e fiocchi a contornar spazi vuoti,
Anima a slittar su ghiaccio, dubbi a scivolar nei vuoti,
intarsi di neve a deporre stemma..
Bacche rosse, sangue a rigogliar sull'etereo bianco,
gocce di pianto, cuore straziato dal dolore..
Certezza non v'è della real verità e falsità d'ambigua crudeltà.
Gemma trasparente a scioglier fra le mani..
Nel sottobosco abeti e rami rinsecchiti.
Uccello dal becco rosso a risuonar allegro in
sinfonia di verità compiuta al
mondo muto,sordo che ostenta a recipere..
Dio! Risuoni come eco e paure distogli fra le rime.
Scene di teatro a divenir real azioni,
attori e maschere sul suolo.
Sceneggiatura scritta da amore umano.
Quante albe e lune
trascorse sotto lo stesso cielo.
Lo stesso colore del mare
quel mare che fa muovere il mondo.
Onde che arrivano da lontano
annunciano una notizia.
Da tempo era nell’aria
viaggiava, consumandosi a riva.
Dando gioia
e felicità.
Il treno corre via veloce
fischia, sbuffa.
Fumo nero
e bianco.
Ansioso
corre via.
Ad abbracciare
quella notizia.
Tanto attesa
finalmente è arrivata.
trascorse sotto lo stesso cielo.
Lo stesso colore del mare
quel mare che fa muovere il mondo.
Onde che arrivano da lontano
annunciano una notizia.
Da tempo era nell’aria
viaggiava, consumandosi a riva.
Dando gioia
e felicità.
Il treno corre via veloce
fischia, sbuffa.
Fumo nero
e bianco.
Ansioso
corre via.
Ad abbracciare
quella notizia.
Tanto attesa
finalmente è arrivata.
Mezzaluna curva sul selciato,
dipinta d' atmosfere d' estate,
abbottoni il tuo cappotto infuocato
raggomitolando raggi di sole pettinati
tra costellazioni acciottolate di colori.
Prodigiosa ballerina silenziosa
solletichi le zolle impallidite
di cortecce del grano autografate
e sul tuo volto di mascara accigliato
fermagli di polline e corolle
son foulard di cipria e giravolte.
Cattedrali di sassi e radici
del ciel ti sembran acrobatiche arnie
e di letteratura d' inchiostro e catrame
son le tue zampette abbigliate:
una vecchia pigna arruffata d' agonia
è il tuo ammobiliato casolare regale
all' ombra sconfinata d' un frutteto,
grondaia astronomica del creato.
dipinta d' atmosfere d' estate,
abbottoni il tuo cappotto infuocato
raggomitolando raggi di sole pettinati
tra costellazioni acciottolate di colori.
Prodigiosa ballerina silenziosa
solletichi le zolle impallidite
di cortecce del grano autografate
e sul tuo volto di mascara accigliato
fermagli di polline e corolle
son foulard di cipria e giravolte.
Cattedrali di sassi e radici
del ciel ti sembran acrobatiche arnie
e di letteratura d' inchiostro e catrame
son le tue zampette abbigliate:
una vecchia pigna arruffata d' agonia
è il tuo ammobiliato casolare regale
all' ombra sconfinata d' un frutteto,
grondaia astronomica del creato.
Era con i fiori
la mia camicia migliore.
Avevo lunghi capelli
orecchini e collane
strani cappelli
e occhiali da sole
che portavo anche di notte.
Con gli occhi arrossati
abitavamo nel fumo
degli abitacoli,
le siringhe erano spade.
Ho vissuto anni sbagliati
ho visto ragazzi morire.
E' andata cosi,
indietro non è dato tornare.
Ti aiuterò,
ma non farmi l'errore;
affronta la tua giovinezza
senza paura.
Senza rimpianti
sarà poi la tua vita.
la mia camicia migliore.
Avevo lunghi capelli
orecchini e collane
strani cappelli
e occhiali da sole
che portavo anche di notte.
Con gli occhi arrossati
abitavamo nel fumo
degli abitacoli,
le siringhe erano spade.
Ho vissuto anni sbagliati
ho visto ragazzi morire.
E' andata cosi,
indietro non è dato tornare.
Ti aiuterò,
ma non farmi l'errore;
affronta la tua giovinezza
senza paura.
Senza rimpianti
sarà poi la tua vita.
Non è l’averti vicino,
il respirarti accanto,
né il toccarti
che mi toglie la ragione.
Non è baciarti
che tanto mi fa impazzire
o il sentre i brividi
per le tue carezze.
… E’ il percepirti dentro,
l’averti nell’anima,
quel vivere felice,
il sentire che…
… Ti amo!…
il respirarti accanto,
né il toccarti
che mi toglie la ragione.
Non è baciarti
che tanto mi fa impazzire
o il sentre i brividi
per le tue carezze.
… E’ il percepirti dentro,
l’averti nell’anima,
quel vivere felice,
il sentire che…
… Ti amo!…
Oh! mio pianto,
La mia vita, nulla dell' infinito
Tu, che al viso mio sfuggivi
sulle dure ghiaie dell’ irto colle
ombreggi.
della tua intonata solitudine,
rimembri,
tra l’ ulivo e la roccia
un’ implacabile destino che brucia
un bene d’ offerto e mancato.
E tu, tiepida innocenza,
che corri spensierata e gaia,
di Te, il mio pianto corre,
rimpiange e annega nell’ aère
che a poco a poco s’ imbruna
e poi tace.
La mia vita, nulla dell' infinito
non ode più richiami d’ amore,
silente tra silenti pensieri
mmobile. esterrefatta si chiude.
rintocca tintinnii di misera sorte.
E un sospiro or toglie all'animo l'amore
che di mio,
copriva cieli d’ oltre confine
e un canto come d’ antico
su quei sassi di cento storie
sibila,
in un’ eco lontana e poi passa.
Tu, che al viso mio sfuggivi
con l’ eco della valle, col pianto dell’ amore;
solo al mio sogno sorridi,
sperdendo nel viale silenzioso
le brevi parole delle tue rosee labbra.
Quando finisce un amore, macigni sono le parole che l’accompagnano. Tutto quello che si era creduto, vissuto, sognato giace nel cestino della carta straccia e dei ricordi. Invecchia rapidamente, marcisce come merce deteriorabile. Eppure, di quando in quando, riemerge nei pensieri e riprende il suo aspetto brillante, originario. Quello dei giorni teneri, dei giorni felici. I giorni dell’amore e della vita. Quando finisce un amore non può, non deve finire l’intensità delle emozioni che ci ha fatto vivere, sognare, illudendoci, magari. Resta sempre relegato in un vissuto momentaneo, ma pur sempre amore è. Quando finisce un amore, finisce solo l’involucro che lo custodisce, la sua essenza rimane, pronta a rinfocolare nuove emozioni, nuovi amori, nuovi baci e mille tenerezze, geneticamente tramandate da esperienze precedenti.
Soddisfatta
in uno specchio guardavi riflessi
l’immagine esile e
il viso, come frutto appena colto.
Gioventù e bellezza
Giocavano con te
e in loro compagnia
iniziavi la meravigliosa avventura della vita.
Partivi, la grinta di un treno in corsa.
Come sarebbe stato il tuo viaggio,
lungo, breve, facile, tortuoso.
Non c’era tempo per riflettere
tutto sembrava facile e bello.
Come nelle favole,
fiori, farfalle e follie,
facevano da sfondo al tuo passaggio.
Quante lune…
Quante stagioni…
Quante fresche sere d’estate…
Quanti eventi...
E’ fortuna vivere!
E’ miracolo la vita!
Il viaggio prosegue…
Il paesaggio tutto intorno,
come d’incanto muta.
Persino il più i teneri fiori di campo
son ora petali di un’unica meravigliosa rosa
dal profumo inebriante,
le farfalle, bianche colombe
dalle ali aperte all’amore e
alle mille esigenze di ogni dì
e le follie si mutano in
libertà e sobrietà
da offrire ai pargoli.
Ti rispecchi e come allora
ti rivedi nella figura,
lo sguardo e la luce dei tuoi occhi
riflettono bensì i pensieri e l’esperienza.
Sul tuo viso intravedi
una ruga,
segno del trascorrere del tempo.
Quante lune ancora…
Quante stagioni…
Quante fresche sere d’estate…
Quanti eventi…
In compagnia di quelle rughe.
E’ Fortuna vivere…
E’ Miracolo la vita…
Domani, con una ruga in più,
passerai ancora per i sentieri e
col bastone dell’esperienza,
indicherai la via
a chi, come te, per la prima volta
vedrà riflessi
il suo volto e l’immagine
nello specchio della vita.
Per miracolo
i petali di rosa diverranno
perle di saggezza,
le bianche colombe
eleganti gabbiani,
capaci di librarsi
sorvolando ogni confine
e la libertà,
quella, resterà per sempre,
modello da imitare.
Tu, voltando lo sguardo indietro
ricorderai l’inizio del tuo viaggio
e rivedrai quello specchio,
il tuo, dove un dì ti ammirasti giovane,
sorretto da quella mano scarna,
stanca, tremula,
che lo porse a te,
la mano di chi prima di te
aveva visto riflessa
la sua giovane e tenera figura.
Allora capirai l’eterno cerchio della vita.
Le lune, le stagioni
e tanto altro,
intanto, eternamente
passeranno…
Tutto passa ,
senza fermarsi mai;
tutto se ne và;
il tempo è inesorabile,
e non si cura delle cose umane,
è perfido e crudele,
e non aspetta nessuno;
il tempo passa,
senza che ce ne accorgiamo troppo,
ma gli anni volano veloci,
e ogni cosa lasciata è persa.
Bisognerebbe avere più tempo,
fermarsi e riflettere,
ponderare e pensare,ma la vita dell’uomo è breve;
veloce come quella di una farfalla;
bisogna sempre decidere,anche quando si vorrebbe rimandare;
e non sono tanti,gli autobus,
che puoi permetterti di perdere;
ecco perché è importante,
che in questo poco tempo,
ci sia l’amicizia
e la condivisione
con qualcuno,
cercare di amare,
finchè
si può.
senza fermarsi mai;
tutto se ne và;
il tempo è inesorabile,
e non si cura delle cose umane,
è perfido e crudele,
e non aspetta nessuno;
il tempo passa,
senza che ce ne accorgiamo troppo,
ma gli anni volano veloci,
e ogni cosa lasciata è persa.
Bisognerebbe avere più tempo,
fermarsi e riflettere,
ponderare e pensare,ma la vita dell’uomo è breve;
veloce come quella di una farfalla;
bisogna sempre decidere,anche quando si vorrebbe rimandare;
e non sono tanti,gli autobus,
che puoi permetterti di perdere;
ecco perché è importante,
che in questo poco tempo,
ci sia l’amicizia
e la condivisione
con qualcuno,
cercare di amare,
finchè
si può.
Sole del mattino a
splender ed irrorar aurora ..
Profumi ad inebriar candore.
Fronde di gelsomino e canto di augello,
gracida rana e stagno fa azzurro.
Cuore ad intonar canzone,
arpa divina a suggellar amore.
Bruma a dileguar e
paesaggio a rischiarar visione,
ognuno brama amore.
Giorno a raccontar storia..
Amor s'ode lo scroscio dell'acqua cristallina,
gocce a scandir suono, incider parole e
tonfi a rallentar battito cardiaco.
Giorno a colmar d' avventur le ore,
graffi inflitti, dolore a scorrer nelle vene
divenir fiume in piena.
Visioni in trasparenza prendon forma e
notte a diradar all'orizzonte..










