Avrei voluto i versi tuoi,
quelli del poeta!
Scagliati come frecce addosso
spalmati come cioccolata nera.
T'avrei dipinto allora,
stelle sopra il letto
e regalato ore d'albe rosse.
Avrei voluto i versi tuoi,
quelli del poeta!
Da assaporare piano,
come fragole di bosco.
7 commenti
Voglio,
dico voglio!
Uscire dal tunnel
della paura
e riprendere
per mano
la vita:
abbracciare un sogno.
Voglio,
dico voglio!
Essere consapevole
che il sereno
non sia solo
una previsione
atmosferica:
vivere l'arcobaleno.
Voglio,
dico voglio!
Che l'infinito verbo
dire
si tramuti
nell'infinito verbo
fare:
per amore.
dico voglio!
Uscire dal tunnel
della paura
e riprendere
per mano
la vita:
abbracciare un sogno.
Voglio,
dico voglio!
Essere consapevole
che il sereno
non sia solo
una previsione
atmosferica:
vivere l'arcobaleno.
Voglio,
dico voglio!
Che l'infinito verbo
dire
si tramuti
nell'infinito verbo
fare:
per amore.
Vorrei poter non dirlo
ancor meno pensarci, eppure
questo amore non fantastica più.
Persi,
in sentieri di rovi,
cogliamo solo spine
di rose ormai appassite.
Le orme sono state trafugate,
un’onda le cancellerà
porterà via ogni odore di noi.
… Tutto svanisce…
Si disseminano
in un cielo grigio
sogni e desideri, spariscono
come fumo di comignoli
che lascia respiri un po’ anneriti.
Lanterne colorate rollano col vento,
seguono mete disegnate, son piene di voglie
ma non sono più le nostre.
… Si spengono
una ad una
tutte le stelle…
ancor meno pensarci, eppure
questo amore non fantastica più.
Persi,
in sentieri di rovi,
cogliamo solo spine
di rose ormai appassite.
Le orme sono state trafugate,
un’onda le cancellerà
porterà via ogni odore di noi.
… Tutto svanisce…
Si disseminano
in un cielo grigio
sogni e desideri, spariscono
come fumo di comignoli
che lascia respiri un po’ anneriti.
Lanterne colorate rollano col vento,
seguono mete disegnate, son piene di voglie
ma non sono più le nostre.
… Si spengono
una ad una
tutte le stelle…
(Un alito di primavera
ritrova una rondine il suo nido).
Ti ho sfiorato il cuore
cosi tante volte
che ormai vesti
le mie stagioni di tiepida carezza.
Complice la notte
il nostro bacio
ha il profumo vellutato delle rose
i tuoi occhi verdi sul mio viso
sono papaveri rossi e spighe intrecciate
labbra golose rubano le stelle
onde travolgono abitudini
sono fiori che sbocciano ricami
nelle fragranze di lillà
mossi silenti , incanti,
brividi.
Amore mio
ti respiro
mi respiri
mi guardi
ti guardo.
I nostri sguardi sono promesse
che palpitano e stringono il petto
gonfio d'Inverno .
Tu del mio Inverno
sei il focolare
lo scoppiettio di anima e di cuore.
E mi sciolgo
come neve al sole
e cerco un nascondiglio
per vivere
per viverti .
ritrova una rondine il suo nido).
Ti ho sfiorato il cuore
cosi tante volte
che ormai vesti
le mie stagioni di tiepida carezza.
Complice la notte
il nostro bacio
ha il profumo vellutato delle rose
i tuoi occhi verdi sul mio viso
sono papaveri rossi e spighe intrecciate
labbra golose rubano le stelle
onde travolgono abitudini
sono fiori che sbocciano ricami
nelle fragranze di lillà
mossi silenti , incanti,
brividi.
Amore mio
ti respiro
mi respiri
mi guardi
ti guardo.
I nostri sguardi sono promesse
che palpitano e stringono il petto
gonfio d'Inverno .
Tu del mio Inverno
sei il focolare
lo scoppiettio di anima e di cuore.
E mi sciolgo
come neve al sole
e cerco un nascondiglio
per vivere
per viverti .

Scende sera, si allungano le ombre.
Lì, alla finestra, silenziosi pensieri danzano alla luna.
La notte non ha colori tra le grigie nuvole.
Solo gocce d’acqua scivolano giù dai vetri,
iridescenti perle, al fievole bagliore lunare.
Occhi lucidi, non trovano prospettiva
tra sguardi assenti.
Il cuore non cessa il suo forte pulsare,
respingendo il sonno e i suoi sogni.
Assordante e fastidioso, paradossale,
il silenzio circostante.
Si accendono i ricordi,
scatti di immagini mai catturate,
di vita spensierata, serena, vissuta.
Gesti e calde carezze, allegra infanzia.
Nostalgica aria di Natale,
suoni, addobbi e doni.
Viavai di tanta gente indaffarata.
Serate calde d’estate
allietate d’amichevole compagnia.
Bensì pur acri rimorsi,
sbagli e incompiuti gesti, carezze,
momenti e sorrisi in nessun attimo offerti.
Gote umide di lacrime mai terse.
Dove si celano ora gioie ed emozioni?
Dove la lieta vita?
Oh voi, non lasciate ancora brillare quest’anima,
come stella sola, tra le nere nuvole.
Silenti fategli compagnia,
nutritela col calore, pari a fuoco
vivo pur celato dalla cenere.
Quando poi la Casta Diva,
al sole cocente, l’alto trono cederà,
allora, essa guardare persa, potrà i vostri occhi
e all’aurora vi abbraccerà per sempre.
Ricordi, l'inverno fu primavera, l'estate autunno,
ombrello di fiori a contornar testa,
diadema d'amore.
Passi ad impronte naturali,
sensualità in parole.
Ricordi?
Cristo; con noi nell'abitacolo dei valori.
Anima or svanisci,
ad apparir mucchio di macerie,
inchiostro a macchiar spirito e
sensazioni a svanir nel cielo...
Ricordi?
Sentimenti, gioie e dolori,
fuochi di paglia ad incendiar cuore.
Cenere ad annebbiar mente e
miscuglio di anime ad aggirar nell'abitacolo morale,
Dove sei anima vagabonda?
Odo sospirar la morte all'angolo della sorte...
Specchio dei valori or offuscato da veleni.
Ricordi anima?
O vuoi dimenticare?
Follie che ottundono le menti, in un incipiente incalzar del tempo.
Miasmi putridi, di una normale esistenza, volta ormai al suo termine
e già in consunzione.
Son recrudescenze di sentimenti desiderati, mai pronunciati,
parole inespresse, giochi proibiti, ignoti,
esalazioni di desideri coatti, mai realizzati.
Ora son possibili!!!
Allo svanir di una vita orfana,
inaspettatamente figlie
della casualità...
...Così per il tramite dei sensi, la vita nel suo aspetto multiforme,
mi è precipitata addosso, nello spirito.
Ne ho sentito lo scuotimento in tutto il corpo,
come fosse trasformato dalla genesi dell'idea amorosa.
Ovunque ormai vedo sorgenti di poesia...
... finanche gli elementi primordiali,
partecipano tutti,
portando soavi profumi giovanili,
leggiadre ebbrezze che sfiorano la pelle,
esalazioni di erotiche essenze
che riaprono speranze ormai perdute.
Mi chiedo, se davvero non si stia realizzando
l'antica, l'innata , l'insita idea di bellezza...
poichè tutto si riscalda, si attenua, si rimargina...
...Amore o follia? Follia o amore?
_ Cosa dici? Forse che non abbiam più nessun ritegno?
Ma l'amore è un sentimento inoppugnabile...
E' necessità!
e come tutte le vicnde celestiali,
non è da esaminare!
Guarda i nostri occhi, le labbra:
son grandi, dilatati, dal gran travaglio emozionale
che imponente ci attaversa.
Non senti... siam di nuovo vivi!!!
Che farai? che dirai?
Mi prenderai per mano?
_ Si, ti accoglierò nella pazzia arrembante di menti sconvolte,
rapite, sognanti,
per scrivere una pagina di speciale follia.
__________
Scritta a quattromani con la collaborazione di Bronson.
Miasmi putridi, di una normale esistenza, volta ormai al suo termine
e già in consunzione.
Son recrudescenze di sentimenti desiderati, mai pronunciati,
parole inespresse, giochi proibiti, ignoti,
esalazioni di desideri coatti, mai realizzati.
Ora son possibili!!!
Allo svanir di una vita orfana,
inaspettatamente figlie
della casualità...
...Così per il tramite dei sensi, la vita nel suo aspetto multiforme,
mi è precipitata addosso, nello spirito.
Ne ho sentito lo scuotimento in tutto il corpo,
come fosse trasformato dalla genesi dell'idea amorosa.
Ovunque ormai vedo sorgenti di poesia...
... finanche gli elementi primordiali,
partecipano tutti,
portando soavi profumi giovanili,
leggiadre ebbrezze che sfiorano la pelle,
esalazioni di erotiche essenze
che riaprono speranze ormai perdute.
Mi chiedo, se davvero non si stia realizzando
l'antica, l'innata , l'insita idea di bellezza...
poichè tutto si riscalda, si attenua, si rimargina...
...Amore o follia? Follia o amore?
_ Cosa dici? Forse che non abbiam più nessun ritegno?
Ma l'amore è un sentimento inoppugnabile...
E' necessità!
e come tutte le vicnde celestiali,
non è da esaminare!
Guarda i nostri occhi, le labbra:
son grandi, dilatati, dal gran travaglio emozionale
che imponente ci attaversa.
Non senti... siam di nuovo vivi!!!
Che farai? che dirai?
Mi prenderai per mano?
_ Si, ti accoglierò nella pazzia arrembante di menti sconvolte,
rapite, sognanti,
per scrivere una pagina di speciale follia.
__________
Scritta a quattromani con la collaborazione di Bronson.
Ho trovato
una vecchia lettera,
il foglio ingiallito
la mano ferma
in una grafia
priva di fama.
Non ho letto
la vecchia lettera
il foglio ingiallito
portava intrisi
sussulti d'animo
persi ormai nel tempo.
Ho appallottolato
la vecchia lettera
foglio ingiallito e spiegazzato
mi ha accompagnato
in lungo in largo
mentre ho girato.
Ho girato,
calpestato foglie cadute,
ho calcato ponti,
resistito al vento
quello delle 18:00,
il vento del New Hampishire.
Ho scalto colli,
solcato di sguardi
finestre
di cascine abbandonate.
Ho girato,
sono andato avanti
son tornato indietro
spostandomi in ogni direzione
ho girato,
con una vecchia lettera,
gialla e spiegazzata,
stretta nel pugno,
ho girato e rigirato,
non ho visto un cazzo,
un cazzo di speciale.
una vecchia lettera,
il foglio ingiallito
la mano ferma
in una grafia
priva di fama.
Non ho letto
la vecchia lettera
il foglio ingiallito
portava intrisi
sussulti d'animo
persi ormai nel tempo.
Ho appallottolato
la vecchia lettera
foglio ingiallito e spiegazzato
mi ha accompagnato
in lungo in largo
mentre ho girato.
Ho girato,
calpestato foglie cadute,
ho calcato ponti,
resistito al vento
quello delle 18:00,
il vento del New Hampishire.
Ho scalto colli,
solcato di sguardi
finestre
di cascine abbandonate.
Ho girato,
sono andato avanti
son tornato indietro
spostandomi in ogni direzione
ho girato,
con una vecchia lettera,
gialla e spiegazzata,
stretta nel pugno,
ho girato e rigirato,
non ho visto un cazzo,
un cazzo di speciale.
Notti pullulano sul fiume,
serene notti, mirabili colori e
frastagliate coste a riposar sul letto.
Ombre a diradar fra stanca bruma,
sprazzi di lilla a colorar prato e
margherite a macular tappeto,
eco a ripeter parole,
vocio a raccoglier grido d'amore.
Uva maturata al sole,
baccelli di speranza colmi di buon vino
incanto fluviale di mistica visione.
Non v'è fiume a diveder camino a
piedi scalzi attraversar stagnanti acque.
“Speranza”
Pervader mente e corpo.
Battiti di cuore a ritmo cubano,
anima incandescente in lieve volo.
Cos'avesse a che fare con me
la bianchissima luna,
versata come una noce di nuvola
nell'azzurro - non so. Ma sotto
nel bruno lago prigioniero di Peschiera
altri compagni non sapevano,
pesci spezzati, pane secco,
per conto mio pensavo fosse l'occhio
di un narvalo colossale
puntato su Cuba.

Semplici, facili,
mi rasserenano,
mi aiutano ad affrontare
la giornata.
Un bacio un’emozione
sorprendente mi assale,
è cosi che si allontana
la tristezza.
Accendendo
il cuore,
è cosi che riconosco
il tuo profumo.
Credevo di averlo perso, invece
mi accorgo di averlo ritrovato,
in un giorno
particolare.
Dove con due parole
inizia la giornata.
mi rasserenano,
mi aiutano ad affrontare
la giornata.
Un bacio un’emozione
sorprendente mi assale,
è cosi che si allontana
la tristezza.
Accendendo
il cuore,
è cosi che riconosco
il tuo profumo.
Credevo di averlo perso, invece
mi accorgo di averlo ritrovato,
in un giorno
particolare.
Dove con due parole
inizia la giornata.
Ho un ciliegio
nel giardino
irritato da un quarto di luna.
Un lamento graffiato
da un'inquietudine di foglie ingiallite
inginocchiate e arrugginite
senza attese e
incerte della sorte.
Non sanno
che niente più è come prima
quando il canto delle cicale
le venerava al sole.
In un crescendo di pulsioni
ora inseguono il vento
danzano e annusano radici.
Iniziano a morire
quando nasce una poesia.
Conquistando il cielo
amando nuvole ed illusioni
amando quel ciliegio
e i suoi ricami del cuore.
Conquistando il cielo
amando nuvole ed illusioni
amando quel ciliegio
e i suoi ricami del cuore.

Mi sorrideranno anche le fogne
e da dentro quella specie di barba
che ricopre il volto della città.
Tornerà la bionda
che bionda più non è
con le sue valigie un po' più pesanti
perché ci rimane dentro quel che è successo.
Nello scricchiolio dei platani
batteranno i loro passi
i soliti bidelli dalla facile risata;
la fila sarà più insolita
e davanti la prepotenza di uno scivolino.
Il buio riporterà la pallina
e chi mi ha già salvato una volta
verrà a dirmi
che solo la prima era gratis.
e da dentro quella specie di barba
che ricopre il volto della città.
Tornerà la bionda
che bionda più non è
con le sue valigie un po' più pesanti
perché ci rimane dentro quel che è successo.
Nello scricchiolio dei platani
batteranno i loro passi
i soliti bidelli dalla facile risata;
la fila sarà più insolita
e davanti la prepotenza di uno scivolino.
Il buio riporterà la pallina
e chi mi ha già salvato una volta
verrà a dirmi
che solo la prima era gratis.
Nata,
tra l' olmi e poggi leggiadri
tu,
esule vita, t' investi di costumi in pianti,
il tuo mondo ricade sempre alla morte.
Là, tra le foglie rossastre del male che viene,
sopra i tetti dei colli in taciturno sguardo
s' alza e scende l' occhio in panorama e pensa.
Tramonto sì bello fra le cime dei monti:
e poi tu, Vento di volgare, sfasci l' opra
spingendo nubi oltre la scena
e come sangue il grande re tinge il sipario.
Notti di forme sinistre, demoniacali, spinte;
da strepitii incresciosi,
ombre rugginose muovon passo felino
sibilano gemiti d' oltre tomba.
Triste anima che t' assorbi pensieri di trepido esistente,
volgi al bene restante
il tuo passato di legionar d' amore.
Non porto pensieri d' amore, ma contro;
svalico sopra l' ombre del digiuno notturno,
vado nel mio andare sempre misero e con addii;
vedo soltanto un tremolio costante
che abbandona tra le rive e i margini fiocchi di vita;
e scendo allor, nelle libertà di primitive estati
ove il suono di un legno dava gioia, dava amore.
Ora tracce di lutto dipingono l' aère del duemila,
ripassano sguardi di barbari moderni nell' odio,
s' abbondano orde di riscatti in vita di vile;
e di certo scendi da mani gentili
onde l' amore in culla
dava al tuo mondo la libertà di essere vita-
e ora spargi sogni terrori,
ricami su tessuti il tuo volto di peccato
ma non troverai la pace,
camminerai sempre viottoli di anime sante.
E tutte le idee di questi toccati idealismi
sui figli del trono umano
avanzano,
giungono separate dal tempo sopra file di plebe,
cantano fedi ingiuste,
s' incorona nelle menti del misero uomo
dittature di sangue all' obbedienza;
dipingono sopra cattoliche città i loro moti divismi
stampano nell' aria fuliggine a colori diversi,
arde in brontolio la fiamma di esistere
e non esiliata arroventa la vita.
Notti con tanti lumi toccano la triste mia vita
che di tanta rabbia brilla il cuore,
il pensiero fuso!!
nervi di spasmo traggono incroci di pensieri solenni:
si colpiranno questi colori che tragicano
perendo libertà nei banali uomini
dando avelli senza fiori, senza riposo consolato.
Lo scrosciar s' impone sui degradati ignoti;
tinnula sui torreggiati intorno
il suono che prende il volto e la natura,
gravemente s' afferma un' alito sospinto d' impetuosità
e l' etere della grandiosità umana
in danno s' investe,
si colora dell' ultimo guardo e dell' ora.
Un giorno di nemmeno l' età s' annuncia ai profeti,
nulla del nostro vasto si poteva chiamare amore;
scheletriti intonati agli arsi sassi
dipingevano il d' intorno in defunti quadri ambrati, chiusi;
la grande vita del passionale uomo
bianca ed estesa sugli erbosi asfalti
fra l' orde del raggiante sole
ricamava ordini nel suo mondo di morte.
E nel vero aspetto in nutrita angosciosa libertà
troppe doglie s' incarnavano sulle plebi società,
e l' errante faticoso strumento del vivere
bruciava gli attimi dello spanto sudore,
mentre s' alzavano stridenti sorrisi in pause d' ubriaco;
la dittatura del villansozo impero
abbaiata da mastini della sua ombra ora paurosa
sillabavano di sacro errante
preghiere a suo tempo sconosciute.
Avete nel difficile l' età dell' ora ombrosa,
guardate i gigli della caduta umanità,
torrenti del gridoso sangue tornano dagli anni
sopra la vergognosa natura
del vertiginoso piano terrestre
anime scalze tornano dal buio
e voi, or piegati dagli spari vostri
tintinnate d' infantili gridi
con innocenza anziana;
l' amaro volto della fatta vostra paura
vi inserisce dentro arene dello sbranato plebo cristiano.
Il vento tra i roveri nei boschi
sullo sfondo del duemila appassito
comparirà nei testi futuri
come simpatia per un cataclisma voluto
e non sogni, ma ore veniali,
nei sintetici rimbalzi di spari, nelle ghise facce
di rossi episodi.
Questo fu un sogno fatto a 17 anni
e poi scrissi queste parole.
Male,
perché esisti?
Occupi tutto
il nostro orizzonte
visivo,
linee
che s'intersecano
e si confondono
nel grigio livore
del mondo,
impedendoci
di scorgere
la tanto agognata
emozione
del bene,
che poco si vede
e poco si sente
ma c'è,
ascolta il suo
silenzio...
perché esisti?
Occupi tutto
il nostro orizzonte
visivo,
linee
che s'intersecano
e si confondono
nel grigio livore
del mondo,
impedendoci
di scorgere
la tanto agognata
emozione
del bene,
che poco si vede
e poco si sente
ma c'è,
ascolta il suo
silenzio...











