Che tu sia speranza in lacrime sbocciata

lieve folata d’estasi alla bocca dell’anima

attesa, ove lo specchiarsi sorseggia infinita tenerezza

ingoiata nel ventre della terra allieva d’innocenza.  

Dove sono ora le parole accolte di follia cara 

che s’allungano ombre nella notte della mente

ai piedi del sonno ormai privo di sogno?

Fragili schegge di manieri le poesie

edificano torrioni d’emozioni nutrite d’isolamento.

E di lassù, chimera, il dolore invoca solerte

uno ad uno i singhiozzi complici di memoria

nell’urlo insonne di questa culla d’agonia.

Scrivo sui giorni il cupio melmoso che arranca

mancanza di cielo, ceduta la fragilità alla solitudine,

come bandiera bianca che saluta dolce

al contatto con la menzogna benevola del tempo

e reclama appartenenza all’amore reo confesso,

con così tanta urgenza che frustra l’auriga, il destino.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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                                                                                      Si è consumato il dolore
                                                                       nel silenzio nel accarezzare con spine di rose
                                                                                    per mille anni certi ricordi 
                                                                             non avendo il coraggio di falli svanire
                                                                                           non era un gioco
                                                                  ingannate insultate nel collezionare le belle parole
                                                                          crudi gesti infami padroni su fragili corpi
                                                             di fiori splendidi soffocandole l'anima di crudeltà congelata
                                                                               troncando sogni mete e speranze
                                                                                   su questo tappeto di lacrime 
                                                                                   rosso sangue come una spada
                                                                     sconficcata nel cuore dove c'è rimasto tanto dolore






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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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No non sono qui per farti piangere

Ma solo per dirti che in questo  vivere

Spesso, amaramente, si può perdere

Ciò che avresti voluto per sempre stringere


Quelle guance piene di un sorriso dolce

E quella forza che ricordo anche  in me

accettare la vita, lo so, non sarà sempre semplice

Ma ti aiuterà chi è accanto a te


Contare le lacrime non ti farà scoprire il mare

Affacciarti ad una finestra certamente si

Regalati ogni giorno un po’ di amore

Si può essere sempre più felici di così


La persone alcune volte deludono

Tu prova a non farlo mai

La vita è il più grande dono

E sento che tu questo già lo sai


Non domandarti mai perché non ci sono

Vivendoti e guardandoti capirai

Che contando su di te non sei mai solo

E sento che facendolo  mi apparterrai


Non scrivo così per farti piangere

Ma solo per dirti che ti avrei voluto stringere


Per non lasciarti mai.



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Profilo Autore: tempo di poesia  

Questo autore ha pubblicato 194 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non riuscirò
a trovare
il modo di unire
tutte queste parole.
Serviva più impegno
avrei dovuto studiare,
leggere ancora.
Oppure
serviva talento
per riuscire a descrivere
nel cielo le pallide lune.
Al contrario
di pallido
vedo solo
gli sguardi
incrociati nelle corsie,
e i temporali
mi ricordano
le bombe che vedo cadere
durante gli intervalli
degli eventi sportivi.
Questa sera è così.
Non ho ricordi da spendere,
mi angoscia il presente,
mi terrorizza il futuro.
Cammino in bilico
sopra la mia depressione.
Ne sono cosciente,
ma accetto la sfida
perchè so
che non sono da solo.
Domani al risveglio
verrrai in mio soccorso.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Ora o mai più!



Sempre più sola,


Brancoli nell’abisso


Della disperazione


Che nel silenzio,


Diventa


La tua tomba.


Abbandona


Quell’inferno,


Dove lentamente


Il cuore muore.


Ora o mai più!


Inforca quella


Maledetta porta,


Riprenditi la libertà.


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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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La costellazione d' un tulipano fiorito

emorragiche virgole d' orrore scarcerò

ed una tempestosa punteggiatura criminologica,

arsenale ideologico d' analfabetico rispetto,

come aquiloni sgozzati da una consonanza d' ardori,

incenerì scampoli sartoriali di sguardi inconfessati.


Trapunte eutanasiache d' infangata dignità

vivisezionarono il cuore strangolato del silenzio

assolando gli inguaribili paralleli emozionali

d' uno stormo incattivito di carezze seviziate,

parafrasi sfregiate dalle ecchimosi del dolore.


La costellazione d' un tulipano fiorito,

d' un compleanno di violenze schiaffi rastrellò:

squarci cosmologici ammainati di perduta identità

son colpevole sintassi d' una schiavitù di baci

su un volto assassinato da mutilata felicità.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1077 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sentieri d’anni e di passati memori
brulichio leggiadro di spanto eco
su pe’ i dintorni gravi del colle meco
odor di stirpe,di re,di mali demoni.

Mura messe a opra d’erculee forze
sullo stipato colle di lontano guardo
immagino echi gravi e risa d’azzardo
su pe’ la pietraia colma d’assurda morte,

corron intrepide leggende e sangue
d’impetuose lotte fin all’imbrunire
e sparsi guerrier vissuti sol per morire
or nella cupa ombra in lamenti esangue.

Un vanto beffardo corre sulla sorte ai vinti,
ceneri intorno e nenie di lamentoso canto
scricchiolano gli alberi e fanno banda al pianto
alla notte accerchiata di fuochi e cupi dipinti.

Ecco,ancor la morte ha dato orgoglio al vincitore
che or bivacca in crudi odori e insanguinati sassi
e racconta  fatti battendo il ferro sui duri massi
e ubriaco crolla al suono del suo tanto ardore.

Gli occhi tremanti di orrori vissuti
sterminio di genti dall’alba al tramonto
sentiti gridi e acuti tormenti di scontro
nelle grigie facce senza amori,senza aiuti.

Non è cambiato il tempo dei funesti perigli,
è cambiato il ferro,il carro,il cavallo
rimasta è la mente con nuovo vassallo
addobbate,marmoree le tombe, di fiori,di gigli.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Sogno in un sogno

remoti rancori,

un mondo lontano,

trafitto da lotte.

Sogno in un sogno

bianchi gabbiani,

tessere voli

nel turchino infinito etere.

Uomini diversi ma

affiatati, vivere ìlari

la vita.

Sogno in un sogno

arnie di api,

totale armonia,

ordine e perfezione,

prototipo di società ideale,

ove ogni singolo

s’appresta al suo lavoro,

pare valore di un tassello

indispensabile a realizzare

un’opera.

Sogno in quel sogno

di essere desta,

di non sognare.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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M’ innalzai con te in volo, quel giorno,
intonammo un canto d’amore,
ma ne sperdesti ogni senso e sapore.

… E dicesti, un giorno,
 andavi a prendermi la luna,
ma in un profondo vuoto la raggiunsi.

… Il dolore fu sulla pelle
crocefisse  l’anima,
squarciò il mio cielo a metà:
piovve
di una pioggia amara e crudele.
Un vento impetuoso
chiuse la porta, per sempre.

… Ora, son pietra grigia
che ha impastato nel marmo
i sogni e i sorrisi.

Solo un fiore rosso,
per gridare ancora amore
per la vita che più non sento.
E sulla croce
una rosa bianca,
la mia resa forzata a te,
al tuo folle e malato amore…


P.S. Chi abusa delle donne, anche solo psicologicmente, NON CONOSCE AMORE!
Chi alza le mani sulle donne NON AMA e NON SA AMARE!


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Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Annaspano ore,

vortice ad inghiottir vita,

stanca, nebulosa bruma a

incendiar l'anima di fuoco..

Bramose ore a volteggiar nell'aria

attimi alla deriva..

Drappi ad intonar colori e

dalla finestra il paesaggio muta silenzioso,

fin raggiunger l'apice del creato..

Viali di parole a comporre cespugli di more,

acqua a rinfrescar memoria..

Melma nel fondale,

ricordi a confonder passato..

Qui.. il vento tace e ali non hanno piume,

qui... frasi volan al vento e

foglie a concimar terra,

cenere a coprir radici d'erba.

Qui ogni foglia giace inerte e

fra ugual foglie confonde...
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Profilo Autore: Adele Vincenti  

Questo autore ha pubblicato 109 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.




Non risentire
d’amico, il suo penare…

Addentra n’onta!






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Poesia (Accenti ritmici 2-4-6) seguita da un pensiero di Johann Wolfgang Goethe, Scrittore, poeta e drammaturgo tedesco del 1800:


"Ciò che non si comprende non lo si possiede".
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

Questo autore ha pubblicato 179 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un giorno, mentre stavo all’osteria

ivi costretto pe mancanza d’allegria,

pensando ai casi miei cogitabondo

entrarono impettiti il Tempo e il Mondo,

e poi non se ne sa il perché,

sedettero ambedue accanto a me.

Parole e paroloni stavano a dì,

che solo quarche cosa si capì.

Me parve a ‘n tratto d’essere importante,

me piacque de sentì parol cotante

da due illustri personaggi

che avrebbero dovuto esser saggi !

“Er Tempo è la mejo cosa che ce sia,

score sul monno e tutto porta via.”

Diceva l’uno, mentre taceva l’artro,

guardannelo co l’occhio molto scaltro.

“Si nun ce fossi io, ‘ndo vai a parà ?

Tempo ar Tempo a chi jo voi da ?

Io ho tutto e sono diligente,

accolgo fra le braccia tutta la gente.”

Rispose l’arto quanto mai arrogante !

Io che ascortavo sta conversazione

a chi dei due dovevo dar ragione ?

Presi coraggio e con voce fessa,

cor vin, se sa, è più che compromessa,

dissi che un po’ d’ognuno ce poteva sta,

co la formula de la comproprietà.

Ner monno c’è sta l’umanità intera

piena de dubbi e mali se sincera,

ma poi se er tempo passa pian pianino

je po’ fa fare pure un ritocchino.

Bisogna annà veloce o rallentare,

pe fa der monno er regno dell’amore.

Ar monno niente mai cagnerà

se er tempo non contribuirà,

sentite a me, nun fate discussioni,

chi è mejo, è mejo, nun fate paragoni,

e tutto quello che succederà

sarà ogni sera de vedecce qua,

a beve ‘n poco de sto vinello

guardasse e dirse che tutto in fondo è bello !


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Profilo Autore: Bronson  

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Briciole

Al calar della sera

quando tutto tace,

mi ritrovo assorta

a riordinar pensieri

e a rovistare

nei cassetti della

mia memoria.

Da quello d’oro

dell’infanzia,

sempre aperto,

debordano perline

di tutti i colori,

tenute ancora unite

da fili meravigliosi.

L’altro, d’argento,

quello della giovinezza,

è pieno di nastrini

e preziosi merletti,

adagiati con cura

sopra la montagna

di foto in bianco e nero,

sparpagliate sul fondo.

Il terzo, di bronzo,

è pieno solo a metà,

accoglie un groviglio

di illusioni e sogni,

fra schegge di felicità,

e briciole di speranza

che luccicano

come diamanti.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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La chiamai puttana,
non ricordo perchè,
avevo tre anni.

Imparai quella parola,
ascoltandola di sguinzo
da un cugino o un amico.
La chiamai puttana,
e lei si sorprese,
accigliò il volto,
urlò.

La chiamai puttana,
mi schiaffeggiò,
non ricordo perchè,
io risi e corsi via.

Puttana, puttana
e ridevo
Puttana, puttana
e correvo.

Nessuno mi spiegò
nei lunghi rimproveri
cosa volesse dire
quella parola
così bella
che riempiva
la bocca.

Lo capii anni dopo
una parola bella
ma anche brutta,
una parola ambigua
che racchiude in sè
l'essenza dell'essere.

Puttana, puttana
ma non rido
Puttana, puttana
e corro.

Verso di lei,
lontano da lei.
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Profilo Autore: Demonius  

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L' inchiostro saccheggiato del silenzio,

fuggitiva crisalide iraconda d' emozione,

s' accoccolò tra sguardi sfiniti d' immenso

e i petali scolpiti nelle zesta dell' eco

rovistarono, crocefissi, tra i paesaggi del sentimento.


Sterili fogli d' un cuore stropicciato,

parafrasi ammainate all' alba della confusione,

necrosi d' un ricordo e traboccanti segreti,

dardi scardinati dal canto del respiro,

petali scolpiti nelle zesta dell' eco

son l' equazione d' un battito d' universo.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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