Se lo fai tu… è perché non mi ami più
Prendo il telefono ma non ti chiamo
Voglio illudermi che lo stai per fare tu…
Ma dove andiamo, cosa siamo adesso
In quale cielo, in quale strada ora sei
In un silenzio trovo solo me stesso
Ed il rumore dei giorni miei
Copro il dolore con un sorriso
Ed i miei occhi con una mano
Quando incontro in una foto il tuo viso
E vorrei dirti ancora che… ti amo
Inutilmente
Stupidamente
Pur sapendo che poi… niente…
Cambierà!
Che odore ha il cielo?
Ora che non è tempo di colori
Che odore ha la terra?
Ora che inganna
l'aria è bruma che consuma
anche le parole.
Senza campi il cielo
sui monti la neve.
mi saluterai chiamandomi
figlio.
Io ti farò un cenno col viso
poi, sono sicuro,
ti chiederò della mamma
e perchè piangeva
quella mattina
davanti alla porta del bagno.
Se la causa era la malattia
o solo un banale litigio.
Ti dirò che di lei
ho questo
e solo altri pochi ricordi,
mentre di te
rammento le dita ingiallite,
e quelle sere,
con la bottiglia
da solo in cucina
a contare i giorni
che ti separavano alla fine.
Ero piccolo babbo
lo sai,
più tardi ho capito.
partorite da sguardi che ancora non sanno
così i pensieri che s’arruffano
e ruzzolano nella mente già ubriaca.
Insolito vento
suggerisce parole d’amore,
i baci si vestono di aroma
ragione non fa più rima con cuore…
… Pioggia calda t’allaga,
ti naviga in tutte le pieghe,
ti inonda, si sparge.
Seme nella tua terra, nel tuo oceano.
… Emozioni…
Lambiscono come il mare la rena,
lasciano che ne assapori il gusto
intenso, insaziabile.
Ti stordiscono,
abbattono ogni tua barriera,
resti senza difesa,
ma impetuoso è l’abbraccio.
… Emozioni…
scolpiscono l’anima, sogni si dipingono
sulla tua grande tela
quando nasce un amore...
Rutilante e indaffarata,
traffico,
auto,
la strada che si perde
nell’infinito,
on the road;
beat ,beat;
e sono ancora beat,
e un pò scapigliato,
e boehemiem,
ancora ribelle,
ancora beat,
beat;
sognando l’America,
lontana e irraggiungibile.
Così rimango, con pensieri nascosti nella penombra che mi scuriscono i tratti ora stanchi, ora affranti, ora malinconici, celando ai più arcobaleni che, chiusi a doppia mandata nel petto, disperano ormai di poter un giorno uscire liberi e leggeri cosi come son nati.
Contorni netti.
Che lottano per non perdere quel pó di calore.
E dietro alle mie palpebre, serrate come la bocca di un prigioniero, solo due visi, divisi da un telo d'organza si guardano senza potersi sfiorare.
E non c è musica, né suono del vento,
né profumo di petali e rugiada, nemmeno il muoversi leggero delle nuvole.
Nulla di tutto questo.
Solo il bianco silente del tempo che prosegue, beffardo e spietato nella corsa contro sé stesso, come se fosse il primo ad avere il terrore di fermarsi.
In quell attimo eterno rimango un contorno riempito di buio, con gli occhi che bagnan la terra sperando ne nasca una rosa, celando le gocce, velando un sorriso già spento, nel bianco e nel nero di un giorno in cui non ti vedrò, se non solo come un contorno, coperto da un telo d organza.
Ah…. Se il tempo fosse
Come posso ora tornare indietro
Cosa ne sarà di questo mio sentimento
Sì,canterò questo mio sogno
sento il richiamo dell’anima,
eterna compagna,
a render vividi
celate emozioni.
Occhi lontani
catturano infuocate albe.
Mani colme pronte a dare
maturi frutti
e leste accarezzano
un volto, icona di solitudine
e di profonda tristezza.
Braccia stringono
il desiderio più nobile,
bello, buono, amabile.
Cuore, che dal suo ritmo stanco,
si desta, sussulta, va,
viaggia, vola su variopinto aquilone
spinto da aliti e brezze.
La mente spazza via,
come le foglie l’autunno,
ricordi velati di tristi rimpianti
e come edera aggrappata
al suo sostegno,
difende gli attimi di giubilo.
Vuota di me
sento il richiamo tuo oh Poesia
colmare la mente e chetare l’animo
simile a sorgente d’acqua,
tu plachi la mia arsura.
Da quanno m’hai lassato in testa frulla,
ma a te c’ancora sei la mia bella
credo che proprio te ce vada a palla.
Accordi teneri e languide parole
che te dicevo quanno er sole more.
Volevo vive sortanto accanto a te
e mò me trovo seduto sur…bidet.
Tu m’hai lassato perché ti ho tradita,
co ‘na gatta che poi ho sterminata,
pe fa “n’esperienza de vita”,
me trovo a mia ormai sdrumata.
Te chiesi scusa, ma la tua virtù
se fece scrupoli de poca serietà.
La tua sentenza infine fu
de nun accordarme ‘na possibilità.
Allora uso questa canzuncella
pe aprì ‘na piccola finestrella,
pe ditte che il miglior pregio dell’omo
è sapè usare l’arma der perdono.
Si la vorrai ascortare attentamente,
potrai capir che t’amo immensamente.
Se non la voi cantà farà lo stesso,
n’omo come me è solo un cesso !
Roccia a scolpir volti d'altri tempi,
musa ispiratrice e
pensieri a rotear al centro della terra..
Anima, vestir di luce chiara e
cuore a scioglier sangue umano.
Tempo andato..
Roccia scalfita, goccia d'acqua a far buca,
frastagliate coste a diromper sul mare e
gabbiano gridar dolore in dolore e
sorvolare mare.
Povera anima a sputar sudore
mani impolverate e piedi nudi.
Buco nero e vortice di vento a
succhiar nettare di ape,
freddo a intirizzir ossa e
fievol sospiro a
soffocar parole buone..
Roccia, sasso a cader dal monte.
Roccia sgretolata fin divenir polvere..
come astrali vibrisse d' orizzonte,
gherigli d' abete s' inerpicavano
per l' argenteria del cielo a dicembre,
muta lavagna fiorita d' emozioni.
Un raggio di neve abbozzato
è zucchero d' inverno immacolato,
fantasiosa glassa spettinata d' universo
tra grattacieli e rami imbionditi dal gelo
immortalati in tele di petali di comete.
Come giovane guerriera indaffarata
dalle cicatrici d' un solstizio d' amore,
l' argenteria del cielo a dicembre
accarezzava un prato di comignoli
assonnato dal dolce risveglio dei sogni.
Quando scese
il fuoco dell’inferno
tra questi viali
e su queste anime
capimmo
che il cielo si era squarciato
e precipitarono
gli angeli dal loro ozio celeste.
Quando le armi
sibilarono
il loro carico di morte
nel silenzio irreale,
capimmo che il purgatorio
era colmo di preghiere inutili
e fredde come quegli attimi
eterni, interminabili
oltre ogni umana ragione.
Il pianto sommesso
di madri, fratelli e vedove
rese cieco questo Dio
che l’uomo vorrebbe
a sua immagine e somiglianza.
Non ti fare alcuna immagine, disse,
e l’uomo lo contraddisse subito
così Dio divenne ateo,
e cancellò il suo nome
da ogni libro rivelato
per far sì che lo cercassimo nuovamente
nel luogo assurdo dove si era nascosto.
Vecchio e glorioso castello
Sopra quel colle tra i fiori di Marzo,
L' erba te cresciuta sopra il tuo petto,
Hai la chiesetta dal tetto di pietra
Entro il tuo cuore di anni pesanti,
la fabbrica al di là
del piazzale.
Il silenzio è interrotto
dai fari di alcuni veicoli
che escono dalla rotonda
davanti allo stabilimento
dove lavoro.
E' vero,
scrivo così poco di noi,
ma lo sai che sei
dentro di me
e qui sempre starai,
che mai perderò
le parole
e neppure il ricordo;
noi due
sulla spiaggia abbracciati
dentro il buio
della nostra
prima sera.
Lo conserverò
fino a che posso,
fino alla fine.











