Se resto zitto.. è perché ti amo
Se lo fai tu… è perché non mi ami più
Prendo il telefono ma non ti chiamo
Voglio illudermi che lo stai per fare tu…

Ma dove andiamo, cosa siamo adesso
In quale cielo, in quale strada ora sei
In un silenzio trovo solo me stesso
Ed il rumore dei giorni miei

Copro il dolore con un sorriso
Ed i miei occhi con una mano
Quando incontro in una foto il tuo viso
E vorrei dirti ancora che… ti amo

Inutilmente
Stupidamente
Pur sapendo che poi… niente…

Cambierà!
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Profilo Autore: tempo di poesia  

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V'impacchetto sogni
e vi getto in fondo al mare!

C'è un azzurro troppo azzurro
stamattina
e quest'alba dispettosa
che sorride,

l'aria è fresca
e mi sveglia con la tazza del caffè
altro giorno, altra corsa senza te.

Allora chiudo gli occhi e stringo i pugni
e ci provo per davvero
a fermare questo velo
che sottile strozza il cuore,

la radio intanto suona
note che proprio non vorrei ascoltare
senza te
e m'accorgo che mi manca
da morire
quel sorriso ed il suono della voce,

un buongiorno al maschile
un abbraccio
e il profumo di una rosa,
nel grigiore delle ore
che verranno, senza te.
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Profilo Autore: elisa  

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Che odore ha il cielo?

Ora che non è tempo di colori
ora che il fumo disperde
le voci dai camini 
e i tetti e le case 
accolgono nostalgiche Dicembre. 

Che odore ha la terra?

Ora che inganna 
l'ultimo raggio di sole
ora che senza voli protesi stanno i rami
l'aria è  bruma 
che consuma
anche le parole.

Senza campi  il cielo
senza cielo il mare
sui  monti la neve.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Se un giorno mai ci rivedremo
mi saluterai chiamandomi
figlio.
Io ti farò un cenno col viso
poi, sono sicuro,
ti chiederò della mamma
e perchè piangeva
quella mattina
davanti alla porta del bagno.
Se la causa era la malattia
o solo un banale litigio.
Ti dirò che di lei
ho questo
e solo altri pochi ricordi,
mentre di te
rammento le dita ingiallite,
e quelle sere,
con la bottiglia
da solo in cucina
a contare i giorni
che ti separavano alla fine.
Ero piccolo babbo
lo sai,
più tardi ho capito.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Involontarie le traiettorie
partorite da sguardi che ancora non sanno
così i  pensieri che s’arruffano
e ruzzolano nella mente già ubriaca.

 Insolito vento
suggerisce parole d’amore,
 i baci si vestono di aroma
  ragione non fa più rima con cuore…

… Pioggia calda t’allaga,
ti naviga in tutte le pieghe,
ti inonda, si sparge.
Seme nella tua terra, nel tuo oceano.

… Emozioni…

Lambiscono come il mare la rena,
lasciano che ne assapori il gusto
intenso, insaziabile.

 Ti stordiscono,
abbattono ogni tua barriera,
resti senza difesa,
ma impetuoso è l’abbraccio.

… Emozioni…

scolpiscono l’anima, sogni si dipingono
sulla tua grande tela
quando nasce un amore...


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Profilo Autore: Giò  

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Cammino per la città

Rutilante e  indaffarata,

traffico,

auto,

la strada che si perde

nell’infinito,

on the road;

beat ,beat;

e sono ancora beat,

e un pò scapigliato,

e boehemiem,

ancora ribelle,

ancora beat,

beat;

sognando l’America,

lontana e irraggiungibile.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Come quando mi sento soltanto un contorno riempito di nero, disegnato sullo sfondo vuoto e pulsante dei frammenti di vite che ormai, essendo di ieri, non mi appartengon più.
Così rimango, con pensieri nascosti nella penombra che mi scuriscono i tratti ora stanchi, ora affranti, ora malinconici, celando ai più arcobaleni che, chiusi a doppia mandata nel petto, disperano ormai di poter un giorno uscire liberi e leggeri cosi come son nati.
Contorni netti.
Che lottano per non perdere quel pó di calore.
E dietro alle mie palpebre, serrate come la bocca di un prigioniero, solo due visi, divisi da un telo d'organza si guardano senza potersi sfiorare.
E non c è musica, né suono del vento,
né profumo di petali e rugiada, nemmeno il muoversi leggero delle nuvole.
Nulla di tutto questo.
Solo il bianco silente del tempo che prosegue, beffardo e spietato nella corsa contro sé stesso, come se fosse il primo ad avere il terrore di fermarsi.
In quell attimo eterno rimango un contorno riempito di buio, con gli occhi che bagnan la terra sperando ne nasca una rosa, celando le gocce, velando un sorriso già spento, nel bianco e nel nero di un giorno in cui non ti vedrò, se non solo come un contorno, coperto da un telo d organza.
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Profilo Autore: gianluca  

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Sentire la tua voce,
dolcezza di donna meravigliosa;
il tempo,immobile,fermo
al tuo gentil passaggio
in un’aureola di profumo,
di dolce e di sì grande amore.

Ah…. Se il tempo fosse
di beniamino amico,
e il possente vento fermi gli anni
e diventi fiaba di castelli e fate
e divenga il tutto incanto
questo mio sogno,
che di sognar mi uccide.

Come posso ora tornare indietro
e dir a me stesso di morir d’amore;
se tu sapessi il pianto
e silenzio di questa ingrata vita,
e il Fato che di contrario spinge
una mia passione di bellezza e incanto.

Cosa ne sarà di questo mio sentimento
ai futuri anni,in quella strettoia
che appassisce la vita,dove il ricordo
è ombroso e di tiepida luce.
Ora sì,in questo infinito di pensieri svariati
ove il cantare d’amore riempie tutto il mio spazio,
ove la felicità è immagine di una rara beltà.

Sì,canterò questo mio sogno
ai venti,alla Luna,alle lontane Galassie
e scriverò il tuo nome sulla scia di una Cometa.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Vuota di me,

sento il richiamo dell’anima,

eterna compagna,

a render vividi

celate emozioni.

Occhi lontani

catturano infuocate albe.

Mani colme pronte a dare

maturi frutti

e leste accarezzano

un volto, icona di solitudine

e di profonda tristezza.

Braccia stringono

il desiderio più nobile,

bello, buono, amabile.

Cuore, che dal suo ritmo stanco,

si desta, sussulta, va,

viaggia, vola su variopinto aquilone

spinto da aliti e brezze.

La mente spazza via,

come le foglie l’autunno,

ricordi velati di tristi rimpianti

e come edera aggrappata

al suo sostegno,

difende gli attimi di giubilo.

Vuota di me

sento il richiamo tuo oh Poesia

colmare la mente e chetare l’animo

simile a sorgente d’acqua,

tu plachi la mia arsura.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Te vojo dedicà sta canzuncella.

Da quanno m’hai lassato in testa frulla,

ma a te c’ancora sei la mia bella

credo che proprio te ce vada a palla.

Accordi teneri e languide parole

che te dicevo quanno er sole more.

Volevo vive sortanto accanto a te

e mò me trovo seduto sur…bidet.

Tu m’hai lassato perché ti ho tradita,

co ‘na gatta che poi ho sterminata,

pe fa “n’esperienza de vita”,

me trovo a mia  ormai sdrumata.

Te chiesi scusa, ma la tua virtù

se fece scrupoli de poca serietà.

La tua sentenza infine fu

de nun accordarme ‘na possibilità.

Allora uso questa canzuncella

pe aprì ‘na piccola finestrella,

pe ditte che il miglior pregio dell’omo

è sapè usare l’arma der perdono.

Si la vorrai ascortare attentamente,

potrai capir che t’amo immensamente.

Se non la voi cantà farà lo stesso,

n’omo come me è solo un cesso !


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Profilo Autore: Bronson  

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Roccia a scolpir volti d'altri tempi,

musa ispiratrice e

pensieri a rotear al centro della terra..

Anima, vestir di luce chiara e

cuore a scioglier sangue umano.

Tempo andato..

Roccia scalfita, goccia d'acqua a far buca,

frastagliate coste a diromper sul mare e

gabbiano gridar dolore in dolore e

sorvolare mare.

Povera anima a sputar sudore

mani impolverate e piedi nudi.

Buco nero e vortice di vento a

succhiar nettare di ape,

freddo a intirizzir ossa e

fievol sospiro a

soffocar parole buone..

Roccia, sasso a cader dal monte.

Roccia sgretolata fin divenir polvere..





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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Tra baci di mandorle lunari,

come astrali vibrisse d' orizzonte,

gherigli d' abete s' inerpicavano

per l' argenteria del cielo a dicembre,

muta lavagna fiorita d' emozioni.


Un raggio di neve abbozzato

è zucchero d' inverno immacolato,

fantasiosa glassa spettinata d' universo

tra grattacieli e rami imbionditi dal gelo

immortalati in tele di petali di comete.


Come giovane guerriera indaffarata

dalle cicatrici d' un solstizio d' amore,

l' argenteria del cielo a dicembre

accarezzava un prato di comignoli

assonnato dal dolce risveglio dei sogni.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Quando scese
il fuoco dell’inferno
tra questi viali
e su queste anime

capimmo
che il cielo si era squarciato
e precipitarono
gli angeli dal loro ozio celeste.


Quando le armi
sibilarono
il loro carico di morte
nel silenzio irreale,

capimmo che il purgatorio
era colmo di preghiere inutili
e fredde come quegli attimi
eterni, interminabili
oltre ogni umana ragione.

Il pianto sommesso
di madri, fratelli e vedove
rese cieco questo Dio
che l’uomo vorrebbe
a sua immagine e somiglianza.

Non ti fare alcuna immagine, disse,
e l’uomo lo contraddisse subito
così Dio divenne ateo,
e cancellò il suo nome
da ogni libro rivelato
per far sì che lo cercassimo nuovamente
nel luogo assurdo dove si era nascosto.

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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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                       Vecchio e glorioso castello
                       che porti nell' aria odore d' antico,
                       s' innalza ancora il tuo inviolato mantello
                       sull' alta torre d' edera sparsa.

                       Sopra quel colle tra i fiori di Marzo,
                       fra il cielo azzurro e il sole dorato,
                       il tuo cuore ancor è di nobil sfarzo
                       la pioggia e gli anni non l' han cambiato.

                       L' erba te cresciuta sopra il tuo petto,
                       la gente ti guarda si leva il cappello,
                       mentre una campana a colpi di vento
                       risuona entro i muri di marmo e di vetro.

                       Hai la chiesetta dal tetto di pietra
                       dove tu hai visto la gente pregare,
                       pregare ed amare quella croce intetra
                       in tempo di pace o di guerra che fù.

                       Entro il tuo cuore di anni pesanti,
                       entro la voce che solleva il tuo spirito
                       c' è scritto un biglietto per noi folgoranti,
                       un biglietto di pace e d' amore antico.


                                            
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Mi illumina
la fabbrica al di là
del piazzale.
Il silenzio è interrotto
dai fari di alcuni veicoli
che escono dalla rotonda
davanti allo stabilimento
dove lavoro.
E' vero,
scrivo così poco di noi,
ma lo sai che sei
dentro di me
e qui sempre starai,
che mai perderò
le parole
e neppure il ricordo;
noi due
sulla spiaggia abbracciati
dentro il buio
della nostra
prima sera.
Lo conserverò
fino a che posso,
fino alla fine.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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