Io amo Te,
dal pensiero eccitato
trova spazio il poeta
ch'era stato smarrito..
io che vivo d' amore
nel mio tempio lo servo
senza mirra nè incenso
in un ora l' ho perso..
non si ferma la mano
gode e trema piu' forte
mentre il cuore si strazia
di un amaro incessante "
“
I tuoi figli non sono tuoi figli. Sono fratelli e sorelle bramosi di vita per se stessi... ti puoi ingegnare per essere come loro,
ma non si deve cercare di renderli come noi.
Un amore che non ha uguali,
incanto e giubilo nella rosea sera,
l’unito silenzio di intorni odorosi
lievitava sussurri nel mondo che c’era.
Amori profondi, di speme velati,
or dischiusi dell’antico costume
distesi alla notte sui soffici prati,
e luci di stelle che fan loro da lume.
Soave sapore,delicatezza sublime;
parole colorite e vellutate carezze;
e baci, abbracci in quelle ore divine,
si colma la notte di lodi e di brezze.
Poi, un costume di un silenzio infinito
giocava di sguardi con pensiero rapito;
l’amore bevuto dal calice d’oro
dipinto, ritratto, cantato in celeste coro.
IL DUBBIO CELATO TRA LE GIOVANI MANI
E IL CUORE IN TUMULTO BATTE FORTE.
GIOVANE DONNA, PROVA DURA LA VITA TI OFFRE.
TEMI DI POSARE LO SGUARO SUL VERDETTO,
FORSE DARA’ CONFERMA ALLE TUE ESITAZIONI.
LA MENTE INVASA DA MILLE DOMANDE,
IN QUEGLI ISTANTI INTERMINABILI,
IL TEMPO SEMBRA AVER FERMATO LA SUA CORSA.
GLI OCCHI SBARRATI E IL VOLTO CEREO,
SI POSANO SULLE MANI TREMOLANTI
SCIOGLIENDO OGNI DUBBIO.
SI, DARAI VITA ALLA VITA, PICCOLA DONNA.
TUTTO E’ VUOTO INTORNO A TE.
MILLE DOMANDE E LE OMBRE DELLA PAURA
SOLCANO LA TUA MENTE.
SARAI PRONTA? TI CAPIRANNO?
COSA FARE? QUALE SCELTA?
CHE DECISIONE?
FORZE CONTRASTANTI,
MENTE E CUORE COMBATTONO IN TE.
IL CUORE HA IL SOPRAVVENTO
E PARLA A TE COME PADRE:
“ PENSA UN DI’, LUNGO IL CAMMINO,
INCONTRERAI UN BIMBO
CHE TI OFFRIRA’ UN SORRISO,
PENSERAI AL VOLTO CHE AVREBBE AVUTO
IL TUO, AL NOME CHE GLI AVRESTI DATO,
A TUTTI I COMPLEANNI MAI FESTEGGIATI,
AI DONI MAI COMPRATI,
AGLI ATTIMI DI VITA MAI VISSUTI,
SENTIRAI L’ECO DI UNA VOCE
CHE MAI POTRA’ CHIAMARTI MAMMA.
MENTRE DI LASSU’, SU DI UNA STELLA
VEDRAI BRILLARE LA SUA LUCE.
QUELL’ESSERINO MAI NATO TI GUARDERA’
E DOLCEMENTE TI SUSSURRERA’:
“ MAMMA, NONOSTANTE TUTTO TI VOGLIO BENE”.
PICCOLA GRANDE MAMMA,
DAI TUOI OCCHI SPUNTA UNA LACRIMA,
MENTRE LE TUE LABBRA SI SCHIUDONO
AL PIU’ TENERE DOLCE SORRISO.
LE TUE MANI SI POSANO SUL VENTRE
AD ACCAREZZARE LA PICCOLA VITA DENTRO DI TE.
ISTINTO DI MAMMA, ISTANTE D’AMORE,
CHE DURERA’ PER TUTTA LA VITA,
PICCOLA GRANDE MAMMA.
inseguendo sogni,
e chimere,
ricordi di amanti perdute,
di amori infranti,
di anni volati;
da scrivere sulla carta,
sullo schermo,
e far nascere uno scritto un
sonetto,
che tu potrai leggere;
il poeta veglia di notte soprattutto,
da solo con se stesso,
sperduto nell’universo;
notti insonni,
che non finiscono mai.
Non v'è giorno che non percorra questo viale,
senso di pace e raffiche di pensieri,
geometrie assimetriche di visioni,
or spente, or appena nate,
Son attimi di vana gloria e
sorrisi del tempo or assopito.
Musica ad intonar vaghe canzoni,
ricordi di parole sbiadite, ombre di fantasmi a migrar nel cielo..
Attimi di illusione, speranza dal sepolcro bianco,
misere chimere e sogni a vagar nell'orizzonte..
Oh! nel viale toni di colori, miracolo di vita,
membra a pesar sulla carcassa stanca,
fievole ore scandite con tonfi di martello..
Se potessi tornar là sul quel monticchio dove lasciai il cuore,
ove Madre e Padre, mi cullarono con amore,
se potessi lì, sarebbe il tempo del mio tempo e lì resterei.
Tempo in ciclo naturale, anni e anni, ove amore era protezione.
Amore con ali, vento a sostener morale.
Madre e Padre,
or che il giardino si fa poesia voi, non ci siete!...
In una casetta
In una casetta sulla cima del monte,
viveva una fata con la sua cagnetta,
con semplici gesti, senza tante parole
passavano i giorni in buon' armonia.
Di primo mattino curavan la terra,
il cane zappava e la fata piantava,
il sole furbetto con raggi discreti
scaldava i germogli ancora sopiti.
Splendidi fiori di tutti i colori
offrivano al cielo le loro corolle,
le api operose suggevano a sciami
il nettare scelto per fare il buon miele.
Dopo il pranzetto le splendide amiche,
sull'altalena facevan la siesta,
mentre la brezza portava lontano
il lieto canto di mille uccellini.
I grilli tacevano con grande riguardo,
le mosche volavano nel prato vicino
e le formichine, in ordine sparso,
spazzavan le briciole rimaste dal pasto.
Il tempo passava quieto e sereno,
senza pensieri e neanche fastidi,
finché un bel giorno, all'ora di cena,
arrivò un capretto dal manto pezzato.
Belava impaurito, piangeva, piangeva,
era stanco, sfinito e tanto affamato,
voleva la mamma e il suo dolce latte
cercava il suo vello che dava calduccio.
La fata commossa, con fare gentile,
guardando accorata il triste capretto,
dalla bacchetta d’argento pregiato
fece sgorgare buon latte caprino.
Gli diede il latte che tanto aspettava
e gli preparò la sua cameretta,
cantò per un'ora una nenia soave,
finché il capretto si addormentò.
Al sorger del sole, un altro belato
svegliò la cagnetta e il piccolino,
dalla finestra la fata assonnata
vide una capra dal manto pezzato,
Evviva esclamò è arrivata la mamma!
Anche in un posto così magico e bello
non sarebbe bastato l'amore del mondo
a sostituire quello immenso materno.
Accarezzò la sua ospite stanca
e la condusse dal suo piccolino
che la guardò come un miraggio,
il suo belato riecheggiò per la valle,
e accorsero a stormi tanti uccellini.
Da quel giorno, la bella casetta
Per i due amici arrivati per caso,
Si trasformò in un paradiso
E tutti insieme abitarono lì.
e nell' innevato roseto del cuore
pugnali di baci avvizziti stringo
e della grammatica del ricordo descrivo
l' emisfero emozionale d' un sorriso.
Petali sfrattati d' altalena e di stagioni,
gomitoli di finestre e candeline spente
son cristalli feriti a mezzogiorno
i miei sogni corteggiati dalle stelle,
assonanza silenziosa di sguardi ribelli.
di commedia, di tragedia...
e caparbiamente
e il viso affluiva gementi pensieri,
guardavo l' autunno
e, la magica persona di Lei
m' ispirava sogni e flussi d' estasi;
bella come un raggio d' aurora
mi colmava il cuore e lo spirito,
ed entro il mio presente era amore.
Edd' era il corpo soffocato all' infinito
e le parole colorivan l' astratto cielo;
mai, il fato mi commise un' impresa.
Incantata e ferma era la Luna
e l' ombra suonava armoniosa
una lode d' incontro;
poi,
una campana sul saltellante cuore
m' apriva, sull' ermo pensiero
e gioie della vita,
di somme carezze e illacrimati bisogni.
Si tinge e s' ammanta l' aère
del guardo fecondo
e sogno, anima,
oltre colli soavi
quel viso e quell' amore di Lei
che mi si affaccia ogni notte
sul dipinto del mio sogno.
i passi procedono incerti,
per la tosse incessante
mi volto.
Una carezza sul petto
che un tempo fu fiero
ma che adesso
ansimante,
mi annuncia
la fine vicina.
Sei cresciuto
insieme a mio figlio,
entrambi
testardi e cocciuti.
Mi avvicino all'orecchio:
mi mancherai.
Chiudo il cancello,
un saluto
tu abbassi la testa
riprendi a tossire.
imbrattano le nuvole
e mi fa cielo
un lampo in lontananza
all'improvviso
piove
sussulta il mio cuore un tuono
mentre intona sulla mia pelle un brivido
dai vetri osservo
contrasti di luci
nel pianto dell'inverno .











