senza sole n’è stelle,
nella strada c’è la nebbia
solo a metà mattina
si dirada.
Fa freddo da cani
senti brividi addosso
e passano i giorni
si fa sempre più inverno.
Sei come un gattino
rimasto fuori di casa
smarrito e indifeso
non può più far le fusa.
Ora il cielo è così
durerà ancora tanto,
sarà ancora più grigio
ed arriverà la neve,
non potrai coccolarti
sei rimasto di pietra
e il tuo cuore è di ghiaccio
solo il sole lo potrà sciogliere.
Ti troverà rannicchiato e stanco
è stata dura aspettare al freddo
ma ormai il peggio sarà passato
tornerai quel gattino
così dolce e grazioso
non vorrai mai più uscire
è così bello far le fusa
e sentirsi coccolato…
dall'armonia inconsueta
delle sfere celesti
o dai linguaggi sincopati
di esseri telepaticamente superiori,
dalle orde ondulate
di energia
del centro assoluto?
O dal tepore
di una vecchia caffettiera
che sibila il suo intimo segreto
nel bianco di sermoni festivi
avvolti da canti e ghirlande?
«Coloro che non si suicidarono nonostante avessero tutte le ragioni per farlo; che hanno salvato la dignità umana in mezzo alle più orrende condizioni mai sofferte dall'umanità»
(Kenzaburo Oe)
E così piango anche oggi, perché sta arrivando Natale
e di sicuro il mondo non si è dimenticato di me:
di quel mio strabiliante potere,
di quei sedici chilotoni,
dei duecentomila,
gli Hibakusha.
Io però, in realtà,
non lo volevo quel male,
e mi fanno paura gli irradiati,
mi fanno davvero tanta paura gli storpi.
Sono solo un ragazzino triste io, di certo non fat boy:
e allora piango anche oggi, sebbene sia appena arrivato Natale.
al perchè non ci sei più.
Resterà sempre il silenzio
dopo la domanda.
Il punto di riferimento
l’esempio da seguire nella vita.
Non ci sei
da molto tempo.
Sei sempre presente
nella mia vita.
Percepisco
la tua presenza.
Giorni da
dimenticare.
Non ho pace
tu non lo vorresti questo.
Troppo forte
è la tua mancanza.
Mi piace pensare che non sei sola
ma con il nostro eroe.
Lui che ti voleva un bene immenso
anche lui ci ha lasciati troppo presto.
Tutti ti volevano bene
non poteva essere diversamente.
Eri buona con tutti pensavi per tutti
ti prodigavi per tutti.
Non ho pace
vorrei continuare con serenità.
Ogni volta che mi rialzo
qualcosa mi fa ricadere.
In un silenzio
sempre più opprimente.
Sotto la camicia azzurrina
tu non sai cosa ti scorre,
tre satelliti tutti insieme nello stesso cielo -
il primo, verde, segnato da agnelli polverosi
che in vita sono stati i miei sorrisi -
più piccolo un pianetino rosso, tracciato di matite
spentesi soltanto ieri -
il terzo di un metallico turchese, con gli aeroplani al riparo
pronti al volo
in una baracca.
Come mai non riesco più a cantare
Di gioia di allegria e di stupore
Stanotte che le stelle per brillare
Accendono persino lo splendore
Del loro misterioso dialogare
Con gli astri dell’eterno promotore
Che fa girare il cosmo col motore
Che chiama tutti i secoli ad amare.
Stanotte sono solo coi pensieri
Che battono sul cuore dolorante
E perdo nei meandri dei sentieri
Il dolce sentimento di un amante
Che pensa sia stato solo ieri
L’amaro batticuore di un istante.
era una lisca verde di traverso
Una forma sbagliata nel momento sbagliato
Si ribaltavano azioni su azioni
carpelli su carpelli per formare un tendone inglese nel deserto
Potevo allora chiederti
Perché sei informe?
Il fuoco giurò un ritornello
accanto allo stendino che piangeva per una sciocchezza
Quelle risonanze erano lì un attimo prima
a tracciare la media di un oracolo senza mittente
C'era una parete di conche in fiore
a fare l'autopsia al cortile
Se il gelsomino sporgeva sulla strada
allora sporgevano anche quegli odori
e se qualcuno aveva la sfiga di poterli vedere
si schiantava in un muro di vuoto
Dal morboso canto amore attingo ,
parole mute vanto …
Col sogno mio inseguo l’impossibile ;
seguo te anima che in me vivi .
Ho sfoggiato tutta la mia petulanza
e ne ho cercato la ragione :
non c’è spiegazione , non c’è via di scampo ;
c’è solo splendore e meraviglia .
Tutto resta ibernato tra i ghiacciai !
Un fuoco arde e mai si spegne ,
traccia un senso illogico
ove l’impulso chiama ;
traccia un evento ,un bisogno.
Sei il mio amore impossibile !
La tenerezza fragile in un cuore indomito .
Mi basta sentirti tra i sibili del vento ;
su foglie d’autunno il pieno rigoglio .
Sono la tua preda !
Tu la mia perla muovi ogni cosa ,
nel candore dell’alba , misteriosa e bella ;
muovi me e amore traggo .
L’anno nuovo mi sorride !
Sono dolci le tue visioni candide ,
ho davanti la tua immagine e sorridi ;
mi dici ciao , tu sei la mia fantasia .
E frodo quello che non possiedo ,
come un agnello belo sui prati proibiti ,
divento angelo , il tuo servitore ;
il tenerissimo fiore che tu annusi .
Miserevole è il fato !
Mette in evidenza pretese capricciose ,
non hanno chiodi e ne catene ;
hanno solo i fiocchi bianchi dell’amore .
Hanno te , il pregio del cuor virile.
stesse stanze,
ma abbandonate
da occhi di sabbia.
Mi han lasciato qui
a riscrivere il mio viaggio,
nell'incerto "sarò",
nello sfuggente "vorrei"
del mio desiderio.
Vieni,
siediti qui accanto,
prendi la mia mano
e accompagna la mia penna.
Ho sempre pensato che ci abitasse una famiglia di contadini, guardavo quella casetta e pensavo... faranno il formaggio, la ricotta.
Tante volte ho pensato di andare a chiedere se mi facevano entrare, per assaggiare la ricotta.
Mi riportava indietro nel tempo, a quando la facevo con mia madre.
Non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi.
Un giorno grigio d’inverno, non ho visto il fumo uscire dai comignoli, mi son posta mille domande, mi mancavano le risposte.
Ho atteso fino al pomeriggio inoltrato, nella speranza che quei comignoli ricominciassero a emettere quell’ormai famigliare fumo bianco ma niente...
Decido di andare su in collina a vedere chi abita, a passo sostenuto arrivo su con il fiatone, vedo le luci accese, mi avvicino alla finestra, dentro delle persone con il viso cupo, triste, mi faccio coraggio busso ...
Viene ad aprirmi una ragazza giovane, con gli occhi rossi e gonfi di lacrime, saluto con una filo di voce buona sera...
Gli spiego con poche parole che ero preoccupata, visto che i comignoli non erano attivi, la ragazza inizia a piangere, mi fa segno di entrare, mi fa conoscere la madre e i suoi zii...
Comincia a parlarmi di un vecchietto, molto attaccato alla sua casa, ci aveva abitato per oltre 50 anni.
Aveva cresciuto insieme alla moglie i suoi figli, non voleva sentire parlare di lasciare quella casa in collina, la sua vita era la dentro.
Le lacrime scendono a fiumi, mi guarda e mi dice... era il mio nonnino...adesso sarà con la compagna di tutta la sua vita la nonna ...è mancata esattamente un anno fa lo stesso giorno che è mancato il mio nonnino.
"Tanto lo sappiamo com'è:
è un coglione, uno montato"
"E se avesse detto la verità?"
"Ma di che diavolo stai parlando?
Abbiamo fatto tutto il possibile"
E ora stritoliamo l'aria
in un pugno chiuso in piedi sopra il tavolo
Fare il punto della situazione
quando le situazioni non sono più le stesse
forse non è stata una buona idea
"E' come noi, fidati"
Ma intanto ci sto perdendo tempo
e il tempo nominale per i dettagli
è di qualche secondo
mentre in gran segreto
lo faccio diventare l'infinito
m'inchino ai tuoi lunari sorrisi
sussurri dei silenzi improvvisi
pane paco di un cuore nomade
l'affilato tuo tempo mi pervade
con l'odore di pelle e fiordalisi
e la poesia che sull'albero incisi
cade ai tuoi piedi come la fede
sei cosi bella da offrire magoni
come il vento che soffia a fatica
come deserto appeso ai balconi
e unicamente la tua voce amica
fa fremere le mie certe ragioni
e viva riempie l'aria di musica











