La finta del vento di darti il palloncino
per poi tirarselo indietro
Questi vortici che danno di schiena
implorando di seguirli
fino a divenire banditi
e il più grande dei banditi
è quello che ha sparato alla vetrina
lasciandoti capire che quel vestito
non luccicava poi così tanto
per poi tirarselo indietro
Questi vortici che danno di schiena
implorando di seguirli
fino a divenire banditi
e il più grande dei banditi
è quello che ha sparato alla vetrina
lasciandoti capire che quel vestito
non luccicava poi così tanto
4 commenti
La livrea turchese dei ramarri
brilla tra i cespugli
e dal torrente Cigno sale il gracidìo,
sgraziato e tenero, dei ranocchi.
I ciliegi sono fioriti
e il verde dei prati delle Querce di Florio
è costellato da violette e ciclamini.
Gazze volano indaffarate
per nutrire i piccoli.
Intorno al giallore delle ginestre scoppiettanti
ronzano miriadi d’api,
fino al crepuscolo,
rossigno di sangue vivido all’orizzonte.
Un cane si rotola pigramente
sull’erba vivida,
scaldata dal tiepido sole.
Poi corre avanti, scompare,
riappare dietro i miei passi
e annusa, cerca, scova
misteriosi messaggi
nell’aria attonita della sera.
brilla tra i cespugli
e dal torrente Cigno sale il gracidìo,
sgraziato e tenero, dei ranocchi.
I ciliegi sono fioriti
e il verde dei prati delle Querce di Florio
è costellato da violette e ciclamini.
Gazze volano indaffarate
per nutrire i piccoli.
Intorno al giallore delle ginestre scoppiettanti
ronzano miriadi d’api,
fino al crepuscolo,
rossigno di sangue vivido all’orizzonte.
Un cane si rotola pigramente
sull’erba vivida,
scaldata dal tiepido sole.
Poi corre avanti, scompare,
riappare dietro i miei passi
e annusa, cerca, scova
misteriosi messaggi
nell’aria attonita della sera.
Ai confini del nulla
tra la voragine di un sogno
e il germoglio
d’un cuore spoglio
una luce improvvisa abbaglia
gli occhi e l’anima
di chi ha perso la speranza.
C'è chi lo chiama Dio
altri Angelo
o Spirito Divino
per qualcuno
è soltanto destino
nel caos dell'infinito.
Ma se una fiamma
si accende dal nulla
non può che essere meraviglia
sostanza senza sostanza
pensiero senza ragione
non può che essere alba
al di là del cielo
in un campo fiorito
al di là del tutto
la fine
senza nessuna origine.
tra la voragine di un sogno
e il germoglio
d’un cuore spoglio
una luce improvvisa abbaglia
gli occhi e l’anima
di chi ha perso la speranza.
C'è chi lo chiama Dio
altri Angelo
o Spirito Divino
per qualcuno
è soltanto destino
nel caos dell'infinito.
Ma se una fiamma
si accende dal nulla
non può che essere meraviglia
sostanza senza sostanza
pensiero senza ragione
non può che essere alba
al di là del cielo
in un campo fiorito
al di là del tutto
la fine
senza nessuna origine.
Sento la mia vita
confusa e intorpidita
e non per via del gelo
è un disegno che cancello
dopo l'entusiasmo del "bello"
tutto appare errato
mi sta anche stretto
sembra ormai inadatto
al tempo che è andato
in un giorno l'ho disfatto.
La guardo da lontano
rivedo ciò che ho fatto
quello che è stato
ma è un'ologramma
che non prendo per mano
ricordi sul binario
viaggiano sempre in orario
mi vengono a trovare
e sanno che non possono restare.
Vita,non riesco ad afferrarti
che tu in un minuto parti
senza nemmeno girarti,
e magari un'attimo parlarmi
ma su di me spesso
lasci anche il segno
e mi agito, strappo il foglio
non riesco a fare quel che voglio
perché tu insegui il tempo,
sfuggendo al mio controllo.
Si respira nell'aria l'assenza di pace
una guerra che non fa rumore
una casa che salta in aria ed un bimbo che muore...
guarda quell'uomo laggiù
ha un arma in mano
ma lui ci salverà!
questa fame e questa sete
non la puoi placare
se ciò che vien dato son briciole
di pane.
una donna una mamma
vede cadere il suo unico figlio giù a terra
fa male e si vede ma nessuno la ferma!
quelle luci non sono fiamme di un falò
non è festa di un santo
e quei botti non fanno solo scena
è una realtà sempre più vera.
C'era un campo di grano
c'era ma adesso non c'è più
c'era un sole in un cielo d'azzurro
e c'era qualcuno come nessuno
che implorava una preghiera
quella donna con gli occhi d'incanto
prega ancora
ma della guerra
una casa che salta in aria ed un bimbo che muore...
guarda quell'uomo laggiù
ha un arma in mano
ma lui ci salverà!
questa fame e questa sete
non la puoi placare
se ciò che vien dato son briciole
di pane.
una donna una mamma
vede cadere il suo unico figlio giù a terra
fa male e si vede ma nessuno la ferma!
quelle luci non sono fiamme di un falò
non è festa di un santo
e quei botti non fanno solo scena
è una realtà sempre più vera.
C'era un campo di grano
c'era ma adesso non c'è più
c'era un sole in un cielo d'azzurro
e c'era qualcuno come nessuno
che implorava una preghiera
quella donna con gli occhi d'incanto
prega ancora
ma della guerra
sento ancora il pianto.
La gente ti osserva
e non capisce che stai male
e vorresti volare in alto
ed oltrepassare frontiere
quelle che ti riportano in cielo
a vivere meglio, nel silenzio
di un tempo isolato
La gente non pensa
al tuo cuore perso
fra assurdità di un'esistenza
fuggita a guardare inesplicabili
voli, detti valorosi
che poi non sono, ritorcendosi
su se stessi, nell'imbroglio
solamente, convincendosi di si
mentre il tempo se ne va
e non capisce che stai male
e vorresti volare in alto
ed oltrepassare frontiere
quelle che ti riportano in cielo
a vivere meglio, nel silenzio
di un tempo isolato
La gente non pensa
al tuo cuore perso
fra assurdità di un'esistenza
fuggita a guardare inesplicabili
voli, detti valorosi
che poi non sono, ritorcendosi
su se stessi, nell'imbroglio
solamente, convincendosi di si
mentre il tempo se ne va
La specie può essere quella diffusa nelle vicinanze dell'Himalaya,
e sono semi Nepalesi appunto, novantanove, talvolta trentatré;
oppure è legno di sandalo, ma anche ambra, vetro, ossa, perle,
e chiamalo komboloi, chiamalo la mālā, chiamalo juzu, o tasbih.
Che siano preghiere, mantra, dhāraṇī, incantesimi, o bei nomi,
che siano cinquanta o settanta, che siano centootto, a corona,
che terminino con una croce o una nappa: sono solo strumenti,
sono scacciapensieri che accompagnano la tarantella del cuore.
Eccoli lì i diversivi, le distrazioni, la vera essenza delle mie paure,
come i tuoi occhi che cercano ancora dove poggiare lo sguardo.
Dorme la città
accigliata e carnefice
nel fuoco di letti
tra lenzuola sgualcite
Ancora continua
nel desiderio infuocato
nel letto che brucia
in assi roventi
E dorme, dorme
in letti accaldati
in pensieri struscianti
di pelli scariche
d’obsoleti sospiri
colanti di sudore
Stride il bubbolo
bruciando
la sua ultima tappa.

accigliata e carnefice
nel fuoco di letti
tra lenzuola sgualcite
Ancora continua
nel desiderio infuocato
nel letto che brucia
in assi roventi
E dorme, dorme
in letti accaldati
in pensieri struscianti
di pelli scariche
d’obsoleti sospiri
colanti di sudore
Stride il bubbolo
bruciando
la sua ultima tappa.
E’ stato un lampo di primavera
raccolto da mani di terra
che ha segnato l’inizio
tra l’azzurro del mattino
e l’arancione della sera
disteso su orizzonte arcobaleno
nel silenzio dei raggi di sole
sei stato aiutato
a toccare l’aria
e a respirare il cielo
come filo d’erba
sei stato dipinto di verde
hai ascoltato il mondo
ti sei innalzato
oltre la sorpresa
come filo d’erba
in campo materno
dai prova di forza
tra gelo e rugiada
di notte e di giorno
raccolto da mani di terra
che ha segnato l’inizio
tra l’azzurro del mattino
e l’arancione della sera
disteso su orizzonte arcobaleno
nel silenzio dei raggi di sole
sei stato aiutato
a toccare l’aria
e a respirare il cielo
come filo d’erba
sei stato dipinto di verde
hai ascoltato il mondo
ti sei innalzato
oltre la sorpresa
come filo d’erba
in campo materno
dai prova di forza
tra gelo e rugiada
di notte e di giorno
Ciò che nel sogno si crede di vedere
il desiderio ama non sapere ,
è l’essenza ,il piacere della carne ;
è la complice enfasi dell’ampollosa espressione.
È un mosaico che si compone
evanescente si scompone ,
un alone tra la nebbia e il fumo
acceca l’attimo ,si smorza tra i sensi vani .
E Attraverso l’immagine mistica del tuo pensiero
è inafferrabile il tuo corpo !
Non riesco stare a galla …
a fatica annaspo nel tuo inchiostro rosso.
Col cuore ,l’anima mia lascia l’irrisolto
credo di volare tra le intemperie,
di non credere che è solo fantasia ;
è la notte di un sogno bugiardo e vile .
Fragile è l’incanto d’illusione
così è l’amore ,mi chiedo ?
Amare ciò che non è possibile ,palpabile
amare amore , amare l’impossibile desiderio.
I colori nel pallido iride s’irradiano
nei miei occhi l‘arcobaleno …
Forse ho scoperto dove afferrare l’invisibile ;
da un vortice di balsami e unguenti esotici ?
No !
L’odore salmastro della gioia annebbia il cuore !
Risacca la sola idea …
Incrocia l’eros dei fantasmi ,
calcifica i riflessi degli occhi altrui ;
resto inerte ,con la voglia nell’inquieto sonno .
È surreale questa mia terra, quando la guardo dal mare:
sembra ma non è, come il torpore che precede il sonno,
come una Torre di Babele che arriva in alto, fino al cielo.
Un atto di superbia, il confronto col diverso, la prigione,
poi l’arte povera, e improvvisamente il dadaismo, il mio.
Non c’è che degrado nel vostro ordine, assenza di senso,
la verità che spiega il disgusto: come la scia della matita.
E così il bambino che ero, oggi non è altro che un suono,
un pensiero che mi ricorda che “dada” non significa nulla.
C'è ancora
il tuo profumo
che mi parla
anche se sei ombra
che inghiotte la notte!
E ti ritrovo
se guardo le nuvole del cielo,
se guardo le onde del mare,
se ascolto il sussurro dorato
dei campi di grano
se nell'angolino del mio cuore
cerco le tue mani,
i tuoi passi e il tuo sorriso
e mi perdo,
come le stelle del cielo
nell'infinito,
mi perdo, in lacrime di sale!
il tuo profumo
che mi parla
anche se sei ombra
che inghiotte la notte!
E ti ritrovo
se guardo le nuvole del cielo,
se guardo le onde del mare,
se ascolto il sussurro dorato
dei campi di grano
se nell'angolino del mio cuore
cerco le tue mani,
i tuoi passi e il tuo sorriso
e mi perdo,
come le stelle del cielo
nell'infinito,
mi perdo, in lacrime di sale!








