ricordano la mano colma di un Cristo solo
graffianti fragilità franate sulle rovine
cullanti malinconie innocenti di secoli
nudità d’anime in fiore sul finire del canto.
Dormiente lega, carnale dolcezza cara
oasi di tenerezza in silenziosa guerra
smarrita la pastosità delle comunioni ricolme
fili intrecciati a sollievo di fragilità urlanti.
Nudo il tempo è in lacrime, ultima dignità
al limite d'essere scheggia d'intime ossa
malato violento verbo, smembrata lingua
ingrato incontro di ritorno all’idea eterna
di una poesia morente lungo la riva.
Piove il dolore smarrito in fondo al cuore
bagna orme di solitudine d’anelito infinito.
sul pavimento gelido
le mie impronte
segnano
una ad una
il vagare assonnato
e svogliato verso
la stanza,
uno sbadiglio...
e tiro la tenda,
un altro sbadiglio...
e spalanco la finestra.
All'improvviso
il mondo
è dentro la stanza!
La luce accecante
tira dritta al cuore,
piena di vita.
Alto sul mare azzurro
il sole!
Abbraccia d'oro
il verde delle foglie
contro la ringhiera,
pronti i gerani a vibrare...
e a respirare
il mio respiro e
l'aroma del caffe'.
1 - Peccato
2 - Ripassa domani
Respiri tremuli
Fan tremar il labbro
Ossequente muta
genuflette il capo
Sparir quel labbro
tra i denti in morsa
Sei qui presente
tra stolti e offesi
Eppur ammiri
il voler del bene
Qual conto non torna?
Se vi dice che può risorgere,
assicuratevi che non vi siano né polso né respiro.
Se non vi è respiro è vivo.
E' proprio qui. Sul fiume su cui galleggiano stelle di carta.
E' malsanamente iracondo; è tornato,
ma non sa da dove ripartire.
Gli do una facinorosa dritta:
dal valore più alto col segno negativo,
e da lì finisca il diabolico infinito che sa.
inondava
la valle di un
luce meravigliosa,
la luce filtrava
anche la stanza
morbida tra le tende ...
e silenziosa
l'ultima Domenica
di Maggio!
Fuori un lieve
rumore di cose
che s'agitano
destano il mio sguardo..
brusii compatti...
tra
ombre e luci
Non per il riflesso tremulo
dei pioppi
nell'acqua smorta
non per la quiete
dei campanili a specchio
c'è qualcosa di me
nel suo andar silenzioso
ineluttabile
c'è qualcosa di me
in quel suo brividire
ad ogni ala
di vento
per comporsi
più innanzi
c'è qualcosa di me
in quell'ansia del mare lontano
VOLÒ IL DESIDERIO FUORI DI ME
PARVE UN SOGNO MESCOLATO ALLA REALTÀ
DESIDERIO E IMPOTENZA ABBRACCIATE
CAVALCAVANO I GIORNI CUPI E NERI SENZA ARIA
ARIA, NEL BISOGNO D’ARIA CHE STROZZAVA
OPACHI SENTIMENTI SCHIACCIATI DAL DOLORE
SUCCHIANDO L’ARIA CHE FU MIA
SCIVOLÒ COME L’OLIO NELLE MANI
SE NE ANDÒ LONTANO
…IL TEMPO SCANDÌ IL MIO RESPIRO…
VOLTEGGIAI NEL DESIDERIO PER LUNGO TEMPO
ALL’ORIZZONTE LA PACE COME UN ARCOBALENO
FORMÒ DEI PICCOLI CERCHI RIGONFI
NE STUZZICAI UNO
I POLMONI RIPRESERO VITA
SORRISI LL’ARIA NUOVA CHE PORTÒ...
ABBRACCIAI IL TUO SORRISO
ERA RIPOSTO IN QUEL CERCHIETTO
ESPLODENDO SI INCATENÒ AL MIO
breve e leggero
adagio
scuoti le vele
e i capelli increspati
s'intrecciano
abbracciati
alle poche stelle
del cielo.
Il nostro respiro
zittisce tutto il resto...
Le mani
cercano le mani.
In un istante,
il profumo del mare,
i granelli di sabbia
la quiete e
dentro al cuore...
l'amore!
Misi al balcone
Due gerani
Uno per l’oggi
l’altro per il domani
Ma uno dei due
Ad un tratto si arrese
Stando sulle sue
Bruciando le attese
E così anche l’altro
quello più ottimista
Si piegò dall’alto
Con aria già trista
Così va la vita
Che passa ogni giorno
Se muore già l’oggi
Il domani non avrà scampo
corse per regali e vacanze,
nella mente pranzi, cenoni e divertimenti.
Nessun pensiero
per chi dorme sotto un cartone,
tu che ti illudi
di esserti riparato dal gelo e dalla morte.
Chi supera la notte,
rovescia i cassonetti
dietro i centri commerciali
che pullulano di luci e addobbi sorridenti.
Bambini abbandonati, piccole anime
orfani di una vita che ora fa festa.
Le prostitute che del mestiere tanto giudichiamo
farebbero a meno di esser sfruttate
umiliate, derise e calpestate.
I comuni mortali, noi
che abbiamo tutto e non ci sazia più nulla,
ci permettiamo
di processare chi dal nulla
riesce ancora a camminare nell'amore.
POESIA PRESENTE NELL'ANTOLOGIA POETICA " SIGNORI E SIGNORI POESIA "
I piedi al filo dell'erba
il sole gonfiato dell'ora
gli arti sciolti
Brusio mescolato
di cicale, grilli
e sfoltita erba
C'è poco vento
molto caldo
forzato dagli eventi
mai ponderato
ne consapevole
Non chiedo altro
Non so di tutto e di nessuno
I piedi come mani
i piedi alla terra
Le mani a mia madre
E tutto è semplice
Semplice e vita.











