Schizofrenie di merci
Paralisi di cani macchiettati
Autografi con la X sul becco del tesoriere
Nomi scaraventati in guerra a loro insaputa
Nervi riciclati nel bidone sbagliato
e il bidone forse dimenticato nella cassaforte
Figli ammaestrati da verbi atei all'infinito
Ragni che si calano giù come pompieri
Le ossa non possono che snodarsi nel nuovo millennio
con la carne consumata dalle idee dei vegetariani
Paralisi di cani macchiettati
Autografi con la X sul becco del tesoriere
Nomi scaraventati in guerra a loro insaputa
Nervi riciclati nel bidone sbagliato
e il bidone forse dimenticato nella cassaforte
Figli ammaestrati da verbi atei all'infinito
Ragni che si calano giù come pompieri
Le ossa non possono che snodarsi nel nuovo millennio
con la carne consumata dalle idee dei vegetariani
1 commento
Baciami adesso che il tempo è fermo
e fuori il silenzio regna improvviso,
baciami sfiorando le labbra vellutate
e poi gustami di un sapore
che non si confonde ma che brucia
di passione sotto questa luna.
Luna d'argento che guarda.
Sorprendimi tra le lenzuola
delicatamente e nel profumo di fragola
lasciami fare,
sarà una danza che farà morire
il paradiso attende e le labbra muoiono
di baci caldi su noi.
Bella l'erba verde nei campi,
dici di amarla,
eppur tu non vedi l'ora di mietere,
i fiori portarle via,
le margherite moriranno sotto la tua falciatrice,
petali di papaveri voleranno nel cielo,
soffioni si spargeranno nell'aria,
ma ella ricrescerà rigogliosa, a ciuffi sprecisi,
ospiterà nuovi colori.
Non si frena la libertà,
non si inibisce la fantasia!
Come non sei riuscito a domare il mio cuore selvaggio,
che dicevi amare tanto,
potevi correre con me su quei campi smeraldo,
ma mi preferivi prigioniera,
ma io amazzone, riparto sulle ali del vento!
E rinasco! Irrazionalmente spettinata!
dici di amarla,
eppur tu non vedi l'ora di mietere,
i fiori portarle via,
le margherite moriranno sotto la tua falciatrice,
petali di papaveri voleranno nel cielo,
soffioni si spargeranno nell'aria,
ma ella ricrescerà rigogliosa, a ciuffi sprecisi,
ospiterà nuovi colori.
Non si frena la libertà,
non si inibisce la fantasia!
Come non sei riuscito a domare il mio cuore selvaggio,
che dicevi amare tanto,
potevi correre con me su quei campi smeraldo,
ma mi preferivi prigioniera,
ma io amazzone, riparto sulle ali del vento!
E rinasco! Irrazionalmente spettinata!
Da occhi profondi
scende nella gola
strisciando sulla pelle
giù fino al profondo
senza nessun limite
respira e sussurra
desiderio e voluttà
uniti nel colore
e nel profumo
da labbra morbide
accende luce nel cuore
fiato in sospensione
annega ogni cosa
caldo e vibrante
percorre la schiena
brivido sensuale
forte e stretto
non abbandona
tra pendagli d’amore
lucidi come rugiada
sgorga infinito
bacio vellutato
scende nella gola
strisciando sulla pelle
giù fino al profondo
senza nessun limite
respira e sussurra
desiderio e voluttà
uniti nel colore
e nel profumo
da labbra morbide
accende luce nel cuore
fiato in sospensione
annega ogni cosa
caldo e vibrante
percorre la schiena
brivido sensuale
forte e stretto
non abbandona
tra pendagli d’amore
lucidi come rugiada
sgorga infinito
bacio vellutato
Sento la pioggia fra le dita
mi riempie le mani
sono impaziente
aspettando domani
Corre la pioggia come lacrime sincere
mentre nel buio passano le sere
Tutt’intorno pioggia impetuosa
come una voce pungente
e fastidiosa
E’ la pioggia di stagione
non voluta ma, da previsione
La pioggia è battente
allaga la vista
si fa insistente
Lascia il cielo la pioggia fredda e sola
per trovare sulla terra
chi con belle parole, la consola
mi riempie le mani
sono impaziente
aspettando domani
Corre la pioggia come lacrime sincere
mentre nel buio passano le sere
Tutt’intorno pioggia impetuosa
come una voce pungente
e fastidiosa
E’ la pioggia di stagione
non voluta ma, da previsione
La pioggia è battente
allaga la vista
si fa insistente
Lascia il cielo la pioggia fredda e sola
per trovare sulla terra
chi con belle parole, la consola
Era là da secoli
a fare la guardia
forte robusta
anche se invecchiata
sempre bella.
Colpi ne ha presi tanti
le hanno sparato i cannoni
le bombe l'hanno illuminata a giorno.
Tanti soldati sono morti davanti a lei
non si è mai sgretolata
nonostante i colpi che le hanno inferto.
Un bersaglio che ha subito tanti danni
alla struttura.
Non è mai stata abbattuta
è rimasta sempre in piedi.
Anche quando sarà crollata
non lo sarà mai del tutto
resterà sempre in vita.
Le macerie rinascono
saranno di nuovo
mattoni forti
come e più di prima.
a fare la guardia
forte robusta
anche se invecchiata
sempre bella.
Colpi ne ha presi tanti
le hanno sparato i cannoni
le bombe l'hanno illuminata a giorno.
Tanti soldati sono morti davanti a lei
non si è mai sgretolata
nonostante i colpi che le hanno inferto.
Un bersaglio che ha subito tanti danni
alla struttura.
Non è mai stata abbattuta
è rimasta sempre in piedi.
Anche quando sarà crollata
non lo sarà mai del tutto
resterà sempre in vita.
Le macerie rinascono
saranno di nuovo
mattoni forti
come e più di prima.
Scruto nell’orizzonte
tra valli imbevute di ombre,
un manto di nuvole
che all’imbrunir raccolgono
con il calore di terra fertile
i miei pensieri
che come uccelli migratori
portano con se
via, in luoghi sperduti,
le mie lacrime.
Assolto tra braccia
cadute nei rovi
di ansie credute mie
mi tuonan paure
mentre, ancora,
lo sguardo profondo
si dissolve nei colori autunnali
e i miei occhi
si spengono creduti
morti.
Lascio accingere il corpo
in una pozza
di un’estate
che muore,
e in me
non morirà mai.
Una poesia lasciata nel cassetto
tra valli imbevute di ombre,
un manto di nuvole
che all’imbrunir raccolgono
con il calore di terra fertile
i miei pensieri
che come uccelli migratori
portano con se
via, in luoghi sperduti,
le mie lacrime.
Assolto tra braccia
cadute nei rovi
di ansie credute mie
mi tuonan paure
mentre, ancora,
lo sguardo profondo
si dissolve nei colori autunnali
e i miei occhi
si spengono creduti
morti.
Lascio accingere il corpo
in una pozza
di un’estate
che muore,
e in me
non morirà mai.
Una poesia lasciata nel cassetto
Binomio
d’esistenza!
Folgorato
dal partorir del tempo
mi ritrovai
per le vie
dell’umana esperistenza!
Demetra
che in concessione
mi dasti la via,
su un ponte
staziona il pensier mio,
unione immortale
tra gli avi
ed il batter del mio petto!
Aggravato dal tempo,
pesante appare
il carrozzone metamorfico
che l’architettura
dell’umano pensiero
trasporta!
Ma
il crepuscolo
dell’ ecumenica architettura
lascia lo spazio
alla maschera di questo tempo
che si rispecchia
avidamente in se stessa,
confondendo
accademiche e graffianti
critiche!
Avviso importante
di un percorso
sì umano ed impicciato,
ma liberato
da pangea confusione!
Non illuderti
essere umano!
Che natura
non ti brama,
ma lo sposalizio
dei tuoi avi,
nel confondersi
dei tuoi gesti,
altro non darà
che un gesto di vita!
Vivila.
d’esistenza!
Folgorato
dal partorir del tempo
mi ritrovai
per le vie
dell’umana esperistenza!
Demetra
che in concessione
mi dasti la via,
su un ponte
staziona il pensier mio,
unione immortale
tra gli avi
ed il batter del mio petto!
Aggravato dal tempo,
pesante appare
il carrozzone metamorfico
che l’architettura
dell’umano pensiero
trasporta!
Ma
il crepuscolo
dell’ ecumenica architettura
lascia lo spazio
alla maschera di questo tempo
che si rispecchia
avidamente in se stessa,
confondendo
accademiche e graffianti
critiche!
Avviso importante
di un percorso
sì umano ed impicciato,
ma liberato
da pangea confusione!
Non illuderti
essere umano!
Che natura
non ti brama,
ma lo sposalizio
dei tuoi avi,
nel confondersi
dei tuoi gesti,
altro non darà
che un gesto di vita!
Vivila.
E’ tempo rubato sequenza muta vena
sanguinante silenzio inondato di distesa
natura pescosa di fiumi colmata sera
soffice seta farneticante cielo assolto
amante cavo di cuore lucidato a lutto
allucinata quiete in mondo sofferto
indifferente buio, inverno dal nulla fecondo
riempito di morte, piccole gemme in tondo
mai fiorite, congelate verità senza ascolto
rigonfie d’escrementi e menzogne a specchio.
Gli ultimi, bimbi ricurvi su giocattoli rotti.
Oltre sempre oltre, di corsa
più veloce senza sosta
la storia non aspetta a raccolta l’insorto
col rischio di capire , ascoltato il sapiente
sentito il dolore accolto intimamente.
Ma io? Io chi sono? Gettai l’odio all’oscuro dono.
“Fiore di bordo lungo la navata del mondo” rispose
“strappato groppo dondolante storpio
nulla nel nulla , guasto irrisolto
intriso istante d’insulto”.
sanguinante silenzio inondato di distesa
natura pescosa di fiumi colmata sera
soffice seta farneticante cielo assolto
amante cavo di cuore lucidato a lutto
allucinata quiete in mondo sofferto
indifferente buio, inverno dal nulla fecondo
riempito di morte, piccole gemme in tondo
mai fiorite, congelate verità senza ascolto
rigonfie d’escrementi e menzogne a specchio.
Gli ultimi, bimbi ricurvi su giocattoli rotti.
Oltre sempre oltre, di corsa
più veloce senza sosta
la storia non aspetta a raccolta l’insorto
col rischio di capire , ascoltato il sapiente
sentito il dolore accolto intimamente.
Ma io? Io chi sono? Gettai l’odio all’oscuro dono.
“Fiore di bordo lungo la navata del mondo” rispose
“strappato groppo dondolante storpio
nulla nel nulla , guasto irrisolto
intriso istante d’insulto”.
Artista: Mario Mammoliti, " LA MONTAGNA SACRA " - olio su masonite - cm. 70x90. Una dedica a questa meravigliosa Opera. Grazie!
E fu sacro ogni passo
che toccò quella terra
Sotto la radice dello scheletro
granelli frastagliati solcavano la carne
ma non fermarono il passo
così lento e calmante
E fu sacro ogni passo
che portò alla cima
dove incontrò
il vero senso della vita.
E fu sacro ogni passo
che toccò quella terra
Sotto la radice dello scheletro
granelli frastagliati solcavano la carne
ma non fermarono il passo
così lento e calmante
E fu sacro ogni passo
che portò alla cima
dove incontrò
il vero senso della vita.
Nella valle di San Sostene
concerti di fronde
impazzano
alle orecchie!
Ponente
maestro d’orchestra
alterna sonori silenzi
a folate di note.
Come musici
i ruvoli intonano le ghiande,
suonano
i noci cavi mutili rami
in sottofondi di ruscelli
dalle incerte acque!
Agita
il maestro la sua bacchetta
che tutto il teatro
in piè si desta.
Come discoli pargoli
gli uccelli
da una vetta all’altra
sfidano le note,
di mitiche creature
che l’orbe terracqueo
i natali diede.

concerti di fronde
impazzano
alle orecchie!
Ponente
maestro d’orchestra
alterna sonori silenzi
a folate di note.
Come musici
i ruvoli intonano le ghiande,
suonano
i noci cavi mutili rami
in sottofondi di ruscelli
dalle incerte acque!
Agita
il maestro la sua bacchetta
che tutto il teatro
in piè si desta.
Come discoli pargoli
gli uccelli
da una vetta all’altra
sfidano le note,
di mitiche creature
che l’orbe terracqueo
i natali diede.
Salgo sul treno
che mi porta via via
ed ancora più in là
dove l'equilibrio manca
dietro le mie mani
viso ormai segnato
manca pure il fiato
per poi ripartire
passo sopra il cielo
che non è più mio
volo senza ali
dove l'aria è più leggera
sotto le mie impronte
sentiero in labirinto
nessuna lucidità
per uscire
ho bisogno di questo viaggio
per sapere chi sono
per ricordare
e ridisegnare
ho bisogno di questo viaggio
per capire dove sono
per annullare
e poi creare
che mi porta via via
ed ancora più in là
dove l'equilibrio manca
dietro le mie mani
viso ormai segnato
manca pure il fiato
per poi ripartire
passo sopra il cielo
che non è più mio
volo senza ali
dove l'aria è più leggera
sotto le mie impronte
sentiero in labirinto
nessuna lucidità
per uscire
ho bisogno di questo viaggio
per sapere chi sono
per ricordare
e ridisegnare
ho bisogno di questo viaggio
per capire dove sono
per annullare
e poi creare
Raccolgo le tue parole
come se dovessi bere
come gocce in un bicchiere
Ascolto le tue parole
come per lavarmi
come per svegliarmi
con gocce fredde sulla pelle
Prendo le tue parole
per pulire le mie parole
e travasarle
come gocce nel mio cuore
Vedo le tue parole
catene pendenti
come gocce eloquenti
scendere dagli occhi
Cerco le tue parole
come se non ci fosse il tempo
come gocce per guarire
come unguento
come se dovessi bere
come gocce in un bicchiere
Ascolto le tue parole
come per lavarmi
come per svegliarmi
con gocce fredde sulla pelle
Prendo le tue parole
per pulire le mie parole
e travasarle
come gocce nel mio cuore
Vedo le tue parole
catene pendenti
come gocce eloquenti
scendere dagli occhi
Cerco le tue parole
come se non ci fosse il tempo
come gocce per guarire
come unguento
Ha impronte secolari
di canti e di risate,
di contadini questo mio ponte!
E oggi deserto da qui osservo
le soffici nuvole bianche
incastonate nel cielo azzurro
sulle casette appiccicate!
Nell'ombra degli ippocastani
balzano le cinciallegre e i fringuelli,
il sole fiancheggia i sentieri
di arbusti e rovi
punteggiano le gialle ginestre i campi assolati e
ripide sono le discese verso
le libellule sul fiume,
dove si abbeverano le volpi,
dove aggrappate stanno
le lucertole ai muri ammuffiti,
dove il verde è cangiante,
con un turbinio d'ali,
di farfalle, di gruccioni, di falchi,
nel percorso limpido
di pietre
di ciottoli
e di vita!

" Ponte e ciucciu " di Montepaone










