non credo ai tuoi occhi
al tuo modo di fare
al tuo sorriso
al miele che spargi nel parlare.
Non ti credo
non credo al tuo clero
alle tue preghiere
e quando guardo il viso di tua moglie
segnato dalle sberle
quando sento la tua voce
che fa tremare il tuo castello
mi racconti sempre
di gioia e amore
ti dimostri vero e grande uomo
ma tu dell'uomo hai solo il fallo
e il villoso petto
dove sfoggi la croce indegnamente.
No, non ti credo
perchè mai in te vedo cattiveria
sei sempre a versare il vino
nel calice d'oro
dell'altare apparecchiato
tu pagano inginocchiato
chiedi perdono e menti
menti al mondo
a me
a te stesso
al Dio che non conosci
e profani nella tua intimità.
Sei l’altro universo, tu, quello di cui ho paura,
quello che potevo vedere solo da lontano.
Dal mezzo di un’umanità quasi estinta.
Sei grave come il ricordo della mamma,
dolce come il Pianeta Blu visto dal Cosmo;
e io così piccolo a cospetto del mio compito.
Mentre anche il cielo adesso fa fatica
A prendere una strada, una decisone
Così va il corso di questa nostra vita
Ora barcolla e rallenta una passione
Un raggio appena ti sfiora piano
Illumina il malinconico tuo sorriso
e la tua dolce e sincera mano
ora non sfiora più il mio viso
Vorresti dirmi che siamo diventati come tempo
Ed ora è l’inverno la nostra stagione
E mentre mi dai le spalle lasci che il vento
Raffreddi le nostre ore di passione
Dov’è l’estate che riscaldò i nostri cuori
Dov’è quel cielo senza nubi ne rancori
Aspetterò che cambi il tempo dentro e fuori
Aspetterò, da solo, che torni il tempo degli amori
sospesa a mezz'aria
una sera in cui magari comincerò a fumare,
col nero e bianco dell'abito
si noterà appena -
due filari d'alberi immusoniti
dietro di me sullo sfondo
conducono lo sappiamo
a un pezzetto di belvedere.
scalda il cuore
di chi si sente solo,
come un filo di vento
racchiude in se
mille segreti.
Ecco
il primo bagliore della sera
mentre un respiro
zittisce tutto il resto
e attraversa la mente
come un aereo sorvola il cielo.
Tutto in un istante,
il silenzio e la quiete
e dentro al cuore
l'amore.
Quando il sole arriva
la vita ti sorride
ti da quel senso di pace
che cerchi ogni mattina
al tuo risveglio preoccupato
Sorridi timidamente per non
apparire stanco, in quegli occhi
segnati dalla sventura
che ha fermato i tuoi percorsi
costruiti con fatica, in assenza
di paure e fragilità, nell'ottimismo
senza cedere un momento
in tanta sicurezza, nella grazia
di Dio, con il cuore fortemente sentito
scritte con il cuore
nella poesia della vita.
Sono pagine di diverse stagioni
dal freddo inverno
ad un agosto bollente.
Mi cerco scovando il buio
delle parole e la gioia
di un momento d'incanto.
Senza fretta leggerò
per trovare
uno spiraglio di felicità
nei versi impressi nella mente
nei versi intrisi di verità
senza fretta ma adesso
devo andare nel mondo
di piccole gioie di oggi.
«Con instancabile gentilezza, intraprese la sua opera d'insegnamento. I miei occhi finalmente si aprirono e compresi veramente la natura; imparai al tempo stesso ad amarla. L'analizzai con una matita nelle sue forme, la studiai nelle sue colorazioni. Sei mesi dopo annunciai a mio padre che desideravo diventare un pittore e che mi sarei stabilito a Parigi per imparare». Cit.
Il mondo, si sa, è orribile e spaventoso,
come la Rive Droite vista dalla Rive Gauche,
e fa comunque ancora molto freddo a Parigi,
questa mattina, che tu, si sa, non sei con me.
E se oramai seguo il basso corso della Senna,
irresponsabilmente dimentico della furia
del temporale che imperversa sulla mia vita,
è per cogliere la piena essenza delle cose.
Tu mi troverai ebbro di immagini e colori,
al Café Guerbois o al Salon des Refusés,
con Paul, Camille, Edgar, e con Edouard,
e non preoccuparti neanche un po' per me:
ci sto bene io in questo potpourri di impressioni.
questo mi hai detto ieri
aprendo uno scrigno di ricordi
per i quali sorridere, per i quali soffrire
Arrivai in quel paesino
piccolo, sconosciuto, mi sentivo persa
chiedendomi che ci facevo li
con il mio bagaglio di girovaga
La tua testa dalla chioma riccia e rossa
fece capolino alla finestra
“benvenuto ai nuovi vicini”
ed una torta di mele profumata e fumante
così nacque un'amicizia unica, indissolubile
Furono momenti sereni
durante le grigliate lungo il fiume,
chiacchierate davanti
a fumanti tazze di caffè e sigarette
fumate a metà
Fu uno scambio di anime
sorelle, trovatesi dopo un viaggio
nell'arido deserto della vita,
lacrime che si univano in unico ruscello salato
asciugate da carezze e parole non dette
Come tante, troppe cose
all'improvviso finì il tempo di stare lì,
in quel paesino che ormai sentivo casa mia
un altro viaggio mi portò lontano
la vita va così, ma che tristezza !
e che stanchezza volevo fermarmi
volevo una fissa dimora,
volevo stare li …
Ma l'amicizia non finisce con
la lontananza, non muore se
di radici lunghe e forti è dotata,
ti misi in quello zaino pieno, pesante
ma di una leggerezza estrema
perchè l'amore peso non ha
Mai ho dubitato del tuo amore
dolce amica e siamo ancora qua
lontane ma vicine più che mai
per sempre oltre il sempre
Dedicata alla mia cara amica Lia
mancato amore
bruci come
una sigaretta al vento...
noi due un cuore
e due nomi
inventati al momento...
son tristi i baci
annunciati ad un’estate
senza tempo...
tu cerchi il sole
ma io sento come
se vincesse il freddo...
Le tue cose
messe a posto
dentro uno scatolone...
io vedo lacrime
coprirmi gli occhi
ecco adesso piove...
mancato amore
sei un temporale
un acquazzone...
a briglie sciolte
devo improvvisare
come fossi un attore...
la gente applaude
è un' ovazione
mancato amore...
mentre dormi
mentre ansimi
piano piano
e penso
a cosa sogni
e perchè mi lasci fuori
dalle smorfie e
dai sorrisi.
Chissà
quali paradisi,
quali posti
visiti la notte.
E ti tengo
stretta a me,
nel silenzio
della stanza,
per me che guardarti
non è mai abbastanza...
E ti lascio
libera,
libera di sognare,
vola,
vola con la fantasia
figlia mia!
tra lo zenit e l’azimut senza dio
veste verità illuminate d’ombra
dimentiche di pretesti alla corda
legati agli occhi della notte in lotta.
Sono promesse a foglie d’arcobaleni
allattanti l’anima gemmata di nenia
le rime grasse cosparse d’uomo
lungo lenzuola di costellazioni morenti
violini d’altri tempi vibranti anima
cosmica pretesa d’esser viventi
libertà urlate da giudici indifesi
ad ali di cigno sotto pioggia battente
delirante cielo piagato d’incuria.
Resta calda la voce nel divenire incontro
conforta il pacato essere memoria
aborto gentile nel dolore che annoia
sconfitto tentativo deluso d’alcova
di redimere l’arte ad imbuto di storia.









