di guerre e povertà
di scandali e quotidianità.
Vuota resta la scena
in un teatro di inutilità.
Fantasmi attaccati ad un tram
che passa e non sa
dove arriverà.
Deliri e oscillazioni
osservazioni scrupolose
di menti fatte di studi impeccabili.
Tradimenti che restano sepolti
dietro ad un sorriso smagliante
di incolti.
Non sembra vero
Raccoglierti in un lenzuolo
toglierti piano ogni velo,
stringere il tuo corpo nudo
aprire bene gli occhi e dir
...non sembra vero...
contare palmo a palmo
ogni centimetro del tuo corpo
baciarti dolcemente il collo
aprire bene gli occhi e dir
…siamo al mondo…
poi scivolare tra le tue paure
sorreggerti piano la schiena
e riposare tre le tue radure
…fino a sera…
controllare ogni battito
catturato nel tuo petto
e capire come in un attimo
tutto possa essere perfetto
…a godere e godere restiamo ora
su di un mare di… si e di ancora..
volgiamo vivere nello stesso pensiero
aprire bene il cuore e dir…
…non sembra vero…
« Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu, che insensato cerchi lei!. »
(Moby Dick, Cap. 135)
Nell’Oceano Pacifico del Sud, brilla,
a ridosso del Tropico del Capricorno,
la mia stella più cara: Pitcairn Island.
Un piccolo paradiso tropicale, dove,
fra la laguna e la barriera corallina,
in cima alla Collina delle Difficoltà,
la vita assume la sua forma finale.
La Baleniera Essex e il naufragio,
il cannibalismo e la natura umana,
Herman Melville e Moby Dick,
e poi William Bligh e i 47 giorni,
gli ammutinati del Bounty,
il Capitano Edward Edwards
con il suo vaso di Pandora,
i costumi liberi di Tahiti,
le tribù indigene di Tubuai,
il liquore forte di McCoy,
e quei mille, o forse più,
sogni, visioni, ed atolli.
È un mondo disabitato,
inospitale e selvaggio,
quello cui io anelavo:
e non lo avrei mai detto,
ma la storia è passata
anche per quei mari.
tutto si muove
tutto si colora
dai dipinti di una sala
fino al campo di girasoli
suonano le campane
la domenica a festa
vestiti in eleganza
non comune
saltano e corrono
sembra non avere tempo
il sole
ancora una carezza
di profumo
ancora un battito
di ali
e vola alta negli occhi
la primavera
trascina con se
anche quello che vorrebbe
implodere
lega nastri di parole
a nuvole di pensieri
accompagnando mani
e sguardi
verso l’estate
che segue il sentire
puntando col dito
il sigillo coinvolto.
Ha radici sul viso
e rughe di vetro
l’enorme amore
a inganno di cuore
Urla “Vivo alla vita”
e si bagna piangendo
nel mare in silenzio
corona di tempo.
Io muoio vivendo
al tuo solo pensiero
illumino a nero
il restante maniero.
E’ questo che sento
col cuore potendo
nutrire dolore
senz’ali nel vento
un vago timore.
Capire nel vivere
scrivendo in prigione
la muta agonia
di cara poesia.
Scritta su un fiore
si legge dolore
credere credere credere
fino ad amare
con pugni serrati
e intenti purgati.
Si scuote la mente
che triste acconsente
su pelle furiosa
la lama riaccesa
e lottando ha paura
ma cede alla pioggia.
Io sono la goccia,
la mia sola misura.
quello che la luna fa con la notte,
cosi vicina da sentire il suo respiro.
Imprigionata nel buio infinito
senza sapere come, dove
e quando finisce.
Attende allora l’amore nascosto
come un fiore che rompe il cemento,
s’intrecciano i venti
s’accendono le stelle
e l'incendio ha inizio!
sarà che inseguo sempre le mie ombre
e le farfalle variopinte della mia chimera.
Sarà che credo ancora nelle favole
e mi lego ai soprammobili e alla sua polvere
alle nostalgie di ieri e alle mie lacrime.
Sarà che sorrido ancora con gli amici
mentre sorseggio il vino all'osteria
e ci tocchiamo, ci verifichiamo
per capire quel che ancora siamo.
Sarà che porto ancora dentro il cuore
i miei momenti d'oro
sarà la primavera
o questo amore che mi tiene in volo.
Legato al graffio di una carezza
di un abbraccio come pegno
un orgasmo senza coito
un bacio sulla guancia
vorrei che mi lasciasse il segno
questa nuova alba.
con il viso sul tuo petto
mescolo i miei sogni con i tuoi
io e te
anima e cuore
ti osservo dormire
adoro vegliarti
come la luna sulla città dormiente
ti abbraccio
respiro il tuo odore
il mio calore vicino al tuo
ti svegli
mi abbracci
ed è passione
Tu sei così
tu sei così, un'anima fragile
ed il fumo della tua sigaretta
vuole proteggerti
dai miei sguardi, che nella fretta
hanno voglia, come me, di spogliarti...
tu sei così, ingenua e romantica
il vino ti ha acceso gli zigomi
ed io poggio sul tavolo i miei gomiti
per avvicinarmi e rubarti dagli occhi
... ... quella luce che poche volte
hai voluto mostrarmi...
poi la tua giacca, prende respiro
ed un bottone, libera il tuo seno
io lentamente mi avvicino
e le tue labbra... ricevo in dono...
tu sei così, profonda ed abile
a rendere l'amore qualcosa di credibile
ora non parli ma per me è più facile
sentire in me le tua anima... fragile...
sentire in me la tua anima...fragile...
« Il mio obiettivo è vivere in modo veramente religioso ed esprimerlo con la musica. La mia musica è l'espressione spirituale di quello che sono: la mia fede, il mio sapere, la mia essenza.» Cit. John Coltrane
Vogliamo parlare di religione? Va bene, ma in chiave jazz però-
fedeli al bebop parkeriano, alla musica modale, all’autoipnosi,
al ritmo circadiano di Miles, a “Kind of Blue”, a “Bitches Brew”.
A gli anni dell’eroina e della filosofia orientale che svaniscono,
all’India, con il suo strano amore supremo e quel vago ricordo:
al voodoo, alla Spagna del sud, a New York, e alla malinconia.
Ho visto gli Slams di Bombay, e avevo gli occhi piccoli e velati,
mentre raccoglievo impressioni perfette, le tue stelle magiche,
la punta di un ago che forza e scardina le porte, la percezione.
Ho bevuto le luci del cielo della Murcia, ho allungato la sangria,
ho miscelato i colori che esistono con quelli che piacciono a me,
ho alzato il volume, per farmi portare alla radice del mio disagio.
E ho dipinto i miei incubi peggiori, in quello stato di trance fatuo,
schiavo delle blue notes, dell’improvvisazione, di quattro amici,
solo come Swing Street nel tedio e nell’inedia di mezzogiorno.
Così, in un modo osceno, ho amato la vita senza pensarci troppo,
ho amato l’arte ignorante di SAMO, la corona del bimbo radiante,
e ho amato il Mudd Club, il Pop di Andy, e il Graffitismo di Keith.
Così sarebbe stato il mio passato, se il futuro fosse accaduto prima;
quando non conoscevo ancora la tristezza, ma credevo al Free Jazz ,
quando l’arte era ignoranza, e l’amore espressione di spontaneità.
Nella geopolitica del mio universo creativo, non ci sarà mai un Dio,
non ci saranno viaggi nel tempo, sarà il presente dell’io Oltreuomo:
il “qui e ora”, il domani che determina le colpe e i peccati di ieri .
ad ascoltare il silenzio
stagione dopo stagione
senza mai mancare
ho cercato il tuo inizio
ho cercato la tua fine
e non li ho mai trovati
eppure mi sono sempre immerso
nel tuo profondo
tra il blu notte
e le increspature chiare
mi sono vestito
dei tuoi rumori
mi sono vestito
dei tuoi profumi
ho sfiorato
il sogno
ho toccato
il mondo
in eterna notte
vibra un sospiro in questa vita
mentre cade una lacrima sul mio respiro
e tu che sei lontano
non mi resta che alzare lo sguardo
cercandoti tra le stelle.
Questo silenzio
che invade l'anima
scorre tra fiumi di tacite parole
parole impresse sulle labbra
come se volessero chiedere
alla loro quiete la pace
si chiudono a guscio
per respirare ogni giorno
un'alba nuova.
una notte di mezza primavera
raggomitolata sotto le coperte
come se avessi freddo,
anche se dolce è la sera.
Sei morbida e piena di tutti i venti
e di tutte le stagioni,
di albe e di crepuscoli,
e di cento belle emozioni.
Con il tuo sorriso sciogli le nuvole
che trapuntano il cielo,
sciogli le ombre strane
di ogni pensiero.
Del mondo sollevi le paure,
dai giardini raccogli le
più belle rose,
ed io ti seguo come il cielo
segue le sue stelle,
e t’amo come s’ama la vita!
A mia figlia Maria Grazia
Ti stai sbagliando non è il Tamigi
questo fiume è la Senna e siamo a Parigi.
Di notte la Senna scorre più piano
va in cerca di sogni da condurre per mano.
.
Mentre stai raccontando alle acque scure
qualche tuo desiderio e le tue paure
all'improvviso ti sembra di udire
un rumore simile ad uno squittire.
.
E...sta uscendo in fretta dai tombini
una lunghissima fila di topolini.
Sono di fogna ma non male in arnese
ostentano il basco e lo "charme" francese
.
Osservano in acqua girare le onde
e poi vanno a controllare le sponde
"Qui c'è un sassolino caduto nel fiume
qui un uccellino ha perduto due piume."
.
E... Vedon la torre che è un po' vanitosa
ammirarsi nell'acqua buia e sinuosa
nell'acqua si specchia anche un barbone
e vede doppio il suo bottiglione.
.
E... Due innamorati teneri e illusi
si stanno specchiando ad occhi chiusi
quando ad un tratto si sente gridare.:
"Qui c'è qualcuno che ci vuol morsicare!"
.
Certo che i topini si sono sbagliati
a morsicare quei due innamorati
"Con questo buio sembravan formaggio"
hanno confessato con grande coraggio.
.
Fan tante scuse e poi se ne vanno
mai più vorranno esser tratti in inganno.
Son pasticcioni ma gli innamorati
per questo sbaglio li han già perdonati.
.
Stanno tornando i topolini
tristi e avviliti ai loro tombini
e fa capolino nella loro mente
un pensiero importante e sapiente:
.
"E' stata interrotta la nostra ronda
appena arrivati sulla prima sponda
ma la prossima volta che potremo uscire
noi ci vorremmo anche un po' divertire".









