per festeggiare la primavera
or ora arrivata, in punta di piedi,
innamorata dei colori,
della brezza leggera
ed il sole felice dolcemente
bacia la nostra pelle
La rinascita si rinnova
arricchisce le nostre anime
di solarità, di spiritualità
perchè dietro tutta codesta bellezza
c'è un Dio di grande amore
Amore da imitare, vivere e donare
come una cascata di acqua fresca,
simile allo splendore del verde
che fronde di alberi
dall'inverno spogliati riveste,
che i prati brulli riveste
e fan capolino le pratoline
dalla corolla bianca come le nuvole
che in cielo danzano allegre
Arriverà anche la pioggia
a dissetare e rinvigorire la terra
ed i nostri cuori, lavando
la polvere di tristezza accumulata
nei giorni grigi dell'inverno dipartito
Se nei mesi passati lacrime ho versato
ora voglio danzare e ridere
perchè con la primavera
tu sei tornato!
con i due poeti
lungo la riva del lago
e la mia testolina occhieggiava
l'uno guardava di una casa antica le ante gotiche
ancora chiuse come spicchi di susine
e con un cesto per le lumache, vuoto e rampicante.
L'altro guardava lontano,
sarebbe disceso dal cielo in forma di pioggia un battello
disse - dall'altra parte.
come una saetta
a scuoterti addosso..
Come tanta pioggia incessante
a stropicciarti i pensieri....
Balzerò come un falco
nella roccia del tuo cuore
e sarò pacifica e benefica...
Un giorno o l'altro sarò capace di
entrare nei tuoi sogni e come una matita
tracciare il tuo destino.
Sarò capace di colorarti l'anima
e come un arcobaleno
dopo un brutto temporale
brillerai alto nel mio cielo!
Ho il silenzio delle parole quando scrivoricami di lettere tra ali di sogno
smosse da echi di bimbo incantato
disegni di pace su quaderni in fiore.
Di tanto in tanto, inseguo aquiloni
arcobaleni bagnati di pioggia
al tempo dell’anima nell’infinita meraviglia
cortese in un mondo indifeso alla vita.
Il desiderio è ritrovarmi grembo
pulsante dimora d’incredulo amore
prima d’essere scheggia
lampo di morte senza coscienza.
Sanguinanti di perdono al dolore
sono culle bianche d’ispirazione
le familiari passioni di tormento
stravolte e irriconoscibili di dolcezza
allevate con cura nella notte.
Lacrime in mutamento di risposta
inquieta e indisturbata anima commossa
dove tutta la storia s’arresta alla pretesa
di liberare il cuore dalla paura.
L’emozione s’adagia su un letto in guerra
mi perdo nella poesia che culla la mia terra. Lunghe strade ferrate
separano la tua realtà
dai miei sogni.
Veloce corre
il mio pensiero
rivolto a te.
E non ha alcuna fermata
questo amor mio
per te.
Nessuna coincidenza
per questo pianto
sacrificato al mio dolore
Il biglietto di ritorno
l’ho strappato,
come ho strappato la mia vita.
E prendendo quel maledetto treno
mi sono allontanato non solo da te,
ma da me stesso.
Per ritornar infine
a quei sogni
che ancora oggi chiamo incubi.
Sai, osservo ancora adesso
quelle lunghe strade ferrate
che passano dalla mia vita
e arrivano dritte al cuore.
E mi domando spesso
se giungono a te
come una volta.
Tra la mia branda di tela
e la canottiera
un sudore da malato
l'inverno torna all'alba sulle croste terrestri
la serie imprevista di parole che si snocciolano
in un regalo-brivido
non particolarmente gradito
la radiettina impagliata / blim blim blim Radio Praga /
accanto ho solo il comodino
porta tutte le impronte delle battaglie subite.
Vieni amore.
Sopra la mia nuvola
c’è posto anche per te
si sta pure comodi
a cullarci ci saranno
due Angeli.
La mia nuvola
è un sogno
ci si sta volentieri
sarà un eterno riposo
per il cuore.
Vieni amore.
In questo mondo
che non c’è
e sogna insieme a me.
Lì il tempo
non passerà mai
vedremo bambini giocare felici
perché i prati
saranno di cioccolata.
Non diventeremo mai vecchi
perché non servirà invecchiare.
Ascolteremo il vento
sarà talmente vicino
sembrerà di ascoltare
una musica dolcissima
entrerà nell’anima
non ci lascerà più.
Vieni amore.
Sopra questa nuvola.
Sogna insieme a me…
Ma come adesso, su due piedi?
No vi prego, non mi chiedete questo
adesso non mi va
non mi va di scrivere baggianate
ho solo voglia di farmi due risate.
No e poi no...non mi va!
Non mi va di scrivere della luna
dell'amore e del dolore
del mare infinito dei girasoli.
E poi vi pare
che arrivi così l'ispirazione?
Come se niente fosse
come un rutto, un peto
o un colpo di tosse.
Io scrivo al buio del mio tormento
nel tarlo che mi corrode il cervello
io scrivo per liberarmi del fardello
sputando l'amarezza
e la mia mancata certezza.
Scrivo e affogo
nella vastità della mia solitudine,
la poesia non la cerco
è la poesia che mi cerca
e mi chiama
come una puttana alla finestra
ed io a lei mi concedo
e mi faccio infilzare
come nel petto uno scalpello
mi faccio schiacciare
così come mi schiaccia il tempo
senza reagire
fermo, immobile
sull'incudine della mia inquietudine.
Una poesia?
No, adesso no, ho tanto da fare
devo distrarmi dalle parole
e devo scrocchiarmi le dita...

Ti ho cercato
che
volevi far l’amore.
Ma il letto non c’era,
c’era il bambino.
Ma l’acqua non c’è,
ma c’era il mulino.
Poi, come sempre, s’arrese
e senza più pretese guardò l’orologio
e in frigo smistò le buste delle spese.











