Vento che scompiglia
vento che trascina
vento che riporta
mani ed occhi
verso casa
nei colori della primavera
nei suoni del cambiamento
nelle parole come eco
ricordi e pensieri
riverberano nel presente
ed è ancora overture
che lega notte e giorno
anima e corpo
in volo all’unisono
spazi che allargano
spazi che disegnano
spazi che allineano
dubbi e speranze
nel cielo sopra
oltre l’acqua
oltre l’aria
oltre la terra
salgono e scendono
la luna
e le stelle
ed è ancora overture
che lega notte e giorno
anima e corpo
in volo all’unisono
ed è ancora overture
che raccoglie ore e minuti
baci e respiri
mai soffocati
vento che trascina
vento che riporta
mani ed occhi
verso casa
nei colori della primavera
nei suoni del cambiamento
nelle parole come eco
ricordi e pensieri
riverberano nel presente
ed è ancora overture
che lega notte e giorno
anima e corpo
in volo all’unisono
spazi che allargano
spazi che disegnano
spazi che allineano
dubbi e speranze
nel cielo sopra
oltre l’acqua
oltre l’aria
oltre la terra
salgono e scendono
la luna
e le stelle
ed è ancora overture
che lega notte e giorno
anima e corpo
in volo all’unisono
ed è ancora overture
che raccoglie ore e minuti
baci e respiri
mai soffocati
1 commento
Ho visto un lago calmo e sereno
sotto un timido sole divenire argento,
E la, lontano, bianca bianca la cima dei monti
abbracciarsi fortemente al cielo.
Ho ascoltato il fruscio del vento
tra i fittissimi e gli altissimi abeti e pini.
Insieme a me amici spensierati nella Domenica...
Leggeri come fiocchi di neve
sul manto innevato,
tra salite e discese
siam tornati bambini!
sotto un timido sole divenire argento,
E la, lontano, bianca bianca la cima dei monti
abbracciarsi fortemente al cielo.
Ho ascoltato il fruscio del vento
tra i fittissimi e gli altissimi abeti e pini.
Insieme a me amici spensierati nella Domenica...
Leggeri come fiocchi di neve
sul manto innevato,
tra salite e discese
siam tornati bambini!
Ascolto
il silenzio, il respiro,
tace di parole
e questa pace
nel mio interno,
scuote un sorriso,
mentre questa luce sfiora la pelle
in questo venire.
Un percorso di spore
che porta l’anima mia
a spegnersi in un ricordo dimenticato
mentre questi occhi baciano le stelle
sciogliendo le rughe con lacrime…
mentre
tace la pace
in questa orrenda solitudine.
Inerme
e non poter fare niente
alle folate del vento
alle scaglie negli occhi
all’ululato dei cani nella notte
che pian piano mi sta uccidendo
Sono sempre più di gesso
ho sguardo perplesso
sogni d’amplesso
e un cuore di cera
che si sta sciogliendo
nell’inutile preghiera
Rimango con le mani in mano
mentre tutto crolla
e le ombre schiamazzano nell’armadio
Rimango fatuo
anestetizzato dai colori del cielo
mentre la gente mi guarda e non capisce
si stupisce del viso acerbo
di questi versi amorfi
delle mie fughe solitarie
di lunghi silenzi
delle orme che lascio
nel pantano della notte.
e non poter fare niente
alle folate del vento
alle scaglie negli occhi
all’ululato dei cani nella notte
che pian piano mi sta uccidendo
Sono sempre più di gesso
ho sguardo perplesso
sogni d’amplesso
e un cuore di cera
che si sta sciogliendo
nell’inutile preghiera
Rimango con le mani in mano
mentre tutto crolla
e le ombre schiamazzano nell’armadio
Rimango fatuo
anestetizzato dai colori del cielo
mentre la gente mi guarda e non capisce
si stupisce del viso acerbo
di questi versi amorfi
delle mie fughe solitarie
di lunghi silenzi
delle orme che lascio
nel pantano della notte.
E arriverà la Primavera
tra le gemme rosa dei peschi,
le colline saranno verdi distese
di risveglio e di semplicità.
Nel roseto tra i boccioli, api, farfalle e rondinelle.
Arriveranno le giornate belle,
di sole caldo e di colore e
riempiranno ad ognuno il cuore!
tra le gemme rosa dei peschi,
le colline saranno verdi distese
di risveglio e di semplicità.
Nel roseto tra i boccioli, api, farfalle e rondinelle.
Arriveranno le giornate belle,
di sole caldo e di colore e
riempiranno ad ognuno il cuore!
Costruita in modo economico,
non ha carattere;
non è signorile
né contadina,
non ha la nobiltà
rovinata del palazzo
né la miseria dei tuguri,
ma soltanto la mediocrità
stantia del gusto pretesco.
Lo studio e la terrazza
hanno un pavimento
colorato a scacchi,
come in certe sagrestie di campagna.
I muri sono puliti,
imbiancati a calce,
le porte interne verniciate d’azzurro,
le persiane verdi.
non ha carattere;
non è signorile
né contadina,
non ha la nobiltà
rovinata del palazzo
né la miseria dei tuguri,
ma soltanto la mediocrità
stantia del gusto pretesco.
Lo studio e la terrazza
hanno un pavimento
colorato a scacchi,
come in certe sagrestie di campagna.
I muri sono puliti,
imbiancati a calce,
le porte interne verniciate d’azzurro,
le persiane verdi.
Ferma
alla fermata dell’autobus
dopo avere spolverato
la tua anima,
dopo aver baciato gli amici
perché si usa così,
Piccola Anima...
Si,
Piccola Anima
per due genitori
che forse non sanno,
non sanno cosa ti è costato
e non sanno quanto
hai dovuto pagare
per avere ancora un’anima,
per uscire da un tunnel,
per toglierti di dosso
quella maledetta scimmia...
Piccola Anima
con i tuoi sorrisi vuoti
e un fermata per aspettare
un autobus
che ti riporti alla vita
dopo aver spolverato
la tua anima,
scacciato i pensieri
e,
siccome è così che si usa,
baciato gli amici...
alla fermata dell’autobus
dopo avere spolverato
la tua anima,
dopo aver baciato gli amici
perché si usa così,
Piccola Anima...
Si,
Piccola Anima
per due genitori
che forse non sanno,
non sanno cosa ti è costato
e non sanno quanto
hai dovuto pagare
per avere ancora un’anima,
per uscire da un tunnel,
per toglierti di dosso
quella maledetta scimmia...
Piccola Anima
con i tuoi sorrisi vuoti
e un fermata per aspettare
un autobus
che ti riporti alla vita
dopo aver spolverato
la tua anima,
scacciato i pensieri
e,
siccome è così che si usa,
baciato gli amici...
Cielo maculato
come stormo di pensieri
e la proverbiale promessa
in quel rosso di sera.
Ecco cosa osservo.
Cieco sul momento
altro non vedo,
ma già immagino l’imbrunire
che fa spazio alle stelle
e non mi sembra
di perder tempo,
né m’accorgo d’altro
mentre attendo la Luna.
come stormo di pensieri
e la proverbiale promessa
in quel rosso di sera.
Ecco cosa osservo.
Cieco sul momento
altro non vedo,
ma già immagino l’imbrunire
che fa spazio alle stelle
e non mi sembra
di perder tempo,
né m’accorgo d’altro
mentre attendo la Luna.
Buongiorno corvo
che arrivi nel mattino
tinto di rosa,
plani sui rami del pino,
soffermi lo sguardo
sul sole che nasce.
E voli via.
Riverbero di luce
disegna geometrie fluttuanti
sul profilo di Monte Crocella,
nudo nell’istante
che segna l’inizio.
Nuvole cangianti
spiano
risvegli stanchi,
sonni morenti
che esalano
fumo di comignoli.
Sulla porta
indugia l’operaio,
giovane-barista-attende,
due-bimbi-rallentano-il-tempo
regalando attimi
all’ordinario.
Il richiamo si fa urgente
oltre i sensi;
se-tocco-esiste
non-c’è-se-non-tocco,
mondo-reale
proietta
ombre.
Velocità-sottende-moto
cancella-urlo-della-coscienza
state-fermi-se-potete
siete-regine-e-re-e-non-lo-sapete.
che arrivi nel mattino
tinto di rosa,
plani sui rami del pino,
soffermi lo sguardo
sul sole che nasce.
E voli via.
Riverbero di luce
disegna geometrie fluttuanti
sul profilo di Monte Crocella,
nudo nell’istante
che segna l’inizio.
Nuvole cangianti
spiano
risvegli stanchi,
sonni morenti
che esalano
fumo di comignoli.
Sulla porta
indugia l’operaio,
giovane-barista-attende,
due-bimbi-rallentano-il-tempo
regalando attimi
all’ordinario.
Il richiamo si fa urgente
oltre i sensi;
se-tocco-esiste
non-c’è-se-non-tocco,
mondo-reale
proietta
ombre.
Velocità-sottende-moto
cancella-urlo-della-coscienza
state-fermi-se-potete
siete-regine-e-re-e-non-lo-sapete.
Sono altri i giorni della speranza
Scuciti dagli abiti estivi
Ormai rinchiusi in soffitta
Ad addolcire le fredde pareti
Di questo luogo inospitale
Burrasca s’appresta nei pensieri d’oltralpe
Contrastanti col torpore viscido
Di questa stagione marina
Si rincorrono frettolosi i giorni dell’avvenire
Lucidi e affannosi come un turbine
Di insensatezza affollata…
Qui crocefissi sull’agire
Qui disinvolti nel piccolo morire.
Scuciti dagli abiti estivi
Ormai rinchiusi in soffitta
Ad addolcire le fredde pareti
Di questo luogo inospitale
Burrasca s’appresta nei pensieri d’oltralpe
Contrastanti col torpore viscido
Di questa stagione marina
Si rincorrono frettolosi i giorni dell’avvenire
Lucidi e affannosi come un turbine
Di insensatezza affollata…
Qui crocefissi sull’agire
Qui disinvolti nel piccolo morire.
Ricordi la fine del mondo?
Arrivammo in ritardo a causa mia. Perchè non sapevo come comportarmi.
Se implorare pietà per essere risparmiato o ridere noncurante, conservando almeno per una volta la mia dignità.
Ricordi la fine del mondo?
Io ero in ginocchio e tu al mio fianco, impegnato a ricordarmi i momenti felici passati.
Non potevi immaginare quanto male mi facesse ripensare alla gioia estinta che mai sarebbe tornata.
Ricordi la fine del mondo? No? Io si.
La fine del mondo era dentro di noi.
Quando deturpammo i volti degli dei sperando che qualcuno ci vedesse.
Quando riuscimmo a dimenticare il dolore nonostante le percosse non fossero cessate.
Quando consideravamo le lacrime ridicole,ma solo fino al dì in cui fummo noi a piangerle.
Arrivammo in ritardo a causa mia. Perchè non sapevo come comportarmi.
Se implorare pietà per essere risparmiato o ridere noncurante, conservando almeno per una volta la mia dignità.
Ricordi la fine del mondo?
Io ero in ginocchio e tu al mio fianco, impegnato a ricordarmi i momenti felici passati.
Non potevi immaginare quanto male mi facesse ripensare alla gioia estinta che mai sarebbe tornata.
Ricordi la fine del mondo? No? Io si.
La fine del mondo era dentro di noi.
Quando deturpammo i volti degli dei sperando che qualcuno ci vedesse.
Quando riuscimmo a dimenticare il dolore nonostante le percosse non fossero cessate.
Quando consideravamo le lacrime ridicole,ma solo fino al dì in cui fummo noi a piangerle.
Beffardo ed intenso
veloce e silenzioso
da lontano sino a dentro
con calma inaspettata
aspetta ed ascolta
ti vede sorridere
ti sente scherzare
ma lui no
lui è il nero perfetto
ti prende alle spalle
ti trascina dentro fiumi
ti fa perdere l’equilibrio
delle cose
lui è il nero perfetto
che scioglie anche il sole
ti chiude lo sguardo
ti fa scivolare
sopra l’amore
è il nero perfetto!
veloce e silenzioso
da lontano sino a dentro
con calma inaspettata
aspetta ed ascolta
ti vede sorridere
ti sente scherzare
ma lui no
lui è il nero perfetto
ti prende alle spalle
ti trascina dentro fiumi
ti fa perdere l’equilibrio
delle cose
lui è il nero perfetto
che scioglie anche il sole
ti chiude lo sguardo
ti fa scivolare
sopra l’amore
è il nero perfetto!
Ti incontrai al mercato
dei fiori e degli uccelli
sorridevi al mondo
i tuoi occhi erano belli
.
Vendendo bocciolini
e rose rosse fresche
promuovevi e coltivavi
piccole innocenti tresche
.
Ti ho rivisto dopo anni
sei sempre in quel mercato..
Nel perimetro del tuo cuore
un invisibile peccato
.
sopravvive alla stanchezza.
E tu vecchia barbona
superi in dolcezza
la più distinta signora.
.
Vive in un cuore immenso
il tuo candore indenne
dall'ingiuria del tempo
ti salvò i fiori e le penne.
Ogni anno il 13 marzo a Milano si festeggia l'arrivo della primavera con la fiera dei fiori e degli uccelli che si tiene sul sagrato del Duomo
.
Stasera ci vorrebbe una carezza
ornata da una musica leggera
perché dell’imminente primavera
già sento tiepidissima la brezza.
Stasera ci vorrebbe una carezza
di quelle che ti portano nel cielo
che coprono soltanto con un velo
l’insipida tristissima amarezza;
al chiuso della mia malinconia
embrione dell’atavico stupore
mi viene di pensare ad un amore
lontano, evanescente, senza via,
che solo col calore di una fiamma
potrebbe riscaldare la mia vita
se solo ricordassi l’infinita
carezza che mi dava la mia mamma.
ornata da una musica leggera
perché dell’imminente primavera
già sento tiepidissima la brezza.
Stasera ci vorrebbe una carezza
di quelle che ti portano nel cielo
che coprono soltanto con un velo
l’insipida tristissima amarezza;
al chiuso della mia malinconia
embrione dell’atavico stupore
mi viene di pensare ad un amore
lontano, evanescente, senza via,
che solo col calore di una fiamma
potrebbe riscaldare la mia vita
se solo ricordassi l’infinita
carezza che mi dava la mia mamma.









