C’è poca gioia
in questo campo di ruminanti
allora t’ho cercato
in mezzo ai legni che ti somigliano
dalla mia testa fiorita al balcone
e cadendo dagli occhi
sento le tue stesse dita per aggrapparmi
a un Aleppo -padre
mai dimenticato
Della natura ho fatto codici e mescolanze
RS
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Ha un fiore la cipolla
che nella
classifica annuale
primeggia.
Per la sua tenerezza donata in beneficenza
che spunta da una bianca zuppiera
imitando l'ortensia
e per la sua malinconia così campestre
dovuta a quel cadere piano
involontario
con le due scarpette di cenere blu tenute in mano
giù dalle scale della sera.
che nella
classifica annuale
primeggia.
Per la sua tenerezza donata in beneficenza
che spunta da una bianca zuppiera
imitando l'ortensia
e per la sua malinconia così campestre
dovuta a quel cadere piano
involontario
con le due scarpette di cenere blu tenute in mano
giù dalle scale della sera.
Indosserò
il vestito dell'amore
di quel colore
che prende i tuoi occhi
mentre la tua mano forte
sfiora i capelli profumati
e le labbra ti invitano
a una danza di passione.
E poi senza esitare
cadrò teneramente
nell'abbraccio intenso
e sussurrando le parole
che fanno impazzire
morirò con te
solo con te
tra queste lenzuola
di morbida seta.
il vestito dell'amore
di quel colore
che prende i tuoi occhi
mentre la tua mano forte
sfiora i capelli profumati
e le labbra ti invitano
a una danza di passione.
E poi senza esitare
cadrò teneramente
nell'abbraccio intenso
e sussurrando le parole
che fanno impazzire
morirò con te
solo con te
tra queste lenzuola
di morbida seta.
« La lotta degli operai per migliorare la loro esistenza discende dalla natura stessa della vita; con nessun mezzo è possibile fermarla, essa è inevitabile. Al di sopra di questa lotta di classe resta il potere supremo dello zar, il quale non appartiene a nessun ordine, classe e partito, e circonda tutto il suo popolo della sua paterna e amorevole protezione ». Cit.
Fu durante l’incendio del 1837, a S. Pietroburgo,
che nella rotonda del Palazzo d’Inverno, vidi Dio.
Serravo in mano i nostri quattro sogni più giusti,
e portavo al collo un amuleto di malachite verde:
mi avrebbe difeso quel giorno, salvato dal rogo,
sessantotto anni prima della domenica di sangue.
E Lui lo sapeva che non potevo ancora morire, io,
che ad avermi sarebbe stata l’artiglieria cosacca,
sulla Nevskij, coi ragazzi abbarbicati sugli alberi,
mentre imploravo la storia di non farci più male.
Sono il fantasma della rivoluzione, sono la folla,
libertà o morte, sono milleduecentosedici morti
che rivendicano il diritto di pensare e di parlare:
sono la neve rossa del giardino Aleksandrovskij
che era bianca prima di posarsi sul mio sangue.
Quando la guardavo scendere, pacificamente,
e dal balcone del palazzo, ancora le credevo.
Dormono tutti
anche i sogni
ormai svaniti
come tutto il resto.
Dormono i pensieri
di un giorno
perfetto fino a ieri
ed ora diventato lontano
come non fosse mai esistito.
Brucia il cuore
ardente la rabbia.
Ed ora niente rimane
soltanto briciole
da prendere in pugno
disperdendole nel vento.
Dormono tutti
E tu sei sveglio
in questo secondo tempo
della tua vita
così complicata
difficile da capire.
Intanto il cuore
è diventato carbone
e la tua vita
ha perso i colori
un foglio di carta
in bianco e nero.
Come una foto
dei giorni migliori
rivivi il tempo
e vedi lei
ti colpisce al primo sguardo
ma è subito nebbia
nei tuoi ricordi
ma non puoi dirlo a nessuno
il mondo dorme
o ti gira le spalle
rimane solo una cosa da fare
imparare a vivere
senza più odiare….
Aspetto
Come la sabbia
il mare,
Come le nuvole
il sole,
Come le stelle
il cielo.
Aspetto
Come la rugiada
l'erba,
Come la foglia
l'albero,
Come un nido
le rondinelle.
Aspetto
Come un brivido
la pelle,
Come un sorriso
le labbra,
Come l'abbraccio
Il tuo.
Come la sabbia
il mare,
Come le nuvole
il sole,
Come le stelle
il cielo.
Aspetto
Come la rugiada
l'erba,
Come la foglia
l'albero,
Come un nido
le rondinelle.
Aspetto
Come un brivido
la pelle,
Come un sorriso
le labbra,
Come l'abbraccio
Il tuo.
La voce
giunge in sospiri
come un canto
che a ogni tramonto
accarezza il mare
svegliando piano il cuore
Rinasce ancora
la vibrante emozione
e consumando i pensieri
lo sguardo si estende
raccogliendo i sorrisi
in questa notte compagna
Cosi il tempo si ferma
nella meraviglia del viso
e le piccole ombre
di note turbate
come vetro
vanno in frantumi
- ed è Amore -
giunge in sospiri
come un canto
che a ogni tramonto
accarezza il mare
svegliando piano il cuore
Rinasce ancora
la vibrante emozione
e consumando i pensieri
lo sguardo si estende
raccogliendo i sorrisi
in questa notte compagna
Cosi il tempo si ferma
nella meraviglia del viso
e le piccole ombre
di note turbate
come vetro
vanno in frantumi
- ed è Amore -
Dimmelo in lingua accadica che mi ami ancora,
imprimilo sulla pietra con scrittura cuneiforme:
e dillo agli dei, nel tuo arcaico dialetto semitico.
Nella terra fra i fiumi semineremo altro amore,
e dai piani alti del nostro ziqqurat, piangeremo,
rideremo, e fissando il cielo chiederemo aiuto.
Non sono Assiro, Sumero, Persiano, Babilonese,
non sono il re, non sono astrologo, sono l’oggi,
e se saprai sperare, sarò anche l’uomo che ama.
Sei stella a cinque punte tu, in proporzione aurea,
ed io un povero tombarolo, predone e ladrone,
ridotto al saccheggio da forze più grandi di me.
Mia Shahrazād, io ti amo dagli albori del tempo,
e non diventerò mai come Shāhrīyār il Tartaro,
non ci saranno inutili e vane storie nella storia:
sarà senza inganno che ascolterò quelle fiabe.
Anche se tu già lo sai che non sarà per sempre,
e che l’amore durerà solo per mille e una notte.
Alle falde
d'un godimento
mai estinto
quando il cuor
non più convinto
d'una sua ulteriore
avventata mossa
da sciorinare al vento
si quieta e affossa
gli ultimi fuochi
d'una fisicità
prorompente.
E' allor
che tu invochi
e sicuramente ottieni
quell'amore scevro
d'ogni giovanile
e smanioso assillo.
.
Quell'amore
che diventa più esigente
e più importante.
Che riesce a distrugger
ogni stupido cavillo
e diviene vessillo
di nuova verità
emergente.
Quell'amore
ch'esalta e sostiene
le emozioni piene
e i gesti delicati
di un'altra età.
D'un pensiero nuovo
che si palesa
aspettandoti fiero
sui gradini disagevoli
dell'offesa del tempo.
Tutto nasce
e si riflette
dentro il sole
per poi tuffarsi
nella luna
da uno sguardo
ad un altro
volano parole
sulle ali
delle stagioni
ecco un primo passo
e poi di nuovo
sale e riprende
il ritmo
della vita
da un fiore
sotto il cielo azzurro
sgorga ancora
lento e trasparente
il fiume della vita
sotto braccio me
sotto braccio te
danzeremo
tra inchiostri
e contrappunti
senza mai distogliere
l’attenzione dall’amore
senza mai dimenticare
il suo passato
con i suoi segreti
e si riflette
dentro il sole
per poi tuffarsi
nella luna
da uno sguardo
ad un altro
volano parole
sulle ali
delle stagioni
ecco un primo passo
e poi di nuovo
sale e riprende
il ritmo
della vita
da un fiore
sotto il cielo azzurro
sgorga ancora
lento e trasparente
il fiume della vita
sotto braccio me
sotto braccio te
danzeremo
tra inchiostri
e contrappunti
senza mai distogliere
l’attenzione dall’amore
senza mai dimenticare
il suo passato
con i suoi segreti
L’uomo che piange...
Sono lacrime del tempo,
sono lacrime di un treno,
sono lacrime di un sogno
mai avverato...
L’uomo che piange
sono lacrime su un foglio bianco
che è restato bianco...
Sono le macchie del tempo
che non vengono via,
sono i sogni
che sono fuggiti...
sono lacrime
su inchiostro,
lacrime su pagine bianche
che sono restate
bianche...
L’uomo che piange
sono io allo specchio,
sono io che penso ad un futuro,
sono io che vorrei dare,
sono io che amo,
sono io che guardo lo specchio
e quei fogli bianchi
che,
nel tempo,
sono restati bianchi...
Sono lacrime del tempo,
sono lacrime di un treno,
sono lacrime di un sogno
mai avverato...
L’uomo che piange
sono lacrime su un foglio bianco
che è restato bianco...
Sono le macchie del tempo
che non vengono via,
sono i sogni
che sono fuggiti...
sono lacrime
su inchiostro,
lacrime su pagine bianche
che sono restate
bianche...
L’uomo che piange
sono io allo specchio,
sono io che penso ad un futuro,
sono io che vorrei dare,
sono io che amo,
sono io che guardo lo specchio
e quei fogli bianchi
che,
nel tempo,
sono restati bianchi...
Con un riflesso
increspato
nelle onde del mare
vanitosa la luna vacilla
e delle acque e del suo bel canto
se ne innamora.
Incontro breve di destini
tra acqua e luce
e venti di tramontana.
S'abbraccia al mare il suo tacere
e s'addormenta!
Eterna è ogni notte!
increspato
nelle onde del mare
vanitosa la luna vacilla
e delle acque e del suo bel canto
se ne innamora.
Incontro breve di destini
tra acqua e luce
e venti di tramontana.
S'abbraccia al mare il suo tacere
e s'addormenta!
Eterna è ogni notte!

S'alza il sipario
su comparse, primi attori
caratteristi e ballerine.
Professionisti competenti
che stringono coi denti
le fatiche di guitti viaggiatori.
troppa stanchezza per si pochi allori!
A tal punto che ogni teatro
avrebbe chiuso se non fosse
che nel cuore di ogni attore illuso
sempre alberga il proprio "IO"
dilatato a dismisura. Valido aiuto
per fronteggiare disagi e congiuntura.
.
A guisa di attori intraprendenti
noi ci esibiamo nella commedia della vita
con gesti ossequiosi oppur irriverenti
sul palco di teatri improvvisati
tra assi schiodate,
drappi fatiscenti,
faretti mai situati al punto giusto
noi proviamo
il piacere e l'amaro gusto
di interpretare con destrezza
il personaggio dentro cui ci nascondiamo
riuscendo anche a far credere che sia
ipertrofica la statura di un nano.
.
Poiché nelle spettacolari suggestioni
si confondono ad arte
tutte le proporzioni.
E pur una commedia ingannatrice
può diventare un'isola felice.
'Che come pensava
anche Balzac ai tempi suoi:
Nel teatro della vita
tutti recitiamo
la parte degli eroi.









