Eterno carme del poeta
che dei suoi versi, mi onora.
Il mio profumo, ogni cuor allieta
e di serenità l’aurora colora.
Sono una rosa
souvenir e viaggio di bisbigli
viavai di vita religiosa
avvolta, a volte, d’artigli.
Sono una rosa
incantatrice degli occhi
frutto della terra
emblema e regina dell’amore.
il soffio di un vento
durato a lungo
ma non in eterno
stretta al destino
cucivi di colori
il nostro corpo
ma senza sognare
correvi dietro le stagioni
lancetta del tempo
baciavi l’amore
e questo ti bastava
raccoglievi biglie
foto e giornali
disordine di bambini
ed eri contenta
forse l’inverno
doveva arrivare prima
l’estate ha cancellato
sofferenza profonda
in ginocchio
in silenzio
nel profondo
ti chiedo perdono
come il vento fa con i miei ricordi
lasciami mordere i tuoi seni
come la vita fa con i miei segreti
nella tua chioma e nella tua carne
mi perdo come in un labirinto
e tu sei oceano ed io deserto
sopra di noi un cielo eterno.
Lasciami mordere la tua anima
voglio sentire il tuo inferno
lasciami mordere i tuoi fianchi
voglio sentire nella mia bocca
la liquida essenza tua che arde.
Lasciami entrare nei tuoi sogni
e da ogni fessura voglio entrare
per spiare e profanare
la tua pudica tentazione.
Lasciami specchiare nel tuo cuore
nell’ardore che soffoca il respiro
mentre nell’attimo improvviso
impreciso e incontrollato
m’inchino stremato ai sensi del piacere
avvolto e stravolto dalla schiuma
e sull’ombra della luna
mi addormento
come un bimbo appena nato.
Mi sveglierò ancora
Senza incrociare il tuo sguardo.
Mi sveglierò ancora
Senza inaugurare il giorno
Con le tue labbra di velluto
Uscirò di casa
Senza il buonumore
Inflitto dal tuo spirito
Dolciastro e battagliero.
Affronterò la giornata
Senza la forza luminosa
Del tuo sorriso.
Un’altra notte si apre
Su questo viso
Imperlato di sfacciataggine;
Così come un altro giorno
S’appresta a prender fuoco
Sulla mia pelle
Feconda di risa
Ancora attimi senza te
Cieli senza te
Spasmi senza te
E poi, l’eternità in te!
Solo ancora un passo, con il piede destro,
e sarà come averne mossi mille, all'indietro.
Ci penso, mentre fisso un punto vicino,
sull'albero, e uno lontano, sull'orizzonte.
Ci penso, ma sono distratto dal mare,
dalla sabbia che lo beve, e poi lo sputa,
dal pescatore che ogni tanto bestemmia,
ma poi rilascia sempre i pesci, con amore.
Ecco, forse lui sa tante cose più di me,
le avrà imparate dalla voce del mare;
lo so, lo so, ci vuole moltissima calma,
ma chissà se sono io che ho paura del treno,
o se è lui che corre da sempre verso di me.
Non vola più, giù dalla finestra
Non cerca me, ma la strada giusta
Chissà perché la scusa non mi basta
È un torto e la mia è una protesta
Ci gira attorno ma la sua richiesta
E’ avere un posto quando si fa festa
E un cuore solo forse non le basta
Mi disonoro pur di starle in testa
Mi cammina nel cuore
Senza fare rumore
Tanto non c’è da dire
E nulla, nulla tornerà
Mi cammina nel cuore
Senza fare rumore
Tanto non c’è da dire
E nulla, nulla tornerà
Si crede adesso a posto
Cammina svelta non ha rimorso
Per questo lei aumenta il passo
Su quello che io non ho rimosso
Sorride appena, le fa piacere
E’ tutto bello, solo da godere
Ed il passato di chi lo sostiene
Fa male e brucia nelle mie vene.
Non vola più, giù dalla finestra
Non cerca me, ma la strada giusta
Chissà perché la scusa non mi basta
È un torto e la mia è una protesta
Busserà ai tuoi sogni
metterà le ali ai tuoi occhi
tra mari e pirati
alla ricerca di navi e forzieri
ti accompagnerà
sveglierà il tuo sonno
svelando i suoi amici
tra luna e destino
in cerca di amore e giustizia
trionferà
Peter Pan
ed insieme a te volerà
dal cielo più alto
all’isola che non c’è
prenderà le tue mani
disegnando cerchi infiniti
tra avventure e viaggi
seguirà il suo destino
e tu con lui sarai
Peter Pan
ed insieme a te volerà
dal cielo più alto
all’isola che non c’è
Peter Pan
per sempre bambino
il tuo mondo trasformerà
nel tempo di un viaggio
Quante volte abbiamo detto
tra mille carezze e baci
sei unica per me.
Le volte che da ragazzi
si aspettava sotto la pioggia
e non sentivamo nemmeno
l’umidità nelle ossa.
L’amore era talmente forte,
un’esperienza nuova.
Si restava incantati
non sentendo più niente
soltanto delle campane
suonavano talmente forte
arrivavano fino al cuore
facendolo tremare d’amore.
Quante volte adesso
con l’età avanzata
ripensiamo a quei giorni
volendoli imitare
ma a volte ci viene così male
finiamo col cambiare discorso
per paura di fare brutte figure.
Non è così
bisogna invece insistere,riprovare,
senza pensarci troppo,
sarebbe come un discorso programmato.
Facciamolo parlare questo cuore,
l’età non conta,
quello che sentiamo dentro è importante
anche se detto nella maniera sbagliata,
chi ama veramente lo può capire
e tradurlo in amore….
la mente e non dipingono di rosa
il giorno tuo
allora il buio incombe
sulla triste vita
e una morsa taglia il respiro
perchè i sogni sono quel volare
leggero che coccola il pensiero
quel fantasticare che trascina
dentro una favola
che si lascia raccontare
e che non ti lascia morire.
mi manca veramente
se mi rifiuto di riempire con te
la tua insopportabile assenza?
Come dell'ape il nettare
fu il mio desiderio di averti,
ma non più fiori per me vedo.
Eppure sei lì.
Arrendevole mi chiami,
ti sbracci,
mi implori.
E' solo il fumo
di una candela
che non c'é più.
Così sventoliamo la nostra supplica:
tu di non lasciarti,
io di non cercarmi.
bello più che mai
dolce...
tenero...
Il più caro amico
che tutti vorrebbero avere
sempre fedele
hai fatto parte della nostra famiglia.
Sempre presente
sempre vivace ed educato
hai aspettato che andassimo via
per lasciarci...
Hai voluto risparmiarci questo dolore immenso
al rientro un vuoto devastante
non eri là ad attenderci
lacrime amare...
Ci hai lasciati...
ti vorremo sempre bene
sei stato
e sarai sempre uno della nostra famiglia.
Mi manchi tanto...
ci manchi tantissimo...
ti vogliamo bene
addio.
PER L'AMICO PIU' FEDELE.....IL COMPAGNO DI UNA VITA....E' MANCATO LASCIANDO UN VUOTO DEVASTANTE.....LO ABBIAMO AMATO COME UN FIGLIO....MI MANCHERAI DA MORIRE.

già dai segni dell'autunno macchiate
e lì in mezzo a ondeggiare
filare di pesci appesi
e barcone
tirato a braccia sulla riva
sopra una pioggia che
ha un diverso angolo di inclinazione
ogni volta che alzo lo sguardo.
Allungo sul carretto l'ultima vocale,
aggiungo un'acca finale
e un fiore spinoso da mangiare,
ancora quel vecchio desiderio.









