DEDICA SPECIALE PER IL MIO AMORE IMMENSO, LA PERSONA PIU' IMPORTANTE, LA PERSONA CHE VOGLIO PIU' BENE, NON ESISTONO PAROLE, PER SPIEGARE QUELLO CHE SI PROVA IN QUESTE OCCASIONI, CONGRATULAZIONI..... DOTTORESSA ROBERTA.

Quando avevo appena vent’anni, o poco più,
leggevo i libri come se fossero insegnamenti,
e sognavo di libertà, di ribellione, e coraggio.
The Dharma Bums
The Catcher in the Rye
Wait until spring, Bandini
Molta della mia vita è ancora lì, polverizzata,
fra quelle pagine consumate, lette e rilette,
bruciate dal fosforo del mio sguardo stupito.
Holden Caulfield
Arturo Bandini
Ray Smith
Quante volte ho sognato di loro, quante?
Ho viaggiato fino a Bunker Hill, per amore,
ed ho trovato povertà e inferiorità sociale.
La promiscuità
Gli abusi
Il Jazz
Mi sono chiesto dove andassero, d’inverno,
le misere anatre del Central Park, e lo sapevo,
che non andavano a villeggiare al Wicker Bar.
L’abbandono
La depressione
La fuga
Sono stato un povero emigrante italiano
ed ho aspettato, con fare imbambolato,
che arrivasse anche qui da me primavera.
La povertà
L’amore
La speranza
Ho cercato la trascendenza, il noumeno,
nei rituali buddisti, nella vera solitudine,
nei picchi ventosi del monte Hozomeen.
La ricerca
Il sapore dello Zen
La maturità
Ma oggi a quarant’anni circa, o giù di lì,
non cerco più la mia vita in quella altrui;
piuttosto scrivo e provo a dare, anche io,
il mio contributo.
Chissà quale sorriso mi perdo
quale dolcissimo tuo sguardo
quale attimo e infinito secondo
non sto vivendo del tuo mondo
Chissà quale tuo piccolo gesto
anche quello più strano o nascosto
quale movimento per metterti a posto
quale risata che fai di gusto
... Qual'è lo specchio che non ti fa bella
come l'immagine di te che ho
vorrei essere io quella tua caramella
per sciogliermi come non faccio da un pò
Chissà quale respiro alla finestra
sul vetro poi somiglia più a me
e quale foglio di carta si presta
a farti compagnia nel vuoto che c’è
Quale risposta hai nella tua testa
perchè ognuno va avanti da se
se il tuo cuore ciò che pensi lo detesta
ci credi che capita anche a me
Chissà quale sorriso mi perdo
quale ricordo ti fa male di più
è sicuro che sarà l'inverno il più freddo
se non fai presto a venire tu...
Quanti “perchè” mi sono chiesta,
sterili, senza risposta,
“perchè” proprio a te,
a noi, la mia anima alla tua gemella,
soffriva, colava lacrime di sangue
Come una donna si è impossessata
del tuo corpo togliendoti
gran parte di ciò che un corpo
può fare, camminare, abbracciare
Voleva toglierti anche il respiro
ma ignorava che esistono
uomini che sanno donare ali ai polmoni
Non provo gelosia
visto che l'anima tua sempre è legata alla mia
perchè rubarti l'amore non può lei,
anche se avvenente e accattivante
esperta nell'arte di eludere le persone
Non mi chiedo più “perchè”
questo è il tuo percorso,
ognuno di noi ne ha uno tutto suo
Insieme abbiamo imparato
a nutrirci del sole quando alto
nel cielo splende,
a dissetarci con la pioggia
quando la sete secca le palpebre
dall'arsura del dolore,
ad innamorarci ogni sera
sotto la magica luce della luna
Usiamo il linguaggio degli occhi
dei sorrisi, della tristezza,
dell'amore che fa miracoli
può legare due anime
e non dissolverle mai più ….
Mio caro noi siamo ricchi, privilegiati
abbiamo compreso il linguaggio della vita

scoppia dentro il corpo
illumina la vista
colorando il cielo
sale senza mai fermarsi
scalda anche il profumo
dipinge il viso
specchio di stagione
raccogliendo foglie
ammirando il silenzio
camminando sul freddo
riempie e ti porta via
sempre più delineato
come note su pentagramma
cadono e scorron via
per poi ritornare
forte sempre più forte
ti stringe e ti rilascia
forte sempre più forte
prende la mano
e ti accompagna
oltre
E gli occhi mi fanno quasi male
Ammagliati da tanto colore
Guardo il mare così azzurro e limpido
E gli occhi vanno a naufragare sulle onde
Onde calme di un mare tranquillo
Onde ferme di un mare che si sta riposando
Onde vicine eppure così lontane che
Si rincorrono una dietro l’altra
Ma non s’incontrano mai
E lente vanno a naufragare sugli scogli
Come l’uomo naufraga contro la vita
Umile marinaio che tende la mano
A chi gli viene incontro
Piccolo eroe che si dibatte nel mondo
Come un guerriero in cerca di un po’ d’amore
Amore difficile da trovare
Amore impossibile da scoprire fino in fondo
Amore che si nasconde
Che nasce e subito dopo muore
Sommerso dalle onde della vita
Che lenta ma inesorabile scorre
Finché un giorno ti fermi
Ti siedi e guardi il cielo e poi il mare
E scopri che nulla è cambiato
I tuoi occhi vedono ancora
Quell’azzurro che ci copre e ci bagna
E mentre vedi le onde sbattere sugli scogli
Naufraghi,umile marinaio
Nel mare dei tuoi ricordi
E mentre una lacrima ti bagna il viso
Ti alzi e ricominci un altro viaggio
Aspettando che il mare della vita
Ti travolga un’altra volta
Arriverà primavera
cambierò i miei vestiti
e con l'aria frizzantina
del mattino
coprirò di profumo
i miei capelli.
Arriverà su me
bagnandomi
dei raggi del sole
e l'inverno
solo ricordo appassito,
lontano nel tempo inutile
e poi spazzerò le nubi
di antico grigiore.
Immagina che si vola
immagina si può, lo puoi
io e te se vuoi...
Tu anima e corpo
dell'esistenza mia
vitamine e droghe senza farmacia
io, sempre ti penso
sei chi al mio esistere da un senso...
Immagina una storia che accomuna
e il tempo che dà e poi toglie
quasi fosse un colpo di fortuna
e il sentire il mare dentro le conchiglie...
Conchiglie e mare
hanno un posto nel mio cuore
loro hanno preso l'attimo
e poi restituito tanto Amore...
Conchiglie e mare...
e pelle arsa
dal sole e dal vento.
Fronte solcata
da rughe profonde
come tagli.
Pantaloni di pelle
caprina senza risvolti
e la mantella portata
su una spalla sola,
alla romana.
A tracolla,
a mo’ di fucile,
il grosso ombrello
d’incerato verde
e la bisaccia
con il cacio
e il pane indurito.
ferma alla stazione
di Battipaglia
come di consueto
ma questa volta
si ferma davvero
sento gente
parlare
di sangue sulle rotaie
più a sud
sento gente
parlare
di un martire
predestinato
al martirio
si parla di
suicidio
"ma proprio mo'
si doveva
ammazzare questo?"
dice un ragazzo
un posto
più avanti
e l'amico
se la ride
di gusto
un signore
si sporge dal treno
esclamando candido
"non si poteva
uccidere prima?"
e poi gente
che sbuffava
e imprecava
un uomo
era morto
di morte
stregata
e violenta
e neanche
un pensiero
un perché
nemmeno
un minuto
di silenzio
poi passa
il capostazione
e ci avverte
che il treno
non partirà
prima
delle due
ore
bene
mi salterò
la cena
ma
avrete
tutti
un pò di tempo
per pensarci
non è vero?
schifosi
figli di
puttana!
Venne soltanto
in quella gelida
mattina di gennaio
il City Angel
con una coperta
un brodo caldo
una parola gentile
per portarti conforto
nella tua casa
di cartone sporco
e coperto di brina.
.
Tu eri già morto.
Nell'angolo più buio
di un cortile
vicino alla stazione.
Un altro angelo
era arrivato prima.
Nessuno ti conosceva.
Nessuno disse qualcosa.
Ma qualcuno portò una rosa
di plastica da offrirti
e l'adagiò su di te piano
per non ferirti.
Vienna, primi dell'Ottocento, al Café Sperl,
sarebbe stato quello l'ambiente più giusto:
per aria un valzer come un flûte di cristallo,
e fra noi Strauss padre che sogna ubriaco.
Parigi, è il 1850 circa all'Hotel de Pimodan,
e forse più dandy di così non si è mai visto;
ma qui, all'Hôtel de Lauzun, si fuma di già,
e forse si piantano i semi dei fiori del male.
Arles, e con te si chiude il secolo in piazza:
in una casa dalle mura color giallo panico,
fra allucinazioni e grosse teste di girasole.
Pura arte, seguita da uno stato di torpore.
mi son perso.
E non so se è stata una coincidenza
aver perso anche te.
Tra queste righe,
vi è un pianto interminabile.
La vita, a volte,
insegna anche questo:
a piangere, ma soprattutto a morire.
Se un giorno ritroverò me stesso,
ritroverò anche te: quel tuo sorriso,
quel tuo dolce viso,
il tuo cuore, il tuo amore.
O forse ritroverò solamente un tuo ricordo,
a volte stanco del mio vivere.
A volte fiero del mio essere
quel che un tempo ero.
Ora, lo vedi come sono:
un burattino buttato lì,
tra quelle cose che da tempo
non si usano più.
Mi chiedo spesso
se un giorno
avrò la forza di riconoscermi.
Di riconoscere la mia vita
tra tante vite buttate lì,
...come quel burattino.








