mi piace il riccio tuo capello
il seno timido e complesso
il disegno tecnico del tuo viso è bello
e la tua bocca, c'è da dir, ispira sesso
lo sguardo, acceso, penetra pensieri
e le tue smorfie son graffi di felino
la tue curve hanno qualcosa che ricorda il "ieri"
e i tuoi sorrisi hanno qualcosa di "bambino"
...un aggettivo, solo un aggettivo, forse...curiosa
ti vedo così, un pò pantera, un pò gattino
allegra, viva, a volte troppo pensierosa
soprattutto nella luce di un cupo mattino
sei così...forse...un animo intuitivo...
Io te vurria accussì
si doce comm o' zucchero.
Si te vurria accussì
cu chillu toccò elegànte
e' femmena perfètta.
doce primavèra
dei mie uocchi.
Si entràta rinto o' mie core
nun te lascerò cchiù uscirè facìlmènte.
Vità ra' mia vita
uocchi dei mie uocchi
ammòre ro' mie ammòre.
Io te vurria accussì
chiena e soddisfatta
rè mie attenziòni.
Si tu a' primaverà
ch fa sbocciar o' mie cuore
comm nu' splendido sciure...
Io ti vorrei così
sei dolce come lo zucchero.
si ti vorrei così
con quel tocco elegante
di femmina perfetta.
Dolce primavera
dei miei occhi.
Sei entrata nel mio cuore
non ti lascerò più uscire facilmente.
Vita della mia vita
occhi dei miei occhi
amore del mio amore.
Io ti vorrei così
piena e soddisfatta
delle mie attenzioni.
Sei tu la primavera
che fa sbocciare il mio cuore
come uno slendido fiore...
Occhi nel vento che parlano alla luce
un desiderio nascosto tra le mani
quando tu da bambino, dietro le stringevi
e poi, aperte le mostravi come per dire:
guarda sono pulite, io non nascondo nulla.
E l’amore, l’amore in questa vita al contrario
è un eccesso di miele, di zucchero a velo
è un soldino, messo apposta nel salvadanaio
perché non si può mai sapere….
e se poi si oscura il celo….
E la vita è passata in un attimo appena
te lo dicevano gli altri che finisce così
d’improvviso ti senti dolente la schiena
e ti muovi impacciato, o ti fermi e stai li.
Ora che ho tanti anni ed un treno di cose
che potrei raccontarti, con dolcezza infinita
per umidire il tuo sguardo, o far crescere rose
perché, oltre le spine, è anche questa la vita.
Io, ho trascorso il passato, dando tanto un po’ a tutti
mai avuto un rimpianto, ma tanti amici distratti
che guardavano altrove, mentre io gli parlavo
ora parlo da solo (come allora in effetti)
Ah, se solo sapevo…
Io, forse senza futuro, io senza un domani
mi è restato soltanto una piccola vita
che pian piano vedrai sfuggirà dalle mani
e quasi com’è venuta, anche questa è finita.
Tra voli d’angeli
E volti che piangono
Non dimentichiamo mai
Di sorridere sempre alla vita
Ai ricordi che ci han reso felici
Alla musica che ci ha sempre regalato emozioni
Alla poesia dei secoli
Al coraggio di chi ha voluto andare avanti
Al coraggio di chi ha detto “Basta” alla morte.
Tra voli d’angeli
E volti che piangono
Non dimentichiamo mai
Che in fondo noi
Siam solamente musica.
Ciao Lucio.
fai piano, quando senti che ti voglio
la tua mano, scende lungo tutto il corpo
ed io, mi sento già meglio...
mi baci, come dentro ad un film
i tuoi occhi cineprese, accese, su di me
mentre sfilo, dolcemente i tuoi blu jeans
ti prendo, mentre stai cadendo
sul nostro letto inventato al momento
... ed il ciak, "si gira", parte mentre ti sto baciando
fai piano, siamo un corpo solo
il tuo divano è diventato un trono
e il re, comanda da qui, i suoi popoli
l'amore è il nostro re...noi siamo suoi discepoli
nel mare tempestoso
che s'infrange con la luna
o nell'eco silenzioso
che dipana la paura
Dove sarà l'agognata meta
nella sconfinata pianura
che tracima ordinata follia
o nelle paure ancestrali
di una luce abulica
Devo fermarmi un momento
capire, decifrare quest'affanno
smetterla di rincorrermi
facendo a pugni con me stesso
esaltandomi di effimere vittorie
Le mie palpebre macigni
e negli occhi levigate tombe
sulla testa mano di madre
che accarezza bimbo canuto
come fosse sigillo d'incertezza
nell'obliquità di una intermittente sera.
Troverai il modo
per dirgli amore
e far fantastiche
le vostre storie.
Fra mille righe
non ti fermare
vai avanti a scrivere
le tue emozioni.
Troverai le ore per recuperare
le tue parole perse nel tempo.
Sarai tutto…
Con la tua voce
non ci sarà nessuna emozione,
parlerai così dolcemente
come un violino
o una chitarra,
accorderanno quell'armonia
che fa battere il cuore
sempre più forte.
Troverai il modo
di dire basta.
L’ora è arrivata
per ricominciare.
Potrai rivivere finalmente
quelle piccole ore di fantasia.
Sarai tutto…
Anche il suo fiato,
non ci sarà nessuno a interrompere
quell'incantesimo d’amore
spezzato solo per un momento.
Nascosti dietro maschere sfuggenti
i nostri sorrisi da tempo spenti
cercano riparo in questa consumata realtà
uccisa da guerre inutili.
Da guerre viste in passato
e vissute nel presente.
Nascosti per paura d’esser riconosciuti da sé stessi
come fautori di una realtà assassina
ora, han spento i loro sorrisi,
han spento le nostre speranze.
Ma vogliono di più: il nostro sudore
da tempo dimenticato in quello spazio
che un tempo sembrava esser amico.
Chi ha ora il coraggio
di togliersi la maschera dal viso,
abbia anche il coraggio di dire perché…
Perché ha voluto esser infedele a sé stesso.
Perché ha ucciso il sorriso dei cieli
e quello dei nostri figli
che non han vissuto ancora nulla
di ciò che noi abbiam paura di vivere oggi
e domani.
Domani…! Com’è difficile a volte
pronunciare questa parola.
Com’è difficile a volte
sorridere al domani,
ammesso che ci sia un domani…
illumina il suo strano sguardo,
mentre diffidente osserva
i suoi sorrisi istituzionalizzati
e quei grandi occhi
che raccontano qualcosa di più
di una dolce inutile allegria.
Tra file vuote di bianchi soldati
racconta di se e delle sue voglie,
di fiori di ghirlande
e cioccolata calda da bere al bar del paese,
delle sue attese passeggiate in campagna, a maggio
al fiorire delle prime rose,
dei suoi screpolati ricordi.
E mentre cortese par ci racconta
del suo prossimo ritorno,
delle sue rose che lì,
nel suo giardino di campagna,
attendono i suoi baci
io paziente la sto ad ascoltare,
mentre l'osservo nella sua troppo esile vestaglia a fiori.
Ma soli siamo in quella stanza, d'inverno
in compagnia d'un letto dalle linde lenzuola
e d'una piccola valigia color marrone
che, da lì sotto, fa l'occhiolino
...dentro, due scarpe nere col tacco basso
ed intonsi vestiti a lutto pazienti attendono.
nota:
liberamente tratto da...

E' il tuo sorriso
che giungerà a farmi luce,
quando la corona
di tristi e malevoli presagi
avrà circondato la mia anima
in una morsa di buia tristezza.
.
Sarà il tuo abbraccio
a farmi da scudo
contro l'aggressione del tempo
e a guidare le mie speranze
oltre il terreno scivoloso
della rassegnazione.
.
Tu il sole inatteso
a cui stavo per rinunciare
dopo un lungo e vano cercare,
verrai a sorreggere il peso di nubi
gonfie di vecchie e nuove sconfitte e...
d'acqua gelida da rovesciarmi sul cuore
.
Verrai a raccogliere
il mio desiderio di godere la gioia
di un'eterna notte stellata
e ad ergerti baluardo di quelle
legittime illusioni sempre in fuga
da una realtà ingiusta e spietata.
.
E... squarciando il dolore
che essa ha sempre indossato
vestirai d'azzurro la mia anima,
facendomi sentire tra rosee nubi
ricamate di pudore: Finalmente amata
nel cielo che ho a lungo sognato.
Senti tra le dita
il sapore di miele.
Passi tra le labbra
il gustoso sapore.
Non passano le ore
nell’infinita passione.
Scalda le lenzuola
questo amore intenso
come morbido lino
t’accarezza il viso.
Senti le sue labbra
calde più del fuoco.
Sei così smanioso
d’inventare un gioco.
Un amore strano
ma talmente intenso,
nella sua dolcezza
ore di passione.
Cose mai provate
fan delle sue labbra
nettare squisito…
Vidu la nivi chi cadi lenta,
‘mmuccia casi, strati e vaneddi,
ma nun ‘bbianca supra li pinzeri
di la genti.
Vidu l’arburi di li fogghi spugghiati ,
iò tremu ‘nta lu friddu su’ jittati.
Vidu li cimi di li muntagni,
testi bianchi di vecchi ,
penzu a lu focu chi spissu li ardi.
Vidu tantu e forsi troppu, l’acqua chi
scurri ‘nto lettu di lacrimi,
avvilinata di troppu culura.
Vidu omini campari a la
vintura, mi dumannu e forsi
sbagghiu: Ma chista eni la vita?
Ahimè , vidu cu pena ma nun pozzu
parlari, nun àiu chi fari!
Rita Vieni
QUESTA E’ LA VITA?
Vedo neve che scende lenta
imbianca case, strade, viuzze,
ma non purifica , della gente,
i pensieri.
Vedo alberi nudi, le foglie
in pasto alla terra, a marcire.
Vedo le montagne, dalle cime
imbiancate, simili a vecchi stanchi,
troppe volte arse in roghi estivi.
Vedo forse troppo, le acque dei fiumi
avvelenate da sostanze nocive.
Vedo uomini allo sbando, mi domando:
E’ questa la vita?
Ahimè vedo con pena ,
ormai tace la mia coscienza,
zittita dall’impotenza.
Passo pesante, mi sbuffa contro il vento
Mi perdo
La bussola indica il nord ovest
Sono in ritardo
Ho l’ansia dei grandi appuntamenti per questo test
E la paura mi parla, poi m’abbraccia
Prova a nutrirsi di me, la DeA la scaccia
Non demorde mi dà la caccia
Mi raggiunge, cacciatrice infallibile
Mi divora
Respiro al ritmo del suo nome
calda, mentre i raggi della luna veste
candida cuciono.
Tra infiniti luoghi e dolci melodie,
saltello gli spazi stellati, infrango
trasparente anima, ma non soffro.
La realtà irrompe, scaglia acuminati
vetri.
Sangue sgorga, al risveglio.
IMPRECISO
una nuvola affonda
fantasma di un veliero
in un mare surrealista
Lo spazio delle case
l'intaglio degli scogli
l'improbabile affacciarsi
su qualcosa che non vedo
tranne immaginando piano
OLTRE
altre prospettive
DA DEFINIRSI








