la frescura delle sere estive,
illuminata dal brillio alternato
di milioni di lucciole,
si riverberava nella cucina tradizionale,
nel gaudio intrigante
delle feste di piazza,
nei sapori nostrani
e nell’autentico folclore.
Di quelle feste,
inevitabilmente povere,
rimane il ricordo struggente
delle bancarelle di dolciumi,
simili a scenari
da fuochi d’artificio,
e le grigliate di torcinelli
che spargevano fumo e profumo.
E poi giochi semplici
di ragazzi:
a cove, mazz e p’zzill,
zump e t’r’zump,
u cavallone,
u chierchie,
a voche e l’oss,
u strumml,
riempivano di grida festose
contrade e rioni.
non é acqua
ma penetra nelle piccole fessure
lacerando in sordina
i muri più duri
che cedono infine
ai ripetuti colpi
dall'aria innocua
L'anima si ritrova spoglia
di quei pilastri
divenuti sempre più fragili e trasparenti
e rompono argini
cadendo all'improvviso
lasciando inondare
pensieri ed emozioni
forti nel tempo
contro il vento
frantumandosi come specchi senza sostegno
e sfociando in rivoli copiosi e amari
sul viso
Il silenzio accompagna e nutre
la solitudine
nel cammino intrapreso
verso un mondo isolato e vuoto
senza voci
senza volti
nè sorrisi
immersi nella lettura di quelle pagine
ancora da esplorare
del libro interiore
mentre la mente divaga
in apparenti futili diversivi
e arriva ad una nuova visione
sull'essere e l'esistenza
Accadono situazioni
dalle risposte incomprensibili al momento
e ben nascoste
come in un forziere insabbiato
da cercare nel nostro profondo oceano
e aprire
lontano dall'esterno che circonda
dalla mutata visione
per portare alla luce
tesori e verità
ancora da scoprire
di noi stessi
Un gomitolo di lana
il gatto ci giocava
li sopra al terrazzo
saltava come un pazzo.
Un gomitolo di lana
cadeva dal terrazzo
arrivava fino in strada
prendendo la discesa
si sgomitolava.
Il gatto gli andava appresso
cercava di raggiungerlo
per lui era un gioco nuovo
e molto divertente.
Dopo ore di rincorse
riusciva ad acchiapparlo
ci giocava con le zampe
rotolandosi a terra
si girava e rigirava
miagolando festoso.
Ormai aveva vinto
con quella cosa curiosa
ed era diventato...
Un gomitolo di gatto.
Mi perdo spesso nel vento
e in ogni sorriso offerto
mi perdo
anche nelle lacrime
in cui affogo.
E mi sento gracile
quando l'afa delle tue parole
si muta in canto
coprendo con un un velo
il dolore.
Poiché
sei respiro di vita
sei il sole che non tramonta
sei il cortese profumo
di cui ogni uomo si copre
sei l'oasi nel deserto
sei Donna.
stesse orme, stessi abbagli, stessi sbagli, stesse ferite.
Sto facendo lo stesso percorso di mio padre
stesse traversate, stesse tempeste, stessi naufragi.
E lo sto facendo sospinto da chissà quali forze misteriose
più mi avvicino al cielo e più divento asettico, abulico, inerme, ingenuo.
Pensavo di essere diverso, da lui, dalla gente che popola il mondo
pensavo di essere unico, figlio della mia forza e del mio pensiero
invece sono la sua stessa sostanza mescolata al sangue delle mie paure.
Oh figlio, figlio mio
figlio delle mie incertezze, dei miei drammi e delle mancate carezze
almeno tu, se puoi, stai lontano da questo itinerario
che prima appaga e poi si rinnega
che schiaccia le ossa e sbriciola la mente
che porta verso il niente
verso una luce che da qui illude
la luce dello Spirito Santo, della giusta punizione.
In questa grande casa
quando cammino in giardino
quando le voci a me vicine
rimbombano distanti
quando ho attorno a me una folla
di persone assenti
mi sento sola
Quando il mio sguardo arriva
solo fino al tuo ricordo
e il dolore mi rende cieca
quando respiro aria
che mi toglie il fiato
quando mi piego ad un dolore
che tu non percepisci
e chiami incomprensione
mi sento sola
pensando alle tue parole
di un amore incantato
alle tue alchimie di sentimenti
quando ogni tuo segnale riapre
una ferita vecchia
mi sento sola
Con tutto quello che non ti ho mai detto
Con tutto l'amore che non hai mai saputo
In questo freddo supermercato
In questa bella palestra
mi sento sola
Dovrei cancellare tutto
sorridere
non dirti il male
non dirti quanto sono
sola.
Eri una dalia dalla chioma
ricca di petali colorati
dalle sfumature più varie,
come questo fiore eri elegante,
corteggiata e desiderata
Un solo fiore hai amato
e per tutta la vita è stato
unico e solo amore
Il tempo che di clemenza è privo
ha sbiadito i tuoi colori,
ti ha rubato il tuo amore.
Ora cadono ad uno ad uno
i petali dalla tua chioma il vento li coglie
portandoli lontano dove i pensieri
si perdono sul cammino del tramonto
Vorrei rincorrerli, coglierli per te
ma non posso interferire
nel cammino di vita che e solo tuo
Posso stringerti la mano
dalla pelle grinzosa
raccogliere le tue lacrime
tra i miei palmi unendole alle mie,
quando nel tuo sguardo leggo la paura
e la tristezza della solitudini,
quando nella tua voce tremula
percepisco l'amore per me
dimostrato un po tardi forse,
ma è pur sempre amore
Non so quanto lungo sarà ne il tuo
ne il mio cammino ancora
io sono qui con la corolla dell'anima
aperta ad pronta ad accoglierti
quando vorrai veramente unirti a me,
pronta ad accompagnarti nel tuo
ultimo tratto di questo lungo viaggio
con tristezza, dolore e gioia
consapevole che finalmente
hai compreso chi veramente sono
Mi genufletto invocando la tua grazia divina
Senza te sono nessuno ma voglio essere qualcuno
Per questo mi rivolgo al tuo carisma ascensionale
Portami con te lungo questo sentiero friabile
Lo trasformeremo nella più lussuosa strada accessibile
Orlata di profumi e colori inverosimili
Punteggiata da meritevoli devoti discepoli
corri tra le braccia del desio
che ti assale al rinnovato pensiero.
Tra altalene d’energia vitale
l’inerzia scompare e al sibilare del
ricordo la gioia ricompare.
Come fulmine imprigionato nella bottiglia,
sogni d’afferrare l’immortalità benigna
ma ahimè non è data facoltà,
la clessidra segna il tempo,
in granelli di sabbia impazienti.
Tutto scorre, non volgi sguardo,
te stessa rifletti in trasparenza
che svela e non cela la maturità
nella beltà dell’insidia non apparente
in un ordinario spesso deludente.
unghie lunghe sulle dita
col suo alito gelato
e lo sguardo interessato.
Mentre tu stai per partire
la riesci anche a vedere.
Ed è proprio in quel momento
che capisci con sgomento
che il nulla in cui credevi
era culla per piaceri!
Or però non sei più in tempo,
La signora col suo manto
ti avvolge
e ti trasporta
nel luogo
della svolta.
fra felicità
e disperazione
un tempo indefinito
sognando
la pace dei sensi
scende il silenzio
pieno di
dubbi
domande senza risposta
sospesa
navigo nell'aria
una nuvola sospesa....
una sensazione irreale
le liti e la pace
sono lontani
anni luce.
di nebbia e sole folta la foresta
si odono fragori di cascata
che danno sensazioni d'una festa
Mi sporgo dalla rupe incuriosita
e l'occhio spazia in orrido di menta
profonda forra un vortice alimenta
che inghiotte acqua come piperita
Frescura imminente procurata
dalla mente quasi inebetita
a tale scenario suggestionata
Ritorno al cammino sulla cresta
che l'infimo torrentello rasenta
con nuovo brio e sete che non resta
Genti ferite
lacrime perse
dal cielo piovute
si spargono su visi
di rughe amare
lungo una strada
sepolcro aperto
di corpi vivi
scarnificati
curvi su sopravvivenze
avvelenate
son fantasmi derisi
dal presente
da esperienze mai nate
solo sognate
in convulsioni tormentate
ai margini di una strada.
invece nel nostro prato me ne sto a frescheggiare.
Seduta in tranquillità in cima alla collina,
con te a guardar le stelle fino alla mattina.
Dietro al volo delle lucciole i pensieri volan via,
ci stringiam le mani per tenerci compagnia.
Stare insieme a te è quello che più mi piace
su questa collina ho trovato la mia pace.












