Stai scrivendo parole.
ricamate d'amore
Non hai più paure
ma soltanto certezze.
Infinite gioie
può dare l’amore,
sono cose provate
da chi le ha già passate.
La tua mano
diventa candida,leggera
come petali di rosa.
Antichi menestrelli dei sogni
urlavano amore
con lei bella sopra al balcone
che ascoltava e riempiva il suo cuore
di dolci parole.
Infinite gioie.
Ora scrivi senza dover urlare,
con le uguali sensazioni
parole che vengono fuori
alla stessa maniera
dettate dal cuore.
cielo che tenga
quando la plurisputtanata
piattezza
ha il sopravvento
non un ciclone un'apocalisse
la sempreverde vittoria
dei virtuosi
sui pavidi
non ci sta ricordo
che pianga
non una corda di violino
della più scordata canzone
che faccia nguèèèè nguèèèèè
che piagnucoli
come un poppante sculacciato
e non come
un maturo poetafrutto
scaduto dall'alberello
delle incollate-idee-resina
è una questione
di dolci che non sorridono
di aria nella pancia
o non so cheddio
di qualche testamento apocrifo
del 3000
è tutto così
come una penna posata
una matita
che salva la punta
cadendo
è
come aprire un giornale
o sentire la voce di
chiunque
un modo come migliaia
per
dire
Una sera come tante
E mi ritrovo qui
A guardare foto sbiadite
Di persone che
Ormai sono andate via
Dalla vita mia
Lasciandomi dolci ricordi
Ed un po’ di malinconia
Una sera come tante
E sono ancora qui
A ricordare una storia che
Non è mai iniziata e non è mai finita
Ma se potessi fare
Tornare indietro il tempo
Verrei subito da te
Non esiterei un momento
Ti farei ballare
Ti farei sognare
Ti farei innamorare
Per poi baciarti in riva al mare
Un grande amore e niente più
Questo avresti potuto essere tu
Un grande amore e niente più
Questo avrei voluto vivere con te
Avrei voluto sfiorarti
Avrei voluto toccarti
Avrei voluto averti
e ogni notte fare l’amore
Una sera come tante
E sono ancora qui
Aspettando che
La notte mi porti via
Forse stanotte ti sognerò
Mia dolce stellina
O forse aspetterò silente
Che arrivi un’altra mattina
Un grande amore e niente più
Questo avresti potuto essere tu
Un grande amore e niente più
Questo avrei voluto vivere con te
Avrei voluto sfiorarti
Avrei voluto toccarti
Avrei voluto averti
e ogni notte fare l’amore
"Dopo un po' impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un'anima. E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza. E inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto non con il dolore di un bimbo. Ed impari a costruire tutte le strade oggi perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani. Dopo un po' impari che il sole scotta, se ne prendi troppo. Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori. E impari che puoi davvero sopportare, che sei davvero forte, e che vali davvero." Cit. Jorge Luis Borges
Vorrei nascere ancora,
ma basta essere uomo!
Sarò buccia di banana,
ago di pino, o girasole!
Per crescere e avvizzire
senza bisogno d'affetto,
incatenato solo ai corsi
delle quattro stagioni.
Fuoco, terra, aria, acqua,
come vita negli elementi,
come i regni del cosmo
dove si esiste e consiste.
La filosofia, l'aritmetica,
la geometria, la medicina,
la psicologia, l'alchimia,
la chimica, l'astrologia;
la misericordia, il credo,
la religione, la teologia,
quel Totalmente Altro
che solo non si spiega.
Basta illusioni! sparite!
Conoscenza eclissati!
Universo dello scibile,
mostra quello che sei!
Basta baci e promesse,
vittorie, sconfitte, pianti;
il futuro sarà bucolico,
l'attesa fine a se stessa.
Così la mia umile anima
tornerà ad essere spirito,
e se saprò essere forte,
quanto dovrò sopportare
e quanto valgo davvero,
non lo dirà la mia penna,
ipotizzando o sperando,
ma la Sua, di già sapendo.
Sassi che
in riva al fiume
hanno vissuto il tempo
saturi di pioggia sole e vento
d'insetti sempre intorno a ronzare.
Piume di uccelli che fanno scivolare.
Acqua che scorre nella noia di ogni giorno
e catturando sguardi nel suo pallido specchio
raccoglie le storie della vita sogni pensieri e parole.
Passò di li un ragazzo giovane e adesso è già vecchio.
insieme a lui una ragazza che dimenticò la voglia di amare.
E i sassi aspettano i nuovi passi che li verranno a calpestare.
La terra ci riserva compromessi
e prismi girevoli di luce
Risultato: il prolasso
che separa dagli spazi vuoti,
scrinatura di ciglia al pettine
Più della meraviglia prende
il riflesso acuto di dare un nome
al futuro – il frutto sigillato
nel cellophane, senza scadenza al margine
un’ombra di epitaffio in vita, provo
con la lentezza della scrittura che salva i versanti
dal ripido andare delle piogge
Oggi che sono calotta di respiri sobri
so che l’aria è ferma e mentitrice
Sto a cercare l’inverno ai primi di febbraio
ma la merla è assente
sul comignolo bianco di una leggenda
Come le stagioni
questo cuore non può cambiare
con il freddo o il sole
può trovare le parole.
Diventa un piccolo bambino
sentendosi sicuro
dentro il cuore del suo amore.
Riesce a piangere davvero
se capisce che resta solo.
Come un foglio di giornale
Si accartoccia o si fa stracciare.
Del resto è inutile
dovergli spiegare
che deve ancora aspettare.
Questo cuore così curioso
crede di essere forte
ma si arrende facilmente
se rimane da solo.
Resta senza parole
Sentendosi poco importante.
resta nel riflesso della cascata
nello specchio d'acqua di forestariflessadisegnata
resta in qualche pagina di romanzo anticata
capisci che intendo? non farmi mai più pensare
a quando piangesti per l'esame
dai fermati così
stagliata nei monti sorgenti dall'acque
nel sole e l'altre stelle
in qualche tela bruciata di ricordi
resta un ricordo, una fata esiliata
una promessa da mantenere
evita gli specchi e le mense universitarie
evita facebook la rete lo shopping
vivi semplicemente dove non vedrò mai i tuoi occhi
chettanto lo sappiamo! compariranno così,
in qualche tramonto sciapito
ma vivi, vivi, vivi
resta un sogno, non quelli del sonno
quelli da pensarci un po' su
per estrarre una rosa da un vaso
come fosse excalibur
per vedere la tipa orribile che fuma avanti al bar
e dietro l'unicorno
che salta, e spicca il volo
dietro a un tram
La notte porta con sé
Vecchie e nuove riflessioni
Mentre cerco di capire
Qual è la mia situazione
Poi mi alzo e vado alla finestra
E decido che non ho sonno
E inizio a camminare per la strada
Tra cani randagi e barboni
Che mi chiedono cosa fare
Che mi chiedono dove sto
Che mi chiedono come vivere
Che mi chiedono dove vado
Vado a prendere un sogno
Per chi non sa più sognare
Vado a prendere un po’ di luce
Per chi da tempo sta al buio
Vado a prendere una stella
Per chi ha un desiderio
Vado a prendere un arcobaleno
Per chi da tempo vede solo piovere
Cammino per la strada
Tra le luci della notte
Che mi guardano distratte
Mentre illuminano la città
Poi mi fermo e mi guardo intorno
All’improvviso è quasi giorno
La gente inizia a muoversi
Le strade iniziano ad animarsi
Un’altra notte è finita
Ed io ripenso ancora
Ai cani randagi e ai barboni
Che ormai non vedo più
Che mi chiedevano cosa fare
Che mi chiedevano dove stavo
Che mi chiedevano come vivere
Che mi chiedevano dove andavo
Vado a prendere un sogno
Per chi non sa più sognare
Vado a prendere un po’ di luce
Per chi da tempo sta al buio
Vado a prendere una stella
Per chi ha un desiderio
Vado a prendere un arcobaleno
Per chi da tempo vede solo piovere
che, scesa la sera,
appari quasi all'orizzonte
sulla via del tramonto,
C'eri anche tu quest'oggi,
mentre il Sole percorreva
l'arco del mio cielo...
Non me ne ero accorta!
A volte, accecati dal Sole
o assordati dalla voce di chi grida più forte,
non vediamo il tenue chiarore di una lucciola,
non sentiamo le note di una soffusa melodia...
Il nostro occhio ed il nostro orecchio
siano sempre attenti alle piccole cose
che, timidamente e senza far rumore,
continuano a condire e a dare sapore
alla nostra vita!
Continuano ad indicarci
la via della Bellezza!
Si sono incontrate un'agenda
e delle pelli di lucertola,
incontrate in un libro
e prima ancora in una vetrina dell'angolo
di via della Terra -
si sono incontrati
alcuni crisantemi
con il colore A.
Cadono ora i secondi
sulla prima,
i suoni
dei petali
e fanno l'arredamento
del mio silenzio.

Poesia, sei la patologia e la terapia,
sei la causa, l'effetto, e il palliativo.
Sei il sintomo, la manifestazione,
la diagnosi, il rimedio dell'algologia.
Poesia, tu procuri un dolore acuto,
il dolore da farmaco tipo oppiaceo.
Poesia, tu sei per il mio povero io,
la vera sindrome dell'arto fantasma.
l’onda del mare,
l’onda di ricordi,
l’onda di parole
che ti ho detto e scritto…
Ecco l’onda
l’onda dei pensieri,
l’onda dei passi
della gente
per le strade...
Ecco l’onda
l’onda del tempo
che scivola
e si infrange
contro il vecchio molo
che è il mio cuore,
che mi vide salpare
e che salutai
al vento...
Ecco l’onda
l’onda del tempo
che scivola
e si infrange
contro il vecchio molo
che è il mio cuore
accompagnato dai fari
che sono i miei occhi
che nel buio cercano
invano
la luce di un faro...
Ecco l’onda
che si infrange
sulla battigia,
ecco l’onda
che ti riprende,
che ti trascina,
che ti soffoca,
che prima ti solleva
e poi ti ributta
nel buio...








