Un pensiero
riesce sempre a determinare
Il bello o il cattivo tempo,
l’uscita del sole o pioggia asciutta
dentro il mio cuore,
a momenti alterni
in un continuo viaggiare
di pensieri che si accavallano
e si susseguono passando
da momenti di malinconia
a momenti di sogno ad occhi aperti
e tutto questo senza una parola
senza uno sguardo apparente
ed ho l’esatta impressione
di essere da sola in un vortice
che mi cattura e mi precipita
in un profondo pozzo
mentre tendo le mani verso la luce.

2 commenti
Stessa linea,
stesso orario.
Una carpetta sotto braccio, una sigaretta in bocca.
Non sentivi il freddo,
il vento sulla faccia,
sapevi che ero li
al riparo nel portone,
aspettavo lo stesso autobus..
la stessa storia di ogni giorno,
un ritardo , il salto di una corsa
e ti sentivo lo sguardo addosso,
cercavo di evitarlo,
leggevo un libro,
cercavo di nascondermi con la sciarpa.
nessuna parola fra noi,poi arrivava il mezzo
pieno fino all'osso
a stento trovavo un appiglio e ad una frenata
per poco..ti cadevo addosso.
Quanti giorni....tutti uguali,
mai nessuna parola, solo sguardi ..
dovevo porre fine a questo silenzio..
io e lui.... sull'autobus numero 5 ...
cercavo un appiglio..
lui cercava un appiglio..
una frenata e gli son caduta tra le braccia.
Ho trovato le sue braccia mi ha stretta al cuore
e così abbracciati siamo arrivati all'ultima fermata.
Da allora non ho cercato più un appiglio,
eravamo sempre tutti e due appigliati.
stesso orario.
Una carpetta sotto braccio, una sigaretta in bocca.
Non sentivi il freddo,
il vento sulla faccia,
sapevi che ero li
al riparo nel portone,
aspettavo lo stesso autobus..
la stessa storia di ogni giorno,
un ritardo , il salto di una corsa
e ti sentivo lo sguardo addosso,
cercavo di evitarlo,
leggevo un libro,
cercavo di nascondermi con la sciarpa.
nessuna parola fra noi,poi arrivava il mezzo
pieno fino all'osso
a stento trovavo un appiglio e ad una frenata
per poco..ti cadevo addosso.
Quanti giorni....tutti uguali,
mai nessuna parola, solo sguardi ..
dovevo porre fine a questo silenzio..
io e lui.... sull'autobus numero 5 ...
cercavo un appiglio..
lui cercava un appiglio..
una frenata e gli son caduta tra le braccia.
Ho trovato le sue braccia mi ha stretta al cuore
e così abbracciati siamo arrivati all'ultima fermata.
Da allora non ho cercato più un appiglio,
eravamo sempre tutti e due appigliati.
Ci sono quegli addii
che ti passano accanto,
non ti guardano, non ti sfiorano,
perdono colore al tramonto,
non ti lasciano neanche un petalo
o una piccola foglia ingiallita
da conservare
fra le pagine di un diario.
E poi, ci sono quegli addii
mai partiti,
come quelle barche,
arenate in porto
che guardano lontano
il mare aperto, con timore...
e poi,
ci sono quegli addii struggenti
che scrutano l'orizzonte
senza mai stancarsi
e aspettano, aspettano,
aspettano ancora
il ritorno.
che ti passano accanto,
non ti guardano, non ti sfiorano,
perdono colore al tramonto,
non ti lasciano neanche un petalo
o una piccola foglia ingiallita
da conservare
fra le pagine di un diario.
E poi, ci sono quegli addii
mai partiti,
come quelle barche,
arenate in porto
che guardano lontano
il mare aperto, con timore...
e poi,
ci sono quegli addii struggenti
che scrutano l'orizzonte
senza mai stancarsi
e aspettano, aspettano,
aspettano ancora
il ritorno.
In realtà non
aspetto molto
prima di vedere
il mio frutto spinoso
staccarsi
lo annusa dapprima il daino timido
al quale stan ricrescendo piccole foglie
e zoccoli delicati come bottoncini.
Staccarsi dai coralli morti dei rami
fremere innamorate parole per te
e poi nasconderle subito
dentro i maggiolini.
Piove ancora
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non bisogna pretendere sempre
piove ancora
ormai è tempo di muoversi
piove ancora
ma non voglio perdere altro
oltre il muro invisibile
parole che tagliano
e feriscono ancora
oltre il muro invisibile
orecchie che ascoltano
e feriscono ancora
piove ancora
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non lasciarti andare
piove ancora
guarda oltre
piove ancora
e tu sei qua
davanti al nulla di tangibile
occhi che si voltano
e vanno via
davanti al nulla di tangibile
passi che si fermano
e ascoltano
piove ancora
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non bisogna pretendere sempre
piove ancora
ormai è tempo di muoversi
piove ancora
ma non voglio perdere altro
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non bisogna pretendere sempre
piove ancora
ormai è tempo di muoversi
piove ancora
ma non voglio perdere altro
oltre il muro invisibile
parole che tagliano
e feriscono ancora
oltre il muro invisibile
orecchie che ascoltano
e feriscono ancora
piove ancora
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non lasciarti andare
piove ancora
guarda oltre
piove ancora
e tu sei qua
davanti al nulla di tangibile
occhi che si voltano
e vanno via
davanti al nulla di tangibile
passi che si fermano
e ascoltano
piove ancora
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non bisogna pretendere sempre
piove ancora
ormai è tempo di muoversi
piove ancora
ma non voglio perdere altro
E pensare che mi sono ferita
Nonostante ne fossi convinta.
Come fare o farsi del male
Ognuno sa e può
ed è fatale.
Ma il dolore che ho seppellito
Dentro il fazzoletto del tempo
Continua a negare
Di aver commesso un errore
Perché amare e' amare
Ed e' inutile .
Non lo puoi negare.
Nonostante ne fossi convinta.
Come fare o farsi del male
Ognuno sa e può
ed è fatale.
Ma il dolore che ho seppellito
Dentro il fazzoletto del tempo
Continua a negare
Di aver commesso un errore
Perché amare e' amare
Ed e' inutile .
Non lo puoi negare.
E ti amo ancora
ritrovandomi tra inferno e cielo
al di qua del vetro fumo,
sedie bianche compagne sole
arcata dentale di questa sala d’attesa
morsi alle mie domande cieche
il controvento è in cima alla collina
sopporterò anche l’oltre
e il sogno non finisce si accoppia all’alba
ebbro sale il giorno compagno di bevute
due merli si rincorrono al di la,
accenti e virgole le ali dei pensieri
l’estate esplode tra glicine e corsie
aspetto che l’intruso sia estirpato
aspetto te sola
ma il giorno è ancora lungo
ritrovandomi tra inferno e cielo
al di qua del vetro fumo,
sedie bianche compagne sole
arcata dentale di questa sala d’attesa
morsi alle mie domande cieche
il controvento è in cima alla collina
sopporterò anche l’oltre
e il sogno non finisce si accoppia all’alba
ebbro sale il giorno compagno di bevute
due merli si rincorrono al di la,
accenti e virgole le ali dei pensieri
l’estate esplode tra glicine e corsie
aspetto che l’intruso sia estirpato
aspetto te sola
ma il giorno è ancora lungo
Quando vedrò gli stormi volare
abbandonando i nidi ancora caldi
salutando in un malinconico giro
la stagione appena passata
prenderò anche io
un sentiero,
una strada inversa
salutando con la pioggia
il tuo cuore
dove la cicatrice del pensiero
sveglierà il tuo gelido sogno
Non ritornerò
a primavera
lascerò le mie memorie nel vento
perdendomi senza rotta
sulla nave
che sfiora l’orizzonte
sotto il peso
del cielo grigio
nelle
ombre di ali in lontananza.
abbandonando i nidi ancora caldi
salutando in un malinconico giro
la stagione appena passata
prenderò anche io
un sentiero,
una strada inversa
salutando con la pioggia
il tuo cuore
dove la cicatrice del pensiero
sveglierà il tuo gelido sogno
Non ritornerò
a primavera
lascerò le mie memorie nel vento
perdendomi senza rotta
sulla nave
che sfiora l’orizzonte
sotto il peso
del cielo grigio
nelle
ombre di ali in lontananza.
Del mio tempo
che ne faccio
se sulle pareti ho disegnato
i tuoi contorni
e ho riempito gli spazi
con la tua presenza.
Chiudo il mondo fuori
tiro le tende
e poi t'invento,
ritagli di te
in un puzzle mai finito.
Nella penombra
tu mi appari,
chiudo gli occhi
e ti vivo
senza tempo.
che ne faccio
se sulle pareti ho disegnato
i tuoi contorni
e ho riempito gli spazi
con la tua presenza.
Chiudo il mondo fuori
tiro le tende
e poi t'invento,
ritagli di te
in un puzzle mai finito.
Nella penombra
tu mi appari,
chiudo gli occhi
e ti vivo
senza tempo.
Sei ritornato nella mia vita...così
in punta di piedi, in apparenza
ma vestito come un uragano
poche parole e si riapre il sipario
Riemergono vecchie parole scambiate
scambi emozionali preziosi
e si riaffaccia il troncato nostro
Il perchè ancora non sò...o meglio
ho pensato e le risposte sono tante
ma tu, non sei me, ed io, non sono te
ogn'uno di noi due avrà il suo perché
Dopo la tua ultima, due domande, chiare e nette
sto pensando, ti sto pensando
e ripenso ancora al noi svanito
in qualche meandro buio del nostro io
Ed ora...io...tu...aspettiamo la primavera
Qui il freddo, ogni giorno diventa più tagliente
e il caldo è un miraggio.
Sale incessante nella bruma autunnale
l’odore dei campi arati da poco.
La terra scura fumiga
e si riverbera nel sole germogliante del mattino.
I cipressi del camposanto
s’inzuppano d’ombra greve
come fossero spugne di buio.
E nell’inquietudine umana
vagano i miei pensieri innocenti,
scavalcando alberi
e colline.
E mi portano
in luoghi lontani,
tra disincanti
di picaresche emozioni
e di evasive elegie.
l’odore dei campi arati da poco.
La terra scura fumiga
e si riverbera nel sole germogliante del mattino.
I cipressi del camposanto
s’inzuppano d’ombra greve
come fossero spugne di buio.
E nell’inquietudine umana
vagano i miei pensieri innocenti,
scavalcando alberi
e colline.
E mi portano
in luoghi lontani,
tra disincanti
di picaresche emozioni
e di evasive elegie.
Ti cerco nel silenzio
della solitudine
quando si adagiano
le ombre,
ti fisso nei punti di condensa
degli specchi,
ti ascolto nel fruscio della tenda
scostata inavvertitamente,
abbracciandomi ti cerco,
nel freddo fumo del mio alito
col dito
ti disegno!
della solitudine
quando si adagiano
le ombre,
ti fisso nei punti di condensa
degli specchi,
ti ascolto nel fruscio della tenda
scostata inavvertitamente,
abbracciandomi ti cerco,
nel freddo fumo del mio alito
col dito
ti disegno!







