nell’Attesa di scoprire il tuo
desiderio più nascosto.
La voglia di te mi assale
sentire la pelle calda mi fa vibrare
il corpo, voglia di stringerti, toccarti.
Gocce di sudore scivolano
dulla schiena
passione irrefrenabile.
Desiderio di te
dei tuoi baci
caldi sul mio corpo
Ti interroghi
nel profondo del cuore.
come si può amare tanto.?
Ma non c’è una risposta
tu sei il mio
desiderio più sublime.
si spegne anche il sole.
Ecco l'ultima nuvola
lasciar spazio nel cielo.
Milioni di stelle s'accendono insieme
tutto è così normale
dall'inizio del mondo.
Nasce il sole sveglia il giorno
dà tanto calore
ma non vuole osare.
Poi arriva la luna
se lo porta a letto
e ci fanno l'amore.
Inizia così questa vita alternata
come i gatti giù in cortile
ci graffia
facendo tanto male,
ma non è così
che dovrebbe funzionare.
Comincia la notte
sono solo pensieri
domani chissà che dirà il sole,
se c'è la pioggia dovrai aspettare
come un cucciolo smarrito
non saprai dove andare....
rivolti al cielo,
punte intinte nel rosso
dei primi raggi mattutini
emergono dalla luce sublime
e ubriacante dell’alba.
Nel lago di Occhito
un airone cinerino in fuga,
spaventato dall’incombente
ombra di una nuvola scura,
batte l’acqua con le ali
e buca in volo radente
le brume d’ accesi miasmi
che si levano dalla sua superficie,
lasciando una scia
di onde concentriche.
Sulle alture del Gargano
il sole investe la brughiera
con una vampata di fotoni.
Tra le vigne vapori incendiati,
spezzati da veloci lame d’ombra
generate dai pali d’acacia,
irrompono come esplosioni gassose,
tra deflagrazioni silenti
e disastri luminosi.
Bello e profumato
Dovrei avere la forza di metterti a fuoco
e vederne il contorno sfuocato.
Potrei amarti con il corpo e con l’anima
per salire in paradiso
ma la mia anima è stata rapita dalla vita
e restituita fragile, forse morta
Dovrei ascoltarti
ma la mia testa è già piena di parole
Dovrei trasformare il tempo con te in petali e cristalli
ma il mio orologio ha le lancette ferme
Truccata e profumata
Questo è quello che è rimasto di me
una donna che non è più in grado di dirti ti amo.
piccole e rotonde
sotto la cascata dei capelli ricci,
guardavo il naso
con le minuscole caverne
aperte per farti respirare,
guardavo il neo sotto il labbro,
già,
le labbra carnose,
promessa di estasi infinite,
e la bocca che si apriva per parlarmi
e dirmi del mondo infame,
senza te;
guardavo estasiato la pelle del tuo viso,
di come la natura è dolce,
tutto ammiravo perso
e perdutamente preso,
e non mi sono accorto dei tuoi occhi belli
che mi stavano guardando.
nanni
ti guarda scrutando.
E tu con il tuo vestito
azzurro cielo
mentre sorseggi
gustando.
Un giorno nuovo
ti prende gettandoti
con dolcezza
e assaporando
a piccoli morsi
ciliegie mature.
E tu
ti lasci cadere
nel letto della passione
ed ecco
una luce si accende
ti ritrovi sfinita
nell'abbraccio infinito.
Ti ho cercata tutto il giorno
con la mano
nel letto stropicciato
a malapena e senza odore
con gli occhi
tra vicoli di pietre consumate
diario di ciattelle e pescatori
anche nell'aria
salata di marin
vezzo al giorno del mare
tu non c'eri
s’infrange l’amarezza sullo scoglio
sono stanco chiudo gli occhi
il mare non risponde s’è calmato
Ah sei arrivata finalmente
brezza amica della sera
salino stravagante che scompiglia
carezze senza trucchi sul mio viso
sarebbe bello aprire gli occhi
e allinearli assieme a i tuoi
ma li tengo ancora chiusi
per un po’ farò finta di non esser solo
fasci di luce si intravedono dietro
le nuvole grigie e nere.
Dopo giorni e giorni bui
sta per arrivare una bella giornata
fa bene al cuore e l’anima.
I pensieri tristi
lasceranno
spazio a un po’ di serenità.
Sta per nascere il sole
riscalderà il cuore
che non a più voglia di soffrire.
Del mio spirito tu sei la corteccia
Che gran forza dà in ogni temibile
Momento della vita. Sei la freccia,
Che al cuore mira con indicibile
Slancio ed in mille pezzi lo frantuma.
Tu sei fonte, sorgente della linfa
Che porta amor e che mai si consuma
Nel mio corpo, oh adorabile mia ninfa,
Che sempre appaghi ogni desiderio!
Tu sei il bel sorriso in un tempo serio
Che fa soffrire uomini e animali;
Tu sei la cura di tutti i miei mali.
nerissimo e sfuggente
che vibri fra i germogli
del mio tiepido cortile;
il gatto che ti fissa
non riesce a ricordare
il tempo che ti ha visto
volare come adesso.
Ov’eri quando inverno
tristissimo e potente
chiudeva con le nubi
i monti e le campagne,
o quando della pioggia
irascibile o serena
le strade impaurite
accettavano le gocce?
Ov’eri calabrone
il giorno che son nato,
e dimmi:
ove sarai
nel giorno della morte.
Il silenzio ha voce
spacca il buio del dubbio,
per me che chiedo
è ascoltare
e gli istinti affondano
nel battesimo del mio pensare
non c'è tempo
il silenzio incombe
La morte non esiste è un lampo
confessarsi è il sogno
ma il tuono irrompe,
è quasi l'alba
in questo tempo, che lento
scandisce le ore,
né ricordi da custodire
nella memoria,
non sei passato
né futuro,
nei pugni
stringo solo il nulla,
quel nulla che ora
mi veste,
tu,
pagina accartocciata
in un angolo,
di te rimane
un’ immagine sfumata
in lontananza
nella nebbia
che s'addensa.
Ho immaginato
di incedere a scatti
attorno all'altare di pesciolini
nel suono orientale dell'oboe
siamo sette fenicotteri
penduli
vuoti
baccelli rosa.
Guanti di lana
mi sento come morto
partecipo tra i primi
sollevato sui fili
la testa a croce
un passo
poi l'ultimo
il mio collo
incredibile
da uomo respira.
ancora un po’ più in su
puoi ancora crescere
vestendoti di leggero
lasci intravedere
tutto il tuo profumo
sfogliando petalo dopo petalo
come riflesso d’amore
si va dritti in fondo al cuore
ed ora che sei intensa
ora che sei serenissima
puoi bearti tra le mani
di chi sa cogliere
di chi sa vivere
e poi risboccerai
come seme di bambino
e poi rifiorirai
come il suo sorriso
e scriverai ancora
Amore








