dalla dorata invisibile catena
col corpo disteso
alla nuova alba
coi desideri
nell’attesa del domani
con lo sguardo
a volte pilotato
con la leggerezza
abbandonata nel tempo
con la luce fra le imposte
rinchiusa
col sentimento
coatto all’evidente
col sogno
che mai in realtà
si è tramutato
col timore
che tu sempre piccola eri sei e sarai
con la costante che tu donna folle sei nata.
Così tanto tempo
alla tua vita hai regalato
forse perché prigioniera anche di te.
dietro al mio corpo tante parole
bisbigliate
in giro c'è tanta
continuo girando il giorno e la notte
poi penso fra le mani
ma non basta piangere
non basta e non serve
prima di parlare pensa
oppure scrivi tre righe a te stesso
prima di trasformarti
in urlo
mentre la bomba cadeva
nessunno venne crocifisso
tutti erano al muro del pianto.
Non sono Gesù Cristo
nata non sono per salvare
il mondo e l'umanità tutta
ma il “bacio di Giuda”
l'ho ricevuto,
qual Figlio di Dio a Cristo coscienza viveva
io non sapevo ….
Sulla guancia mia la vestigia
di un ustione, foggia di labbra
ebbre di falsità
Il tradimento, inganno
violazione di un affetto
elargito in buona fede,
ammutolito ha la mia mente
come di fronte ad una visione nefasta,
pugnalato gli occhi con aghi avvelenati
estirpato dalle narici l'encefalo,
vano tentativo di imbalsamare
il mio corpo, la mia mente
Usare l'amore come moneta
usare una persona, una madre
come trofeo da esporre
ostentazione di “Buon Samaritano”
ignorante del significato della parabola
L'ustione avrà segnato la mia pelle
ma il cuore è rimasto puro,
la coscienza mia di nome fa Umiltà
Dio ne è a conoscenza,
perdono per la presunzione chiedo
ma il mio sonno è lieto
come quello di un neonato
che a nuova vita si leva ….

Barlume frusciante rispecchia il tuo essere
complici e artefici quelle note
fatte di violini e di corde musicali.
Si son perse nel tempo di un giorno
le rivolte emozionali in tumulti e combattimenti lasciati
per poi riprendere da capo.
Quel capo struggente, che pulsa e martella
cercando di incatenare, di metter catene.
Il tempo sfugge per ritrovarsi nel buio delle ore
gemiti e desideri si mescolano alle rivolte
per poi dare pace.
Quella pace che alleggerisce il corpo e la mente
s’intreccia e si struscia perdendosi nell’altro.
Quell’altro amato, che non è fatto solo di carne
fatto si di un miscuglio pieno
di un essere nobile.
Scivola adagiandosi nel ventre emozionale
scorre e percorre turbando la quiete
incalza … ma non ferisce.
Sorriso amorevole e carezzevole
sprigiona quell’odore speciale
che diventa palpabile.
Sfioramenti e baci
carezze e sussurri
per poi addormentarsi, così
naturalmente abbracciati.
b
sul viso bluastro
immerso nell’esalazione
di un vapore metallico.
Un urlo rauco,
un confuso crepuscolo invade il cervello.
Il lamento del suo povero cuore,
dolce e indistinto,
come l’ultima eco di una sinfonia,
si dilegua nell’aria vuota.
E si lascia scivolare
nei meandri degli arcobaleni primaverili;
e presta orecchio alle arpe sui laghi,
ai canti dei cigni morenti,
a ogni caduta di foglie,
al vento soffice che sbuffa nelle valli romite,
agli Angeli che librano le candide ali
nel cielo infinito
e alla voce dell’Eterno
che parla, tenebrosa, nelle brughiere.
Le membra contratte,
il corpo cosparso di macchie scure
e il polso che scivola sotto le dita
come un filo teso,
come la corda di un’arpa
in procinto di spezzarsi.
Mento abbassato sul petto,
palpebre enormemente spalancate,
mentre le povere mani
annaspano nel caleidoscopio ingrigito.
Negli occhi l’espressione di serenità
s’immerge nel misticismo del
curato che recita il miserere.
Poi una grossa lacrima solca il viso
e la sua testa ricade sul guanciale.
Un marezzare d’increspature cangianti
sulle lenzuola ricamate.
Tutto si perde, confusamente, nel silenzio
e nelle ore che passano lente,
nel vento soffice che muove le tende,
nei sentori umidi che salgono dall’anima.
Querule preghiere si forgiano
nei fiori vermigli e nell’ipocondria
feculenta del tramonto.
Ora il corpo riposa
davanti al tabernacolo,
tra il nitore soffuso di pareti monastiche
e vaghi nugoli d’ incenso fumante.
E il giovane arbusto,
solo rimasto, cerca di suscitare in sé
la devozione, abbandonandosi
alla speranza di una vita futura
dove poter rivedere suo padre.
E lo immagina partito per un viaggio,
molto lontano, distante nel tempo.
E si raffigura paesaggi nordici
irrorati dalla luce dell’alba,
baite avvolte nei tenui colori autunnali
e nelle brume vespertine.
E si raffigura diafani diademi
rivestiti di fiori e di diamanti,
buie e claustrali miniere del Belgio
come malinconie impietrite
in notti senza luna.
E si raffigura nubi vaganti
su darsene sublimi,
effimere clandestinità,
pittoresche elegie,
vele nivee,
nella solitudine di un lago immobile.
Vago per le strade dell’utopia
circondata dal niente
ribellarsi non serve
amplificherebbe il vuoto
Salgo le scale del tormento
con le unghie affilate
graffio la vita
scorre sangue colorato di nero
Sulla cima cerco speranze di vetro
arrivano i sogni assassini
le coltellate non mi uccidono
i pochi pensieri rimasti mi proteggono
Mi lancio nel vuoto
sirene di Odissea memoria mi afferrano
e mi accompagnano al suolo impietosite
dal mio tormento
Allora mi inginocchio e prego
ad un Dio a cui non credo
scende il miracolo dell’alba…
Riesco a sopravvivere in questa follia quotidiana.
amare l’amore di una donna
amare le sue gesta veloci e delicate
amare il suoi modi di fare
amare l’amore che ha verso i figli,
amare il suo modo di difenderli
amare una donna quando si arrabbia con te
amarla quando è con te
amarla per i suoi dolori di donna
amarla per la vita che ha donato
oggi è un giorno speciale per lei
oggi potrebbe ricordare il suo passato
oggi potrebbe soffrire per chi come lei ha dato se stessa
potrebbe ricordare chi ha lottato e la resa libera
per l’amore dei tuoi ricordi conquistati
per la vita che hai donato
per l’amore che hai avuto
oggi mia compagna io ti ringrazio
per averti come madre dei miei figli ed amarmi.
una farfalla ..
che già possiede
le ali e sa
percorrere disegni
della mente tra
luci e ombre?
Che cosa sogna
una farfalla
se ha il vestito
di bellezza
cucito addosso
tra polvere miracolosa
e fiori profumati
dove lei è regina ..
che cosa sogna
l’effimera e graziosa
farfalla, se non
la vita..
ogni respiro, ogni battito di cuore.
Amarti per sentirmi viva
per sentirti mio.
Tremare per paura di perderti,
amandoti troppo.
Amarti cosi tanto da sentirmi morire
e rinascere per poterti amare ancora una vita.
Vorrei perdermi nel tuo amore
e amarti
anche se non avrà un senso.
Ma amarti........
eri la mia vita.
Non hai capito
eri importante per me.
La luce dei miei occhi
il sole della mia vita.
Mai potrò dimenticare i tuoi occhi scuri
il tuo squardo triste.....
Mi resterà sempre
un triste, dolce,
indimenticabile ricordo.
E’ come se avessimo deciso
di fare all’improvviso un grande salto
giù per la scarpata,
superando a piè pari il grande muro
rischiando tutto, l’anima e la vita.
E invece ci siamo ritrovati molto in alto
oltre al cielo e alle stelle,
probabilmente già vicini a Dio.
Ora non chiedermi a quale Dio alludo,
non ne ho idea, come tu sai non credo
e noi siamo risposta non domanda.
Però siamo ben oltre il mio reparto,
fuori dalla mia stanza e dalla tua,
fuori dal puzzolente corridoio,
oltre il giardino che non ha più piante.
Siamo andati in direzione opposta,
scappando abbiamo superato anche la vita
che, dove siamo, pare sia finita.
E c’è un gran buio,
come quando ci spengono la luce.
Pensi si possa fumare in questo posto?
infilzato qua, nelle stanze dell'anima
hai lasciato parole,
che baccano fanno,dentro, tutto il giorno!
Hai dimenticato sulla mia pelle il profumo della tua pelle
Son lontane e chiassose parole
le hai lasciate qui volutamente?
e tu, quante di me ancora ne hai?
riprenditi il pugnale non affilarlo contro altra donna
non spargere il tuo tempo dove il tempo non porta via le emozioni.









