Quel colore interno
in vecchi giornali
dentro cassapanche
sotto il portico
vorrei fosse
la vita prossima.
Nella mente un desiderio
l'ombra di dolci
alberi alti alti
dalla testa frusciante
nel terrificante grigio
nel favore di un volo
di oche selvatiche.
Ho nostalgia del mio paesello
adagiato tra le verdi colline
dove nell'aria vive il profumo del buon vino
il sapore delle nocciole
Dove il sole è cordiale
non brucia la pelle ma l'affresca
di un colore d'ambra,
sempre soffia un brezza leggera
che rinfresca i pensieri
regala leggerezza ….
Ora che l'autunno è arrivato
i colli si vestono di rosso sanguigno
di un giallo dorato che eguali non ha,
il tramonto inonda l'intorno di magica luce
per mano ti conduce alla notte
che di riposo ristora
L'alba timida appare sorridente
come una bambina gioca
baciandoti il viso, irrorandoti di vita
ed una preghiera nasce spontanea dal cuore
Ho nostalgia del mio paesello
li nacque il nostro amore
giocando, rincorrendoci nei verdi prati
di un giugno ormai lontano,
i nostri pargoli sento ancora
nella memoria, ridere sereni
e ricordo i pianti per le sbucciature
delle prime cadute
baciavo le piccole ferite e per magia
tornava il sorriso sui loro volti paffuti ….
Ora tutto è finito, mutato troppo in fretta
la vita ci ha portato altrove
nei fumi velenosi della città
dove il sole è velato e la luna è triste,
la vecchia casa adagiata è sempre la tra le colline
talvolta si va a fare una visita
come ad un'anziana mamma
e nel ripartire sempre …. piango
QUESTO PAESELLO SI CHIAMA ROCCHETTA BELBO
E' A 10 MINUSTI DA SANTO STEFANO BELBO, PAESE
NATIO DEL GRANDE CESARE PAVESE .... E' NELLE
COLLINE DELLE LANGHE PIEMONTESI ....
Tra queste valli
un’eco richiama
l’esistenza della vita,
porta con se
il suo profumo
la trascina sempre più
nel profondo suolo
mentre il giorno scruta
il sole nel suo dolore.
Laddove ancora le viscere
bruciano l’anima di chi
cerca di viverla,
la morte
assapora le tenebre
in attesa di un altro
corpo da assorbire.
Si potrà aver pace
con un riflesso di luce
se una lacrima
scivolando via,
solcando il viso,
cadesse
tra le nostre mani
dandoci la forza,
inventando una scusa,
per viverla ancora.
Ebbro di ricordi
Tormentati dalla
Tua assenza,
Occupa i
Resti
Abbandonati, del
Tumefatto
Timor
Eterno che vive
Nitido nei segni
Tangibili della mia
Ossessione.
Non
Odiarmi,
Non sfuggire tra
Fievoli respiri,
Urlando e
Giurando che
Giammai tornerai
Indietro.
Ricongiungiamo i pezzi
Ancora intatti,
Mai gettati,
Aguzzi, ed infilzati
Inclementemente in Noi,
Affetti da un
Mortale desiderio
Ora, vigliaccamente
Ripreso.
Tramonto d’amore
il mare specchio irrequieto
quasi nascosto dietro
alle colline
con i suoi millenari segreti ci attrae
L’aria è frizzantina ma stiamo bene
la tua mano teneramente tiepida
nella mia tremolante d’emozione
gli occhi tuoi dentro i miei
il tramonto accarezza
le sue vespertine rossastre
colorando il tuo viso che timidamente
m’offre le tue labbra turgide
un bacio all’improvviso
eleva la voglia di amare
prepotente l’ardore ci accoglie
unendoci al nostro destino.
Sulla punta arrotondata
di un tagliacarte,
perché no,
potrei scrivere qualcosa
che faccia pensare
dunque,
non punge
lì al centro polare
dell'impronta digitale,
non fa sanguinare,
la lama gira lucida
avanti
e indietro.
Riflette dei mostri
coi volti gialli
grinzosi come papaveri.
Neon terribile
dove mi hai portato
cucina
clinica
parete con riga azzurrina
pare tagliare un corpo
steso sul tavolo,
fuori sul balconcino
un ammasso
di cose
un lenzuolo bagnato.
Per fortuna il treno
è di velluto e tuona
veloce verso casa.
Per uno scherzo meschino
del destino burattinaio della vita,
ora siamo noi due soli
felicemente inesorabilmente soli
Avvolti da un profumo nuovo
fresca brezza primaverile,
è come una rinascita
un riscoprire il tuo corpo
che piano ma inesorabilmente muta
è il donarti il mio corpo di donna matura
Più intensa è la passione
che ci unisce nel far l'amore
sul morbido tappeto
al tepore del fuoco di un camino
Dissetarsi dei colori di un tramonto
tenendosi per mano
ogni volta la stessa commozione,
aspettare l'alba legati in un abbraccio
sotto il vellutato tocco di un caldo piumino
Fino a quando il sole buca le vecchie persiane
e ti bacia mio dolce amore
perchè “il sole bacia i belli”
e tu lo sei …. oh si quanto lo sei …
il tuo viso ha la bellezza
di un principe arabo
la tua pelle ambrata tutta da baciare,
gli occhi tuoi neri dove perdersi in eterno
e l'anima tua ha il candore della prima neve
Il viaggio terreno può cambiare, così
in un battito d'ali
su queste ali ricominciamo a volare
solo noi soli felicemente soli ….
Nell’uomo
un fuoco è acceso
Calda la terra
la possente natura
come i fiori
i propri figli genera
Nei pensieri
ne alita l’aria
Incolpevole
la notte adombra
i silenziosi sospiri
Non allevia le ferite
la colpa
Smosse le radici
il resto del tempo
appare
privo di senso.
forgiano il carattere
come i boschi dei dintorni.
Radici centenarie
coperte di terra e di speranze.
Cumuli di amarezze
e di ricordi cristallizzati
nelle zolle dure da coltivare.
L’agitazione cede il posto
alla fredda determinazione,
lo sguardo diviene
specchio dell’anima
e i pensieri zampillano in racconti
come dopo un viaggio poetico.
Nel vago orizzonte
miseria e frustrazione
e un brusìo d’insetti
che fascia le inquietudini
come un lamento familiare.
inseguendo futili pensieri
senza un punto d’inizio
ad occhi chiusi, poveri di vita
tra tenui respiri.
Il silenzio
mite tassa le lacrime
e l’allegria, stesa tra gialle foglie
pazza ride di buon gusto
mentre con serenità raccoglie l’anima.
Vidi
paesaggi innevati
e raffiche di vento
allontanare le nuvole
Apparvero
castelli di ghiaccio
dalle guglie nebbiose e
uccelli giganteschi dal volo assordante
Tu pensiero m’ avvolgesti
con fili di seta
e nelle nebbie ghiacciate m’addentrasti
ti trovai piangente m’abbracciasti
in quella selva labirintica
di figure indecenti
lo sguardo s’adagiò sui fili di seta
e gocce di rugiada vidi posate sul tuo viso
e fu la vita.






