oggi come allora
suonano dalla lingua al cuore.
Tienimi forte per mano,
e’ questo che ripetono ancora,
sondano il vuoto queste mani mie,
annaspano e cercano,
un calore antico ,e piano sussurrano le dita
al vento, cosi come un tempo.
Ti prego cuore
non le lasciare mai ,
che io non mi perda,
in queste buie notti senza nome.
Nei freddi inverni di questa nostra vita
In certi giorni di nebbie dense
Tesa la tua mano stringe le dita,
Di questa mia fragile vita.
di ciliegie mature
il piatto sul tavolo
di quelle succose e rosse di Maggio.
Sazio come un campo di rose
ritrova promesse
e lascia l'aria colma di amorevolezza.
Ricordo avevi il sorriso e le raccoglievi
appoggiandoci le labbra
e ad ogni strappo diventava di foglie
il tuo passo .
Vorrei dirti
che era bello incontrare i tuoi sorrisi
quando infuocato era il colore .
Cupa con un pugno di silenzio
il mio piatto vuoto .
Il respiro che docile affiora
in caldi momenti di nebbia
dove luccicano sterpi di neve
e le lanterne si prendono una pausa
avendo come sostituta la loro padrona luna.
S’immerge un onta di sangue e di magia
dove echi di sale hanno fatto da sfondo ad un felice dionisiaco.
senza ghiaccio e tuoni ma lampi e meri abbagli
Ingigantisco il tempo per arpionare il cielo
-il primo da trovarsi, tanto oramai é pioggia-
Non credo sia l'aroma delle divergenze
a spazzolare l'anima di un calamaio aperto
Per ogni goccia o briciola di luna che si spezza
cestino le vocali e rantolo un perché
-non mi risponda un cielo che tanto ormai era pioggia-
Il mio Tempo è breve
Si affacciano all'ombra del mio sentire , mi fan tremare
Frugano nell’anima i tesori di un passato
Sfogliano fogli scarabocchiati da parole eluse ;
Ove un tempo scrissi belle cose .
Furono tante e vere , tante inventate
Le più feroci spalmate da rossetti lucidi,
Tante sul mio inferno freddo ...
Che a fuoco lento arde la mia carne .
Mi sentii al centro della vita
E mi specchiai ai margini della strada ,
Spesi tutte le mie energie
Nel dare amore a un fallo di occhiello chiuso .
Non sapevo che l’amore costasse così tanto
Tra le tragedie impervie ,di paradisi e sassi ,
Fatte di talpe oziose e vampiri spenti
Ove mi trovai rosicchiato dagli urli dei giudizi .
Mi succhiarono il sangue le innocenti larve
Mi chiusi la bocca con una museruola .
Si , costa l’amore , lo dicono in tanti :
È l’immenso prezzo che non ha misura
Non ha nessun pari ;costa l'amore !
anche le pitture di Nedbele:
una risata,
senza alcun dubbio
Insomma,
una concept story all’avanguardia
e un abito di seta
che non è mai finita,

Nel sottobosco dei sensi
eccitarsi
A volte pensi d’essere felice,
ma trovi sempre sulla tua strada qualcuno che te la ruba.
A volte pensi d’essere amato,
invece spesso quell’amore ti uccide con del dolore.
A volte pensi che la vita si il dono più prezioso che ti è stato donato,
ma trovi sempre qualcuno che te la distrugge.
A volte credi d’esser importante per qualcuno,
ma poi t’accorgi che lo sei solo fin quando hanno bisogno di te.
A volte t’accorgi che la vita passa così in fretta
e si porta via con se tutto quello che d’importante credi d’avere.


Ad ogni virata ci accompagna il vento
dirigendoci nel tempo
col suono della sua voce
dolce e imperiosa
avviandoci nell’enigma della vita
che si va srotolando
tra valli assolate o colme di nebbia
nello svelare il suo dogma
di difficile interpretazione.
Noi esseri, ci limitiamo a seguire
le stagioni dei raccolti
nei frutteti fantastici della vita
monitorando gli elementi della natura
ed i loro riflessi
e di essi dovremmo farne tesoro.
Si cerca sempre un punto fermo
a cui ancorarsi ma anche il rifulgere di eventi
come fanno i marinai
quando dopo tanto navigare
tirano i remi in barca
divenendo stanziali fautori
di storie fantastiche d’antiche terre
di segreto frastuono.
E poi tornare a parlarci, scandirci insieme
dirci che siamo, ti amo in una nota di leggerezza
tra il cuore piegato dai silenzi. Il richiamo
del respiro nei venti di brezza, l’assenza
finita nell’abbraccio, lo stralcio delle curve
in discesa, dopo l’ascesa alla vetta più alta
del continente perduto. Vedi come risalta
l’ombreggiatura degli occhi, le turbe
della mente in soffitta, ora la presenza
del sorriso cambia tutto. Guarda, vediamo
vediamoci da un’altra parte, hai una carezza
da offrirmi? Mi è mancata, al di là del fiume.
Fantasmi d'amore
arrivano
prendendoti soffi di vita
ti chiudono in cerchio
e danzano con echi di risa
affondano dita nel cuore
lo bucano insensibili
se recano dolore.
spingono con spallate pesanti
sull'anima inerme
sorridono beffardi al tuo viso incolore
nessuno di loro ricorda il tuo nome.
crepita il fuoco di un falò
resti sola tra le loro parole sguaiate
che nel solo pronunziò lasciano impronte
chiudi gli occhi falli svanire
lasciali partire per quel viaggio senza ritorno
che per te sarà solo pace.
Dietro la caviglia si appoggia e preme












