Son dentro una mela succosa
nel fresco profumo di polpa
tra i semi non privi di colpa
respiro fragranza e beltà.
 
La buccia non so com'è fatta
non so come il sole l'ha tinta
il gambo se è scuro o se è finto
se luce c'è là dove sta.

E poi mi rivolgo signori
a chi fra di voi è dipintore:
può tingere in tanti colori
lo schizzo di mela che do?
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Un coro d’angeli s’affaccia da un finestrino
ripete: il peccato…il peccato…il peccato
è l’aquila dei tre guai, moribonda sull’asfalto
clakson e trombe del cielo e di fronte
un ridotto di slip, un cinturino sul culo

Ah il nero avanza come Odino tra valchirie
il nero magnaccia del cassonetto e degli stadi vuoti
-Tu non sai le galassie
Tu non hai mai visto ruotare stelle
il negozio si apre al tramonto
e qui piove fuoco dal cielo
l’atmosfera riscalda il cuore degli ippocastani
fa felice l’idea di appartenere alla stessa pianta
uomini alberi nello stesso inverno
gli stessi rami secchi
il grano nell’attesa ed il freddo di radice

Il fuoco purifica la notte
fiorisce il sorriso forzato e qui tutto è firmamento
le macchine ferme hanno pneumatici di ghiaccio siderale
e le donne sono astri emergenti da una nube d’idrogeno

La nascita della matematica è in un’unghia scarlatta
semplice come l’intenzione sull’indice di un cliente

Nascono individui con la faccia di vitello
e bisogna adorarli abituare i piccoli minotauri a crescere nelle latrine
nei cartoni, nelle banche, nelle strade
la prostituzione è moneta universale, sai?

Questo i magnaccia lo sanno
la stessa verità della materia oscura
che muove la galassia e i ratti sui fari

Tutto è pronto al fischio d’inizio dunque
sia posta energia in uno scatto di centravanti
l’idea nel centrocampista

Sia fatta luce nello stadio, finalmente.
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Profilo Autore: fintipa2  

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Di giurare ho giurato di non tradire la mia patria

ma che volete quattro chiacchiere tra amici

sulla linea rossa, un bicchierino di troppo

e magari ti scappa una parola in più, solo una

sul tuo arsenale, i nomi delle spie

-va beh ho passato tutti i dossier- che sarà mai?

i codici nucleari, tutte stupide cifre.

Vuoi mettere che in cambio il mio sincero amico

Alexander mi ha linkato l’elenco completo e originale

di tutte le gnocche del suo paese, avete capito?

E poi quel “ lettone” da sogno che mi ha spedito

migliore persino di quello di Silvio, che c’è di male

dico io, a coltivare un po’ di marjuana? E poi è fico

progettare muri, l’ho imparato in Germania, se soffre

qualcuno che cosa importa? Peggio per loro, noi

abbiamo altro da pensare, le mogli, le figlie e le zie

da mantenere, giornali e televisioni, e la cruna

stretta del Vangelo che non mi fa dormire, il groppo

alla gola quando mi pettino i capelli, di sera le luci

che non vedo per l’ubriachezza nel reparto geriatria.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Addio magione antica ed adorata,
che per prima ascoltasti i miei vagiti
e poscia della mia vita il progredire:
infanzia, adolescenza e giovinezza,
nonché maturità e vecchiaia odiosa.
Il mio diletto nido ora non è più lì,
è svanito con i cimeli ed i ricordi .
Addio, amata dimora dei miei avi;
addio per sempre, pur se ancora vivo.
Or non ascolto più i dolci accenti,
che in estasi mi mandavano ogni dì
nell’illusoria immensità e sublime,
dov’io la celeste volta, pensieroso,
contemplavo, mentre le note deliziose
rendevano l’esistenza meno greve.
Solo i miei lai ancora ascolto in versi,
fidi compagni del mio lungo viaggio;
ad essi imploro spesso un po’ di lena
e di star vicino a me, finché le Moire,
potenti e macabre signore del destino,
filanti lo stame dell’incerta donna,
non mi avranno serrato le pupille.
Vecchio, vago da una tana all’altra
senza meta, mirando volti ignoti;
stanco di salire e scendere ogni dì
le faticose rampe delle scale altrui.
Una pietra or attendo che mi copra
sì, come un lenzuolo fresco e lieve
per obliare il tutto della tetra vita,
che mi fu avara sin dal primo sole.







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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Il vortice tira a sé il terzo pianeta 
e sotto un tripudio di stelle sanguinanti  
tardi comprendono le scimmie parlanti 
che le mani congiunte non espiano i  peccati. 

Gli abissi divengono specchi delle colpe 
inducendo il primo animale al suicidio 
e sulle pendici di un nuovo Golgota 
si innalzano ancora le croci dei martiri. 

Giustizia, toltasi la benda dagli occhi, 
annienta la legge fantoccio dei tribunali 
poi spalancatesi le vere porte 
sale sul trono il re del nulla piangente. 

Un cielo vermiglio trasmette le ultimi immagini, 
girotondi di scheletri infanti, 
voli di rondini sulle nuove torri di Babele, 
il ritorno del dio negato strisciante tra i rami. 

I profeti, umiliati dalle masse 
come Cassandra ai piedi dell’inganno, 
sono gli ultimi a chiudere gli occhi 
sul punto di universo che non seppe amare sé stesso. 
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Profilo Autore: Walter  

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È improprio credere che possegga la parola
la più esatta è un nugolo, forse una pietà.
 
Eppure passa a suo agio
nei piatti
a depredare lievito di braci
 
s’acquatta
molle condensa d’alito
che attende involuzione
creatura venuta al mondo
per un centesimo, schiacciata
dal peso della conoscenza.
 
È l’ombra dell’ombra
appena un segno arcaico
smorfia che fa temere il peggio
il non detto
da un farfugliare fole
lingua di un continente
per altri noi che quando tornano
danno solo impressione 
d’aria che si sposta.
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Un giorno un bambino

incontrò il suo destino e, insieme a lui,

decise d’intraprendere il  cammino.

Felice d’averlo incontrato,

spontaneamente gli  venne

di porgli un sacco di domande,

per soddisfare la curiosità

che è intrisa in ogni piccino.

Intendeva sapere del suo futuro

e così gli chiese: “Mio destino,

se non ho le ali per volare,

un Angelo  potrò  diventare”?

Lui gli rispose: “Fin quando, bambino,

IL tuo cuore saprai seguire,

le ali come un Angelo avrai per volare”.

Contento e soddisfatto continuò, a camminare,

ma dopo qualche passo,

zitto non seppe restare

e un’altra domanda gli venne da fare: Mio destino,

tu che sei sempre davanti al mio cammino,

se la coda e le corna non ho, un diavolo diventerò”?

Con la saggezza e giudizio,

il destino gli rispose: ” Caro mio bambino,

se un diavolo non vuoi diventare, dentro di te,

l’amore e il rispetto devi coltivare, per qualsiasi creatura

e vedrai che manterrai un’anima pura”. 

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Profilo Autore: Horion Enky  

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E,
mi vesto di vento
e sono tempesta.

Indosso i tuoi calzari, 
Dolore,
e sono pianto.

Accolgo nel mio ventre,
oh Mare,
il tuo grido
e sono quiete.






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Profilo Autore: Giovanna Vecchio  

Questo autore ha pubblicato 66 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


30 denari: ti vendo l'anima

 

 
puoi rubarla la mattina quando ancora dorme il cuore

e rigurgita il profumo di quei fiori a giglio bianco

o nel sole a mezzo cielo

dove sperano le nubi di volarmi a bassa quota

 

 
nelle ore nei minuti nei secondi d'assenza

 

 
nelle mosse di algoritmi che assopiscono giostre astratte

dove seguono il vento le criniere di bianchi cavalli

puri come essenza di ninfea a sera

quando la guancia della notte spreme l'ultimo bisbiglio
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Profilo Autore: Aita Carla  

Questo autore ha pubblicato 251 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


La Primavera
sfrange il sole
e volge ai rami
il suo bel dire


 mi colora di mare


da li arriva la sua voce
e si fa casa .

Mi chiedo quale destino
ci ha unito e ci ha voluto insieme.

Lo stretto tace
il vento passa tra le righe


e sento il tempo riempire le mancanze

 ho mani d'aria fresca

e si lascia distillare.

Ho bisogno di leggerezza

e quel che rimane  è poesia 
e mi basta.







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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Corpo..
forma morbida di seni tondi
dolci colline di fianchi candidi
lunghe e tornite gambe
dove si posano mani leggere.
corpo..
che nasce sotto calme acque
lo avvolgono di fango e lo plasmano
come statue tornite ed eburnee.
luce del viso che s'illumina
di sorrisi e lacrime
la mano passa e cancella
stanchezza e notti insonni.
dea ti senti di bellezza diafana
trasparenza di pizzo
sotto lampade che diffondono luce.
vaga stella nel cielo notturno
così uscirai..
limpida e bella.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Nessun indizio ancora, ma come farà la nostra eroina

la detective dai mille camuffamenti a raggiungere

la verità? Allo stato dell’arte non c’è molto da dire

lui s’è ucciso per Natale come direbbe Guccini

e lei lo ha seguito a ruota a Capodanno. Tragedia

d’amore oppure dietro potrebbe esserci la mano

dei servizi deviati? Di lui si sa che era un deputato

di lei che era stata la prima donna soldato

dell’esercito. Si erano conosciuti a un raduno

di ex boyscout, lei gli sorrideva dalla sedia

in mezzo allo spiazzo del bosco dei Mandarini

con le gambe accavallate, lui col cuore

spezzato da una che faceva il mestiere

ne era rimasto folgorato dopo avere sniffato cocaina.

 

Per un po’ aveva funzionato, lei mirava ai suoi soldi

ma a letto ci sapeva fare, lui le scriveva lettere

appassionate e qualche volta le leggeva in Parlamento

facendo finta che fossero indirizzate alla presidente

della Camera dei deputati, se lei era presente

tra il pubblico. Poi lui un giorno l’aveva sorpresa

a fare sesso nei bagni col capo del suo gruppo

parlamentare e aveva deciso con un groppo

in gola di cambiare all’istante partito ma non chiesa

e nemmeno donna. Chi allora era al corrente

dei fatti prendeva appunti, nel presente

non sarebbero serviti, ma in un altro momento

sarebbero stati pagati a peso d’oro, nettare

per tasche vuote al tempo degli sconti e dei saldi.

 

La lite che tutto sconvolse e che cambiò il corso

della storia accadde quasi per caso. Futili motivi

avrebbe scritto nel suo taccuino profumato

la detective dai mille camuffamenti. Lei aveva

scoperto che lui aveva sposato in Spagna

un collega, un giovane deputato dell’opposizione

in attesa del salto della quaglia tra le fila

di un nuovo partito da fondare. Una tequila

per due ed era scoppiato l’amore, l’opzione

contemplata era la vendetta e come cagna

rabbiosa scelse di metterla in atto. Lui non sapeva

che proprio per Natale sarebbe stato avvelenato

dopo una notte di sesso, tra intensi effluvi

di gelsomini. Lei non provò alcun rimorso.

 

Il resto del racconto è quasi obbligato. Il marito

aveva capito ogni cosa, non era stato un suicidio

ma un delitto e conosceva il nome dell’assassina.

La detective dai mille camuffamenti era vicina

alla verità, ne ebbe la certezza quando un giovane

deputato dell’opposizione fu trovato impiccato

a un albero dello spiazzo dei Mandarini. Il destino

non c’entra per nulla, come ha detto il becchino

lei era una ninfomane, lui un arrivista spietato,

la messinscena studiata come nelle guerre spartane

è che alla fine saranno eroi, lei la bambina

capricciosa e la donna col cuore di gelatina

lui il martire, l’uomo senza macchia, quasi un semidio

l’altro, l’unico che davvero ha pagato, il bandito.

 

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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Occhi persi
delusi
la notte li nasconde
cancello i pensieri
e l'odio
in un giorno di pioggia 
il silenzio nel rumore
indifferente 
al peso della vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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persino l’ombra mi s’asciuga
distesa in campo di bruciato

e tu tenera viola ci hai provato
a spegnere il dolore

con la carezza rorida
d’un rotolo di fiato
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Profilo Autore: Diego Bello  

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in queste curve di case e verde

dove si disegnano

fra tinte nuove

di pioppi

le scie

 

Filari di sogni che pesano all’aria

 

 

Di serpe lo strisciare

 

 

 Bastava solo

un ricciolo d’alba

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Profilo Autore: Aita Carla  

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