Nella luce del mattino
chiara come acqua
tu polla di sorgente sgorghi
e dipani le tue dita tra le lane.
brillante seta di Cina
sul corpo accarezza la pelle nuda
tra gru in volo e fior di loto
copre e si adagia sulle spalle
uno scialle come timido abbraccio.
giarrettiere sol di pizzo macramè.
languida la mano volteggia tra i capelli
raccoglie ciocche scure sulla nuca.
un ritratto di Gauguin
da copiare all'infinito.
sulla luce del giorno ormai alta
riverbero di chiarore
a giocare tra le trame
e cosi toglie ogni briciola di notte
A cominciare dalla forma per finire alle ipotesi
Hanno costruito un ponte perché assomigliasse ad un alveare
Ma non ci sono riusciti.
Le api volano senza ordine, la regina pazza
Va in televisione a reclamare un giorno di nausea
Dice che è un suo diritto non lavorare per tutti
E vorrebbe abbattere quel tumore sulle stazioni
il nervo teso tra una stanza e l’altra
Ma sono visioni di una vecchia cui hanno tolto i figli
Ed invece del latte succhiano polvere da sparo
Ah esagono ah lacrime ah gruviera di diamante
Ripeto è tutto falso a cominciare dal cielo
Avrebbe un bandolo evidente in ogni nuvola se fosse vero
Invece si muove come larva in una mela
Vorrebbe appartenere ai sogni
ma non ce la fa con l’acciaio delle banche
accetta il pagamento online
la disciplina delle password
E dichiara la malevolenza del cardo
Il fluttuare viola degli occhi sul mare
Ripeto ancora è tutto falso
Un cancro dopo l’altro
un dolore immenso circola nel metrò
appena affacciata a un muro
l’ortica muore per mano della vita.
Metti dei chiodi, della polvere da sparo
un coltello ben affilato, dei kalashnikov d’occasione
all’inizio del processo di lavorazione
e poi conta i morti sulle strade di città
al parco dei bambini o al concerto d’adolescenti.
Mister sgozzatore e mister bombarolo
monsieur le predicateur, come va oggi il lavoro?
Che gran giornata, questa! La strage degli innocenti
scusate dei giovani infedeli, la verità
divina val bene migliaia di morti, il plotone
d’esecuzione è formato- tutti in gamba- sarà in azione
su tre turni a stretto giro di posta. Il coro
degli angeli neri è impegnato in un pestaggio.
campi di grano e papaveri in fiore
unico ricordo di quel piccolo amore,
il passo allegro e il vento tra i pensieri
ormai più niente ti ricorda ieri.
Un cuore nuovo senza più dolore
Iride sorridente, roseo volto tra i petali di un fiore.
Mai più nel buio, mai più la notte,
ma miele d'ambra e forse stelle
a illuminarti il cuore.
guardar non serve la ragione,
pure il sentimento è fatto vecchio
e anche se cambi posizione
sempre quelle sono le stagioni.
L’ampio viale è ormai sentiero;
quel che avevi è tutto consumato,
finanche il certo più non sembra vero;
appenditi, scampato,
al chiodo d’un attaccapanni
e aspetta i nuovi vent’anni.
flebile a raccontare dell'aurora
nascente tra le maglie di quel faro
smaltato che a osservarlo si scolora.
Un cane ruota in aria la sua coda
giocosa punta il muso fiuta scava
la sabbia forse cerca forse trova
i resti di qualcosa fuori moda.
E pare sia sepolta molto in fondo
ma scava scava fino al sottosuolo
la verità non è di un altro mondo
la scopre quando ci ragiona solo.
Troppe parole pochi sentimenti
sinceri e falsità per ricoprire
le crude nudità... chissà gli stenti
per scavalcarsi... fingersi... apparire...
Ritorno al cane... ha un osso dissepolto
tra i denti stretto gioca allegramente
con l'ombra blu del vento andando sciolto
oltre gli scogli e beve alla sorgente.

Mi rivolgo all'innocenza che in te aleggia
tra la bocca che tace che nasconde i baci,
non nascondermi verità quando menzogne
svegliano il giorno.
Mille sensazioni travolgono come fossero
una mandria che va al ruscello e le farfalle
che si posano sui petali in fiore alleviano
dolori ancestrali.
Le mie notti sono cenere intrappolate
il quel braciere, scalda tu questo cuore
e dell’anima prenditene cura come fosse
piuma al vento.
Arriva volando come libellula e respirami
in questa mia notte di cenere e tutto
il sale leva dalla mia pelle, lenisci tutti i
miei mali, col tuo amore caro.
che diventa consuetudine,
le risposte scontate, ...
le giornate appoggiati
con le schiene contro un muro,
a guardare la gente passare.
Piano piano, muori ogni volta
che non vuoi cambiare,
perché ti fa paura dover realizzare i tuoi sogni.
Gradatamente c’è chi si lascia morire
e con lui fa morire anche chi gli sta vicino,
perché non lo sa amare,
trascinando così tutto e tutti,
nel suo baratro della solitudine.
Piano piano, così, non ti accorgi
che la vita ti sta sfuggendo dalle mani,
lascandoti da solo, a piangere chi ami.
lo sguardo è puntato all’orizzonte
il fiume, le cascate, le acque azzurre
dove si perde il cielo della notte
è il tempo che c’è dato e sai le lotte
i granai nel cuore che idee bizzarre
se schiuma il mare e se c’è un ponte
lo attraverso in volo di nascosto.
Assaporare l’ora ed ogni evento
Ricordando la sua fugacità;
Percepire quel limite, confine
Esile inconsitente che distingue
Divide il tempo in ieri, oggi, domani;
Incedere con passo lento e attento
Esplorando ogni vivido sentire
Moto, emozione, palpito del cuore.











