Al mio chiuder d'occhi
scorrono volti e immagini sbiadite
si ripongono nel baule dei ricordi
ma rimangono nel cuore
tagliano l'anima sottile
come fragile velina.
vaga poi il pensiero
ed appaiono altri volti
come fiori delicati
nuovi e dai contorni ancor sfumati.
vuole la mente imprimerli
e lasciarli galleggiare come bolle di sapone.
tra una sorta di bene
che di più li dilata
come edera forte aderisci
per non perder sensazioni
e dar spazio alle paure
ed ecco volti sconosciuti si fan spazio
sono belli e limpidi
sono il futuro che i tuoi occhi cercan invano
ma sei sicuro che avverrà?
Ora rimane il tuo volto allo specchio
che speranzosa una risposta chiede
sotto a quel riflesso gemello
del tuo essere celebrato
che per te forse rimane
un perfetto sconosciuto.
Ti annuso come una rosa
nel caldo tuo seno creo la mia fame,
nell’attimo in cui ti profano
c’è il mio sangue di passione …
Sento il sapore di sesso
e come polline lo diffondo ,
divampa d’oblio il nostro ego
tra le mie braccia la frenesia d’amore.
Muto è il tempo per l’altrui cuore
io che di te colgo la fiorente storia …
colgo attimi di vita intera ,
il bel splendore frivolo
da vivere nei giorni veri .
Questi anni miei s’affiancano ai tuoi
e mai cedono alla flebile paura,
rivive in eterno la bellezza che tu mi dai
negli ineffabili venti m’hai dato le tue ali.
C'è Sapore di sesso ,sapore d’amore !
Nel letto disfatto c’è il nostro covo ,
c’è il passato noioso che fugge via
cancella inostri anni i rossori amari.
Si , e di sapore di sesso mi voglio saziare
del tuo corpo nutrirmi alla pazzia,
in palpiti pubescenti rinvigorire le ultime mie energie
voglio aborrire il mio grigiore ...
vivere di te mentre supplico la forza prodigiosa dell'amore ..

Gl'intensi profumi della zagara
mi accompagnavano dappertutto
in quelle aspre contrade,
tutto era eccessivo lì.
Il cielo d'uno splendore abbagliante,
il mare un'immensa distesa blu
che a seconda del vento
diveniva dolce o arrabbiato.
Ricordo l'isola
che nelle primavere
era un effluvio d'essenze
di zagare, gelsomini
bungaville ed oleandri.
Ma l'odore della zagara
era emergente:
amarognolo e pungente
a sottolineare una primavera
avanzata e rilucente...
Si sentiva ovunque l'olezzo
dei giardini in fiore
gli alberi erano ammantati
tra il verde delle foglie
dal bianco lucore
di grappoli di perle profumate
o di bianche stelle
che stagliavano l'aria
come candido miraggio.
Di fiori d'arancio fu il mio bouquet
da sposa.
Quei fiori nivei con il pistillo giallo
furono il corollario di un divenire
di grande felicità.
sepolto dal peso delle fotografie;
esequie eseguite
con la precisione chirurgica
tipica dei convenevoli.
E se una palpebra oscura il Sole,
le parole non fanno più rumore,
tra la sabbia e il vetro dei giorni,
e l'analfabetismo del non ritorno.
Ma tanto qui nessun'osa,
tanto qui nessuno sa
se sono di più le cose da capire
o quelle ancora da sapere.
Non più all’altezza di un rifiuto organizzato
Neanche un gatto che sia scontento
Ne conoscevo uno, qui a San Pasquale,
che sapeva arrampicarsi
Sui dodici piani
Occhio d’ombra e una tribù di discendenti
ora non ce la fa a scavalcare una palizzata
E dunque il sesso muore
anche il dominio è di gente
senza passato che non conosce l’erba
e disputa un pezzo di pane ai pettirossi
Che spade vuoi che affili
Nel cemento di un prato tolto?
Un miagolio effeminato, nessun anarchico bruciore,
bisogno di lusso e acqua dolce da gustare
all’ombra di un condizionatore
anche l’Hotel vuole la sua parte, ma è il ricordo
di un amico
che sognava di saltare sulla luna
partendo dal palazzo accanto.
davanti a noi,
stringeremo una mano.
Senza bagaglio, scalzi
ci avvieremo
sulla via senza ciottoli.
Qualcuno ci sarà,
là, all’angolo prima di svoltare.
Deve esserci, perchè l’attesa
deve avere la sua ricompensa.
… E tu ci sarai, lo so, ma ho paura,
la luce degli occhi è niente,
come dicevi tu, ed io ancora
non so guardare.
Se mi terrai per mano,
ogni ombra cadrà e
andremo insieme.
La strada attende,
tutti gli altri mi attendono…
a meno di guardare
fa troppo male
lo sguardo non si muova
rimani fisso
su ogni angelo che trema
l’occhio
non passi cieco
incontro a lacrime
prima di un sorriso
fiume alla polvere
di un viso che era pianto.
Tu non puoi fare
a meno di vedere
c’è troppo sangue
non serva quel tampone
produce bile
appesa a quelle lacrime
pupilla
sia dilatata
incontro al buio
del fango reclino
ricciolo muto
e mano che ti ferma.
Tu non puoi fare
a meno di sentire
c’è troppa guerra
stretto un fardello al petto
testa di bambola
poggio di bende rosse
iride
si scansi dal vuoto
intorno al fuoco
di trucchi di sporco
macerie a pezzi
l’acqua si cerca ancora.
Nutrimento e linfa nuova
sei in me
e scorri come fiume verso il mare.
al mio animo insofferente
come vino rosso dai coraggio.
tu lichene in simbiosi
aspiri il mio bene
nel tuo bosco silenzioso.
sotto rami nodosi poni
riparo
e nei miei occhi esalti i toni
le note
di una voce possono pesare
senza il tuo richiamo costante.
riempi l'aria con il tuo passo
gemello al mio
e nel profondo nostro andare
nessuna meta sarà sconosciuta.
L'infrangersi delle onde e
l'odore della salsedine
mi soffoca le narici e mi separa dal lembo di terra
cullata da foglie d'ulivo
dove altre fragranze si mescolano e si confondono .
Avvolta nell'incanto
la salita di ciottoli assente di voci.
Rupe di prime stelle
regina tra le gemme e le scarpate rinverdite
sotto cirri di porpora e maestosi portali
affaccendati mani di ceramica e di creta.
S'addormentano i sentimenti
alle finestre bifore avvolte di luce.
Mi acquieta passeggiare tra i vicoli della "Varvara"
sostare tra i vasai antichi
e toccare le case di anima e di pane
incastonate nelle mura.
Amare poi
quella meridiana imperlinata di rugiada
senza eco.

Gerace (RC)
Perché non la curi questa malia
forse , non trovi le parole ...
le giuste forme per cantare la mia romanza
sulla mia testa carezzi la tua luce .
Ma alla fine c'è l'amore !
Come un ombrello si posa sulla pioggia e ti ripari ,
io l'insistente , ti manderò dei fiori
con prepotenza, entro nella tua anima.
Alla fine mi doni i tuoi baci teneri
quelli che danno brivido ai diluvi ,
hanno il profumo di ruta e viole
il sacro che s'affoga
nel tuo abbraccio giace .
Si, ci sei nei teneri cuori
con le dolci carezze addormenti il pianto mio ,
privo di sapienza salvo le apparenze
a caccia le spreco, nel dolore , espio il nefasto io .
E invoco la potenza ...
voglio prostrarmi a colei che amo ,
è lei la fonte , getta , la sua follia nella mente mia
sogghigna il frutto del giovane fiore
nei sui occhi schiara , gli amorosi balli .
Ma , alla fine delle tante storie c'è l'amore !
Esso è chiuso ,è carcerato tra i freschi rivi ,
tra i bianchi velli e l'altr'io che fui
sul maculato manto ,sul quale io ti voglio amare .
ad ammirare le stelle nella notte,
rincorrere con i sogni le tue labbra,
mentre con gli occhi accare...zzavo il tuo cuore.
Mi fai sentir immortale,
ogni volta che mi dici ti amo.
Da un’’eternità sento il tuo calore
quando stringi forte alla tua la mia mano.
Tu non sei un dolce sogno,
ma una vera storia d’amore.
che incedi spavaldo tra la folla;
frettoloso insegui l'effimero denaro
che il sigillo imprime nel vorticoso andare.
Travolto e celati gli occhi
la bellezza ai margini della Vita
Lasciati coinvolgere!
Acolta il vento gagliardo
che scompiglia gli ambiziosi pensieri
e risa di fanciulli birichini.
Una giovane madre narra fiabe
ed un vecchio,divenuto bambino,
ode estasiato.
Da una casa un antico violino
inno alla Vita..
e scie di delicati profumi
inebriano i passanti.
Fermati!
Eppur tutto e' sepolto
Gli amici di un tempo;
le piacevoli conversazioni sulla battigia
al chiaror delle stelle;
la soffice ed immacolata neve
t'inondava di gioia
e l'Aurora con i suoi incanti.
Or,prigioniero sei
nella torre dorata
che solo il tempo
potra' scalfire
Lontano vecchio e solo
rimpiangerai di non aver vissuto
ed una lacrima schiudera'
l'arido tuo cuore avaro.
fra queste zagare di cielo
ed i miei occhi
son porto di lune
e briciole d’oriente,
mareggiata di cielo spento
e nuda alba scrivente.
Assonanza d’amore,
merletto d’un crine di vento,
sei tu, battito di luce,
pensier mio e silenzio,
pianto di cuore scalzo,
clessidra d’anima
fra gli arcobaleni del mio tempo.












