T’ho visto sempre simile
tormento d’anima
sposata a mie torture
lo sguardo perso
che ora arde
e ora tace
poi si riaccende
di nuovo
attento alla particola
pronto a difendere
immensità
senza apparente nesso
che invece dentro canta
e tu ne esegui altero
il ritmo e l’armonia
senz’ombra di pensiero vile.
Ho visto inebriarti nel mistero
ho visto
lacrime tue senza materia
asciutte
di tenerezza immane.
Ho visto lunghe mani tese
verso un dolore percepito
mai mosse per colpire.
Ho visto riccioli arruffati
parvenze di disordine
che è ordine complesso
nella precisa mappa cosmica
assente al velo d’occhi crudi.
Ho visto ombre
nere
sgretolarsi nella luce.
Mi è caro tutto
anche l’approccio fisico
le scie peripatetiche
ed il rumore
dei tuoi talloni sul parquet.
T’ho visto oggi uomo
negli occhi gioia lucida
e tutto come ieri
come sempre.
il battito del cuore,
risuona il suo frastuono
ora veloce
poi,
sempre più lento.
Vortici di parole
come refoli di vento,
riecheggiano,
parole dure e lividi ricordi.
Eppure,
un tempo
c’era musica e canto
ad accompagnare il palpito,
e gli occhi negli occhi
sprofondavamo giù,
insieme,
nell’intimo rifugio del nostro cuore.
vi potrò sembrare,
a voi che l’arte comprate, ...
ma non mi venderò
per il piacere di essere comprato!
Umiliarsi ai giochi di potere,
solo per un po’ di falsa fama.
Voglio essere e restare un uomo libero,
anche se vivrò da povero e misero,
ma la mia arte voglio resti immacolata.
Dal vostro giudizio,
la mia arte non sarà mai contaminata.
Preferisco vivere per le strade da barbone,
con le mie poesie scritte su dei fogli,
tenuti in tasca.
Dormire sotto un portone riparato da dei cartoni.
Un fiasco di vino per consolazione
e tutte le volte che mi ubriacherò,
al cielo stellato e al mondo intero,
le mie poesie leggerò
e se vendute non saranno,
di sicuro un posto troveranno,
solo nel cuore di chi entrare le lascerà.
È sempre lì lontano l’orizzonte
inconsistente linea di confine
tra l’oggi, l’ora, adesso, questo istante
e il volo fantasioso della mente.
È un ponte che collega noto e ignoto
come l’astratta immagine d’un sogno
che veritiera appare e poi svanisce
lasciando intorno a sé vuoto e speranza.
Del mio animo bianco
non so più cosa farne
solo fragili ossa
a sostenere uno sguardo.
le parole escon fluide da altre bocche
e nemmeno un arabesco in mio aiuto.
cuore gonfio come spuma
vaga sopra il fiume
che scorrendo porta via
si confonde con l'acqua pura dei miei occhi
e cancella sulle mani
le ferite e i complotti.
selva vergine i miei capelli
fan corona ad un viso senza sorriso
ma a che serve cercar vie per chiarire i pensieri?
speranzosi forse i pensieri mietono
come grano maturo
ma un anfratto. Ormai profondo già divide.
Vasta e ridondante va ad allietare i cuori.
Un leggero batter d'ali sul petalo, sul fiore.
Cinguettii d'uccelli s'odono in ogni dove.
S'alza allegro e gaio, con lieta armonia,
il sole su nel celo, raggiante d'allegria.
Putti e cherubini con una penna dorata,
scrivono inni e lodi per la nuova giornata!
Si accendono gli sguardi, all'alzar del sole.
Ciarliere e principianti, nascono le parole...
che arde e non mente;
esploro ed imploro
Ora qui ,
la nebbia torna sempre,
di quella falsa traccia,
che brucia come 'inferno,

Dei giorni bui
non resta che quella luce
filtrata dallo sguardo
che arriva fino al cuore
tamburellante e sordo
come ingenuo primitivo
strumento di dolore
di quei dì colmi di tremore.
L'assedio del dolore
in spire d'onde coglie
e rinchiude nelle segrete
della vita tradita
mentre l'anima nell'assolo del violino
su corde taglienti si dibatte.
Da quelle antiche terre mi raggiunge
la caduta di ogni suo frutto.
Ogni tua parola era un affondo,
un pezzo di bravura
tale da disgregare sicurezze
e annerire lo specchio
dove noi due abbiamo brillato
per un attimo soltanto.
gira la luna
e gira con essa il mio capo asceso.
Gira la giostra e la ruota del carro
quello che lento osserva i cavalli
-di razza e le chiome d'alto lignaggio-
La mano offre ansiosa il mio palmo
che ora da quando chiede quel destro
anche la foglia d'acero alluse
< darò a te carezze di caduchi amanti
serrati nel loro bilingue languore >
Gira gira
e rigira la voglia
quella del rendermi capo a me stessa
del mettere in mano la chiave al mio tempo
per voi che mi leggete,
solo per il fatto che io scrivo su carta ...
momenti d’empatia,
tramutando i sentimenti in poesia.
Eppure sono uno come tanti
che scrive quello che prova,
dicendo alla gente
che la vita è solo un attimo fuggente,
di non sprecarla in falsità e menzogne.
Scrivo pensieri sull’oggi e su l’ieri,
di quando l’anima ha gioito
ed il cuore si è spezzato.
Ma l’ho sempre fatto con coraggio,
perché un poeta trae la forza
nel raccontare l’amore.
Non so se sono un poeta
e per alcuni sarò un raggio di sole.
Umile resterò e a nessuno
vorrò sentirmi superiore,
scrivere è solo una piccola meta
che si concretizza ogni giorno,
nell’uomo che si esprime
con le parole che nascono dentro il cuore.











