
Piccola quanto tempo e' passato
il mio tempo ti ho dedicato
sei una donna forte e bella
dolce di animo buona e di cuore
continua a far felice come una grande accompagnatrice
dona a loro un sorriso ed una carezza
che al cuor tuo chi non le apprezza
muta il tuo stupore intorno a loro
e resta un ricordo e allora tutti a bordo
forza andiamo a vedere le stelle
e scegliamo una novella in un cielo infinito
e vediamo che stella sei bella del cuore d'incanto
Planimetrie d’aurora
sbocciano fra i tuoi baci
ed il cielo s’ammanta d’universo
come rivolo di passi caduti,
fiocchi di stelle sgrammaticati
fra spogli pensieri autunnali.
Una spremuta di vento
scarcera il miele dei tuoi occhi,
allittera il grano dei nostri cuori
come cristalli scuciti dal tempo
ed in quel tempio di rose e maree
annodo i miei giorni che danzano in te.
sbocciano fra i tuoi baci
ed il cielo s’ammanta d’universo
come rivolo di passi caduti,
fiocchi di stelle sgrammaticati
fra spogli pensieri autunnali.
Una spremuta di vento
scarcera il miele dei tuoi occhi,
allittera il grano dei nostri cuori
come cristalli scuciti dal tempo
ed in quel tempio di rose e maree
annodo i miei giorni che danzano in te.
Sentii la più melodiosa
delle voci
quasi illusa intonasse
note d'amore per me
in alto sul tronco
tra cielo e terra
su un pentagramma di nubi
il gorgheggio accarezzò le gemme
della primavera in fiore
e il mio cuore udì
quel richiamo
un flusso soave mi attraversò
D'un tratto il silenzio
Il bosco nudo
una lacrima di pioggia nella sera
Le prime ombre più scure
La morte infilata tra i rami
e un albero muto
L'ultimo canto dell'usignolo
delle voci
quasi illusa intonasse
note d'amore per me
in alto sul tronco
tra cielo e terra
su un pentagramma di nubi
il gorgheggio accarezzò le gemme
della primavera in fiore
e il mio cuore udì
quel richiamo
un flusso soave mi attraversò
D'un tratto il silenzio
Il bosco nudo
una lacrima di pioggia nella sera
Le prime ombre più scure
La morte infilata tra i rami
e un albero muto
L'ultimo canto dell'usignolo

Inaspettato…
Sarebbe
un temporale
a ciel sereno…
non
una calunnia
gratuita.
Inaspettato…
Sarebbe
un inciampo
accidentale…
non
un percuotere
infimo.
Inaspettato…
Sarebbe
un raffreddore
fuori stagione…
non
uno sgambetto
malefico.
Inaspettato…
Sarebbe
uno scivolare
su una buccia…
non
un ferire
profondo.
Inaspettato…
Sarebbe
un devastante
terremoto
non
uno sparlare
alle spalle.
Inaspettato…
Sarebbe
un sanguinario
conflitto…
non
uno struggente
lacrimare.
Inaspettato…
Sarebbe
un insieme
insensibile…
non
un cuore
munifico.
Inaspettato…
Sarebbe
un incosciente
poltrire…
non
uno stringere
le mani.
Inaspettato…
Sarebbe
un non far
sorridere…
non
uno sgorgante
calore.
Inaspettato…
Sarebbe
un ignobile
agire…
non
un donarsi
al cordiale.
Precipitose sequenze mute
costantemente connesse
tra scorci di attimi in fuga.
Il dopo tende un sorriso
sa d’arrivare
violato il suo destino
mentre prima è da ricordare.
Astrazione al divenire
corteggia l’ipotesi del momento
un periodo preciso
appare all’ombra di un presente stanco.
E io misuro,
misuro il tempo col cannocchiale
e vesto gli eventi di gemme preziose
e di argento e di giada,
illusioni intrise d’odori.
costantemente connesse
tra scorci di attimi in fuga.
Il dopo tende un sorriso
sa d’arrivare
violato il suo destino
mentre prima è da ricordare.
Astrazione al divenire
corteggia l’ipotesi del momento
un periodo preciso
appare all’ombra di un presente stanco.
E io misuro,
misuro il tempo col cannocchiale
e vesto gli eventi di gemme preziose
e di argento e di giada,
illusioni intrise d’odori.
Ti proteggerò
sotto queste mie ali di pietra
Al confine fra una battuta sbagliata
ed un'atroce verità
hanno iniziato a sparare
Le mie parole e le mie tesi
portate per fermare tutto questo
le vedrai crivellate dall'indifferenza
Le vedrai sparire presto
Ma ti proteggerò se mi saprai ascoltare
anche se rimango sulle alte frequenze
Anche se la banda viene usata a turno
da altri con le loro maldicenze
In questo cammino in cui non si ammettono errori
il mio vivere è una metrica barbara
che procede ad un ritmo non più riconosciuto
ma non per questo sbagliato
Se mi cerchi sono un dipluro in una grotta
Un pesciolino d'argento nella tua dispensa
E ti proteggerò come un angelo incenerito
che non si era neanche ribellato
Tu trovami una scusa per fare tutto questo
e non conteranno gli anni
che sento sui tuoi fianchi
Tu lascia fare a me
che ho raccolto ciò che ho seminato:
lo stesso seme che non è mai germinato.
sotto queste mie ali di pietra
Al confine fra una battuta sbagliata
ed un'atroce verità
hanno iniziato a sparare
Le mie parole e le mie tesi
portate per fermare tutto questo
le vedrai crivellate dall'indifferenza
Le vedrai sparire presto
Ma ti proteggerò se mi saprai ascoltare
anche se rimango sulle alte frequenze
Anche se la banda viene usata a turno
da altri con le loro maldicenze
In questo cammino in cui non si ammettono errori
il mio vivere è una metrica barbara
che procede ad un ritmo non più riconosciuto
ma non per questo sbagliato
Se mi cerchi sono un dipluro in una grotta
Un pesciolino d'argento nella tua dispensa
E ti proteggerò come un angelo incenerito
che non si era neanche ribellato
Tu trovami una scusa per fare tutto questo
e non conteranno gli anni
che sento sui tuoi fianchi
Tu lascia fare a me
che ho raccolto ciò che ho seminato:
lo stesso seme che non è mai germinato.
Mi piacerebbe sapere
a cosa pensavo
un attimo prima,
dalla serenità
alla morte.
Mi piacerebbe sapere
come si vede
la vita degli altri
seduti
sulle nuvole.
Mi piacerebbe sapere
come
si trasforma
una montagna
in una gomma.
E poi
il suono,
i colori
visti
ma non sentiti.
Mi piacerebbe sapere
come posso spiegare
il vuoto, l'immenso, il niente,
il grigio che mi tira giù,
mentre lotto per tornare su.
Il caso...
la fortuna...
un angelo
mi ha afferrata
per volare verso il mondo.
a cosa pensavo
un attimo prima,
dalla serenità
alla morte.
Mi piacerebbe sapere
come si vede
la vita degli altri
seduti
sulle nuvole.
Mi piacerebbe sapere
come
si trasforma
una montagna
in una gomma.
E poi
il suono,
i colori
visti
ma non sentiti.
Mi piacerebbe sapere
come posso spiegare
il vuoto, l'immenso, il niente,
il grigio che mi tira giù,
mentre lotto per tornare su.
Il caso...
la fortuna...
un angelo
mi ha afferrata
per volare verso il mondo.
Per meritare qualche amico in cielo,
del mio rispetto non privai nessuno,
l'esaltazione fu da me lontana
non suscitai stupore per l'aspetto
e mi coprii di velo alla campana.
Non servo dei servi diventai
e d'essere grande non bramai.
Non mi feci schiavo dei miei servi
ma, v'assicuro, non li tormentai;
ai primi posti non bramai sedere
né all'estreme file fui piazzato.
Non fui mai primo né lo sospirai
non valicai colli di grandezza,
né la ristrettezza misurai;
ma l'immodestia fu il mio peccato
perché non nego di aver sognato
qualche amico in cielo assicurato.
del mio rispetto non privai nessuno,
l'esaltazione fu da me lontana
non suscitai stupore per l'aspetto
e mi coprii di velo alla campana.
Non servo dei servi diventai
e d'essere grande non bramai.
Non mi feci schiavo dei miei servi
ma, v'assicuro, non li tormentai;
ai primi posti non bramai sedere
né all'estreme file fui piazzato.
Non fui mai primo né lo sospirai
non valicai colli di grandezza,
né la ristrettezza misurai;
ma l'immodestia fu il mio peccato
perché non nego di aver sognato
qualche amico in cielo assicurato.
E' un viaggio il mio pensiero
veste gli alberi spogli e il terreno inquieto
non sono foglie
ma lettere e suoni che s' appoggiano e scrivono il tempo.
Mitigano l'ombra
cercano la luce
sconfinano tra le righe e si parlano
cosi come si parlano le correnti d'Autunno
mentre alitano l'Inverno e sfumano l'Estate .
Quale pagina avrà l'effetto , quale conserverà tutte le mie parole?
Come una piccola nota in ritorno dal mare
prendo quota e sorvolo gli spazi
sul cuscino lascio la fatica di ogni giorno e di ogni notte
la fugacità della vita vibra
mi scuote e si lascia amare.
Gli occhi dell’oltre hanno perso le pupille,
il muro è alto e il cuore non vede più parole;
la mano è solo un guanto appeso al muro.
C’è un pesce a testa in giù
con gli occhi rivolti verso il cielo:
il sacro è ormai abbattuto
e Dio è una parola da non pronunciare.
Ciò che buono è solo ridicolo,
ma l’oro ducato resiste ancora
per raccogliere le offerte.
I nuovi idoli lampeggiano,
per convincerci di oggetti appariscenti...
... certo non è la fine che vogliamo,
eppure ogni giorno accelleriamo questo tempo.
Mi chiedo,il perché di tanta collisione d’anime
chiedo a te poeta, nomade d’amore,
stanco, di sorreggere la croce!

Quando nei miei occhi
Rifiorivano le spine
Che l’inverno nero
Sapeva ben ammaestrare
Io con voce sommessa languivo
Un candido canto che ripeteva il tuo nome
E come una moglie affranta bestemmiavo la tua assenza
Squarciando il mio velo nero di lutto,
coltellata dopo coltellata.
Ad ogni colpo un giogo
Mi serrava la gola:
era la tua memoria
dolente come un afflitto malato in cerca di cura.
E ti gridavo,vittima inconsapevole:”Perdonami!”
Ma il mio eco già si perdeva nel fumo pesante
Delle candele che accendevo in tuo nome.
Ora so solo intonare versi di affranta rassegnazione,
che risuonano lamentosi come agnelli immolati in nome di Dio.
Ora so,almeno: devono suonare così le preghiere dei vinti.
Rifiorivano le spine
Che l’inverno nero
Sapeva ben ammaestrare
Io con voce sommessa languivo
Un candido canto che ripeteva il tuo nome
E come una moglie affranta bestemmiavo la tua assenza
Squarciando il mio velo nero di lutto,
coltellata dopo coltellata.
Ad ogni colpo un giogo
Mi serrava la gola:
era la tua memoria
dolente come un afflitto malato in cerca di cura.
E ti gridavo,vittima inconsapevole:”Perdonami!”
Ma il mio eco già si perdeva nel fumo pesante
Delle candele che accendevo in tuo nome.
Ora so solo intonare versi di affranta rassegnazione,
che risuonano lamentosi come agnelli immolati in nome di Dio.
Ora so,almeno: devono suonare così le preghiere dei vinti.
Le foglie d'ottobre
cominciano sì
a scricchiolare
sotto le suole, ma di
felicità noi riusciremo
anche solo a parlare?
Del cielo invece
gli stormi d'uccelli
fan piste di ghiaccio
su cui eseguire - beati
e veloci - coreografie
da lasciare estasiati.
cominciano sì
a scricchiolare
sotto le suole, ma di
felicità noi riusciremo
anche solo a parlare?
Del cielo invece
gli stormi d'uccelli
fan piste di ghiaccio
su cui eseguire - beati
e veloci - coreografie
da lasciare estasiati.













