Per te
che ostacoli i miei sogni
nascondendo le vesti
che navighi d’oceano
pensando a ciò che hai fatto
che levighi anfratti di stimoli
da tempo dimenticati
che gemi conoscendo il tuo rifiuto
derivato da inconsce paure
ben mascherate da continue risa.
Per te
ogni canto è privo di certezza
ogni soluzione è ombra di dubbio
oscuro sapere
di voglie che tardano a tornare.
Ti aspetto.
3 commenti
Il desiderio di arrivare
alla piacevolezza di un sonno eterno
richiedere l’aiuto della dea del nulla
abbandonare
per un lungo periodo
gli intrusi del fare.
Esplorare esclusivamente se stessi
essere protagonisti di un gradito egoismo
avere più tempo per i propri sogni.
Chiacchiera il silenzio
fra comete e margherite,
fra violini ed acquitrini,
fra matite e sassolini,
fra mulini e palloncini.
Nuvole e velieri
del gran son capitàno,
lampare di raso fra le bacche,
ruggine di mosto fra le barche,
corteccia di bosco s’arancia di neve,
zucchero d’universo è questo battito di quiete.
fra comete e margherite,
fra violini ed acquitrini,
fra matite e sassolini,
fra mulini e palloncini.
Nuvole e velieri
del gran son capitàno,
lampare di raso fra le bacche,
ruggine di mosto fra le barche,
corteccia di bosco s’arancia di neve,
zucchero d’universo è questo battito di quiete.
Ti possiederò
come se oscure peccaminose
legioni entrassero dentro di te
conquistando i tuoi sensi
dominando i tuoi istinti
Mi scioglierò come fuoco in te
un diavolo in corpo
riassunto di tutti gli inferni accesi
nelle tue vene
risultato di mille incendi uniti
brucerò veloce come la carta più fine
un diavolo in corpo
fuso nel tuo sangue
in viaggio sotto la tua pelle
sarò calore divorante
Il piacere proibito
dolce corruzione
ai tuoi occhi morigerati
e consumerò le tue inibizioni
fino a farne cenere da soffiare
finchè ti arrenderai totalmente
alle mie folli voglie
come la tua carne sta iniziando a fare
succube del mio demone d'amore
come se oscure peccaminose
legioni entrassero dentro di te
conquistando i tuoi sensi
dominando i tuoi istinti
Mi scioglierò come fuoco in te
un diavolo in corpo
riassunto di tutti gli inferni accesi
nelle tue vene
risultato di mille incendi uniti
brucerò veloce come la carta più fine
un diavolo in corpo
fuso nel tuo sangue
in viaggio sotto la tua pelle
sarò calore divorante
Il piacere proibito
dolce corruzione
ai tuoi occhi morigerati
e consumerò le tue inibizioni
fino a farne cenere da soffiare
finchè ti arrenderai totalmente
alle mie folli voglie
come la tua carne sta iniziando a fare
succube del mio demone d'amore
Grasse mani strappano le ciocche
e rude dita sferrano colpi a lacerare il volto.
e rude dita sferrano colpi a lacerare il volto.
Vestiti a brandelli, pelle graffiata.
Vigliacchi corpi giocano
a squarciar l'intimo profondo.
Inutile, briosa, la luna,
a sbirciar l'atto crudele sta
e le stelle inopportune
ad allestir bagliori
tutto intorno.
Diamanti brillanti piangono gli occhi
a cotanto livore in corpo
e brucian le gote a quel getto salato.
Una musica amica lontano s'ode,
di speranza un amaro sorriso
increspa le labbra.
Vincendo il dolore
va incontro a quel suono,
a tutti vuol cantare il suo dolore.


Sprezzante
travolgente...forte.
Per non farsi fermare
dagli ostacoli.
Per non soffrire
per non distruggere il sorriso.
Forte
come il vento.
Trasformare il mare in polvere
da portare via.
Colmando
la tempesta.
Bisbigliando al tramonto
che un'anima in fiamme si è spenta.


Sfiorirai alle porte del cuore
fra cocci di baci e raffiche lunari,
fiamma di sale e grumo di mare
e come il mandorlo scheggiato dal sole
ritaglierò lacrime di nuda passione.
Farina di stelle s’annoda al tuo nome
ed eri ghiaccio di seta ed intonaco di cuore,
silenziosa grafite d’iris e tavolozza d’ottobre,
splende la sera sulle pagine del nostro amore
ed io rincorro la tua ombra sgualcita nel dolore.
fra cocci di baci e raffiche lunari,
fiamma di sale e grumo di mare
e come il mandorlo scheggiato dal sole
ritaglierò lacrime di nuda passione.
Farina di stelle s’annoda al tuo nome
ed eri ghiaccio di seta ed intonaco di cuore,
silenziosa grafite d’iris e tavolozza d’ottobre,
splende la sera sulle pagine del nostro amore
ed io rincorro la tua ombra sgualcita nel dolore.
Si cammina
eccome se si cammina
ore, ore a scarpe slacciate
non possiamo fermarci da un momento all’ altro
… e chi si vuole fermare
Nessuno intorno a noi
a parte l’ universo
e il vento sulla sabbia e i piedi
l’ acqua tra le labbra e il desiderio
e la libertà tra il cielo e gli occhi
Si parla ancora
eccome se si parla
ore, ore a lingue slacciate
non possiamo stare in silenzio
… e chi ci vuole stare
Solo illusioni intorno a noi
a parte noi
e il sole tra l’ arsura e il mare
il freddo tra le mani e il sale
e un futuro tra la duna e l’ orizzonte
Nel punto più alto di se stessi,
nella propria rivelazione,
invisibili messaggi partono dagli occhi,
quasi, codici impalpabili,
indicibili, ricchi di potenza.
Un linguaggio semplice e turbato
di atti sperati su tappeti rossi,
per il cammino agile del cuore.
I luoghi sono ampi
dove il richiamo fatale
è comando dei sensi.
Ecco…l’alterazione di se stessi!
Nel corso di un “allegro,andante e scherzoso”
la ricerca di un'identità possibile
fino al limite dell’assenza.
Un nodo precipitando
in cui scopriamo,
lottiamo, godiamo,
dell’essere eterni … morendo!

Dove la luce è più soffice
e l'ombra sfuma i contorni dolcemente
dove il sole sfila i suoi raggi dal cielo
dissolvendoli uno ad uno
per consegnare lo scettro alla sera
nel punto esatto in cui ti sembra
sia comparso quello spettro
che ti ha lasciato il sospetto
di una presenza ignota
nel riflesso nudo dentro lo specchio
ecco, posso essere lì
dove un ricordo ti ha sfiorato il cuore
con dita invisibili
e poi subito si è ritratto
dalla sua strana carezza
riassorbito nell'apparente nulla
ecco, posso essere lì
Cercami solo in un sogno
e l'ombra sfuma i contorni dolcemente
dove il sole sfila i suoi raggi dal cielo
dissolvendoli uno ad uno
per consegnare lo scettro alla sera
nel punto esatto in cui ti sembra
sia comparso quello spettro
che ti ha lasciato il sospetto
di una presenza ignota
nel riflesso nudo dentro lo specchio
ecco, posso essere lì
dove un ricordo ti ha sfiorato il cuore
con dita invisibili
e poi subito si è ritratto
dalla sua strana carezza
riassorbito nell'apparente nulla
ecco, posso essere lì
Cercami solo in un sogno
Quell'angolo sulla soglia del tempo
aveva per noi l'aura d'un tempio
da non profanare
con bisbigli animati e schianti
che stridessero con quella quiete, quella pace
che avvolgeva la natura incontaminata
di quel luogo in una lingua
che sembrava un lieve canto.
Nelle notti di plenilunio
il nostro nido irradiato di luce argentea
si rifletteva sul fremito della nostra pelle
e sul mistero della felicità che fa tremare i polsi,
imprime un sigillo potente nell'umano desiderio
di due esseri approdati sulle rive del Lete.
Quella vertigine cercata ed ambita
che poco spesso capita nella vita
era un fuoco a mitraglia, malia, indomabile follia,
grandi abbracci di volte celesti, di abissi infiniti:
un perdersi e ritrovarsi in apnea
un risalire su
a riprendere respiro per non morire.
E' la magia dentro le cose non chiare
Il fascino della scoperta che ti spinge
Su strade che non sai
E' un movimento di onde piene di vitalità
Se non cerchi più l'ignoto ti spegnerai
Sarai un tv uccisa dal fulmine
Un libro vuoto di parole
Un fiume fermo
Una muffa sul muro.
Io rincorro l'oscurità anche a costo
Di illudermi
Tu fa come vuoi
C'è posto sulla nave dei sogni
Scegli se vegetare o vivere .
Granai di luce fioca
suppliscono alle foglie
ed il quieto paesaggio d’ottobre
inzuppa minestre di bosco e finestre
è un intarsio d’arpe aggherigliate,
miele smeraldo d’orizzonte cobalto.
I rami s’orchestrano d’autunno,
s’inchinano a sfiorar rugiada della sera,
chicchi di melagrana abbottonano le strade,
riverberano mosto di nuvole corallo
fra inchiostro merlettato di muschio scapigliato.
suppliscono alle foglie
ed il quieto paesaggio d’ottobre
inzuppa minestre di bosco e finestre
è un intarsio d’arpe aggherigliate,
miele smeraldo d’orizzonte cobalto.
I rami s’orchestrano d’autunno,
s’inchinano a sfiorar rugiada della sera,
chicchi di melagrana abbottonano le strade,
riverberano mosto di nuvole corallo
fra inchiostro merlettato di muschio scapigliato.










