L’affano s’impone ai giorni
e stringe le tempie.
Sono rari, gli spazi d’anima
lungo il perimetro del corpo,
che vorrebbe essere più di se stesso.
Ci i trova sempre, laddòve non si vuole,
con disagio mascherato
per la catastrofe dell’altro,
che vorremmo amare.
L’assenza stringe i fianchi
che vorrebbero essere nudi..
…ma i nodi sono inestricabili!
14 commenti
Mon Dieu
io sono stanco
delle foglie morte
e del tempo
che non
torna,
di un presente
che diventerà bello
solo dopo esser stato
riordinato in ricordo,
e di un amore
che prima
era un
inno alla vita
e poi si è spento.
Voglio andare avanti
senza tornare indietro,
come è nel mondo
degli eucalipti:
là, dove non
si dorme
mai,
fieri
d'esser
sempreverdi.
Questo tempo
virgola d’atmosfera,
scarabocchio su tela,
nube di fragola
e ragnatela di cera,
svende alle porte dell’orizzonte
un timido raggio di sera.
Grandinano petali di luna,
i prati s’incendiano di bruma,
arabeschi violini di carta
sfibrano valigie di mare,
architettura di sguardi
è poesia di miele e tulipani.
virgola d’atmosfera,
scarabocchio su tela,
nube di fragola
e ragnatela di cera,
svende alle porte dell’orizzonte
un timido raggio di sera.
Grandinano petali di luna,
i prati s’incendiano di bruma,
arabeschi violini di carta
sfibrano valigie di mare,
architettura di sguardi
è poesia di miele e tulipani.
Apro gli occhi
guardo intorno a me
un uomo in bici corre sulla via,
un'auto passa lentamente,
un'altra sfreccia a velocità,
un uomo fuma una sigaretta assorto nei suoi pensieri,
una donna accompagna un bimbo stringendogli la mano.
Apro gli occhi
osservo intorno a me.
Cornici di vita
attimi che sfuggono
vorrei fermarli tutti
ma sono infiniti.
Osservo la mia vita
un punto fermo?
Un instabile equilibrio?
E' il mio attimo
I miei occhi
la mia cornice.
guardo intorno a me
un uomo in bici corre sulla via,
un'auto passa lentamente,
un'altra sfreccia a velocità,
un uomo fuma una sigaretta assorto nei suoi pensieri,
una donna accompagna un bimbo stringendogli la mano.
Apro gli occhi
osservo intorno a me.
Cornici di vita
attimi che sfuggono
vorrei fermarli tutti
ma sono infiniti.
Osservo la mia vita
un punto fermo?
Un instabile equilibrio?
E' il mio attimo
I miei occhi
la mia cornice.
E quando ho visto le nuvole come bianchi merletti frangersi sulle rive dei suoi occhi
nelle albe di sole sbocciate violente come rose
con la gente che sdrucciola sul ghiaccio della vita
avvolta nei giornali del mattino ed abiti sporchi di pittura
non sono stato indifferente alle lacrime che mi hai insegnato
e ho pianto Dio
ho pianto come i girasoli nei tramonti acrilici
con le mani tremanti come l'asfalto nei giorni d'estate
e nessuno sa che ho pianto
o che me ne importasse qualcosa
o sapesse perché le case ci osservano con le cassette della posta piene di volantini con prosa da réclame
ed io appoggiato al finestrino mi asciugavo gli occhi
gli occhi gonfi come mongolfiere troppo colorate
ma ho visto lunghe file di sedie vuote come le fabbriche che hanno chiuso
per gli aridi Casalnuovo
per i tristi Pomigliano
che c'erano bambine adorabili che salutavano gli aerei nel cielo
e ragazzine che saltavano sugli incroci dei treni alle stazioni
con i capelli intrecciati di pie illusioni
i nord-africani distrutti dall'esilio nei campi
le tue unghie dipinte come i cieli d'autunno
nelle lente processioni dei nostri sguardi addormentati
dai fiori delle campane che spuntavano d'intorno.
Il pomeriggio scivola come l'olio con cui lavoro
i bar restano aperti per i caffè della sera
e la città come un'attrice si trucca di luci per farsi bella
mentre il cielo è un guanto alla rovescia
e dipinto dalla notte un cane
abbaia dietro la mia strascicante ombra scura
e tutto è perfetto.
nelle albe di sole sbocciate violente come rose
con la gente che sdrucciola sul ghiaccio della vita
avvolta nei giornali del mattino ed abiti sporchi di pittura
non sono stato indifferente alle lacrime che mi hai insegnato
e ho pianto Dio
ho pianto come i girasoli nei tramonti acrilici
con le mani tremanti come l'asfalto nei giorni d'estate
e nessuno sa che ho pianto
o che me ne importasse qualcosa
o sapesse perché le case ci osservano con le cassette della posta piene di volantini con prosa da réclame
ed io appoggiato al finestrino mi asciugavo gli occhi
gli occhi gonfi come mongolfiere troppo colorate
ma ho visto lunghe file di sedie vuote come le fabbriche che hanno chiuso
per gli aridi Casalnuovo
per i tristi Pomigliano
che c'erano bambine adorabili che salutavano gli aerei nel cielo
e ragazzine che saltavano sugli incroci dei treni alle stazioni
con i capelli intrecciati di pie illusioni
i nord-africani distrutti dall'esilio nei campi
le tue unghie dipinte come i cieli d'autunno
nelle lente processioni dei nostri sguardi addormentati
dai fiori delle campane che spuntavano d'intorno.
Il pomeriggio scivola come l'olio con cui lavoro
i bar restano aperti per i caffè della sera
e la città come un'attrice si trucca di luci per farsi bella
mentre il cielo è un guanto alla rovescia
e dipinto dalla notte un cane
abbaia dietro la mia strascicante ombra scura
e tutto è perfetto.
Magico istante tra noi...
quel fioco grido che ci unisce
è un canto!
Si, un canto che sgorga dall'anima
intriso di gioia e sentimento.
Se al futuro guardo,
penso che anche il deserto selvaggio
per noi due sarà giardino ameno.
Immagino splendide fioriture
dentro il cerchio delle nostre braccia
fili d'erba come seta
e fiori profumati
ci accompagneranno
lungo i bordi dei sentieri
e parole a fugare l'ombra dei pensieri
in una luce sontuosa
senza ombra d'inganno
in una fiamma rifulgente di zaffiro.
Notte di lampare, è questa notte,
che lente vanno sulla via
tutta nascosta nel blu
spiata da cento occhi maliziosi.
E sorridi anche tu,
alla luna cianciosa e furba
che le sue moine abbozza
e t’ incanta.
… Si rincorrono, si stendono,
ondeggiano le scie luminose,
come sogni che spingono
anelando ad una meta.
Come ricordi che s’accendono
qua e là nella memoria...
… Aliti di magia…
Telo, il cielo, pudico e premuroso,
copre il mare diventato
alcova dove giochi di luci
s’avvolgono come vogliosi amanti.
Sfilare cheto e silenzioso,
un buio dolcemente salmastro.
Tutto si fonde piacevolmente
coi respiri umidi, come i baci.
… E la mente non resiste,
s’innalza al canto dei ricordi
e una danza si scioglie
tra mille lampare…
che lente vanno sulla via
tutta nascosta nel blu
spiata da cento occhi maliziosi.
E sorridi anche tu,
alla luna cianciosa e furba
che le sue moine abbozza
e t’ incanta.
… Si rincorrono, si stendono,
ondeggiano le scie luminose,
come sogni che spingono
anelando ad una meta.
Come ricordi che s’accendono
qua e là nella memoria...
… Aliti di magia…
Telo, il cielo, pudico e premuroso,
copre il mare diventato
alcova dove giochi di luci
s’avvolgono come vogliosi amanti.
Sfilare cheto e silenzioso,
un buio dolcemente salmastro.
Tutto si fonde piacevolmente
coi respiri umidi, come i baci.
… E la mente non resiste,
s’innalza al canto dei ricordi
e una danza si scioglie
tra mille lampare…
Conosco quello sguardo
è un sì del tuo cuore prima di ogni pensiero
Si tuffa in avanti e non ha riguardo
Come tutte le cose quando sanno di vero
Conosco il sapore della tua bocca
È un sorso di fiaba che ti accarezza
Tu chiudi gli occhi ed il tempo si blocca
E capisci davvero cosa sia la bellezza
Come albero e terra sono legati
Uno affonda e l’altra accoglie peso e radici
Come nuvola e pioggia si sono amati
Poi persi e dissolti pieni di cicatrici
Diventiamo quelli che siamo
O siamo quello che diventiamo ?
Attraverso le urla, le gioie e i tormenti
Attraverso la gente, le passioni e i lamenti
Conosco la tua pelle
Il suo odore e calore tra la spalla ed il collo
Conosco le voglie e i desideri delle ancelle
Sole tra la folla come su un deserto atollo.
Cerchiamo noi stessi sempre senza trovarci
E quando ci arrivi sei lo specchio di un altro
Sogniamo un traguardo sempre senza arrivarci
Per chiuderci al buio al sicuro in un antro.
Se solo riuscissi, se solo provassi
A togliere i pesi e seguir la tua strada
Staresti sospesa come sopra due assi
Ma saresti viva e in amore comunque vada
Viva e innamorata comunque vada
è un sì del tuo cuore prima di ogni pensiero
Si tuffa in avanti e non ha riguardo
Come tutte le cose quando sanno di vero
Conosco il sapore della tua bocca
È un sorso di fiaba che ti accarezza
Tu chiudi gli occhi ed il tempo si blocca
E capisci davvero cosa sia la bellezza
Come albero e terra sono legati
Uno affonda e l’altra accoglie peso e radici
Come nuvola e pioggia si sono amati
Poi persi e dissolti pieni di cicatrici
Diventiamo quelli che siamo
O siamo quello che diventiamo ?
Attraverso le urla, le gioie e i tormenti
Attraverso la gente, le passioni e i lamenti
Conosco la tua pelle
Il suo odore e calore tra la spalla ed il collo
Conosco le voglie e i desideri delle ancelle
Sole tra la folla come su un deserto atollo.
Cerchiamo noi stessi sempre senza trovarci
E quando ci arrivi sei lo specchio di un altro
Sogniamo un traguardo sempre senza arrivarci
Per chiuderci al buio al sicuro in un antro.
Se solo riuscissi, se solo provassi
A togliere i pesi e seguir la tua strada
Staresti sospesa come sopra due assi
Ma saresti viva e in amore comunque vada
Viva e innamorata comunque vada
Il ventre della notte
concepisce fiori neri
e un cielo madido di pioggia
cartapesta grigia le nubi
e l'agonia delle ultime stelle
che mi muoiono nelle pupille
il silenzio danza nudo
sordo, cieco e senza risposte
chinato su sè stesso, ripiegato
indifferente, ottuso
cerco le sue parole nascoste
scavo a mani nude
nel mio cuore ormai ruvido
nel fango sepolto dal tempo
e il buio morde i ricordi
il silenzio danza nudo
con occhi di ghiaccio
i suoi passi sono vuoti e leggeri
eppure grava solenne su di me
i suoi piedi duri sul mio petto
ed io pure nuda ma indifesa
mi accartoccio nel nulla
concepisce fiori neri
e un cielo madido di pioggia
cartapesta grigia le nubi
e l'agonia delle ultime stelle
che mi muoiono nelle pupille
il silenzio danza nudo
sordo, cieco e senza risposte
chinato su sè stesso, ripiegato
indifferente, ottuso
cerco le sue parole nascoste
scavo a mani nude
nel mio cuore ormai ruvido
nel fango sepolto dal tempo
e il buio morde i ricordi
il silenzio danza nudo
con occhi di ghiaccio
i suoi passi sono vuoti e leggeri
eppure grava solenne su di me
i suoi piedi duri sul mio petto
ed io pure nuda ma indifesa
mi accartoccio nel nulla
Narciso quando si specchia nella pozzanghera
dicono somigli a Dorian Gray. C’è una libellula
color alabastro sulle spalle di un soldato
riverso sull’asfalto. Lo stretto è rimasto
uguale dai tempi di Polifemo, però se lo vuoi
con Photoshop puoi unire le due rive
e trascorrere il weekend sotto la neve
in Aspromonte oppure tornare prima o poi
a Taormina. Baciarti a maggio ha un costo
a novembre inoltrato però non è peccato
quattro ore possono bastare se la lucertola
è abbronzata, il biglietto non c’è ancora.
Hanno spento le luci della sala e le stelle
stasera sono oscurate dal temporale
il film è iniziato, Fellini è girato di spalle
e Roma è un incanto, sul divano di casa
scorrono le immagini della partita dell’anno
le sta guardando solo il cane, dicono
che sta vincendo l’arbitro col sassofono.
Qualcuno avanza un’ipotesi, il sonno
è agitato perché c’è una vecchia marchesa
in minigonna sulla moto col cambio in folle
sulla via del ritorno. Per quello che vale
ora il tempo è bello e sono libere le farfalle.

Mi chiese educato un tizio imbranato:
convivo o mi sposo?
Domanda complessa, incognito amico,
quesito oneroso;
perché, se ti dico: la convivenza,
qualcuno direbbe commetti peccato,
che t'ho consigliato il concubinato;
in tempi passati era voce proibita,
passo insensato che bollava una vita.
Certo, le usanze sono cambiate,
la vita in comune diviene esperienza,
parola e promesse non sono giurate
c'è indipendenza, cambio, franchigia,
quando sei stanco ti fai la valigia.
Il matrimonio prevede più impegno:
quel "congiunto da Dio non separare"
grava sul capo come mazza di legno.
È intesa, fusione, donarsi, donare,
catena giurata, di fede, d'offerta,
gioco amoroso, convinto, sicuro
per affidare la specie al futuro.
Queste le norme amico mio,
ma, un consiglio? Affidati a Dio,
tanto il rischio esiste comunque
ed è di prassi, si dice dovunque:
il matrimonio è manicomio
la convivenza è sofferenza.
Quindi convivi o ti sposi, ragazzo,
ti grideranno gli amici: sei pazzo.
convivo o mi sposo?
Domanda complessa, incognito amico,
quesito oneroso;
perché, se ti dico: la convivenza,
qualcuno direbbe commetti peccato,
che t'ho consigliato il concubinato;
in tempi passati era voce proibita,
passo insensato che bollava una vita.
Certo, le usanze sono cambiate,
la vita in comune diviene esperienza,
parola e promesse non sono giurate
c'è indipendenza, cambio, franchigia,
quando sei stanco ti fai la valigia.
Il matrimonio prevede più impegno:
quel "congiunto da Dio non separare"
grava sul capo come mazza di legno.
È intesa, fusione, donarsi, donare,
catena giurata, di fede, d'offerta,
gioco amoroso, convinto, sicuro
per affidare la specie al futuro.
Queste le norme amico mio,
ma, un consiglio? Affidati a Dio,
tanto il rischio esiste comunque
ed è di prassi, si dice dovunque:
il matrimonio è manicomio
la convivenza è sofferenza.
Quindi convivi o ti sposi, ragazzo,
ti grideranno gli amici: sei pazzo.
In che modo mi parli vita
mentre ti leggo
ho un cielo terso e un tappeto
di farfalle bianche sui miei passi .
Danzano anche i ruscelli .
Silenzi colorati sono occhi nell’aria
nell’acqua
sulla via
nessun’ombra mi appare
solo magia.
Un rifugio
l'immenso
che si lascia accarezzare.
Apro gli occhi
E la vita appare!
Accanto a me si fa luce.
mentre ti leggo
ho un cielo terso e un tappeto
di farfalle bianche sui miei passi .
Danzano anche i ruscelli .
Silenzi colorati sono occhi nell’aria
nell’acqua
sulla via
nessun’ombra mi appare
solo magia.
Un rifugio
l'immenso
che si lascia accarezzare.
Apro gli occhi
E la vita appare!
Accanto a me si fa luce.

Scende... cauta...
sulle finestre dei sogni...
a passi lenti... nel silenzio del sole...
Mi prendono ricordi di me,
in un vecchio dipinto passato...
Pagine sfumate nelle ombre chiaro-scure,
che rifuggono nelle porte del tempo...
Specchi ritorti di volti deformi...
confusi... senza più un senso...
e neppure un rimpianto...
di un Dio accecato di fede insoluta,
assente, negato,assopito...
giro il ricordo... ne vedo il valore...
assoluto, dissolto, svanito...
Prendo di me
la mia parte migliore
la poso tra rughe migliori
di mani che si fanno grandi nel mio dolore,
che sanno accogliere la fragilità di un cuore,
che sanno stare nella mia preghiera,
dove non c'è spazio,
dove non c'è tempo,
dove non ci sono più
i dipinti del passato.
sulle finestre dei sogni...
a passi lenti... nel silenzio del sole...
Mi prendono ricordi di me,
in un vecchio dipinto passato...
Pagine sfumate nelle ombre chiaro-scure,
che rifuggono nelle porte del tempo...
Specchi ritorti di volti deformi...
confusi... senza più un senso...
e neppure un rimpianto...
di un Dio accecato di fede insoluta,
assente, negato,assopito...
giro il ricordo... ne vedo il valore...
assoluto, dissolto, svanito...
Prendo di me
la mia parte migliore
la poso tra rughe migliori
di mani che si fanno grandi nel mio dolore,
che sanno accogliere la fragilità di un cuore,
che sanno stare nella mia preghiera,
dove non c'è spazio,
dove non c'è tempo,
dove non ci sono più
i dipinti del passato.
Mi ritrovo solo con me stesso
raggomitolato in una selva di pensieri
a vagheggiare sulle orme di questo
reo tempo
che continua a scorrere, anzi precipita
e quando un bel giorno ,svaniranno lentamente
i ricordi, le gioie ed i dolori del passato
e resterà solo il vuoto
allora ti accorgerai
di essere vecchio.














