
I vecchi?
La nostra storia immortale,
una catena dal nostro passato,
la strada del nostro cammino,
il tesoro del loro insegnare,
l’ornamento del nostro vivere!
I vecchi?
Un cuore
che vuole
solo amare!
I vecchi?
Un animo
che sente
la sofferenza!
I vecchi?
Un sentimento
che trabocca
contagio devoto!
I vecchi?
Dalle loro parole…
il nostro vincere!
I vecchi?
Dal loro esempio…
Il nostro rinascere!
I vecchi?
I nostri giovani
onnipresenti…
nello spirito,
nello zelo!
I vecchi?
La nostra speranza
concretizzata!
9 commenti
Ti sentirò ovunque
All'ombra dei miei giorni
nell'estro dei nostri incontri
che non riesco a dimenticare.
Ti seguirò tra i dolci lemmi
con la mente incollata
alle più belle frasi da te composte:
carezze impalpabili d'amore.
Ti sentirò nell'alito di vento
che mi carezzerà il volto ed i capelli
in un giorno assolato e pieno di magia.
Ti rivedrò in un ritorno a casa
tra le persiane aperte inondate di luce.
Sarà il nostro correrci incontro
con le braccia spalancate a riempirmi il cuore.
Un lembo di cielo
come velo di sposa
filtra le foglie assopite;
stenta la luce,
la mia estate non canta,
si schianta nel vuoto
dove tutto riposa.
Solo un'ombra stanca,
vacillante ma pressante,
cammina, s'avvicina
e trascrina un noto profumo:
il suo ricordo.
come velo di sposa
filtra le foglie assopite;
stenta la luce,
la mia estate non canta,
si schianta nel vuoto
dove tutto riposa.
Solo un'ombra stanca,
vacillante ma pressante,
cammina, s'avvicina
e trascrina un noto profumo:
il suo ricordo.
Passa un giorno di inquietudine
con spiragli di luce briosa
giunge una primavera di amori imbrattati
si apre una finestra scura sul porto
mentre giace una giacca stropicciata sul divano
passano giorni di emozioni piene e vuote
credi di sprofondare ma un attimo dopo
risali la china con grande forza d'animo
parole di elementi sfuocati che cambiano
la strada di tempi passati si sta consumando
foreste verdi che stanno perdendo il loro fascino
grida di pensieri sconosciuti si affollano
e la maestosa creatività del poeta di passaggio
che scruta con stupore l'infinito mare tropicale.
con spiragli di luce briosa
giunge una primavera di amori imbrattati
si apre una finestra scura sul porto
mentre giace una giacca stropicciata sul divano
passano giorni di emozioni piene e vuote
credi di sprofondare ma un attimo dopo
risali la china con grande forza d'animo
parole di elementi sfuocati che cambiano
la strada di tempi passati si sta consumando
foreste verdi che stanno perdendo il loro fascino
grida di pensieri sconosciuti si affollano
e la maestosa creatività del poeta di passaggio
che scruta con stupore l'infinito mare tropicale.
Fedele compagna
mi è questa malinconia
come un male cronico
eppure sottile
e m'attraversa in ogni stagione
come perenne cielo d'inverno
densità grigia nel silenzio
che stancamente contemplo
ho nel cuore il sogno di un poeta
assassinato all'alba
ed ho nella mente
le ombre lunghe della sera
e il mio fiume è lento
tra le rocce
nel ricordo remoto
di un'impetuosa cascata
la dannazione perpetua
d'amare ogni dolce veleno
con cui la vita spesso mi alletta
frutto dalla tenera polpa
nettare poi contaminato
dal nocciolo amaro
succo che delude la bocca
la voluttà spesso tradisce il piacere
e lo corrompe in dolore
ed io son splendida maestra
in questo processo alchemico
che non conosce antidoto
e conto le spine
rovi che han messo radici
nell'inquieto spirito mio
abbastanza per trafiggere
come nere stelle morte
il corpo della notte
che si stende su di me
come un amante senza amore
non rattristatevi di queste parole
il cieco impara ad amare il suo buio
e forse più di altri persi nel sole
può scorgere la luce più rara
quella incompresa delle tenebre...
mi è questa malinconia
come un male cronico
eppure sottile
e m'attraversa in ogni stagione
come perenne cielo d'inverno
densità grigia nel silenzio
che stancamente contemplo
ho nel cuore il sogno di un poeta
assassinato all'alba
ed ho nella mente
le ombre lunghe della sera
e il mio fiume è lento
tra le rocce
nel ricordo remoto
di un'impetuosa cascata
la dannazione perpetua
d'amare ogni dolce veleno
con cui la vita spesso mi alletta
frutto dalla tenera polpa
nettare poi contaminato
dal nocciolo amaro
succo che delude la bocca
la voluttà spesso tradisce il piacere
e lo corrompe in dolore
ed io son splendida maestra
in questo processo alchemico
che non conosce antidoto
e conto le spine
rovi che han messo radici
nell'inquieto spirito mio
abbastanza per trafiggere
come nere stelle morte
il corpo della notte
che si stende su di me
come un amante senza amore
non rattristatevi di queste parole
il cieco impara ad amare il suo buio
e forse più di altri persi nel sole
può scorgere la luce più rara
quella incompresa delle tenebre...
Fiori di specchi rubino
scivolano a picco sul mare
come alabastro e polline di narciso:
son lacrima di miele d’agosto
quei fazzoletti di piccole case,
caramelle di candida cenere,
cicatrice di nuvola al mattino.
Fra gherigli inzuppati di stradine
s’annodano lenzuola d’orizzonte,
un pallido tremolio di stelle
tinge le caduche foglie spente
mentre rossetto di cuore sorseggia
spremuta emozionale d’ardente cometa.
scivolano a picco sul mare
come alabastro e polline di narciso:
son lacrima di miele d’agosto
quei fazzoletti di piccole case,
caramelle di candida cenere,
cicatrice di nuvola al mattino.
Fra gherigli inzuppati di stradine
s’annodano lenzuola d’orizzonte,
un pallido tremolio di stelle
tinge le caduche foglie spente
mentre rossetto di cuore sorseggia
spremuta emozionale d’ardente cometa.
Forse era per te
oggi che sei malinconica come l'Argentina
e le tue palpebre azzurre custodiscono la luce quando dormi rosa e delicata
come i fiori di ciliegio che morivano a Maggio qui di fronte
mentre si giocava a nascondino nelle cantine
e Giugno annegava papaveri nei miei occhi
tra i dintorni della zona industriale che era tale solo sui cartelli in tangenziale
poi i quattordici anni
i tramonti già delle spine sul mio petto
che mi facevano felice come una colomba
i terreni sparsi di fili d'oro
ed esplodevano Soli nelle nostre bocche come i paraventi delle stazioni
ed esplodevano rose di luce sulle ortiche delle nostre speranze
e mi chiedevo dove andava a finire la vita dopo i bar chiusi
proprio ora che hanno ridipinto i palazzi a Pontecitra come le tue unghie,
ma quante volte nelle strade d'inverno
mi son fermato a sentire l'eco dell'eterno
e non ho afferrato che manciate di maschere o volti
caduti come i vestiti di mia madre dal balcone,
e che n'è stato di tutto?
Lasciatemi questi ricordi di chitarre marcite
che mi hanno toccato come baci spiccati da fulmini gialli
e forse potevo scrivere parole più tristi,
potevo dire << Tace sui roridi rami la sera >>,
ma è brillata tra le mani questa poesia
solo ora che l'Alba sventola in cielo.
oggi che sei malinconica come l'Argentina
e le tue palpebre azzurre custodiscono la luce quando dormi rosa e delicata
come i fiori di ciliegio che morivano a Maggio qui di fronte
mentre si giocava a nascondino nelle cantine
e Giugno annegava papaveri nei miei occhi
tra i dintorni della zona industriale che era tale solo sui cartelli in tangenziale
poi i quattordici anni
i tramonti già delle spine sul mio petto
che mi facevano felice come una colomba
i terreni sparsi di fili d'oro
ed esplodevano Soli nelle nostre bocche come i paraventi delle stazioni
ed esplodevano rose di luce sulle ortiche delle nostre speranze
e mi chiedevo dove andava a finire la vita dopo i bar chiusi
proprio ora che hanno ridipinto i palazzi a Pontecitra come le tue unghie,
ma quante volte nelle strade d'inverno
mi son fermato a sentire l'eco dell'eterno
e non ho afferrato che manciate di maschere o volti
caduti come i vestiti di mia madre dal balcone,
e che n'è stato di tutto?
Lasciatemi questi ricordi di chitarre marcite
che mi hanno toccato come baci spiccati da fulmini gialli
e forse potevo scrivere parole più tristi,
potevo dire << Tace sui roridi rami la sera >>,
ma è brillata tra le mani questa poesia
solo ora che l'Alba sventola in cielo.
Rinascono i giorni
nel preciso rintocco degli anni;
Calici, ricolmi d’attimi
e fragili respiri.
La ricerca, è di un sogno giovanile,
che disperda il grigiore alla radura,
il piegarsi alle ginocchia,
il timore e la preghiera…
…la tristezza sempre in posa.
Punire ogni malinconia gloriosa!


L'uomo con le scarpe in mano
al ciglio dei suoi sogni
fa cenni con un dito
allo specchio sotto i piedi
muove cerchi come atleta
lo guardo perso un pò sopito
sistemi i suoi capelli
per il fastidio agli occhi
una mano in tasca
buchi
fino al di là del tempo degli ombrelli
non una parola
parla per lui il vento
suona fra i vestiti
ciondoli ed anelli
quale sarà la sua storia
cosa tiene fra i pensieri
di cosa porterà memoria
cosa ha lasciato che non gradiva
cosa l'ha cambiato?
L'uomo con le scarpe in mano
non ha molto fiato
non conta
continua ad indicare con il dito
non gli importa di essere compreso
di essere gradito
ora è impegnato a portar quel peso
sa da sempre e fino ad ora
che quanti lo conoscono veramente
potranno dire che
davanti ad ogni istante
non si è arreso
al ciglio dei suoi sogni
fa cenni con un dito
allo specchio sotto i piedi
muove cerchi come atleta
lo guardo perso un pò sopito
sistemi i suoi capelli
per il fastidio agli occhi
una mano in tasca
buchi
fino al di là del tempo degli ombrelli
non una parola
parla per lui il vento
suona fra i vestiti
ciondoli ed anelli
quale sarà la sua storia
cosa tiene fra i pensieri
di cosa porterà memoria
cosa ha lasciato che non gradiva
cosa l'ha cambiato?
L'uomo con le scarpe in mano
non ha molto fiato
non conta
continua ad indicare con il dito
non gli importa di essere compreso
di essere gradito
ora è impegnato a portar quel peso
sa da sempre e fino ad ora
che quanti lo conoscono veramente
potranno dire che
davanti ad ogni istante
non si è arreso
M’alluviona il pensiero
come le stelle il ciel la sera
ed un cristallo di geranio
s’inerpicava confuso dal vento
fra bianche radici di nuda clessidra.
Polvere d’oceano graffia la schiena
è scintilla di foglia e piuma di seta,
le nuvole son dizionari di cuore,
dittonghi d’orizzonte corallino,
grano lunare sfarinato dal mattino.
M’alluviona il pensiero
come cicatrice di muta parafrasi
ed una spremuta di brina dipingo
è respiro e silenzio nelle vene di un solstizio.
come le stelle il ciel la sera
ed un cristallo di geranio
s’inerpicava confuso dal vento
fra bianche radici di nuda clessidra.
Polvere d’oceano graffia la schiena
è scintilla di foglia e piuma di seta,
le nuvole son dizionari di cuore,
dittonghi d’orizzonte corallino,
grano lunare sfarinato dal mattino.
M’alluviona il pensiero
come cicatrice di muta parafrasi
ed una spremuta di brina dipingo
è respiro e silenzio nelle vene di un solstizio.
Amo le vie colme di luce
turbinose di vento che accarezza e ricuce
la memoria in scaglie luminose
nel clamore dei pensieri
che mi riportano ai bagliori di ieri.
Amo i paesaggi mattutini
dorati di sole, nel fruscio delle foglie
che il sangue accendono in un fluidificare
di memorie palpitanti emozioni e voluttà.
Amo cogliere la bellezza pura
nell'incanto della natura
nel suo verde ammaliante
e nella magia di un tramonto
che di rosso tinge l'orizzonte.
Amo quando all'imbrunire
scendono lentamente le ombre scure
e scavano quelle meravigliose sere azzurre
di danzanti stelle
che colmano il cuore di mille fiammelle.
Amo l'uomo da me prescelto
essere che accende la mia fantasia
colmandola di magia
in un'esultanza che m'abbraccia
e mi contiene
nella bellezza della vita.













