Una colazione di stelle
imbratta una tazza d’amaro caffè,
come episteme cromatica di tela,
gheriglio anaforico d’attesa primavera.
Il cielo sibilla pioggia di cotone,
marzo s’arruffa di dolci germogli
e le grondaie son ombrelli di rondine,
imbiancano respiri di gelido sentimento,
ed il cuor è granaio sfamato dal vento.
imbratta una tazza d’amaro caffè,
come episteme cromatica di tela,
gheriglio anaforico d’attesa primavera.
Il cielo sibilla pioggia di cotone,
marzo s’arruffa di dolci germogli
e le grondaie son ombrelli di rondine,
imbiancano respiri di gelido sentimento,
ed il cuor è granaio sfamato dal vento.
6 commenti
Dev'essere ora,
quell'attimo in cui volgiamo lo sguardo al domani
deve perdersi nell'istante dell'oggi,
gli animi del poeta o del fanciullo nella clarità dell'immanenza ne colgano l'esenza,
mentre vuote reti di impulsi elettrici artificiosamente ne costruiscano simulacri leggeri e irreali,
ora, nell'essere e nell'azione, nel tempo e in ogni luogo
si realizzi questa meraviglia eterna.
quell'attimo in cui volgiamo lo sguardo al domani
deve perdersi nell'istante dell'oggi,
gli animi del poeta o del fanciullo nella clarità dell'immanenza ne colgano l'esenza,
mentre vuote reti di impulsi elettrici artificiosamente ne costruiscano simulacri leggeri e irreali,
ora, nell'essere e nell'azione, nel tempo e in ogni luogo
si realizzi questa meraviglia eterna.
Vieni a me
mio dolce e tenebroso amante.
Vieni…
Vieni…
… scorrimi la pelle, scorrimi l’amore!
Esplora i miei capelli
e le mi folte ciglia.
Entra,
nel bruno inesplorato dei miei occhi,
nel bruno inesplorato dei miei occhi,
disegnami la bocca …
....di frutti succosi io ti pascerò;
vieni,
vieni,
il mi abbraccio
è intenso profumo di loti antichi...
...ipnotico!
E' lungo sonno d’amore,
E' lungo sonno d’amore,
te lo prometto, senza fine!
Vieni in me,
bagna la mia foce,
diciamoci tutta la vietata
bramosia della carne,
bramosia della carne,
l’illecito percorso tattile
e l'ebreità peccaminosa.
Vieni a me,
e tienimi con te…Forte! Forte!
.

.

Quando in cielo sole splende
e color nel mondo spande,
par più viva la natura
ch’al suo raggio esposta giace.
Così il mare che d’or riluce,
così la fronda che il sol rifrange.
E tale anch’io.
Quando dolor vien meco
e vita così par che mi sfugga,
qual sollievo che lenisce,
il suo raggio a me si porge.
Potess’anche, il sol, baciarmi in volto
nell’ore in cui si consuma mia sorte,
tra lacrima e lacrima, sortirei un sorriso
e meno amara mi sarebbe morte.
e color nel mondo spande,
par più viva la natura
ch’al suo raggio esposta giace.
Così il mare che d’or riluce,
così la fronda che il sol rifrange.
E tale anch’io.
Quando dolor vien meco
e vita così par che mi sfugga,
qual sollievo che lenisce,
il suo raggio a me si porge.
Potess’anche, il sol, baciarmi in volto
nell’ore in cui si consuma mia sorte,
tra lacrima e lacrima, sortirei un sorriso
e meno amara mi sarebbe morte.
E' una fiaba questa terra:
stasera riluce di stelle
e la luna rifulge sul mare
a guidare le onde
nelle braccia docili del golfo
tiepido mantello di celeste madre.
L'anima assorbe
con sguardo attento
l'emozione che genera al mio cuore
questo immane splendore...
la dolcezza che mi coglie
è solo rintocco
della tua felice attesa...
Camere bisunte,vetuste;
trincee di due figli ribelli;
il Pdre li perdonò una volta.
L'invidia e la gelosia
spesso replicanti;
la barba bianca del grande Padre
ha smesso di crescere.
Il Magister di vita,
giusta e regolata,
si è arroccato nellacamera.
la favella è mozzata;
la schiena incurvata.
Il vecchio piange due ragazzi
dalla vita buttata.
Il provento dei sacrifici
del Pater
ha ingrassato i porci.
L'avido commerciante
ha spremuto
l'ultima goccia di speme.
La pìetas si atrofizza
nell'uomo dissoluto,
che uccide,ruba
e Dio non teme.
Il bastone delPater
è serrato nell'armadio.
Non sara' usato
anche se la spada dei figli
trapasserà la sua misericordia.
Si illumineraà
il chiarore del ravvedimento.
Beato quell'uomo
cui il Pater concede perdono
trincee di due figli ribelli;
il Pdre li perdonò una volta.
L'invidia e la gelosia
spesso replicanti;
la barba bianca del grande Padre
ha smesso di crescere.
Il Magister di vita,
giusta e regolata,
si è arroccato nellacamera.
la favella è mozzata;
la schiena incurvata.
Il vecchio piange due ragazzi
dalla vita buttata.
Il provento dei sacrifici
del Pater
ha ingrassato i porci.
L'avido commerciante
ha spremuto
l'ultima goccia di speme.
La pìetas si atrofizza
nell'uomo dissoluto,
che uccide,ruba
e Dio non teme.
Il bastone delPater
è serrato nell'armadio.
Non sara' usato
anche se la spada dei figli
trapasserà la sua misericordia.
Si illumineraà
il chiarore del ravvedimento.
Beato quell'uomo
cui il Pater concede perdono
Grida da lontano
il pescatore dalle reti
lacerate
nell'onda s'incunea
il pensiero assente
mentre il sole cala.
Verso luoghi incerti
invia la sua anima a gioire
dove l'uomo nulla
chiede allo straniero
se non di lasciarsi andare
al calore del mare.
il pescatore dalle reti
lacerate
nell'onda s'incunea
il pensiero assente
mentre il sole cala.
Verso luoghi incerti
invia la sua anima a gioire
dove l'uomo nulla
chiede allo straniero
se non di lasciarsi andare
al calore del mare.
Oh Eternità! Quel richiamo che nel cuor riluce!
Di mare e cielo si bagna l’infinita voce
immortale dipinto di grande amore
mistero arcano, sogno di dio, testamento sovrano.
Sapresti tu , inganno universale condurre la primavera
all’ingenua anima, piccola artigianale cera?
Illuminare l’ultimo inverno della casa nera
e con fare nobile, accendere il fuoco spento
e ritrovare il volo sull’isola dell’ anima , il tempo .
Vaneggia non v’è dubbio la mente, e nell’attesa
la vita ha smesso di credere alla poesia.
Ora che sorridendo, m’inchino alla discesa
conviene uscir di scena
quando la partecipazione alla farsa è ridicola, seria.
Scrivo alla vita e per la vita, il mio piccolo testamento
un tempo amato sotto l’ombra del vento, ultimo rimpianto
senza respiro, rispettando il silenzio e il dolore lungo la via
come barca alla deriva che s’arrende al mare
dolcemente io muoio nello scrivere Amore.
Ultima notte tra queste mura
nelle quali rimarrà per sempre
l'impronta dei nostri ultimi tre anni
di vita insieme, d'amore infinito
Piango al cuscino abbracciata,
quel cuscino dove ho visto spegnersi
la tua vita, ho sentito sotto le mie dita
i tuoi ultimi battiti del cuore,
ho respirato i tuoi ultimi respiri
Dove nel tuo letto di morte
ho visto consumarsi il tuo corpo
soffrendo, trovando fino alla fine
la forza di donarmi un sorriso,
il coraggio di donarmi le tue lacrime
per dirmi addio sentendo la morte
avvolgerti fra le sue fredde braccia
Il dolore non si placa col tempo,
anzi rampicante avvelenato
mi attanaglia la gola, soffocandomi
mi manchi, urla il mio cuore
ti voglio urla l'anima mia
qui con me ancora ed ancora ….
Ma questo non è un film,
è vita vera, crudele che uccide,
ma è anche la vita
in cui ti ho incontrato,
in cui abbiamo riso, pianto,
fatto l'amore ….
Senza te è vita a metà,
non so più scrivere poesie,
non scriverò più poesie
tu eri la mia musa
tu eri la mia vita
ora non so più chi sono ….
nelle quali rimarrà per sempre
l'impronta dei nostri ultimi tre anni
di vita insieme, d'amore infinito
Piango al cuscino abbracciata,
quel cuscino dove ho visto spegnersi
la tua vita, ho sentito sotto le mie dita
i tuoi ultimi battiti del cuore,
ho respirato i tuoi ultimi respiri
Dove nel tuo letto di morte
ho visto consumarsi il tuo corpo
soffrendo, trovando fino alla fine
la forza di donarmi un sorriso,
il coraggio di donarmi le tue lacrime
per dirmi addio sentendo la morte
avvolgerti fra le sue fredde braccia
Il dolore non si placa col tempo,
anzi rampicante avvelenato
mi attanaglia la gola, soffocandomi
mi manchi, urla il mio cuore
ti voglio urla l'anima mia
qui con me ancora ed ancora ….
Ma questo non è un film,
è vita vera, crudele che uccide,
ma è anche la vita
in cui ti ho incontrato,
in cui abbiamo riso, pianto,
fatto l'amore ….
Senza te è vita a metà,
non so più scrivere poesie,
non scriverò più poesie
tu eri la mia musa
tu eri la mia vita
ora non so più chi sono ….
Dall’ Acropoli, l’ira e la furia...
...gocce di pianto.
Nulla, sei più Apollo
nato dal radioso mattino di Delo;
Nulla, Dioniso…..
…figlio di Zeus e nato due volte.
Nulla, gli Eroi
dell’aurifera irripetibile Terra,
dell’aurifera irripetibile Terra,
nulla di Pericle… ineguagliabile!
Nel nulla l’impresa granitica,
la grande arte di saper leggere il mondo,
la finezza del gusto
ad ammaestrar la mente
L’Essere, l’ Idea, il Logos…
…Male! Male!
Nessuna favola nascerà
se nessuno sarà in grado di immaginarla!
Non saranno più d’oro le onde degli oceani
nessun prodigio
e nessun mondo emergerà …
Male!
In una sola notte…
…abbiam distrutto tutto!
L'ra, la furia,
gocce di pianto
L'ra, la furia,
gocce di pianto
e Athena ammonisce,
ordina:
ordina:
inizino pure i cortei,
e vincano ancora gli eserciti...
... Nulla, di più Divino d’Uomo, vive o esiste!

Sublime nutrimento
dell'umana coscienza;
dalle tue radici
fermentano poliedriche idee
e da acerbe intuizioni,
germogliano eroi.
Or fosco e disperato
gridi vendetta,
e mentre generi malasorte,
gemi, ferito.
Sepolta e' la bonta';
e la sovrana follia
guida il divenire...
Imbrigliato e moribondo
implori pieta'.
Oh pensiero non perire!
Ancor piu' fervido,
libero,danzerai,
nell'umano intelletto.











