Oh Eternità! Quel richiamo che nel cuor riluce!
Di mare e cielo si bagna l’infinita voce
immortale dipinto di grande amore
mistero arcano, sogno di dio, testamento sovrano.
Sapresti tu , inganno universale condurre la primavera
all’ingenua anima, piccola artigianale cera?
Illuminare l’ultimo inverno della casa nera
e con fare nobile, accendere il fuoco spento
e ritrovare il volo sull’isola dell’ anima , il tempo .
Vaneggia non v’è dubbio la mente, e nell’attesa
la vita ha smesso di credere alla poesia.
Ora che sorridendo, m’inchino alla discesa
conviene uscir di scena
quando la partecipazione alla farsa è ridicola, seria.
Scrivo alla vita e per la vita, il mio piccolo testamento
un tempo amato sotto l’ombra del vento, ultimo rimpianto
senza respiro, rispettando il silenzio e il dolore lungo la via
come barca alla deriva che s’arrende al mare
dolcemente io muoio nello scrivere Amore.
4 commenti
Ultima notte tra queste mura
nelle quali rimarrà per sempre
l'impronta dei nostri ultimi tre anni
di vita insieme, d'amore infinito
Piango al cuscino abbracciata,
quel cuscino dove ho visto spegnersi
la tua vita, ho sentito sotto le mie dita
i tuoi ultimi battiti del cuore,
ho respirato i tuoi ultimi respiri
Dove nel tuo letto di morte
ho visto consumarsi il tuo corpo
soffrendo, trovando fino alla fine
la forza di donarmi un sorriso,
il coraggio di donarmi le tue lacrime
per dirmi addio sentendo la morte
avvolgerti fra le sue fredde braccia
Il dolore non si placa col tempo,
anzi rampicante avvelenato
mi attanaglia la gola, soffocandomi
mi manchi, urla il mio cuore
ti voglio urla l'anima mia
qui con me ancora ed ancora ….
Ma questo non è un film,
è vita vera, crudele che uccide,
ma è anche la vita
in cui ti ho incontrato,
in cui abbiamo riso, pianto,
fatto l'amore ….
Senza te è vita a metà,
non so più scrivere poesie,
non scriverò più poesie
tu eri la mia musa
tu eri la mia vita
ora non so più chi sono ….
nelle quali rimarrà per sempre
l'impronta dei nostri ultimi tre anni
di vita insieme, d'amore infinito
Piango al cuscino abbracciata,
quel cuscino dove ho visto spegnersi
la tua vita, ho sentito sotto le mie dita
i tuoi ultimi battiti del cuore,
ho respirato i tuoi ultimi respiri
Dove nel tuo letto di morte
ho visto consumarsi il tuo corpo
soffrendo, trovando fino alla fine
la forza di donarmi un sorriso,
il coraggio di donarmi le tue lacrime
per dirmi addio sentendo la morte
avvolgerti fra le sue fredde braccia
Il dolore non si placa col tempo,
anzi rampicante avvelenato
mi attanaglia la gola, soffocandomi
mi manchi, urla il mio cuore
ti voglio urla l'anima mia
qui con me ancora ed ancora ….
Ma questo non è un film,
è vita vera, crudele che uccide,
ma è anche la vita
in cui ti ho incontrato,
in cui abbiamo riso, pianto,
fatto l'amore ….
Senza te è vita a metà,
non so più scrivere poesie,
non scriverò più poesie
tu eri la mia musa
tu eri la mia vita
ora non so più chi sono ….
Dall’ Acropoli, l’ira e la furia...
...gocce di pianto.
Nulla, sei più Apollo
nato dal radioso mattino di Delo;
Nulla, Dioniso…..
…figlio di Zeus e nato due volte.
Nulla, gli Eroi
dell’aurifera irripetibile Terra,
dell’aurifera irripetibile Terra,
nulla di Pericle… ineguagliabile!
Nel nulla l’impresa granitica,
la grande arte di saper leggere il mondo,
la finezza del gusto
ad ammaestrar la mente
L’Essere, l’ Idea, il Logos…
…Male! Male!
Nessuna favola nascerà
se nessuno sarà in grado di immaginarla!
Non saranno più d’oro le onde degli oceani
nessun prodigio
e nessun mondo emergerà …
Male!
In una sola notte…
…abbiam distrutto tutto!
L'ra, la furia,
gocce di pianto
L'ra, la furia,
gocce di pianto
e Athena ammonisce,
ordina:
ordina:
inizino pure i cortei,
e vincano ancora gli eserciti...
... Nulla, di più Divino d’Uomo, vive o esiste!

Sublime nutrimento
dell'umana coscienza;
dalle tue radici
fermentano poliedriche idee
e da acerbe intuizioni,
germogliano eroi.
Or fosco e disperato
gridi vendetta,
e mentre generi malasorte,
gemi, ferito.
Sepolta e' la bonta';
e la sovrana follia
guida il divenire...
Imbrigliato e moribondo
implori pieta'.
Oh pensiero non perire!
Ancor piu' fervido,
libero,danzerai,
nell'umano intelletto.
Scatenati noi…pazzi,
in luci accecanti e densi colori.
Apoteosi dei sensi!
Parlano gli Dèi dentro noi
cantano, con ritmo oltre tempo…
…L’amore ci è entrato dentro ,
e i desideri più folli
son come sculture
ed erotici fiori d'ogni tinta.
ed erotici fiori d'ogni tinta.
I sentimenti muovono i corpi:
in piena le nostre menti,
e le nostre mani!
Tutto continua senza sosta.
Ti sussurro: spero che nulla sia inutile
e insensato….
Poi ... la perfezione della nostra nudità
e una lunga processione iniziano i nostri occhi…
…mentre ci amiamo!

…mentre ci amiamo!

L'amore va sempre
da un altra parte
ma era troppa la paura
di non lasciare ricordi
lei sapeva
aspettava da sempre lì
dove il viola rifletteva gli sguardi
quanta sintonia
dove il vento era dolce
prima del diluvio
dall'altra parte dell'isola
I tre ragazzi immaginari
che non piangevano mai
baciavano le ragazze
con la cipria e i merletti
Quei simboli davano terrore
lo straniero uccideva
senza emozioni
Lei dal basso in alto
tendeva la mano
pretendeva di svelarle la vita
Ariel non voleva
entrare in contatto
non era previsto
confidare i segreti
se la musica era fuori controllo
I tavolini erano sempre sorridenti
i piattini delle offerte sempre pieni
non esistevano illusioni
se i bambini ancora
salutavano dai balconi
Negava la speranza
voleva solo gioia
era stato troppo facile
stare nell'ombra
per non vedere l'incanto
Santa Sofia
era a Costantinopoli
tuttavia senza martirio
le preghiere per Ariel
andavano urlate!
da un altra parte
ma era troppa la paura
di non lasciare ricordi
lei sapeva
aspettava da sempre lì
dove il viola rifletteva gli sguardi
quanta sintonia
dove il vento era dolce
prima del diluvio
dall'altra parte dell'isola
I tre ragazzi immaginari
che non piangevano mai
baciavano le ragazze
con la cipria e i merletti
Quei simboli davano terrore
lo straniero uccideva
senza emozioni
Lei dal basso in alto
tendeva la mano
pretendeva di svelarle la vita
Ariel non voleva
entrare in contatto
non era previsto
confidare i segreti
se la musica era fuori controllo
I tavolini erano sempre sorridenti
i piattini delle offerte sempre pieni
non esistevano illusioni
se i bambini ancora
salutavano dai balconi
Negava la speranza
voleva solo gioia
era stato troppo facile
stare nell'ombra
per non vedere l'incanto
Santa Sofia
era a Costantinopoli
tuttavia senza martirio
le preghiere per Ariel
andavano urlate!
Scucio aritmie di cielo
ed un bacio d’autunno febbrile
rincasa fra le ciglia alluvionate dal sole.
Le foglie son marea di stalattiti,
come valigia di lacrima d’amarena,
clorofilla d’un diadema di luna
è scheggia d’un diamante d’alveare.
L’orizzonte incendia il selciato,
scucio aritmie di cielo
ed un crepuscolare fermaglio di nebbia
è cristallo di luce nel mio sguardo.
ed un bacio d’autunno febbrile
rincasa fra le ciglia alluvionate dal sole.
Le foglie son marea di stalattiti,
come valigia di lacrima d’amarena,
clorofilla d’un diadema di luna
è scheggia d’un diamante d’alveare.
L’orizzonte incendia il selciato,
scucio aritmie di cielo
ed un crepuscolare fermaglio di nebbia
è cristallo di luce nel mio sguardo.
Ho trovato in un cassetto
un regalo di un po’ di tempo fa
quando l’ho visto il cuore mi si è stretto
ed ho pensato “guarda l’amore che fa”
Perchè ho creduto che fossi per sempre
ma per sempre non è la verità
ma è la bugia che resta importante
e non va via con la felicità
Ho scavato nelle mie rughe
ogni giorno senza di te mi uccide
e lentamente senza vie di fughe
il tuo ricordo mi deprime
Ed ho pensato di rialzarmi forte
un bel mattino senza di te
e invece la sera le voglie distorte
mi ridavano il senso di sapere il perché
se trovo qualcosa che parla di noi
ancora mi emozione, quanto fa male
e penso al tempo ancora che poi
mi darà la forza di tornare a sognare
se ho creduto che fossi per sempre
ma per sempre non è la verità
ma è la bugia che resta importante
e non va via con la felicità
un regalo di un po’ di tempo fa
quando l’ho visto il cuore mi si è stretto
ed ho pensato “guarda l’amore che fa”
Perchè ho creduto che fossi per sempre
ma per sempre non è la verità
ma è la bugia che resta importante
e non va via con la felicità
Ho scavato nelle mie rughe
ogni giorno senza di te mi uccide
e lentamente senza vie di fughe
il tuo ricordo mi deprime
Ed ho pensato di rialzarmi forte
un bel mattino senza di te
e invece la sera le voglie distorte
mi ridavano il senso di sapere il perché
se trovo qualcosa che parla di noi
ancora mi emozione, quanto fa male
e penso al tempo ancora che poi
mi darà la forza di tornare a sognare
se ho creduto che fossi per sempre
ma per sempre non è la verità
ma è la bugia che resta importante
e non va via con la felicità
E sono i papaveri
a dare al vento
il rossore che brucia .
il rossore che brucia .
Non più le rose
ma tremuli petali vellutati
pizzicati dal grano e dalle coccinelle.
Sono belle le vanitose farfalle!
Danzano il canto dei covoni innamorati .
Baci imballati di bugia
chiome dorate
tra le righe di una poesia
E tu papavero
ti trastulli al sole.
Calamaio di luna
è quell’iris di mandarino zebrato,
gocce d’alfabeto suo lacrimale
annuvolano la mia pelle vellutata
come scintilla di marea scarmigliata.
Caramelle d’asfalto petrolio
son tela di petalo immacolata,
una galassia ambrata di luce
il suo calice svirgolato ricama
ed un apostrofo di cielo brama
zucchero di nuvola scorticata.
è quell’iris di mandarino zebrato,
gocce d’alfabeto suo lacrimale
annuvolano la mia pelle vellutata
come scintilla di marea scarmigliata.
Caramelle d’asfalto petrolio
son tela di petalo immacolata,
una galassia ambrata di luce
il suo calice svirgolato ricama
ed un apostrofo di cielo brama
zucchero di nuvola scorticata.
Si tutte quante bevesseme latte d'â stessa zizza,
'a uno 'e chilli piette generuse, fosseme soddisfatte,
pecché maje nnisciuno 'e nuje nne fosse escluso.
'Nvece no. Pe coccheduno 'a balia s'è asciuttata.
Nun tene chiù latte e s'è asseccata.
Pe tanta vocche è avanzato sulo 'nu schizzo.
S'hanno zucato 'o llatte 'a tutt'ê zzizze.
Ce stanne piette gruosse e piccerille
e chi s'attacca spisso a chisto e chillo.
Sulo 'o pettecciullo e mammà, no, nun se tocca.
'O ssape bbuono chi dorme c'â zizza 'mbocca.
Però nun se pò permettere, a chi aspiette.
'Sta cosa s'adda sapè piglià subbeto 'e pietto.
'O llatte è nn'alimento naturale.
Addò avessana zucà, uno o n'ato tale e qquale.
Nunn'ave 'mpurtanza 'a forma o ll'aspetto.
A tutte quante spetta 'o ppoco 'e pietto.
Balcuncielle, davanzale, zezzelle appese o perelle.
Sò tutte surrise appassiunate 'e mmarunnelle.
Sò mmummarele janche, chiene 'e affetto,
ca s'avessana sapè spartere c'ô dovuto rispetto.
'a uno 'e chilli piette generuse, fosseme soddisfatte,
pecché maje nnisciuno 'e nuje nne fosse escluso.
'Nvece no. Pe coccheduno 'a balia s'è asciuttata.
Nun tene chiù latte e s'è asseccata.
Pe tanta vocche è avanzato sulo 'nu schizzo.
S'hanno zucato 'o llatte 'a tutt'ê zzizze.
Ce stanne piette gruosse e piccerille
e chi s'attacca spisso a chisto e chillo.
Sulo 'o pettecciullo e mammà, no, nun se tocca.
'O ssape bbuono chi dorme c'â zizza 'mbocca.
Però nun se pò permettere, a chi aspiette.
'Sta cosa s'adda sapè piglià subbeto 'e pietto.
'O llatte è nn'alimento naturale.
Addò avessana zucà, uno o n'ato tale e qquale.
Nunn'ave 'mpurtanza 'a forma o ll'aspetto.
A tutte quante spetta 'o ppoco 'e pietto.
Balcuncielle, davanzale, zezzelle appese o perelle.
Sò tutte surrise appassiunate 'e mmarunnelle.
Sò mmummarele janche, chiene 'e affetto,
ca s'avessana sapè spartere c'ô dovuto rispetto.
"Non v'è Sofferenza, né Causa, né Liberazione, né Via [che vi conduca]". »
Armonia, rispetto,
purezza, tranquillità:
e chi lo avrebbe detto
che il senso della vita
si celava nel chiuso
della tazza
del chai?
Come
facevo
a saperlo,
che se ero io
quel verde germoglio
sulla via della polverizzazione,
tu eri per me l’acqua calda
che causava il miracolo?
Non posso donarmi,
senza sapere
di farlo-
a meno che
la mia mente
non incontri
la tua:
come
un
infuso
disciolto
nell’acqua
che si dissipa
per non potersi
mai più ricomporre.
« Mentre il fondatore era seduto in meditazione davanti al muro. Il suo successore era in piedi nella neve. Si tagliò un braccio e disse: "La mia mente non è pacificata. Per favore pacifica la mia mente". Il fondatore disse: "Portami la tua mente e io la pacificherò". Il successore disse: "Ho cercato la mia mente e non l'ho trovata". Il fondatore disse: "Ho pacificato la tua mente". »
Al petto stringo un fiore nel suo lento morire
guardo in silenzio la dolcezza disperata
che china il capo con lacrime d’anima
e profuma il sogno di mistero e cielo
lasciando nelle mani una piccola stiva
il cuore trasognato lungo la riva
adagiato in una dolce ninna nanna
folata antica di canto e panna
dispersa in un tempo lontano
dove parole di nonna sussurrano
melodia di biscotti e torte fatte a mano.
Come la rosa, i giorni si lasciano morire
non guardano più al cuore sul finire
e il tempo partorisce folletti di noia e disperazione
che saltellanti diventano asilo, illusione
rimpianti, sentimenti e fuga di passione
dimentichi sotto un tappeto di rughe
dove cercare l’ultima giovinezza sopravvissuta
quella più amata , da vivere e mai vissuta.











