bagna occhi e mani
fino ad immaginare
corpo e mente
gocce scivolano su di me
formando abito trasparente
che copre le ferite
tagliano le luci dei lampioni
è solo per un attimo
lembi di sogni errati
pioggia puoi fermare il tempo
sopra le stagioni
ed allontanare languidi dolori
pioggia puoi fermare il tempo
dentro i pensieri
e avere ferite aperte al sole
goccia dopo goccia
in discreto rivolo
verso le labbra
fino a toccare…
dolcemente appoggiate
trasparenti come specchio
che vede e sussurra
pioggia puoi fermare il tempo
sopra le stagioni
ed allontanare languidi dolori
pioggia puoi fermare il tempo
dentro i pensieri
e avere ferite aperte al sole

accarezzare i tuoi capelli
stringere le tue mani
vorrei toccare il fondo
della tua anima
vorrei ogni istante,
ogni momento
sentire il dolce suono
della tua voce
vorrei vivere questi momenti
di felicita’ per l’eternita’.
cadono come bombe.
Formano
voragini profonde.
Il fumo si alza
sempre più.
Tanto da impedire
di vedere, di respirare.
Urla strazianti si alzano
dalle macerie.
Ma l'urlo più forte, più potente
resta dentro.
Ed è li che forma
la voragine più profonda.
E' li
che finisce tutto...
COME IL CELEBRE DIPINTO DI PABLO PICASSO, COSI A VOLTE CI SI SENTE, SOTTO BOMBARDAMENTO.
si gira e rigira
il silenzio ormai stanco
ascolta il movimento
della tarda primavera
aspettando l’estate
che non verrà
con i suoi colori
con i suoi rumori
con i suoi profumi
uno sguardo sulla strada
che sembra ancora lunga
il silenzio non ne scorge
la fine
ancora una notte
che solo lui vivrà
nel rimbombo
del giorno trascorso
nell’eco
di aiuto già lanciato
Sei il mare, il cielo che io vivo
Sei il pensiero più profondo
L’altra parte del mio mondo
Sei lo sbaglio che non ho fatto
Sei il mistero, il misfatto
sei il tempo che ho perso
nell’altra parte dell' universo
Sono qui ti sto cercando ancora
mentre la vita certo si consuma
ogni volta è la volta buona
poi un sogno ancora sfuma
lascio un messaggio
in questa bottiglia
il mare ed il vento
arriveranno prima
di ogni mia speranza
diventata ossessione...
lascio un messaggio
in questa bottiglia
il mare ed il vento
arriveranno prima
di ogni mia speranza
diventata ossessione...
"io ti cerco e credo ancora
...nell’amore"
quando la mia bocca non produce
nessun suono,
i tremiti che sento nel petto
mi lasciano immobile
ed una voce
rugge nella mia mente:
è la passione a bruciarmi,
è la passione ad avermi
presentato
l'Inferno.
fu quel solitario ramo fiorito,
radice d’orizzonte d’un petalo di luce,
coriandolo di borotalco abbottonato
dalle foglie d’una costellazione inebriato.
S’incurvava dolcemente alla luna
come uno scialle increspato d’elegante marea,
specchio di cotone alla mia finestra abbandonato.
La sua ombra scarmigliata d’oro e d’argento
sillabava farina di nuvole spettinata,
screziava campanule diamantate
ricamate fra gli interstizi del cielo della sera
ed una goccia di polline d’improvviso lacrimò
e fu vestale di nebbia di ruggine aranciata.
avevano tempi più brevi.
Sereni nei giorni a venire,
lontano il passato
non lasciava che poca tristezza.
Invano ho riposto speranze,
volentieri avrei aperto le braccia,
con la mente
arrivare a volare.
Resta solo il ricordo ed il buio.
Tutto ciò che ti appresti a scoprire
non tarderai a capire che è vero.
A mio figlio e i suoi anni
si sfalda il tempo
più ai ripari non si corre
Sventola la falsità
distesa gioiosa sull’arcobaleno
perdono voglia di chiedere
Urla il vento urla potente
disperato è il suo grido
troppo silenzio allaccia i cardini del mondo
fluide lacrime scorrono
in aridi stretti sentieri
Isolato l’uomo muore
l’orgoglio lo invade
la richiesta di conforto
oltre le serrate labbra non giunge.
Eravamo quattro amici
lazzaroni ma felici.
D’accordo si pensava
insieme s’operava
e uniti s’allietava.
Un giorno ci sposammo
così ci sperammo.
Cercammo di vederci
e di frequentarci
ma la goliardia
se ne andava via.
Spuntarono i bisogni
e ciao a tutti i sogni.
Mi chiesero e donai,
richiesero e prestai
ma non saldavan mai.
Il giorno che negai
diede inizio ai guai.
L’affetto fu difetto,
avarizia l’amicizia.
ed tutto il regalato
fu dimenticato.
Ci siamo riabbracciati
da vecchi consumati;
sento ancora pena
a ricordar la scena.
della pioggia e dei fiori.
Respiro l'odore di salsedine
che arriva dal mare.
Respiro l'odore dell'ultima sera
l'odore dell'amore.
Respiro di te
per riempire i polmoni.
Respiro il tuo viso, il tuo sorriso,
le parole.
Respiro di te...di me...di noi...
le vibrazioni dei corpi.
Trattengo il respiro
nell'attesa del tempo che passerà.
Faccio quello che voglio,
anche qaundo non mi è concesso,
vivo e voglio la mia libertà,
sono rosa o crisantemo,
peste e corna,
delizia o scempio;
a volte dei bastardi
e pecoroni a parlarmi alla schiena,
a guardarmi dall’alto al basso;
ma io vado avanti,
e tengo solo
a questa libertà,
libertà che ho nelle vene,
libertà che è libertà.
Nessuno ferma la mia corsa,
nessuno mi controlla,
non ho padroni,
sono un artista,
un pensatore,
e vivo la mia libertà.
a passeggiare sulle onde del mare
noi due soli,
sotto un tramonto infuocato.
ti vorrei portare
in un bosco secolare
a sentire in silenzio
il respiro della natura.
ti vorrei portare
in un mondo fatato
in un'isola lontana
ti vorrei portare
in una notte di quelle belle
guardando il tuo volto
splendere di luna
sapeva di amarezza
e di nostalgia.
Ho ascoltato la tua voce:
ricordava il pianto di un bambino
nell'alba del giorno.
Ho guardato il tuo viso:
era scialbo come il trucco
sciolto dalle lacrime.
Ho guardato il volto della vita:
sorrideva soddisfatta
del lavoro fatto
con la tua aroma,
con la tua voce,
con il tuo viso,
con te
e forse anche con me.








