ci salviamo col solo narcisismo:
peccato per la realtà limitata
e per le voglie in pasto al nichilismo.
Siamo i pochi che sanno e sanno male,
in bocca sempre ideali fraintesi;
ognuno nasce villaggio globale
ma in testa traccia confini indifesi.
Siamo inventori di luoghi comuni,
siamo in troppi e lo sgabello è uno solo;
per senso d'abbandono inopportuni,
dietro al vento per non sentirlo al culo.
Sembra la landa di una guerra cruenta,
il tutto è sempre messo in discussione,
non tornava niente già alla partenza,
è un salvagente sgonfio la ragione.
Così siamo nati con quel prurito
che perbacco si gratta di nascosto:
giriamo mostrando il dito pulito
ma intanto la mano è stata in quel posto!
ancor più di me stessa,
che c’eravate
ancor prima che nasceste.
Che ora siete fiato
e unica sete dei miei giorni;
Muse, a disegnare il mio destino...
...con voi, io vivo di più!
Che siete segni
del mio più grande amore,
nate, con idea di accarezzar la luna,
cresciute, per abbracciare il sole
e cavalcare il mare!
Siete rara immensità,
idea di paradiso,
storia d’eternità!
Oh, mie tenere compagne
che arricchite questo tempo
per voi, il mio bel pensiero,
mai si cambierà!
Che rugiada vi illumini i bei volti
simili alle più vellutate rose;
e che forte svolazzino
i lucidi capelli nella libertà del vento.
Che nei vostri occhi
siano sempre gemme nuove,
che le divine mani proteggano
i vostri sacri nomi...
...adesso so, che mai io più morirò!
Da una fotografia
di cui icona ho fatto
gli occhi tuoi amore mi donano,
non è atto blasfemo
è amore dato, reso e versato
attraverso sorrisi e lacrime,
carezze e baci,
di cui ancora sento l'impronta
Mai avrei creduto che il cuore
di così tanto sentimento
potesse saziarsi ….
lo sento pulsare nel petto
quasi erompere,
eppur sta li, di te mi racconta
Lascio scorrere tra le dita
la sabbia della spiaggia
profumo di mare, profumo di te,
quel mare che ci avvolgeva
accogliendo le nostre risate
Guardo la luna, signora del cielo,
le stelle sue damigelle,
che ci hanno visto amanti,
brillano come tu brillavi per me
... eri il mio cielo
Accarezzo i petali del pesco,
tu eri il fiore, rosa rendevi la vita
diventando frutto per nutrirmi
con la tua dolcezza
Tutte le emozioni, le sensazioni
create per me oh dolce amor perduto,
son nel mio cuore
custodite in eterno
affinchè mai tu muoia veramente ...
dalle prime chiacchierate
e risate
ma anche litigate.
Mi sembra ieri...
Che ti ho conosciuto
un'amicizia vera...
Bella.
A te dedico questi versi oggi
alla tua forza
al tuo coraggio
di ricominciare da zero.
Dai molto
dai tutto te stesso
anche se le ombre del passato
ti hanno segnato molto.
I tuoi
occhi
hanno conservato
il sorriso.
Quel sorriso stampato sul volto
quando parli
della gioia della tua vita
Sofia.
Parli di lei
e i tuoi occhi
si illuminano
dimentichi tutto
La rabbia
lascia spazio
alla
dolcezza.
A te
e alla tua nuova vita
auguro buon compleanno
tanti auguri simone.
s’annidano cristalli di crampi solari
e le briciole del dolce ricordo,
radici sentimentali del corollario dei pensieri,
sembran candidi foulard di morbida luce.
Il vento solletica i miei capelli
come pergamena di cieli autografati
fra fulgide lenzuola di tempeste floreali
ed una rondine ricama il tempo
come sarta d’annunciata primavera.
Le lancette del giorno s’abissano
ed il silenzio miete i suoi petali:
calzo l’incanto della sera
ed il mio sguardo è pioggia che disseta.
L’aure de gli antichi fasti
e la fama, ch’ai divini occhi e alle genti,
prole di Zeus, i Dioscuri, presso la Sagra
per la sorella Persefone pugnando,
ti diedero, su questi dolci clivi,
ch’infiora il gelsomino e odora,
ove giacciono, de la storia silenti custodi,
sacre querce e sacri ulivi,
e su queste dolci rive,
che l’acque turchesi involve
onde il ciottolo con l’onda canta,
il tempo ancor decanta,
non la mia gioventù,
che qui crebbe e si perse;
eppur tornando, l’acque terse
e fredde della fiumara mi sussurrano,
e la campagna odorata,
e la stradina sterrata,
che in bici risalivo contro il vento,
e lo Jonio, così quel che fu un poco sento,
come ora che la bella età mi sovviene
da lontano, qui a Milano,
su le note del Paradisi,
e mentre il ricordo mi strugge
pur questa vita, che fugge
e mai si rivela, pur ne la sua presenza,
se non forse nell’ora dell’oblio,
io lacrimo e lacrimo tra lievi sorrisi.
In principio fu il pomeriggio
a montagne di gobbe lune daremo lunghi baci
da rovesciare finalmente la fodera di quell'Infinito.
rintocchi di campane
richiamano chi fede
nel suo cuore miete
a cantar lodi al Signore
Volge al tramonto il dì
il cielo di rosso si tinge
nell'animo cala la pace
Nell'ora tarda
chiudono gli occhi gli usci,
attorno al focolare
raccolte le famiglie
a raccontar storie
di tempi passati,
di cavalieri eroici
Fantasie di streghe o fantasmi
lupi neri, ombre scure
i bambini sgranati gli occhi
dall'innocenza che
solo ai loro cuori appartiene,
il capo sotto le coperte
di lana pesante tessute, nascondono
Rintocchi di campane
annunciano un nuovo giorno,
le donzelle dal chiacchierio allegro
al fiumiciattolo a lavare i panni vanno,
cantano le loro voci belle
filastrocche di amori nati o finiti
Vive un nuovo giorno il paesello
nei campi i buoi tirano gli aratri,
a preparar la terra,
semplice, pulita e lieta era la vita
così come i cuori colmi del timor di Dio
Lontani quei tempi ormai,
come favole antiche
seppur ancora tramonti e albe
segnano la fine e l'inizio dei giorni
offerto su un coltello affilato,
così le superstizioni
si sono insinuate dolcemente in tutte le popolazioni che esistono sotto il creato,
e stanno pericolosamente in agguato per far preoccupare l'ingenuo malcapitato.
Se esce di casa un venerdì 17
e gli taglia la strada un gatto nero verso le 7:00
il sangue gli si ghiaccia
e di far retromarcia
resister non potrà
e di corsa sui suoi passi tornerà.
Cosa può aver fatto di male
quel povero micio dalla pelliccia nera?
Ma la superstizione si genera e degenera
anche quando vedi una creaturina così tenera.
Se in Brasile si andrà mai lasciar
che il portafoglio o la borsetta
a terra per la fretta
far toccar.
Il cinese stai imparando?
Ma il 4 non puoi andare in giro pronunciando!
Il rosso ti può aiutar
e la sventura allontanar...
Hai un parente in Egitto?
Non lasciare le forbici aperte
ma lasciale sotto il cuscino
e rimboccati le coperte.
Tu in India ti sei trasferito?
Le unghie non tagliare
né di giovedì, né di sabato, né di notte,
altrimenti ti raggiungerà la malasorte.
E se l'eclissi il tuo cibo ha visto,
in spazzatura cadrà, questo è già previsto!
Oh, che gran confusione,
queste usanze senza ragione!
Liberiamoci da esse tutte
e viviam come ci pare.
interrompono l’asfalto bagnato
mentre l’alba faticosamente
mi fa uscire dai sogni
la notte ha percorso
come un lampo
la mia mente
ed i miei anni
raccontandomi anche
quanto non ho saputo vedere
il ritmo delle gocce
ha riacceso il mondo
che corre nel giorno
senza mai stancarsi
ho raccolto i pensieri
dal nuovo mattino
fiore che nasce
cresce e vivo
incatenando il cammino
di chi sa
dovrà cambiare
Il nido del cuculo,
siamo qui,
siamo come ci vedete qui,
quelli picchiatelli,
un po’ svitati,
un po’ genii,
un po’ artisti,
quelli come noi,
dimenticati,
scherniti,
beffeggiati,
quelli della salute
mentale,
visti con sospetto,
quelli come noi,
che non facciamo niente,
che vegetiamo ebasta,
tra sorrisi ironici della gente,
quelli come noi,
sempre tra i piedi,
sempre di troppo;
e non ci credete,
non ci ascoltate,
il disprezzo della gente,
mentre i mostri
sono loro,
con la loro stupidità,
e l’ignoranza.
Quelli come noi.










