Nel cuor che palpita senza misura,
travolto da un amore che s’avvera,
non vi pare si scorga la natura
che freme, quando vien la primavera?
O lo strepito d’una creatura
ch’emana gioia, da mane fin sera?
Od ancor la luce, sull’aura scura,
che l’alba porta seco, nella sfera?
Sembra così che torni a nuova vita;
quel ch’è vecchio si spegne, infine muore.
Vigor infonde, all’anima sopita,
fremito, nel corpo tutt’un tremore,
e la vision del mondo è colorita.
Tale è l’uomo se còlto vien d’Amore.
travolto da un amore che s’avvera,
non vi pare si scorga la natura
che freme, quando vien la primavera?
O lo strepito d’una creatura
ch’emana gioia, da mane fin sera?
Od ancor la luce, sull’aura scura,
che l’alba porta seco, nella sfera?
Sembra così che torni a nuova vita;
quel ch’è vecchio si spegne, infine muore.
Vigor infonde, all’anima sopita,
fremito, nel corpo tutt’un tremore,
e la vision del mondo è colorita.
Tale è l’uomo se còlto vien d’Amore.
Scorre l’ultimo mio sguardo
nel dolore cantato dal vento
e muoio dentro aspettando
di dare un senso al tempo.
E brucio sfiorando immagini
preludio d’un sonno in pianto
soffocato e smarrito tra i pini
che si apprestano al tramonto.
Il pensiero d'un viale fermo
è le pagine sporche di sangue
mentre silente muoio dentro
e la poesia nelle vene langue.
nel dolore cantato dal vento
e muoio dentro aspettando
di dare un senso al tempo.
E brucio sfiorando immagini
preludio d’un sonno in pianto
soffocato e smarrito tra i pini
che si apprestano al tramonto.
Il pensiero d'un viale fermo
è le pagine sporche di sangue
mentre silente muoio dentro
e la poesia nelle vene langue.
Vorrei scorrerti,
come il ruscello
solca il terreno
friabile e morbido
delle tue colline.
Vorrei salutarti
come l'anziano
trabbiatore
che calca la strada
alzando la polvere.
Vorrei adornarti
come i ciuffi
di erbaccia
attaccati alla pietra
dei muri cadenti.
Vorrei sussultare
come il cane
che viene sorpreso
dal profumo
del suo migliore amico
prima che dal rumore
dei suoi passi.
Vorrei essere,
ma non sono,
vorrei avere,
ma non stringo,
vorrei vivere,
ma ne muoio.
E tanto basta.
come il ruscello
solca il terreno
friabile e morbido
delle tue colline.
Vorrei salutarti
come l'anziano
trabbiatore
che calca la strada
alzando la polvere.
Vorrei adornarti
come i ciuffi
di erbaccia
attaccati alla pietra
dei muri cadenti.
Vorrei sussultare
come il cane
che viene sorpreso
dal profumo
del suo migliore amico
prima che dal rumore
dei suoi passi.
Vorrei essere,
ma non sono,
vorrei avere,
ma non stringo,
vorrei vivere,
ma ne muoio.
E tanto basta.
Tornò la primavera
sorgendo come una specie di sole nero.
Giurai che non avrebbero mai avuto
le nostre vite di serie B.
Avevamo il dono, camminando per strada,
di saper distinguere sporchi e sporcati.
Eravamo una sorta di razza industriale,
la vergogna segreta di qualche genio venduto,
quelli con una coscienza contaminata
ma con i dubbi del ragionarci da soli.
Con la primavera era sbocciata la città,
con le sue danze su un calice immobile.
Eravamo allergici a tutto,
nauseati da questa leggerezza zuppa.
Le nostre vite di serie B vedevano sfilare,
sfilare quelle tristi di serie A
su bacinelle chiuse di oceani,
come vecchie uova piene d'aria.
Ci alzavamo dando ragione ad Aristofane,
come insetti ignorati dalle sue rane.
Le nostre vite di serie B
erano quelle confutate dalle idiozie di massa,
quelle vere per sentito dire.
Era ormai sorta da eterne ore la primavera,
ma a noi importava relativamente.
Ciechi. Perché ad occhi chiusi
può essere anche la quinta stagione.
sorgendo come una specie di sole nero.
Giurai che non avrebbero mai avuto
le nostre vite di serie B.
Avevamo il dono, camminando per strada,
di saper distinguere sporchi e sporcati.
Eravamo una sorta di razza industriale,
la vergogna segreta di qualche genio venduto,
quelli con una coscienza contaminata
ma con i dubbi del ragionarci da soli.
Con la primavera era sbocciata la città,
con le sue danze su un calice immobile.
Eravamo allergici a tutto,
nauseati da questa leggerezza zuppa.
Le nostre vite di serie B vedevano sfilare,
sfilare quelle tristi di serie A
su bacinelle chiuse di oceani,
come vecchie uova piene d'aria.
Ci alzavamo dando ragione ad Aristofane,
come insetti ignorati dalle sue rane.
Le nostre vite di serie B
erano quelle confutate dalle idiozie di massa,
quelle vere per sentito dire.
Era ormai sorta da eterne ore la primavera,
ma a noi importava relativamente.
Ciechi. Perché ad occhi chiusi
può essere anche la quinta stagione.
Nera avanzi,
carnale e avida Raflesia dischiudi i tuoi desideri,
madida avvolgi il corpo di lui ignaro e fremente,
la notte è nella sua notte.
Gemiti e sospiri ,
che paiono melodie confuse nell'oscurità
incorniciano i loro incastonati corpi,
ora paghi e distesi nell'abbandono.
Nera avanzi,
illudendo nelle tue parziali verità
l'anima di un sognatore.
Ingannevole e bramosa incedi,
il passo sicuro e inarrestabile
Tu, bastarda, ipocrita procreatrice,
muta le tue gesta in una mirsericordiosa redenzione di anime fragili!
Attesa e silenzio, complici incolpevoli di questi attimi,
ma ecco,
tu, rantolo estasiato di un corpo ancora congiunto, giungi improvviso e intteso,
le tue membra e le tue ossa parlano
e ituoi sensi danno voce a un'unica preghiera:
"Che questa notte sia LA NOTTE".
Li udite?
Due corpi ansimanti e la poesia di un'anima libera.
STAZIONI IN HAIKU
I
Urlo assassino
ha li portenti obliato.
Freddo ripudio!
II
Quanto peccato
Uomo sul dorso carchi.
Croce innocente!
III
Su lo tratturo
crollano streme forze.
Guardi curiosi!
IV
Balzo dolente
a lo Figlio deturpo.
Gocciolo amaro.
V
Quasi al Calvario
Cireneo el gravo accetta.
Stretto sollievo!
VI
Lo volto imprime
sudo de tèrreo imbratto.
Lancina icona!
VII
Sotto le sferze
cade ancor esil Carne.
Sorda campana!
VIII
Non oggi oh donne
stille a Me sol dovete.
Serio presagio.
IX
Languido inciampa
ne lo sequelo ansante.
Schivo sostegno!
X
Di sangue timbre
le vesti a sorte tiran.
Spoglio selvaggio!
XI
Crudel istinto
chiodi lo Corpo passan.
Effera posa!
XII
Chino lo Capo
lascia sì gran patema.
Acre pensare!
XIII
Scesi li Resti
prenne rattristo core.
Avido intento!
XIV
Ne lo Sepolcro
chiuso non è lo Verbo.
Salto Celeste!
Schivo sostegno!
X
Di sangue timbre
le vesti a sorte tiran.
Spoglio selvaggio!
XI
Crudel istinto
chiodi lo Corpo passan.
Effera posa!
XII
Chino lo Capo
lascia sì gran patema.
Acre pensare!
XIII
Scesi li Resti
prenne rattristo core.
Avido intento!
XIV
Ne lo Sepolcro
chiuso non è lo Verbo.
Salto Celeste!
Nel giardino dei miei pensieri
ci sono tanti fiori
li ascolto, li guardo
ne assorbo i colori
poi ci sono gli alberi
ognuno ha la sua storia
tanta saggezza
di radici hanno memoria
oggi è arrivata la pioggia
piangeva dal mio cielo
il sole nascosto
da un oscuro velo
allora chiamato una stella
e oltre la finestra
è arrivato un profumo
polline di ginestra
in questo giardino
coltivo una meraviglia
cercare nel normale
ciò che non è banale
assaporare il bello
che è sempre seducente
vederlo anche nel brutto
e sempre nel presente
ci sono tanti fiori
li ascolto, li guardo
ne assorbo i colori
poi ci sono gli alberi
ognuno ha la sua storia
tanta saggezza
di radici hanno memoria
oggi è arrivata la pioggia
piangeva dal mio cielo
il sole nascosto
da un oscuro velo
allora chiamato una stella
e oltre la finestra
è arrivato un profumo
polline di ginestra
in questo giardino
coltivo una meraviglia
cercare nel normale
ciò che non è banale
assaporare il bello
che è sempre seducente
vederlo anche nel brutto
e sempre nel presente
Giorni, notti, ore...
Viaggiano con tristezza
ed apatia
senza destinazione.
Le stelle si sono spente,
giorni e pagine strappate
i pensieri vagano
nell’immensità dell’universo.
Ma poi...
Quelle pagine strappate
si riempiono
con un
arcobaleno di colori.
Tutto riprende forma,
le stelle
tornano a brillare,
il sole risplende.
Incollo
quelle pagine strappate
e i pensieri
tornano a volare.
Viaggiano con tristezza
ed apatia
senza destinazione.
Le stelle si sono spente,
giorni e pagine strappate
i pensieri vagano
nell’immensità dell’universo.
Ma poi...
Quelle pagine strappate
si riempiono
con un
arcobaleno di colori.
Tutto riprende forma,
le stelle
tornano a brillare,
il sole risplende.
Incollo
quelle pagine strappate
e i pensieri
tornano a volare.
Una strana Cena la Sua..
senza musici, né canti,
né dadi, né carte.
Lui è
dolorante,
al centro
di un doloroso spazio,
con i suoi diletti.
Inquieto silenzio!
Il pane intatto,
i calici
ancora vuoti.
ancora vuoti.
Dov’è il vino?
Dov’è il sangue?
Eppur
qualcuno ha già usato
qualcuno ha già usato
un pugnale.
E' sul quel tavolo
la mano che lo tradisce:
la mano che lo tradisce:
Giuda,
è già ingoiato dalla notte;
è già ingoiato dalla notte;
e Pietro…
…non sa più chi è.
Giovanni,
come puro bimbo
come puro bimbo
dorme,
ignaro dell’imminente fine.
Cristo,
purifica i loro piedi…
ed esce…
… avvolto in suprema solitudine.
Solo la pace di quell'ulivo,
piegato e stanco
lo attende.
Accoglie, il suo rosso sudore.
non vuol esser
albero di croce!
lo attende.
Accoglie, il suo rosso sudore.
non vuol esser
albero di croce!
Il dramma è pronto!
la terra si prepara
a raccoglier grande pianto.
la terra si prepara
a raccoglier grande pianto.
Via crucis
e travaglio immane
e travaglio immane
sotto possente Croce,
verso il suo dolce Calvario.
……………………………………………………….
Ma quanto
avete peccato figli miei diletti?
avete peccato figli miei diletti?
Fa male,il ferro dei chiodi,
e punge le mie meningi
la spinosa corona;
Scende sangue
che non riesco
più a ingoiare.
più a ingoiare.
Ma quanto
avete peccato figli miei?
avete peccato figli miei?
Ora, ancor, io vi amo!
…Abbraccio
questo Estemo Sacrificio
questo Estemo Sacrificio
somma volontà!… di salvezza.!
e l'etremo Divin Disegno
Sia!
Buona Resurrezione a l'intero Mondo!

Sia!
Buona Resurrezione a l'intero Mondo!

Ti chiedo infinito perdono
Se non ho saputo dare spazio alla tua voce
Non conoscevo il silenzio allora
Per poterne avere timore,
e non potevo respingere altro che non fosse
bersaglio preciso nella mia compassione.
Narciso sei stato per me,bevendo alla fonte
L’arsura vivida della luce
Ed è stato un lusso rincorrersi in quel mite deserto
Gridando il tuo nome,scrivendolo sulle pareti di roccia
Che mietevano battesimi in tutto il mio cuore.
Ero confusa e vinta dalle tue parole,
mi soddisfacevo nel tuo sguardo,
ero Eco silenziosa del tuo Io
che seminava dolci ombre alle mie luci.
Non mi accorgevo allora,
che saresti stato un oscuro mantello alle mie gioie!
E ti accoglievo tra le braccia cullandoti come lievito del mio sangue
Facendomi e sole e notte
E nebbia e oscurità.
Ma ora che mi risolvo in amare sconfitte,
la tua memoria incide nel mio cuore dolorose parole d’addio
che posso solo tradurre in silenzio, perforante silenzio!
Da sola
questa goccia calcarea
buca pensieri di carta velina
fa stalagmiti di lanugine
Eppure anche un granello
è spiaggia
ma non c'è nulla
che vorticando s'acquatti
e si lasci prendere
Eccomi di nuovo
a fare il pesce
ad abboccare a quest'amo
che fissa l'astrolabio
e proietta fuori dall'acqua
Qua tutto è bianco
non c'è una fine
o un orizzonte
è tutto sospeso
tutto afono
tra parole che fluttuano
nella loro perfezione
Qua la tua pelle è di pesca
e il cielo piange
qua posso scegliere
di accarezzare
barbaglio
zeugma
o quello che voglio
perché c'è tutto
qua sono solo io
posso far ridere un bambino
illuminare i tuoi occhi
accendere fuocherelli
che riscaldano davvero
questa goccia calcarea
buca pensieri di carta velina
fa stalagmiti di lanugine
Eppure anche un granello
è spiaggia
ma non c'è nulla
che vorticando s'acquatti
e si lasci prendere
Eccomi di nuovo
a fare il pesce
ad abboccare a quest'amo
che fissa l'astrolabio
e proietta fuori dall'acqua
Qua tutto è bianco
non c'è una fine
o un orizzonte
è tutto sospeso
tutto afono
tra parole che fluttuano
nella loro perfezione
Qua la tua pelle è di pesca
e il cielo piange
qua posso scegliere
di accarezzare
barbaglio
zeugma
o quello che voglio
perché c'è tutto
qua sono solo io
posso far ridere un bambino
illuminare i tuoi occhi
accendere fuocherelli
che riscaldano davvero
Talco di luna incipria la mia pelle,
vespaio d’ombre è la muta felce,
l’orizzonte evapora al chiarore
fra diamanti annuvolati di piccoli boccioli
e poi capriole silenziose di nude foglie,
fragile rugiada di polvere e parole.
Talco di luna incipria la mia pelle,
pioggia d’erba è lacrima terrestre,
petalo di vento un lampione spento
che fra ghiaia d’asfalto riposa quieto,
ed io finestre dal buio accecate contemplo
fra minestre ambrate di stelle arrovellate.
vespaio d’ombre è la muta felce,
l’orizzonte evapora al chiarore
fra diamanti annuvolati di piccoli boccioli
e poi capriole silenziose di nude foglie,
fragile rugiada di polvere e parole.
Talco di luna incipria la mia pelle,
pioggia d’erba è lacrima terrestre,
petalo di vento un lampione spento
che fra ghiaia d’asfalto riposa quieto,
ed io finestre dal buio accecate contemplo
fra minestre ambrate di stelle arrovellate.
Mai scorderò l'ultimo tuo sguardo,
una lacrima scivolava lenta
dai tuoi occhi tanto amati,
il tuo saluto mentre la vita
via da te fluiva nel vento dell'eternità
L'ultimo bacio posato sulle tue labbra
sigillo di un amore
oltre la vita, oltre la morte
l'ultimo abbraccio al tuo corpo
ancora tiepido mentre il cuore
batteva gli ultimi suoi rintocchi
Grazie amore, mi hai rivelato il sorriso
mi hai donato la tua voglia di vivere
quando la vita per me era buia,
ho conosciuto la gioia
dell'unione di due corpi e due anime
fuse in un unico solo essere noi
Troppo silenzio in queste stanze senza te,
assente la luce che emanavi pur soffrendo,
piango … si piango liberandomi l'anima
dell'amaro fiele che scorre nelle mie vene
Con forza, lotterò come tu hai lottato
vivrò i giorni a venire onorando il tuo ricordo,
a raccontare la tua bontà, la caparbietà
propria di un Guerriero senza scudo e senza lancia
che lotta per la sopravvivenza,
avendo si vinto tante battaglie
senza arrendersi mai
consapevole di perdere la guerra,
Dell'amore per te ho cantato mille volte
ed ancora canterò
in versi che non son poesia
ma inno alla tua vita,
al tuo coraggio, a te,
unico, immenso ed eterno
amore della mia vita ed oltre ….
Cari amici, vorrei chiedervi una cortesia, non mettete stelline su questo scritto,
desidero condividere con voi le mie emozioni in nome della nostra amicizia e non come
scrittritce di poesie .... so che comprenderete questa mia richiesta .... un caloroso abbraccio !!!!
Cari amici, vorrei chiedervi una cortesia, non mettete stelline su questo scritto,
desidero condividere con voi le mie emozioni in nome della nostra amicizia e non come
scrittritce di poesie .... so che comprenderete questa mia richiesta .... un caloroso abbraccio !!!!













