tra le nuovole bianche e le forti grandinate
e poi di nuovo in inverno
tra le foglie cadute nelle quali mi fermo
alzo lo sguardo al cielo turbato
non so se davvero mi hai mai amato.
Baciare ragazze sulle guance umide
e amare ragazzi sulle labbra,umile,
cercare sulle mani di chi voglio
le ferite e gli squarti d'orgoglio
e perdere tra un seno il sesso mai avuto
ritrovarsi nel mare,remare e urlare aiuto,
e perdere tra uno zigomo e una clavicola l'uomo che sono
ritrovarsi a zoppicare con classe cercando il proprio trono.
Le curve stellari, e poco dopo saremo accanto
Ma torna sempre in basso la linea invisibile,
così ai confini di Aquisgrana blindata nelle secche,
(ti ricordi quando a Bordeaux si scendeva dal treno
"mais non", il vento adesso è attraversato dai carrarmati.
la tesa d'un cappello
un cappotto sgonfio
un paio di scarpe sole
camminano
mossi da fili
di marionette.
Li indossa
una fibra d'aria
il brandello
del sospiro
di un'anima.
E una folata
un alito di vento
ne fanno
un mucchio
di stracci senza vita.
muti e tersi sono ora i sogni figli di una realtà ineluttabile.
Passione mia colma, insaziabilee spietata attendi,
fintamente timida, sorda a ogni umana implorazione,
vorace e implacabile ti accendi, di un fuoco che arde e cancella,
infuria e ti illumina.
son finestre di ginestre,
saline di luce disperse,
schegge d’estate annunziate
fra corpuscoli di brina australe.
Nel roseto dei silenzi
vocaboli di lune sensoriali
son grandine di gemme fusionali,
intrecci d’anima accartocciati
fra steccati di baci incarcerati.
se quella vastità,
ove ogni accento s’annega,
e il tuo, e il mio, ove io
se il guardo alla notte volgo,
tu al giorno,
ove, se pur impetuoso,
non un sussurro giunga del vento,
o se questo nulla che in seno sento,
ove, di sangue, e di lacrime,
e de le tue parole manco,
inerme posa il mio cuore, e stanco,
o ancora l’amaro saper che l’infinito,
che solo nell’attimo si disvela,
e a noi d’improvviso si svelò,
pian piano, nel tempo, diviene vano,
benché un giorno,
pur ancora troppo lontano,
sarà ricordanza, ora greve, ora lieve.
Seduto, intanto, con gli occhi volti al cielo,
un mite raggio di primavera
da questo pianto un poco mi leve,
e d’un passero il dolce canto.
mi lascerei baciare da ogni raggio di sole,
e mi farei bagnare dalla delicata rugiada.
Come una possente roccia
potrei franare sui miei nemici
e annientarli
ma sono troppo buona e non sarei capace di farlo.
Come una roccia dalla superficie sdrucciolevole
farei scivolare lontano
da me tutti i problemi.
Vivo da tempo
ma mi protendo verso l'eternità...
con la forza nelle mani
e la rabbia nel cuore,
cambiando rumorose vite e i randagi cani.
La collisione di lacrime e parole
tra le urla il suono di tempi verbali,
Lei piange da sola contando le ore
fino al sole di un altro domani.
Raccontavi di lei in silenzio
l’ultima rosa dell’estate
fragile suo il riservato volto
quando il giardino perdeva sogni
dai rami vibranti cielo
e la sua energia triste e ferita
sprigionava rugiada di sole
dai petali un po’ staccati dal tempo.
Piccolo fiore d’anima – cantavi
e l’adagiavi lieve sul tuo cuore inquieto
piumava estasi nel tepore del giorno
e tu commosso ricordavi di lei
le improvvise felicità sulla tua pelle
la tenerezza delle carezze che ti riservava
in istanti proibiti di muto segreto
sospeso nell’amore a grazia d’incanto.
Soffiava il vento invidioso
dolci voti sul finire del giorno
solo per sgualcire il sogno letto in preghiera .
Chiudesti gli occhi sul mondo in pace
e il suo nome baciato dalle labbra
aveva la disperazione della dolcezza
d’un ti amo folle, miracolo d’antica pieve
nascosto tra i resti della prima neve.
Da l’eleganza del cuore… il decoro vitale.
Dal decoro vitale… l’onesto operare.
Da l’onesto operare… la dignità cammina.
Non più screzi.
Non più timori.
Seppellito l’immorale…
Solo, bontà d’animo!.
sul ginocchia il mento ... noi li'
a sorridere dei buffi passanti ,
sotto l'acqua due teneri amanti .
Eravamo inconfondibili
ci sentivamo irripetibili
innamorati e mai stanchi
Mamma mia" Quanto mi manchi "
guardo l'alba e il suo colore
mi restano foto e un foglio pieno di parole.
Eri un bel mare, mi ritorni li'
corse pazze sulla spiaggia ...cosi'
noi distesi al sole a scherzare
come 2 bambini a fantasticare .
Eravamo irraggiungibili
ci sentivamo indistruttibili
appassionati e mai distanti
Mio Dio " Quanto mi manchi "
il tempo curera' il dolore
mi restano foto e un foglio pieno di parole .
a quanto ci amammo.
ancor per noi:
più di qualsiasi atro vento:
Or, chiedo,












