Certi trionfi,oggi,
sono peggio
sono peggio
di cento eclissi.
Questa nostra
mitica era
mitica era
con la sua dissoluzione
del Bello, del Sacro,
ha crocifisso e cancellato
per sempre il volto degli Dei.
Tutto ormai
è un lento incedere,
verso l’nsignificanza.
Ma La bellezza è tesoro!
E’ Sacralità!
E il suo supremo orizzonte
è il cammino del Faust verso Elena.
Elena è corpo del mondo…
…è bellezza
che deve continuare a vivere!
Ed Euforione?
che deve continuare a vivere!
Ed Euforione?
E' terra,
che cerca
leggerezza dell’aria;
che cerca
leggerezza dell’aria;
lusinga,
che ci conduce
che ci conduce
ovunque e in nessun luogo.
Abbiamo l’anima per questo…
…per liberarci
dal potere della polvere!

dal potere della polvere!

13 commenti
Normalmente i gas a regnare sulle scure abitazioni
e su liquide lanterne, ma se non sto attento ai pensieri malinconici
mi trovo già in trono alla mostra sui tesori di una parola-venezia
abbindolato nella squisitezza instabile dal nome di mollusco
abbeverato dai confini rigurgitati da un gran mulo ex-alato.
Oh, da lassù tutta la vita deve apparire un'inezia di così
scarso valore, gli atomi morti non ce la contendono.
E i sorrisi dei leggerissimi campi di neve poi,
lasciano cadere in elemosina le foglie dell'autunno
per nostra
rêverie.

abbeverato dai confini rigurgitati da un gran mulo ex-alato.
Oh, da lassù tutta la vita deve apparire un'inezia di così
scarso valore, gli atomi morti non ce la contendono.
E i sorrisi dei leggerissimi campi di neve poi,
lasciano cadere in elemosina le foglie dell'autunno
per nostra
rêverie.
Perdersi e poi
ritrovarsi
con gli occhi del cielo .
con gli occhi del cielo .
Afferro l'inaferrabile luce
che flebile
costeggia il mio viso.
costeggia il mio viso.
Mi sfiora e acquieta
ogni voce.
ogni voce.
Ho qui tra le mani
due gocce lucide
che consumano la sera
ogni volta
che guardo
l'invisibile lassù.
Ha gli occhi
color del cielo
non conosce la noia
ma sente la tristezza
Lei ha mille domande
ma non dispensa
mai buoni consigli
ma sente la tristezza
Lei ha mille domande
ma non dispensa
mai buoni consigli
Lei è un abbraccio
del mondo
l'abbraccio della vita
percepisce interiorizza
guarda oltre
Lei non ha necessità
di cercare gli altri
Lei è il Sole
tutto le gravita attorno
del mondo
l'abbraccio della vita
percepisce interiorizza
guarda oltre
Lei non ha necessità
di cercare gli altri
Lei è il Sole
tutto le gravita attorno
Le piace
suonare la chitarra
suonare la chitarra
ma non sopporta
le distorsioni
Non sa spiegare
perchè le stelle
restano ferme nel buio
le distorsioni
Non sa spiegare
perchè le stelle
restano ferme nel buio
Lei vede i mostri
nei sogni
dipinge
sdraiata a terra
e non lascia mai
spazi vuoti
nei sogni
dipinge
sdraiata a terra
e non lascia mai
spazi vuoti
Non sa cosa sia
il valore del tempo
ma ama sentire
la pioggia che cade
ed il vento
che la trascina
e le fa sentire la vita
Lei si tuffa
nelle fontane del centro
ma ama sentire
la pioggia che cade
ed il vento
che la trascina
e le fa sentire la vita
Lei si tuffa
nelle fontane del centro
ma non vuole
entrare nelle Chiese
Osserva la luna
pensa che ...
che non la potrà
mai carezzare
entrare nelle Chiese
Osserva la luna
pensa che ...
che non la potrà
mai carezzare
Non vive di ideali
la farebbero
la farebbero
sentire prigioniera
non ha
mille sogni da inseguire
pensa ...
che se si avverassero
non sarebbero più tali
Vede
con occhi spalancati
quello che la circonda
non interpreta
non ha
mille sogni da inseguire
pensa ...
che se si avverassero
non sarebbero più tali
Vede
con occhi spalancati
quello che la circonda
non interpreta
le emozioni
ed è tutto semplice
il suo vivere.
ed è tutto semplice
il suo vivere.
Vai via col vento
mio caro amico.
Ti porta via l'anima lontano,
nell'infinito cielo.
Oggi sei insieme agli Angeli,
parlerai con loro,
li farai sorridere,
perché grande era il tuo sorriso.
Dedico a te caro amico
queste poche parole... col cuore...
Mi mancherai.
Mi mancherà la tua voglia di vivere,
la tua forza di combattere
il male... Che ti ha rubato la vita.
Corri nel vento
come polvere sei volato via.
Hai visto appena sbocciare la primavera,
hai goduto ben poco il suo profumo.
Adesso lassù starai bene.
Godrai per sempre
i sapori di tutte le stagioni,
mio caro grande amico...
Voi, che vedeste la mia prima luce
e poi con gioia mi vedeste adulto
come tanti altri esseri della terra,
oggi vi parlo e il dolor m’induce
al groppo in gola ed al singulto,
mentre la mestizia il cor mi serra.
Voi mi deste tanti insegnamenti,
che nel tempo mi furono tesori;
ormai, vetusti, io vi miro tutti,
ché mi donaste i migliori frutti,
che argenti non furono né ori,
ma silenzi degli alti sentimenti.
Emanate tuttora un aroma soave,
ognor sarete della vita la chiave;
voi rendete bella la natura intera,
che io canto da mattina a sera.
Bella natura, sempre maltrattata,
io mi appello alla tua clemenza,
perché, pur se palese è l’evidenza,
la tua gente non l’hai dimenticata.
Uomo, che non sei cieco né sordo,
sii grato a chi sempre ti sostiene,
comportati così, come fa il tordo,
che becca il giusto per il suo bene.
Che resterà di noi
che ne sarà delle nostre stelle lucenti
dei tuoi "ti amo"
scagliati come frecce sul mio cuore?
Per quale sentiero occulto
dentro quale anfratto dell'universo
si perderà questo fragore di sensi?
Portami via, ti prego
da questo incerto sentire
Raccontami di te
la piega dei tuoi sorrisi
raccontami l'incanto
l'incredibile incontro di due io.
Dimmi che ci sarò
nel vento che spettinerà i tuoi capelli
sulla tua pelle, sulle labbra
sulle vie del mondo
oltre l'invisibile.
che ne sarà delle nostre stelle lucenti
dei tuoi "ti amo"
scagliati come frecce sul mio cuore?
Per quale sentiero occulto
dentro quale anfratto dell'universo
si perderà questo fragore di sensi?
Portami via, ti prego
da questo incerto sentire
Raccontami di te
la piega dei tuoi sorrisi
raccontami l'incanto
l'incredibile incontro di due io.
Dimmi che ci sarò
nel vento che spettinerà i tuoi capelli
sulla tua pelle, sulle labbra
sulle vie del mondo
oltre l'invisibile.
Una gialla foglia addormentata
è pallido respiro d’una ninfea di stagno,
ciondolo di vento straziato dal sole,
giara abbandonata di linfa dismessa.
Impettita dal gelo cristallino di marzo,
scarabocchi d’un cocktail d’asfalto sorseggi
tra polvere specchiata di luna sconfortata
e minuta ghiaia crepuscolare infangata.
Ombrello d’una stanca lumachina,
lettera d’un grido di stagione accartocciata,
una gialla foglia addormentata
d’una pozzanghera è cometa intarsiata.
è pallido respiro d’una ninfea di stagno,
ciondolo di vento straziato dal sole,
giara abbandonata di linfa dismessa.
Impettita dal gelo cristallino di marzo,
scarabocchi d’un cocktail d’asfalto sorseggi
tra polvere specchiata di luna sconfortata
e minuta ghiaia crepuscolare infangata.
Ombrello d’una stanca lumachina,
lettera d’un grido di stagione accartocciata,
una gialla foglia addormentata
d’una pozzanghera è cometa intarsiata.
Due raggi di sole
illuminano il viso
due lacrime scendono
lucidi come brillanti.
Un piccolo spazio
per piangere
sulle pagine
di un libro.
Per amare
un tramonto
che muore
o un'alba che nasce.
Un piccolo spazio
dove riecheggiano
le parole.
Per nascondersi
ripararsi dal temporale
dal vento.
Prima che
il silenzio
ci avvolga.
illuminano il viso
due lacrime scendono
lucidi come brillanti.
Un piccolo spazio
per piangere
sulle pagine
di un libro.
Per amare
un tramonto
che muore
o un'alba che nasce.
Un piccolo spazio
dove riecheggiano
le parole.
Per nascondersi
ripararsi dal temporale
dal vento.
Prima che
il silenzio
ci avvolga.
Ancora al materno seno si frangerà
l'onda, onde nebule si poseranno
salse d'intorno, e su le sparse lacrime,
e su ogni sembiante, ancora lieve
una carezza recherà il sole,
e la leggera brezza le antiche fole,
ancora al cielo il vento
si volgerà, e d'ogni umana sorte
pure un frammento.
Se presto non sarò più,
se forse non sarai tu:
almeno questo.
l'onda, onde nebule si poseranno
salse d'intorno, e su le sparse lacrime,
e su ogni sembiante, ancora lieve
una carezza recherà il sole,
e la leggera brezza le antiche fole,
ancora al cielo il vento
si volgerà, e d'ogni umana sorte
pure un frammento.
Se presto non sarò più,
se forse non sarai tu:
almeno questo.
Seduto, sulla sponda del fiume
lascerò avanzare i ricordi
e quando, nei tuoi occhi leggerò il silenzio
senza lacrime inseguirò il vento
fino a far morire, il cuore.
Poi, di fragilità vestirò i pensieri
tra le dimenticate carezze della sera
posando la testa scevra di sensi
sulle tue mani stanche.
E farò si, che il tuo volto non svanisca
creando con le parole
ogni attimo perduto, vissuto, amato
conservando il tempo dell'amore
fino a far cessare la pioggia
che batte ora, forte sul mio viso
fino a ritrovarmi
nei solchi di un sorriso
all'improvviso
in Te.
Frischiava u trenu pariva ca cantava, e jieu figgjuolu guardavu du finestrinu curiusu... Dassavu u mari cu nostalgia fissavu chidi muntagni grandi chi sulu a televisioni vitti, quandu facivanu i documentari. Dui occhi grandi chi guardavanu si posti novi, eru sperdutu, chi lacrimi ta l'occhi guardavu a me mamma... Posti novi... Cusapi se mi trovu novi amici dicivu u primu jornu chi jia a scola. Guarda che chi le arrivà un olter terrun ce sa se le bun de scrif o de legg. Figures! El sarà nia bun de tegnè la pena. Dicivanu così chidi storti chi ancora jieu non capisciva mi sembrava ca parlavanu ostrogotu. Mamma mia avundi jia a finiri ammenzu a si stranieri! Chi mi sapi a mia ca non sannu mancu u lejiunu. Ancora mò chi passaru quarant'anni e diventai omu mi ricordu chjdu jiornu chi pe nu fogjiu i carta chi mi mancava girai tutta a scola nudu mu dezzi pecchì jiera... Meridionali. Fischiava il treno sembrava cantasse e io bambino guardavo dal finestrino curioso... Lasciavo il mare con nostalgia osservavo le montagne enormi che solo in televisione avevo visto quando facevano i documentari. Due occhi grandi che guardavano posti nuovi ero sperduto, con le lacrime agli occhi osservavo la mamma... Posti nuovi chissà se mi trovo nuovi amici dicevo il primo giorno di scuola. Guarda è arrivato un altro terrone, chissà se è capace di scrivere o leggere. figurati! non sarà nemmeno capace di tenere la penna. Dicevano quegli stolti che ancora non riuscivo a capire, sembrava parlassero ostrogoto. Mamma mia dove sono andato a finire in mezzo agli stranieri! Che mi sa non sanno nemmeno leggere. Ancora adesso che son passati quarant'anni e son diventato uomo ricordo quel giorno che per un foglio di carta che mi mancava ho girato tutta la scuola, non me l'ha dato nessuno perché ero... Meridionale. |
L'incanto d’un bacio in silenzio
a una rosa che trasuda pianto
nuda nell'anima si risveglia
a fine pennellata d'un sol dipinto
in un caldo e timido accordo.
Riempie di gioia l'eremo
a difesa d’un mondo che uccide
che codardo, dubbioso si vende
e nella storia inutilmente coincide
con l'imbarazzo di chi vìola il tempo.
Si libra ad ali spiegate l'eterno
immenso spirito incredulo
lo stupore di fiori sbocciati in inverno
e le stelle innamorate d’un folle tripudio
frammenti fragili di miracolo al vento
piccoli istanti trattenuti in sogno.
Accanto al cuore dove muore la poesia
un urlo scomposto e primordiale
dalle lancette recise al pianto s’intona
su garbi d’angelici canti nell’ultima eresia.













