Ho perso le mani nell'aiuola
le ha inghiottite il cespuglio.
Persi le dita tra i fiori
i bulbi le avevano rubate
e i petali si spartirono le unghie.
Anche le braccia smarrii in mezzo agli arbusti
le presero i rami
per cullare i propri frutti.
Per primi i piedi e poi le gambe persi fra i sassi
e senza più passi, la terra
la terra inglobò il mio sesso.
Non trovai più il mio cuore
e poichè anche lo sguardo persi
vederlo mai potei
esattamente li dove l'avevo lasciato
lapide nel tuo giardino.
le ha inghiottite il cespuglio.
Persi le dita tra i fiori
i bulbi le avevano rubate
e i petali si spartirono le unghie.
Anche le braccia smarrii in mezzo agli arbusti
le presero i rami
per cullare i propri frutti.
Per primi i piedi e poi le gambe persi fra i sassi
e senza più passi, la terra
la terra inglobò il mio sesso.
Non trovai più il mio cuore
e poichè anche lo sguardo persi
vederlo mai potei
esattamente li dove l'avevo lasciato
lapide nel tuo giardino.
7 commenti
I colli
esausti dal vento
esausti dal vento
svelano ora i profumi
delle gemme appese ai rami
delle gemme appese ai rami
filtrano i tronchi odorosi
di muschio
di muschio
dagli arbusti
spunta un turbinio d'ali.
spunta un turbinio d'ali.
I sentieri stropicciano
nugoli di margherite
dolcissima stagione di fragranza
avanza
in note curiose
di gigli viola bulbosi.
avanza
in note curiose
di gigli viola bulbosi.
Esplose terrazze e balconi
di sole e gerani assortiti.
All'improvviso...
Un lembo di cielo mi desta
è un finto preludio primaverile
si mischia
si mischia
alla brusca pioggia che cade!


La semplicità mi si offre, che prima mi viene a noia
e poi mi incanta senza speranza.
Come ora, che è davvero inverno
e un vigile porta via un mezzo ramo caduto
dalla palma imbiancata dal grande peso.
Porta via su, anche questa mia poesia.
La punta dei suoi cuscini ha già lanciato
tutti i razzi di un metallo sconosciuto,
i miei zampilli congelano
in vecchi giardini di rosette.


Scrivo di passione ardenti
su questi fogli bianchi
mai visti
con il rosso del cuore
senza avere mai fine
e si innalza lo sguardo al cielo
sognando un sentiero luminoso
afferrandoti la mano
senza mai più lasciarla
e indifferente agli occhi della gente
cammino nelle vie della nostra città
mano nella mano
l'amore che ho per te
Mondi…
…di alta sartoria,
il nostro rassicurante sottostare
a felici imposizioni di sfilate,
con giri d’affari luccicanti!
Futile gioco d’artificio ,
specchio mitico, impalpabile,
a rifletter nuove
iconografie d’anima.
E, gli occhi…
…che scelgono soluzioni,
in cui doversi riconoscere.
Persuasione,
pervasione ,
l’effimero, il transitorio,
il fascino del dissolvimento.
Un lampo !
Che lascia intravedere
solo l’istante,
di un mutamento rapido di forme
a dileguar significati.
Inevitabile caducità!
E noi…
…che gioiamo, del diritto
di essergli infedeli;
che gioiamo
di un moderno divenire,
con l’imponente
falsità del Nuovo… a tutti i costi!
Gentile promessa,
di un futuro senza eternità;
Solo, un giro… luccicante!
… Amo,
questo fragile
ramoscello d’arte,
quando decido, di non
vestirmi di facile moda,
ma vestire, invece,
la moda…
…di me stessa!


Voglio che tu sappia una cosa:
amarti mi ha dato alla vita,giovane Eco fremente
e lievito vivo del tuo sangue son stata,
quando con labbra dolenti sussurravo versi
al tuo curioso udito,e mi guardavi stranito
da lontane radure di silenzio.
Non erano odi quelle che sentivi
ma gesti di profondo amore che rischiavano
di tacere insoluti per sempre.
Ma ora tu sai questa cosa,e capirai
dal profondo tenero risveglio ch'è in Te
come tanto -e a lungo-
ti ho amato.
E per questo i miei versi ancora s'innalzano
per tornare al tuo inizio,
alla somma punta del tuo Io
che ho conosciuto,
al perimetro sottile del Tutto che mi rendi,
lieto vento delle mie più audaci primavere!
amarti mi ha dato alla vita,giovane Eco fremente
e lievito vivo del tuo sangue son stata,
quando con labbra dolenti sussurravo versi
al tuo curioso udito,e mi guardavi stranito
da lontane radure di silenzio.
Non erano odi quelle che sentivi
ma gesti di profondo amore che rischiavano
di tacere insoluti per sempre.
Ma ora tu sai questa cosa,e capirai
dal profondo tenero risveglio ch'è in Te
come tanto -e a lungo-
ti ho amato.
E per questo i miei versi ancora s'innalzano
per tornare al tuo inizio,
alla somma punta del tuo Io
che ho conosciuto,
al perimetro sottile del Tutto che mi rendi,
lieto vento delle mie più audaci primavere!
Margherita di sogni imperlata,
intarsio d’effluvio di cielo corallo,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è mosaico di sguardi sfuggenti,
cardiologia vulcanica d’alveari frementi.
Fra le tramontane del tuo dolore,
canovacci labiali d’un sole di more,
ghiacciano un vento d’estate e calore
ed il silenzio sulla tua pelle danza
come coagulo planetario di stelle in lontananza.
Tempio d’ una scheggia di cuore,
scrigno d’ un pensiero intricato d’amore,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è sevizia d’un bozzolo di gioia e passione,
furto di una sconfinata cicatrice dimenticata.
intarsio d’effluvio di cielo corallo,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è mosaico di sguardi sfuggenti,
cardiologia vulcanica d’alveari frementi.
Fra le tramontane del tuo dolore,
canovacci labiali d’un sole di more,
ghiacciano un vento d’estate e calore
ed il silenzio sulla tua pelle danza
come coagulo planetario di stelle in lontananza.
Tempio d’ una scheggia di cuore,
scrigno d’ un pensiero intricato d’amore,
il silenzio sulla tua pelle danza
ed è sevizia d’un bozzolo di gioia e passione,
furto di una sconfinata cicatrice dimenticata.
Alto su la volta, il sole
i suoi raggi spargeva,
d’albo chiaror tingendo il cielo,
e la rena infuocando. Lo sguardo,
disteso nell’aria aperta,
si perdeva dove par finisca il mare,
e quella vastità
credevo io poter abbracciare,
con gli occhi, scorrendo l’orizzonte.
E pensavo dell’umana sorte
la caduca vita,
e della natura l’eternità,
ed ella mi sovveniva,
ove io quell’eterno andavo cercando:
le rosee labbra,
ch’il dito lieve sfiorava,
il biondo crine, ch’il vento seguendo
l’aria andava olezzando,
i verdi occhi, ove io solevo indugiar.
E mentre al nuovo giorno
s’adagiava il sole,
spandendo in cielo un color vermiglio,
da quei ricordi rapito
pur io m’adagiavo,
in un freddo e buio giaciglio.
i suoi raggi spargeva,
d’albo chiaror tingendo il cielo,
e la rena infuocando. Lo sguardo,
disteso nell’aria aperta,
si perdeva dove par finisca il mare,
e quella vastità
credevo io poter abbracciare,
con gli occhi, scorrendo l’orizzonte.
E pensavo dell’umana sorte
la caduca vita,
e della natura l’eternità,
ed ella mi sovveniva,
ove io quell’eterno andavo cercando:
le rosee labbra,
ch’il dito lieve sfiorava,
il biondo crine, ch’il vento seguendo
l’aria andava olezzando,
i verdi occhi, ove io solevo indugiar.
E mentre al nuovo giorno
s’adagiava il sole,
spandendo in cielo un color vermiglio,
da quei ricordi rapito
pur io m’adagiavo,
in un freddo e buio giaciglio.
Arde la Luna
nella notte silente
aspettando nenie
di anime estinte.
Tempi impassibili
prosperano dentro
la infinita tristezza,
come ladri di menzogne
a riesumar dalla fosca polvere
vetusti dolori.
Adagio il tempo indugia,
nel colmare l’esilio ricordo,
stretto tra sogni bramati
nell’ego sepolto.
E’ giunto il momento
di destare le certezze
per raggiungere
con avida pace
la Luce dell’oblio.
nella notte silente
aspettando nenie
di anime estinte.
Tempi impassibili
prosperano dentro
la infinita tristezza,
come ladri di menzogne
a riesumar dalla fosca polvere
vetusti dolori.
Adagio il tempo indugia,
nel colmare l’esilio ricordo,
stretto tra sogni bramati
nell’ego sepolto.
E’ giunto il momento
di destare le certezze
per raggiungere
con avida pace
la Luce dell’oblio.

L’etate avanza…
Il core primavera
diversa, guarda.
*****
Osservazione poetica in stile haiku (2-4-6) creata da un pensiero di Abraham Lincoln, politico e avvocato statunitense del 1800 :
“E alla fine, non sono gli anni della tua vita che contano. E’ la vita che c’è stata nei tuoi anni.”
“E alla fine, non sono gli anni della tua vita che contano. E’ la vita che c’è stata nei tuoi anni.”
Una lacrima sul viso
s’addormenta
dimentica la gente
nell’incedere
dal passo nascosto
all’incontro.
Chiede alla memoria
dove il dolore
si colora
a bocciolo
di primavera
Tu lo sai?
Accanto
ad un piccolo singhiozzo
trattenuto
cupo
soffio di pianto.
Un vibrato di violino
ad occhi chiusi.
Tu lo senti?
Fermo
in un nido caldo
d'anima quieta.
Un sogno vivo
s'adagia
sul fondo
senza pretesa
che l’intima resa.
Il cuore non sa
ma il dolore va
mentre si culla
e il tempo
smette
di far male.
Piange.
E piove forte,
anche il gatto
sotto la pioggia
si lecca le ferite,
ha combattuto tutta la notte
sopra i tetti,
avesse vinto la partita.
Ora è stordito
e miagolando un lungo pianto
se né va.
Piove proprio forte,
voleva solamente dar la buonanotte
alla gattina preferita
che oggi avrebbe fatto quattro anni.
Povero gatto!
ora è tutto infreddolito,
ferito...
Almeno l'avesse ringraziato
lei s'è né andata col più forte.
A pensare che aveva programmato la serata,
di primo uno scoglio
e poi una grigliata,
per poi finire la serata sopra i tetti
a contar le stelle
e dire con amore alla gattina
buon compleanno.
Povero gatto!
Ora leccati le ferite
e non cader di nuovo
nell'inganno...
Come un dipinto appeso sulle pareti dell'anima
Come una dolce malattia che mi contamina
Donna Io... mi faccio trascinare
Donna Io... ti voglio solo amare
che sciocco sarei a pedinarti
che inulile sarei ad insultarti ,
maledetto, illuso, romanitico, sognatore
forse uomo d'altri tempi, ti credo amore.
Come un profumo nell'aria da inseguire
come un fiore da cogliere e non farlo morire
Donna Io... ti vedo così
Donna Io... ti corteggio per un si
Come un sogno ambizioso da realizzare
come un 'isola di pace da conquistare
Donna Io... ti rincorro per una speranza
Donna Io... ti amo nella passione di una stanza
Dando me stesso e fin quando sarà amore
ogni minuto come fosse eternità
ogni istante come fosse felicità .
Come una dolce malattia che mi contamina
Donna Io... mi faccio trascinare
Donna Io... ti voglio solo amare
che sciocco sarei a pedinarti
che inulile sarei ad insultarti ,
maledetto, illuso, romanitico, sognatore
forse uomo d'altri tempi, ti credo amore.
Come un profumo nell'aria da inseguire
come un fiore da cogliere e non farlo morire
Donna Io... ti vedo così
Donna Io... ti corteggio per un si
Come un sogno ambizioso da realizzare
come un 'isola di pace da conquistare
Donna Io... ti rincorro per una speranza
Donna Io... ti amo nella passione di una stanza
Dando me stesso e fin quando sarà amore
ogni minuto come fosse eternità
ogni istante come fosse felicità .
sei nata tra la brina e l'alba
su fili d'erba danzanti
a due metri dal mare
la notte prima
eri sparita impaurita
rattristata felice
per il nuovo giorno
e ti ho vista nell'armonia della vita
venire incontro al mio cuore
come l'alba verso la città
e l'estate qui su di noi
su fili d'erba danzanti
a due metri dal mare
la notte prima
eri sparita impaurita
rattristata felice
per il nuovo giorno
e ti ho vista nell'armonia della vita
venire incontro al mio cuore
come l'alba verso la città
e l'estate qui su di noi













