Forse era già tutto deciso
forse il disegno era già pronto.
Ma mancavano i contorni
i particolari.
Per rendere la vita
quella che è realmente.
Mi soffermo a guardare il passato
immagini nitide ritornano in mente.
I disegni sfumati
adesso son chiari.
Il quadro è finito.
forse il disegno era già pronto.
Ma mancavano i contorni
i particolari.
Per rendere la vita
quella che è realmente.
Mi soffermo a guardare il passato
immagini nitide ritornano in mente.
I disegni sfumati
adesso son chiari.
Il quadro è finito.
12 commenti
Uno squarcio d’anima,
incantevole solstizio lacrimale
d’emorragico diluvio stellare,
fu poesia d’un tramonto asperso,
corolla infinitesimale d’orizzonte terso,
àncora d’una carezza di cuore nominale,
sibillino gomitolo di brina emozionale.
incantevole solstizio lacrimale
d’emorragico diluvio stellare,
fu poesia d’un tramonto asperso,
corolla infinitesimale d’orizzonte terso,
àncora d’una carezza di cuore nominale,
sibillino gomitolo di brina emozionale.
Libertà, sogno d’incontrarti.
Le ali ai piedi,
volo nel sonno in groppa alla fantasia,
ancor prima che il sole, all’aurora,
possa dorare le mie ciocche.
In petto il desiderio di te bussa, decolla,
e vola alto, tra fili intrecciati di nuvole e vento.
Si ciberà di polvere di stelle,
e a fresche gocce di rugiada,
placherà la sua arsura.
Planerà su prati di ginestre in fiore,
e le erbe aromatiche lo condiranno di sapore,
sarà tra campi di papaveri e fiordalisi,
che silente, avverrà il tenero incontro.
Sogno e libertà si intrecceranno,
quale trama e ordito su tela
di un rosso tramonto.
La passione esonderà in cuore,
fiume in piena che non oserò frenare.
Alzerò le mani, quasi a sfiorare
i contorni merlati di un giorno irreale,
sedotta ossequierò al vento,
esso con le note di mille violini,
dedicherà al mio cuore un inno
che di te canterà.
Libertà, occhi persi nel pianto,
animi tristi se privi di te,
solo avendoti compagna,
avrà senso vivere.
avrà senso vivere.
S’estingue al rantolo l’intenzione
si ricopre furtivo a timbro d’odio
quasi a morderne la gola
gli insegna le sue poche parole.
Nutre la paura d’apatica rabbia
si calma tanto per lasciar andare
di traverso il gioco al distacco
per non farle scoprire il senso
il verso di pochezza indotto all’agonia.
Bada bene di tenere la tristezza ben chiusa
la porta al cuore riverso a sfumare il vissuto
nella dolcezza del donato serrando la misura.
si ricopre furtivo a timbro d’odio
quasi a morderne la gola
gli insegna le sue poche parole.
Nutre la paura d’apatica rabbia
si calma tanto per lasciar andare
di traverso il gioco al distacco
per non farle scoprire il senso
il verso di pochezza indotto all’agonia.
Bada bene di tenere la tristezza ben chiusa
la porta al cuore riverso a sfumare il vissuto
nella dolcezza del donato serrando la misura.
Quel vestito a terra
il poeta s'addormenta
e lei
la sua mano stringe
raffiche di sole
nel vento dolce della primavera
quel tramonto nuovo
nella vita
hai vito davvero
tra il latte e le stalle
le bottiglie e le stelle
sei stata raggiungibile solo
nella realtà
il poeta s'addormenta
e lei
la sua mano stringe
raffiche di sole
nel vento dolce della primavera
quel tramonto nuovo
nella vita
hai vito davvero
tra il latte e le stalle
le bottiglie e le stelle
sei stata raggiungibile solo
nella realtà
Solo attimi.
Una stella cadente
è un attimo.
Un pensiero d'amore,
un battito del cuore
è un attimo.
Un bimbo appena nato
è un attimo di vita,
i suoi vagiti
sono attimi di felicità.
In un attimo può nascere un amore,
in un attimo si può distuggere tutto.
Basta un attimo...
E si può cambiare il mondo.
Basta poco.
In un attimo
si può cambiare il gioco,
si può fare...
Basta un attimo.
Te ne sei andato via, mio angelo peloso
ora sei a correre, giocare e riposare sulle nuvole
nessuno conosceva il mio passo lento meglio di te
lo assecondavi con grazia
e la dolcezza che solo tu avevi
mi hai fatto conoscere l' amore senza pretese
la gioia di una carezza
la bellezza della vita all'aria aperta
la pazienza, il rispetto, la curiosità
e nella vecchiaia la serenità nel saper rinunciare
in nome dell' affetto profondo
camminerò ancora, perche so che tu lo vuoi
tu sarai sempre al mio fianco
nel mio immaginario e nel mio cuore
e ti terrò sempre la zampa
in questo bel silenzio
ora sei a correre, giocare e riposare sulle nuvole
nessuno conosceva il mio passo lento meglio di te
lo assecondavi con grazia
e la dolcezza che solo tu avevi
mi hai fatto conoscere l' amore senza pretese
la gioia di una carezza
la bellezza della vita all'aria aperta
la pazienza, il rispetto, la curiosità
e nella vecchiaia la serenità nel saper rinunciare
in nome dell' affetto profondo
camminerò ancora, perche so che tu lo vuoi
tu sarai sempre al mio fianco
nel mio immaginario e nel mio cuore
e ti terrò sempre la zampa
in questo bel silenzio
ECCO…
…COSI IO TI INCONTRATO:
VESTITO DI BLU,
CON ONDE, VENTO E CIELO.
TU,
;DIONISIACA CREATURA
CHE DISCIOGLI
LA POTENZA DEL TUO LIEVE DIRE,
IN PAGINE CHE PROFUMANO
DI QUELL’AUREA GRECITÀ.
TU,
ISOLA,
D’IMMENSA - MENTE
D’IMMENSA - MENTE
CON IMMENSO RICERCAR
QUELLA PROMESSA MUTA.
TU,
MUSICA,
CHE ABBATTE
CHE ABBATTE
IL VUOTO SILENZIO…
… DIMMI,
DOVE TI NASCONDI?
DIMMILA;TUA IMMENSITÀ!
PER NOI …
… CHE SEMPRE
ANDIAMO IN FONDO,
NUDI ORMAI,
NELLA NOSTRA ETÀ...
...DIMMI,
DOVE TI CONFONDI?
ASSORTO,
NEL TUO
NEL TUO
SOGNO INFINITO,
ANELANTE ,
DI NUOVE MISTERIOSE MELODIE,
DI UN PIÙ SOAVE AMORE!
TIENILO NELLA TUA MENTE,
INCIDILO NEL TUO PENSARE,
DISSETA L’ ESSENZA
DEL TUO BIANCO E ANTICO FIUME,
E DIMMI…
CONTRO QUALI ASPRI OSTACOLI
DOVEVA INFRANGERSI
QUEL TUO TERRIBILE
DESIDERIO DI VIVERE;
QUELLA VIOLENTA VOLONTÀ
DI FOGGIARE LE
;LE ALI DELLA TUA VITTORIA?
DIMMI,
RACCONTA,
RACCONTA,
DELLA TUA INSONNE GLORIA,
DEL TUO APPASSIONATO
VISO DI LUCI E OMBRE.
OR CHE MI CONOSCI……DIMMI!
SON VORTICE D’AMORE SAI!
SO COMBATTERE COL FIATO NEL
FIATO;
CONSORRISO INFINITO,
COL CUOR MIO ACCANTO AL TUO.
DIMMI,
CHEMI TERRAI NELLA TUA MENTE,
CHEMI TERRAI NELLA TUA MENTE,
INCISA , NEL TUO PENSARE.
MA SOPRATTUTTO:
DIMMI
CHE MI DIRAI, SEMPRE …. DI TE !
DIMMI
CHE MI DIRAI, SEMPRE …. DI TE !
Le parole son granelli d’estate,
fiocchi di luce d’un canto di mare
sulle colline dal ricordo annuvolate.
Le conchiglie son sepolcro di lune,
giardini alluvionati d’un bacio di sale,
fra le spiagge dal temporale avvicendate.
Le parole son granelli d’estate,
virgole di cuore d’orizzonte apostrofato
sulle ali d’un pensiero di vetro affusolato.
fiocchi di luce d’un canto di mare
sulle colline dal ricordo annuvolate.
Le conchiglie son sepolcro di lune,
giardini alluvionati d’un bacio di sale,
fra le spiagge dal temporale avvicendate.
Le parole son granelli d’estate,
virgole di cuore d’orizzonte apostrofato
sulle ali d’un pensiero di vetro affusolato.
Fammi sognare ancora
mia bellissima signora,
lasciami tenere ancora un po' le tue mani
prima che arrivi l'alba,
voglio coccolarti ancora
prima che te ne vada.
Prima che tu ritorni
alla vita normale.
E' una grande emozione
osservarti,
fammi sognare ancora
dolce passione...
Vorrei essere tuo per sempre
e non dividerti con un'altro.
Lasciami accarezzare ancora un po' il tuo corpo
prima che faccia giorno
fammi sognare ancora...
mia bellissima signora,
lasciami tenere ancora un po' le tue mani
prima che arrivi l'alba,
voglio coccolarti ancora
prima che te ne vada.
Prima che tu ritorni
alla vita normale.
E' una grande emozione
osservarti,
fammi sognare ancora
dolce passione...
Vorrei essere tuo per sempre
e non dividerti con un'altro.
Lasciami accarezzare ancora un po' il tuo corpo
prima che faccia giorno
fammi sognare ancora...
Senso fuori di me
graffia e penetra
sbalordimento
in estasi energica
si apre e vola
infinito
minuti di perfetto
elegante erotismo
velati da giochi maliziosi
alla luce della fiamma danzante
ancora velluto
e poi raso
in cui avvolgere
amore e sensualità
ancora luna
e stelle
per disegnare
figure
ed incastri
è tempo per una nuova stagione
graffia e penetra
sbalordimento
in estasi energica
si apre e vola
infinito
minuti di perfetto
elegante erotismo
velati da giochi maliziosi
alla luce della fiamma danzante
ancora velluto
e poi raso
in cui avvolgere
amore e sensualità
ancora luna
e stelle
per disegnare
figure
ed incastri
è tempo per una nuova stagione
D’ogni uomo il guardo difforme al mondo volge,
dell’anima ha il colore,
all’età e al pensiero è conforme;
e così al guardo mio, tale sei tu
o suol natio.
Dei miei giochi fosti dimora,
così ti vedevo allora,
quando fanciullo l’apriche tue distese,
al limitar della paterna casa sorgenti,
sereno andavo solcando.
Sui campestri passi
era l’odore dei ligustri,
de l’uccellino, tra le fronde ascoso, il canto,
tra il frusciar del grano
e il mormorar dei pioppi al vento,
tra gli steli d’oro de le messi il ciano,
del gelso le more,
ed il canale dall’acque chiare,
fresco riparo nelle calde e afose ore.
E gioivano tutti i sensi,
e gioiva il cuor,
il sole vedendo nascere
e morire agli orizzonti.
Poi che ciò che sortisce gioia,
spesso, nel tempo, cagiona noia,
al volgere de la giovane età,
dal desiderio e da l’ardir sospinto,
del fanciullo mondo varcai la soglia.
Lo sfarzo, ch’al seguir la via
all’occhio m’appariva,
e l’imponenza de le vesti,
mi dissero così del tuo splendor,
de gli antichi tuoi fasti.
In abito di Candoglia,
e le guglie al cielo protese,
d’arte gotica illustre esempio,
solenne s’ergeva ne la piazza il tempio;
emblema d’una remota possanza,
ancor viva ne la sua fattezza,
poco in là si stagliava turrita
la viscontea fortezza;
e lungo le vie, talora lastricate,
erano edifici pittoreschi,
di bassorilievi adorni,
di floreali affreschi.
E tra le vie vagando,
ai tuoi antichi giorni
spesso volava la mente,
ma più sovente allor che,
tra l’urbane mura leggero spirando,
l’olezzo di quel tempo
pareva portasse il vento.
La mano de l’uomo, nel frattempo,
agendo incauta e cieca,
l’opera sua sortiva
e de la Natura faceva scempio.
Quanto cambiasti suol natio,
e quanto, da allora, son cambiato io,
eppur al guardarti sento,
tali qual’eran remoti,
dell’anima i sussulti, del cuor i moti.
Così, quando terge il cielo tuo la brezza,
e si scopre l’Alpe e l’aria s’olezza,
o quando la bruma si versa,
l’ignoto recando ne la città dispersa,
o del sole il primo raggio
ch’il fosco cielo d’inverno squarcia,
od ancor il violento scroscio
che l’afa estiva spazza,
e benché fuggì il sereno tempo,
e benché fuggisti tu, di campo in campo,
e i tanti pensieri,
e il dover cui attendo
spesso mi portano ne l’oblio,
come t’ho amato, io t’amo ancora
o suol natio.
dell’anima ha il colore,
all’età e al pensiero è conforme;
e così al guardo mio, tale sei tu
o suol natio.
Dei miei giochi fosti dimora,
così ti vedevo allora,
quando fanciullo l’apriche tue distese,
al limitar della paterna casa sorgenti,
sereno andavo solcando.
Sui campestri passi
era l’odore dei ligustri,
de l’uccellino, tra le fronde ascoso, il canto,
tra il frusciar del grano
e il mormorar dei pioppi al vento,
tra gli steli d’oro de le messi il ciano,
del gelso le more,
ed il canale dall’acque chiare,
fresco riparo nelle calde e afose ore.
E gioivano tutti i sensi,
e gioiva il cuor,
il sole vedendo nascere
e morire agli orizzonti.
Poi che ciò che sortisce gioia,
spesso, nel tempo, cagiona noia,
al volgere de la giovane età,
dal desiderio e da l’ardir sospinto,
del fanciullo mondo varcai la soglia.
Lo sfarzo, ch’al seguir la via
all’occhio m’appariva,
e l’imponenza de le vesti,
mi dissero così del tuo splendor,
de gli antichi tuoi fasti.
In abito di Candoglia,
e le guglie al cielo protese,
d’arte gotica illustre esempio,
solenne s’ergeva ne la piazza il tempio;
emblema d’una remota possanza,
ancor viva ne la sua fattezza,
poco in là si stagliava turrita
la viscontea fortezza;
e lungo le vie, talora lastricate,
erano edifici pittoreschi,
di bassorilievi adorni,
di floreali affreschi.
E tra le vie vagando,
ai tuoi antichi giorni
spesso volava la mente,
ma più sovente allor che,
tra l’urbane mura leggero spirando,
l’olezzo di quel tempo
pareva portasse il vento.
La mano de l’uomo, nel frattempo,
agendo incauta e cieca,
l’opera sua sortiva
e de la Natura faceva scempio.
Quanto cambiasti suol natio,
e quanto, da allora, son cambiato io,
eppur al guardarti sento,
tali qual’eran remoti,
dell’anima i sussulti, del cuor i moti.
Così, quando terge il cielo tuo la brezza,
e si scopre l’Alpe e l’aria s’olezza,
o quando la bruma si versa,
l’ignoto recando ne la città dispersa,
o del sole il primo raggio
ch’il fosco cielo d’inverno squarcia,
od ancor il violento scroscio
che l’afa estiva spazza,
e benché fuggì il sereno tempo,
e benché fuggisti tu, di campo in campo,
e i tanti pensieri,
e il dover cui attendo
spesso mi portano ne l’oblio,
come t’ho amato, io t’amo ancora
o suol natio.
L’amore spesso è solo
Un a parola,
si fa presto a dire,
l’amore vero,
che và oltre
i sensi,
il divertimento
e la ricerca del benessere e dello spasso,
è tanto difficile da trovare;
trovi gente,
pronta sfruttare i soldi altrui,a spendere e spandere se si può,
finchè la pacchia dura,
ma trovare un apersona che ti voglia bene,
che ti consideri,
e ti rispetti,
non solo esteriormente,
ma anche dal punto di vista
interiore,
non è uno scherzo,
non basta girare l’angolo,
o fare un annuncio su face book;
amare ed essere amati è raro in questo mondo.
Un a parola,
si fa presto a dire,
l’amore vero,
che và oltre
i sensi,
il divertimento
e la ricerca del benessere e dello spasso,
è tanto difficile da trovare;
trovi gente,
pronta sfruttare i soldi altrui,a spendere e spandere se si può,
finchè la pacchia dura,
ma trovare un apersona che ti voglia bene,
che ti consideri,
e ti rispetti,
non solo esteriormente,
ma anche dal punto di vista
interiore,
non è uno scherzo,
non basta girare l’angolo,
o fare un annuncio su face book;
amare ed essere amati è raro in questo mondo.









