Mi prenderò più tempo
cambierò qualcosa.

Ma non 
cancellerò nulla.

Imparerò dalle sconfitte
è dalla sofferenza.

Troverò la giusta
strada.

Camminerò
verso la luce.

Cercherò i miei occhi
persi dentro lo specchio.

Nella prossima vita
seguirò la luce delle stelle.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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bastano poche lucciole
a spezzare il buio tra le foglie

come una gerbera tra i fogli
l'arsura di una sera


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Profilo Autore: garofano a.  

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I mercati collocati
la ripresa  il suo sviluppo
ma io ancora sono a dirti
solo un poco di pazienza
verrà poi anche il tuo turno.
E ci provo
a ricercarti in un sorriso,
mentre piove
sopra tutto e sul cammino
sulla pioggia che è salata
e fa male per vedere.
Non sarai certo contento
condividere parole
riservato come sei.
Ma aspettiamo
il sole arrivi,
i suoi raggi ad asciugare
tutta quanta l'amarezza
e restare qui in attesa
per l'ennesima illusione.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Tremula la foglia al tuo soffiar

del sole vaga dipingeva l’ombra

e uno stormir confuso,

mentre un incerto mormorio

sortiva il grano.

Io, presso l’albero seduto,

lo sguardo posavo lontano,

sulle cime dell’Alpi,

che tu avevi disvelate,

e quella lontana quiete,

tale, d’inganno còlto, allor mi parve,

al campestre rumorio

e alle voci inquiete del mio cuore

andavo comparando.

Già ch’altrove sempre volse,

ch’il desir avesse pace,

già ch’ai pensati gaudi mai rispose,

ch’il piacer non fosse vano,

credevo lì, sulle cime innevate,

credevo in altro luogo,

un dì, non lontano.

Con rinnovata speranza allor 

per i campi andavo, 

fino al morir del giorno,

e il ligustro m’arrideva, odorato,

tra i rami posato il passero,

un’armonia spandendo d’intorno.

Pur non credevo nel dolor

e negli affanni, e sotto questo cielo,

di dove al guardo è negato,

o d’uno squarcio insperato

raro traluce il raggio,

dover trascorrere gli anni

ch’al caro tempo de l’infanzia

seguirono, né che le cose

ch’un tempo vane stimai e noiose

avrei rimpianto un giorno.

Tu invece vai e nulla ti preme,

né pur di noi, 

vai per gli adusati sentieri

e ove più non s’addentra il mortale,

indi al luogo natale,

dopo vago errare, torni,

e tal riprendi, poi, senza posa,

così ch’ogni tempo hai veduto,

ogni umana cosa,

onde l’orme riporti, tornando,

di quel ch’è perduto;

tu vai, eterno peregrino,

ma non sai quanto il tuo venir mi giova,

ché il cielo sopra di me si sgombra, 

l’aria di vita s’odora,

l’eco dei miei perduti dì pur sento.

Oh vento, vento,

benché tali non furono allora

guardo a quei giorni, or belli e cari,

come della gioia la sola dimora,

e adesso che più non mi sovvien 

il tempo, né la speranza,

mi sovvieni tu 

e una dolce ricordanza.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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E poiché … amo i superlativi
e tutti gli Oltre,
amo,
quel volare alto
sopra noi
per spostar le  molte cose,
per  cercare nuovi cieli,
 misurare nuovi spazi!
Se solo avessimo
occhi più acuti
riusciremmo ad  apparire alti
già a noi stessi:
splendidi sistemi solari, quali siamo!
Se solo, avessimo
mente più pronta
ed impetuosa,
capiremmo
che niente
di più elevato esiste
o si lascerebbe
raggiungere
e neanche più ideare.
   Siam giardini del possibile,
nell'Oltre...
superlativo Oltre!
 S
opra i fiumi,
sopra le stelle;
via da veleni e da miasmi
di una quotidiana archeologia,
con falsi giudizi
e sterili valutazioni.
Oltre…
per guardare
con coraggio  i nostri sogni,
rintracciare fede,
e non esser solo mete
ma diventare ponti.
Ponti … per il mondo,
                                                                       per andare …
                                                        ... oltre il solito alfabeto di noi stessi!


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Profilo Autore: Hera  

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E' notte,
a quest'ora
puoi farmi
compagnia,
ci sei
e ci sarai,
ora,
in futuro,
o mai;

possiedi
un fascino
tutto
sentimentale,
un soffio d'anima
che ingentilisce
il cuore,
dolce malinconia:
sei poesia.

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Profilo Autore: Sergio Camellini  

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In questa “valle di lacrime”

ovvero la vita, non ci sei più,

era il quattro marzo di un anno fa,

ieri come oggi

sfugge il tempo come il vento tra i capelli

E' il ciclo della vita una clessidra

caduto l'ultimo granello di sabbia

indietro non si torna,

l'unica certezza, l'unica cosa giusta

per ogni essere umano

Non esiste ricco, povero, buono e cattivo,

non esiste etnia o religione

per tutti la nascita e la morte son gemelle

le scelte nel proseguo, dipendono da noi

Tu hai edificato su terreno fertile,

frutti buoni son cresciuti

il cuore tuo colmo di bontà,

piccola, grande donna eri

un po' caparbia

ma eri tu e questo è ciò che conta

Eri tu, tra le cui braccia

mi rifugiai mille volte quando il dolore

mi si attorcigliava al corpo

come filo spianato

Eri tu, pranzavamo insieme serene

due donne, due amiche

ma il mio rispetto di figlia sempre,

ed ancora mi chiamavi “bambina”

Ora nuovamente la sofferenza

danza maldestra nella mia vita,

non ho più il tuo abbraccio,

la tua voce a consolare l'anima

i ricordi si, tanti i saggi consigli

Il tuo viso mi sorride

da una sterile fotografia

in bella mostra sul comò,

ma se chiudo gli occhi,

ti racconto di me, di noi

sento la tua piccola mano sul viso

e la tua bella voce dire “sono qui bambina mia”

                                                                                  *****************************


Alla mia cara mamma nel primo anniversario della sua morte

con tanto amore sempre e per sempre dalla stessa parte. Ciao mamma ti amo tan























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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Parla di me
non ti scordare
tienimi acceso, vivimi
portami sulle tue labbra
fai scivolare le mie gesta sulle tue corde vocali
urla il mio stato mentale
raccogli i miei passi
fanne tesoro
scrivi di me in ogni dove
rivivimi nei tuoi sogni
fai di me la ninna nanna dei tuoi figli
cercami nella semplicità della vita
nei gesti umili e dentro lo sguardo di un infante
suonami! filmami!
assapora il mio profumo
trai nutrimento dal mio frutto
condividi con me gioie e dolori
dipingimi con tutti i colori
sono il tuo osservatore
racconto il mondo con gli occhi di un viaggiatore
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Profilo Autore: Milo  

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Or che l’inverno riposa
siete madre,
signora dei miei sogni,
siete sposa
e non me ne raddolo;
anzi,
di festa vi cinga un volo di colombe
e d’esili aromi primavera vi circondi.
Un’altra estate è consumata;
sui nostri giorni
fecondi di speranze e di sogni
grava un mondo reale.
Collega dell’infanzia mia,
primiero amore,
il tempo porta via
anche i ricami d’oro,
d’amore e d’allegria.

(1967)
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tempo passato
ha sfiorato
ed è fuggito
ancora una volta

profumo usuale
sale ed occlude
narici ed occhi
come solito fare

lento il grigio
veste il mondo
ricoprendo anche
l’estate

ancora un sorso di sogno
scivolando verso
nulla che allieta
e piace al mio io
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Parto per il viaggio più bello
fatto di tappe.

Mentre intanto
cresce magicamente l'attesa.

In volo con il mio corpo
imponente.

In un incrocio
di colori.

Il bianco candido evidenzia
i contorni neri.

Ma colpisce l'arancio
lungo ed elegante.

Porto il dono più bello
e desiderato.

Fiera e felice
di essere cosi attesa.



DEDICA PER L'AMICA GIO' E' LA FIGLIA CHE STANNO ASPETTANDO LA CICOGNA.


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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ero Ieri quando un giorno incontrai Oggi. Mi disse vieni con che sarai felice. M'innamorai di lui all'istante, così smisi di essere Ieri e diventai a mia volta Oggi.
Mentre andava avvicinandosi il Domani, Oggi mi abbandonava e non seppi più chi fossi.
Piangendo, arrivò Domani che mi chiese di seguirlo ma ferito da Oggi rifiutai.
Passò molto tempo e senza accorgermene mi svegliai nelle braccia di Domani e fu allora che mi disse: hai visto, hai superato il dolore di Oggi, ma non scorderai più di quando eri Ieri!
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Profilo Autore: Syrio  

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Il mio cuore,
   seppur disteso a terra…
…ha  gli occhi
aperti alla bellezza.
Possiede il dono
della meraviglia.
È capace d’ebbri amori,
spalanca mondi,
apre spirali,
lancia sfide,
propone enigmi!

Or, reca tracce
di divinità fuggite…
    …ombre, di irrivelati amori.
 E' selva triste,
 ma  dolce e forte 
con sottili canti
        e spumeggianti azzurri suoni…
…freschi!
 E' caldo più del sole.
Sa scrivere
rosse lettere di fuoco!
Timido,  prepotente,
smarrito e  teso…
…sa incendiare i sensi!

Il mio cuore... 
seppur disteso a terra,
sa essere cuor fecondo.
   Sa cantar… solo d’amore!
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Profilo Autore: Hera  

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Un’ignota mano era, non il vento,

che le foglie muoveva, in primavera,

ignoto pure di dove veniva il canto

del merlo, tra i rami celato,

e il moto ondulato del grano maturo,

il lamento duraturo delle cicale;

oh, quale mistero pensavi, 

quale magia, e seppur di tutto ignaro,

tutto per te era gaudio, tutto gioco.

Non avvezza al mondo e alla ragione,

quanti vaghi pensieri

sortì la tua acerba mente,

quante fantasie,

onde sovente alle celesti vie 

lo sguardo alzavi, sospirando. 

Ricordi? Era il tempo dei soli estivi

e tu, recandoti il nonno per mano,

tra robinie, pioppi e gelsi vagavi

e non c’erano le piaghe dell’età,

non c’erano affanni

a turbare l’adolescente beltà.




Dove sono ora quei sospiri?

Perché non ti rallegra più quel canto,

né la voce del vento,

non quel sobrio diletto, 

pei campi vagando?

E perché, trascorsa la giovane età,

lo sguardo al vero volgesti?

Forse che il discoprire che tutto è vano,

che tutto la morte oscura,

una qualche gioia ti procura?

Forse ch’indagare può la ragione

il mistero de l’universo?

Sottile inganno. E chi, ancora,

tali cose sovente obliando,

ben oltre ciò ch’il viver ti chiede,

a cercar ti spinge?

Chi, tu sapendo che tutto è nulla,

ad operarti in vacue cose ti sprona?

 

Io non so se tal cosa

all’uomo fu prescritta ad arte,

so solo che passati quei dì

non solo il verde sembiante,

non solo le favole antiche, 

ma anche ogni illusione svanì.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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Risultati immagini per piccola katy


Io mi ricordo ancora
anche se a quei tempi
ero un bambino
andava tanto una canzone
parlava di una ragazza bionda
e molto bella
ora avrà sui settant'anni
Katy è il suo nome.
Se n'era andata a quei tempi
per una delusione d'amore
e cinque orsacchiotti le cantarono
questa canzone.
Piccola katy quella notte aveva capito
che pure le bambole l'avevano tradita
aveva passato un intensa ora d'amore
poi al mattino svanito nel nulla.
Decise di andarsene lontano
da quei posti che le ricordavano
il passato.
Ora gli orsacchiotti
sono ancora in cinque
e cantano questa vecchia canzone
piccola Katy la ascolta ancora
non è più una ragazza
da tempo è già nonna,
ma quella lacrima che scende nel viso
è un vecchio ricordo
di un amore finito...
                                
                              OMAGGIO AI POOH PER AVER RACCONTATO QUESTA FANTASTICA STORIA
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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